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Il libro che le multinazionali non ti farebbero mai leggere

Di

Editore: Newton Compton (Controcorrente, 53)

3.7
(110)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 281 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8854115169 | Isbn-13: 9788854115163 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fiammetta Ciuffi , Antonella Pappalardo

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
H&M, Nokia, Coca-Cola, McDonald's, Adidas: nei nostri centri commerciali troviamo scintillanti marche a prezzi competitivi. E il nostro sabato pomeriggio di shopping a prezzi modici ci rende felici: ci sentiamo liberi, realizzati, alla moda, perfettamente inseriti nella società. Peccato però che quel telefonino e quel paio di scarpe che portiamo allegramente in giro siano il frutto del lavoro duro e sottopagato di donne e bambini del Terzo Mondo, per quali produrre scarpe in condizioni disumane per il lontano mondo ricco rappresenta l'unica possibilità di sopravvivenza. È un panorama che ci è familiare, e che ormai non ci sembra altro che la normalità. Lo strapotere del denaro e la corsa al successo sono entrati in pieno nel nostro stile di vita: chi ha avuto la sfortuna di nascere in un paese povero rimane automaticamente relegato in un'esistenza ai margini, senza alcuna possibilità di riscatto. Ma davvero è tutto così "normale"? Esiste un modo per dire basta alle multinazionali che ignorano i diritti umani e distruggono l'ambiente nella corsa inarrestabile verso il profitto, approfittando delle nostre velleità di essere sempre al passo, sempre vincenti?
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  • 4

    L'uomo è.......un "affare"...

    Ogni anno milioni di persone muoiono di malaria perchè non possono permettersi una visita medica o i farmaci. Inoltre la ricerca sulla malaria procede a rilento, poichè i malati in Africa,Asia e
    Sudamerica sono clienti troppo poveri per attirare l'interesse delle case farmaceutiche. Queste ultim ...continua

    Ogni anno milioni di persone muoiono di malaria perchè non possono permettersi una visita medica o i farmaci. Inoltre la ricerca sulla malaria procede a rilento, poichè i malati in Africa,Asia e Sudamerica sono clienti troppo poveri per attirare l'interesse delle case farmaceutiche. Queste ultime preferiscono investire nella ricerca contro piaghe più importanti, come la caduta dei capelli, il sovrappeso e i problemi di erezione, che consentono loro di guadagnare più denaro.

    pag 121

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Innanzitutto una piccola premessa personale che lascia il tempo che trova: in generale trovo questi volumi della serie "Il libro che TALDEITALI non ti farebbe mai leggere" un po' pretenziosetti nel titolo, in quanto ritengo in tutta onestà che se TALDEITALI non volesse effettivamente che io legge ...continua

    Innanzitutto una piccola premessa personale che lascia il tempo che trova: in generale trovo questi volumi della serie "Il libro che TALDEITALI non ti farebbe mai leggere" un po' pretenziosetti nel titolo, in quanto ritengo in tutta onestà che se TALDEITALI non volesse effettivamente che io leggessi questa roba non ne permetterebbe la pubblicazione. Di certo non per la Newton Compton, che non è l'ultimo distributore editoriale indipendente del circondario. La verità è che a TALDEITALI nulla frega se io effettivamente legga o no questo libro perchè a conti fatti la popolazione che legge, nella fattispecie che legge questi tomi un po' più impegnati di Moccia e Fabio Volo, rappresenta una minoranza risibile per la grande multinazionale che può contare sul sostegno di milioni di fedeli acquirenti.

    Quindi il leggere questo libro sugli orrori perpetrati dalle multinazionali in termini di sfruttamento dei lavoratori, danni ambientali e appoggio a regimi totalitari in sè non cambia nulla, è il sensibilizzare chi ci sta intorno la chiave, e cominciare nel nostro piccolo a fare qualcosa. Cosa non sempre facile, perché se posso rinunciare senza problemi ad andare da McDonald's, bere Coca Cola (un po' più a fatica ma si può fare), limitarmi nell'acquisto di vestiti e scarpe firmate (anche se a questo punto mi si dovrebbe dire dove trovare delle marche italiane di vestiti a buon mercato, perchè dove sta la differenza nell'acquistare la scarpa Nike o quella tarocca fabbricata in Cina, probabilmente nelle stesse identiche fabbriche?), posso comprare solo ogni tanto banane equosolidali evitando la Chiquita, comprare poca cioccolata o evitare come la peste i medicinali Bayer (e mi ripropongo di buttare nell'immondizia quelli che mi sono già ritrovata ad acquistare), ma come posso io che abito in un sobborgo dimenticato da ogni divinità concepita da mente umana come potrei rinunciare all'automobile? La risposta che dà l'autore è molto semplice: non dovrei farlo. Dovrei limitarmi a fare quanto mi è possibile e non diventare un'attivista al 100%. Fare quel che si può e non oltre, sensibilizzare chi ci sta intorno. E io cerco nel mio piccolo di sensibilizzare chi leggerà questa recensione, sperando che i lettori si incuriosiscano, comprino o prendano in biblioteca il suddetto tomo o si informino su internet e facciano altrettanto.

    Altro limite del libro che non mi ha permesso di apprezzarlo appieno è il fatto che essendo scritto da un autore tedesco ovviamente si concentra sulle multinazionali tedesche e internazionali (nello specifico quelle americane) e si ritrova spesso a fare riferimenti a libri o studi tedeschi che purtroppo non vedono una traduzione italiana: quindi il consiglio di rifornirsi di prodotti locali ed equosolidali, specie in ambito alimentare, per combattere le politiche di sfruttamento delle multinazionali nel mio caso lascia il tempo che trova, perché nulla imparo da questo libro degli orrori eventualmente perpetrati dalla Barilla, da Laura Biagiotti o dalla Unicredit Banca. Di nuovo, basta informarsi in giro tramite il mezzo internet, ma il libro in sè mi aiuta pochino.

    Una cosa che invece ho molto apprezzato è che l'autore del libro tende ad essere molto obiettivo e a non demonizzare nessuno in particolare: non i proprietari delle fabbriche nei paesi in via di sviluppo (spesso costretti a far lavorare i propri operai in condizioni di semi schiavitù a causa dei prezzi bassi imposti dal mercato internazionale), non i proprietari delle multinazionali, che devono rendere conto ai propri azionisti. La colpa va cercata fondamentalmente è della moderna economia di mercato, e in essa anche la soluzione: se una multinazionale è legata alle regole del mercato e non a una perversa malvagità d'animo alla Lex Luthor dei suoi proprietari, un uso smodato e consapevole da parte delle masse del boicottaggio può fare molto.

    ha scritto il 

  • 1

    Noioso

    Avevo letto altri libri di questo tipo e li avevo sempre trovati interessanti e curiosi, comunque un modo per avere delle informazioni che generalmente non vengono fornite dai consueti sistemi di informazione. Questo libro invece risulta veramente noioso: un elenco totalmente sterile e freddo di ...continua

    Avevo letto altri libri di questo tipo e li avevo sempre trovati interessanti e curiosi, comunque un modo per avere delle informazioni che generalmente non vengono fornite dai consueti sistemi di informazione. Questo libro invece risulta veramente noioso: un elenco totalmente sterile e freddo di fatti esposti in modo abbastanza elementare con consigli a dir poco bambineschi. Bocciato!!!

    ha scritto il 

  • 3

    Libro abbastanza interessante per avere una panoramica dello schifo che c'è in giro, e soprattutto di cosa non si fa per i soldi.
    Consigliato a chi già si informa per conto proprio tramite blog e siti di controinformazione, per queste persone, il libro può essere una bona raccolta di dati da tene ...continua

    Libro abbastanza interessante per avere una panoramica dello schifo che c'è in giro, e soprattutto di cosa non si fa per i soldi. Consigliato a chi già si informa per conto proprio tramite blog e siti di controinformazione, per queste persone, il libro può essere una bona raccolta di dati da tenere a portata di mano. Per chi invece è digiuno di questi argomenti, e pensa che sia tutto rose e fiori, bhe leggetelo e fate in modo di farlo leggere anche ad altri.

    ha scritto il 

  • 4

    Persone, che conosco, sono diventate vegetariane dopo aver letto "Se niente importa" di Jonathan Safran Foer, io non l'ho letto, me l'hanno accennato un po', temo farlo non per diventare vegetariano. Non mi costerebbe granché, il fatto è che, a diventarlo, ne sono sicuro, me lo impedirebbe solo ...continua

    Persone, che conosco, sono diventate vegetariane dopo aver letto "Se niente importa" di Jonathan Safran Foer, io non l'ho letto, me l'hanno accennato un po', temo farlo non per diventare vegetariano. Non mi costerebbe granché, il fatto è che, a diventarlo, ne sono sicuro, me lo impedirebbe solo il maiale con tutti i suoi derivati... :) Fatta questa irrilevante riflessione... diventare vegetariano può essere facile, se sei motivato, ma come fare per non cadere, per non dare o, perlomeno, dare il meno possibile da mangiare ai vari "logos" sponsor sportivi... alle varie firme di moda…ma anche alle maggiori industrie, comprese i produttori del pc sul quale scrivo, che si avvalgono in gran numero di lavoratori minorili, bambini, trattati spessissimo come schiavi, quando non li mandano a combattere. Oppure che distruggono la natura, le foreste, l’ambiente naturale di popolazioni diverse da quelle del primo mondo… solo per trovare idrocarburi o coltivare vegetali , magari ogm , per ottenerne biocarburanti o mangimi per animali, che finiscono in polpette o crescono in batteria. Industrie agganciate alla produzione d'armi, alle guerre, anche se noi siamo loro grati per produrci l'aspirina. Dovremmo fare una specie d'albero genealogico di tutti i produttori dei cibi che compriamo nei vari supermercati, per non cadere ad incrementare i profitti delle multinazionali. Kraft, Nestlè, Ciquita, Coca Cola, McDonald’s e i loro altri nomi… Non ci scappa nemmeno la Walt Disney e non ci scappano i giocattoli della Mattel… Così anche stando attenti con le centrali nucleari... alle quali è interessata la Siemens con un suo braccio francese … che facciamo, la boicottiamo non avvitando le lampadine Osram al lampadario? Certo, la vita è difficile se si vuole combattere qualcosa. Il libro ci fornisce molti consigli su come boicottare queste multinazionali e numerosissimi links di associazioni per la difesa dei consumatori e di indirizzi verso i quali protestare.

    ha scritto il 

  • 4

    Uno primo sguardo completo sulle multinazionali

    Acquistato con lo scetticismo che infondono le letture "da banco", il libro si è rivelato molto più soddisfacente del previsto per almeno un paio di buone ragioni. Anzitutto è di facile comprensione nonostante tratti di argomenti (politiche economiche, giurisprudenza, dinamiche di mercato interna ...continua

    Acquistato con lo scetticismo che infondono le letture "da banco", il libro si è rivelato molto più soddisfacente del previsto per almeno un paio di buone ragioni. Anzitutto è di facile comprensione nonostante tratti di argomenti (politiche economiche, giurisprudenza, dinamiche di mercato internazionale, sfruttamento umano) di per sè complessi. Inoltre in maniera semplice ma estremamente efficace, l'autore/giornalista riassume, suddividendole in capitoli, le proprie indagini che lo hanno portato a scoprire di quali nefandezze si macchino le multinazionali per portare sul mercato prodotti di consumo realizzati per noi occidentali ed a scapito di persone che vivono a migliaia di chilometri da noi. Insomma un ottimo inizio per i neofiti del genere che, tra le altre cose, potranno consultare pratiche tabelle e scoprire le caratteristiche (negative) delle aziende mondiali dal più alto fatturato.

    ha scritto il 

  • 2

    in dettato sul mal governo

    il libro è abbastanza bello e parla di questioni molto importanti che dovrebbero essere conosciuti da tutti...ma così non è. sicuramente le cose che sono scritte sono vere e non lasciano indifferenti i lettori. e anche vero però che determinate cose avvengono perché la politica nn opera come dovr ...continua

    il libro è abbastanza bello e parla di questioni molto importanti che dovrebbero essere conosciuti da tutti...ma così non è. sicuramente le cose che sono scritte sono vere e non lasciano indifferenti i lettori. e anche vero però che determinate cose avvengono perché la politica nn opera come dovrebbe: mi sembra che molte delle problematiche citate riguardino paesi come la Cina o terzo mondo....terreno più che fertile per gli interessi di pochi. il problema non può essere il capitalismo ma bensì l'uomo attraverso scelte inopportune e sbagliate! dettate dall'avidità, dall'ignoranza, e dai falsi miti. anzi, questo libro nn fa altro che confermare come anche grazie al consumatore più PICCOLO, partecipi a piene mani a questo meccanismo!

    ha scritto il 

  • 3

    Lo inserisco come da consultazione.

    Lobo ... classico nome da attivista post moderno ... ma il libro è bello. Quando leggo materiale di questo tipo, mi chiedo sempre quanto di tendenzioso ci sia nel definire criminose azioni (che sicuramente lo sono) ma senza approfondire un discorso per dimostrarlo univocamente. Dai, ti apre un po ...continua

    Lobo ... classico nome da attivista post moderno ... ma il libro è bello. Quando leggo materiale di questo tipo, mi chiedo sempre quanto di tendenzioso ci sia nel definire criminose azioni (che sicuramente lo sono) ma senza approfondire un discorso per dimostrarlo univocamente. Dai, ti apre un po' gli occhi sul mondo. Se lo volete leggere ... comunque ... ben venga.

    ha scritto il