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Il libro dei sussurri

Di

Editore: Keller

4.3
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889767235 | Isbn-13: 9788889767238 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Anita Natascia Bernacchia

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Tutto ha inizio nella piccola città di Focşani, in una strada armena, tra i vapori del caffè, gli aromi della cantina di nonna Arshaluys, i libri antichi e le fotografie appartenute a nonno Garabet. Il piccolo Varujan guarda un mondo colorato dallo sguardo dell'infanzia e ascolta le conversazioni e le storie favolose di alcuni vecchi armeni che, per parlare liberamente si nascondono in una cripta.
Prende vita così in un'atmosfera già densa di presagi, uno straordinario romanzo, una vera e propria epopea nella quale partecipando ai destini dei pesonaggi, alle guerre, ai viaggi, alle fughe, alle avventure, agli amori, alle vite che si compiono nella fine, si segue passo dopo passo, con continui salti di tempo e di spazio, l'intera storia del Novecento,il destino umano e in particolare quello del popolo armeno, del suo genocidio e della sua diaspora.
Un romanzo fuori dal comune, dall'ampiezza di respiro inusuale, popolato da personaggi indimenticabili e che è allo stesso tempo narrazioe personale, libro identitario per il popolo armeno e tributo a tutti coloro che hanno subìto la Storia.
Pubblicato nel 2009, Il libro dei sussurri ha ottenuto sin da subito uno straoridnario successo di critica, tanto da essere considerato uno dei capolavori della letteratura romena post-comunista e da essere insignito del premio di "Libro dell'anno". Non da meno è stato poi l'apprezzamento dei lettori che l'hanno trasformato nel maggior successo editoriale degli ultimi dieci anni. Attualmente il romanzo è in fase di traduzione in numerose lingue.
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  • 5

    Grande libro, grande scrittore

    L'inizio della lettura è stato difficile (esattamente come mi avevano detto altri che l'avevano già letto), ma passate le prime 120/130 pagine ha iniziato a prendermi e non riuscivo più a smettere. Terminato il libro, ho riletto con grande piacere anche le prime 120/130 pagine.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel mese di giugno mi trovavo a Beirut, relatore a un seminario organizzato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali per i vescovi del medio-oriente. In una pausa dei lavori mi sono soffermato a lungo con il Patriarca della Diaspora Armena che mi spiegava cosa significhi essere il ves ...continua

    Nel mese di giugno mi trovavo a Beirut, relatore a un seminario organizzato dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali per i vescovi del medio-oriente. In una pausa dei lavori mi sono soffermato a lungo con il Patriarca della Diaspora Armena che mi spiegava cosa significhi essere il vescovo di quasi due milioni di persone, disperse in quattro Paesi. Le ragioni di questa situazione vanno cercate nella storia del secolo scorso, nella deportazione forzata e nel genocidio di un milione e mezzo di armeni da parte del governo turco nel 1915 e nelle sofferenze che i loro discendenti dovettero subire sotto Stalin prima e poi sotto i governi del blocco sovietico, praticamente fino al caduta del Muro di Berlino e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica.
    “Il libro dei sussurri” è il racconto epico, dolce e triste a un tempo, drammatico e metafisico nelle sue cadenze e nella sua prosa, di questa vicenda di dolore. Scrive l’autore, Varujan Vosgonian: “Il Libro dei sussurri non è un manuale di storia, ma un libro di stati di coscienza. Per questo diviene trasludcido e le sue pagine trasparenti. È vero che nel Libro dei sussurri ci sono molti dati concreti relativi al giorno, all’ora, al luogo. La penna cammina troppo velocemente, ma a volte decide di indugiare per aspettare me e il lettore, e allora si profonde in dettagli, forse più del necessario. Ogni parola in più cgiarisce, ma proprio per questo toglie qualcosa. Dunque, se cancellassimo dal libro ogni elencazione di anni, ogni calcolo di giorni, il Libro dei sussurri conserverebbe tutti i suoi significati. Fatti simili a quelli narrati nel libro sono sempre accaduti, alle genti di ogni dove. In effetti, il Libro dei sussurri, nella sua essenza, resta immutato in ogni tempo, come una corale di Johann Sebastian Bach, come un’angusta porta dalla quale gli uomini passano, piegandosi o stringendosi gli uni agli altri”.
    I sussurri di cui il titolo parla sono i racconti a mezza voce, le parole dette e non dette, i lamenti che i vecchi hanno tramandato perché qualcuno li registrasse. Sono anche le storie di tutti coloro che sono caduti vittime della follia umana, in quel viaggio della disperazione che condusse i convogli dei deportati da Trebisonda, sulle sponde del Mar Nero, a Deir-ez-Zor, in Mesopotamia. Le immagini e le storie le abbiamo conosciute tristemente ancora molte volte, da Auschwitz ai Gulag: dai bambini lanciati in aria e infilzati dalle baionette dei soldati, ai moribondi lasciati in pasto alle iene e agli avvoltoi, dai roghi di cadaveri ai deportati che nell’inverno caucasico rimangono piantati nella neve, come tronchi neri di alberi morti, e vengono fatti a pezzi dai soldati, proprio come se stessero raccogliendo legna da ardere. Alla fine quel che rimane è “una malinconia dal sapore dolce-amaro, come aria non solcata da volo di uccello”. Un capolavoro commovente. Un grandissimo libro da non perdere.

    ha scritto il 

  • 3

    Non avrei mai detto di per dare tre stelle ad un libro che romanzo in realtà non é. Ma é scritto molto bene, scorre molto bene. Racconta la storia del popolo armeno attraverso il secolo scorso, attraverso una serie di personaggi realmente esistiti ed attraverso le loro personali esperienze. Non c ...continua

    Non avrei mai detto di per dare tre stelle ad un libro che romanzo in realtà non é. Ma é scritto molto bene, scorre molto bene. Racconta la storia del popolo armeno attraverso il secolo scorso, attraverso una serie di personaggi realmente esistiti ed attraverso le loro personali esperienze. Non c é una trama né una consecutio temporum, Vosganian salta avanti ed indietro nel tempo a seconda di ciò che vuole raccontare. Bel libro per riflettere su stermini a noi non noti ma terribili e reiterati. La parte sui sette cerchi delle deportazioni vale da sola la lettura del libro.

    ha scritto il 

  • 5

    Definito dal suo stesso autore: "una storia di eventi narrati", un altro libro fondamentale della storia degli armeni, della storia del secolo scorso, della storia dell'uomo. Non ti lascia mai tranquillo un momento, trasuda il travaglio continuo nei secoli di questo popolo senza sorriso. Agghiacc ...continua

    Definito dal suo stesso autore: "una storia di eventi narrati", un altro libro fondamentale della storia degli armeni, della storia del secolo scorso, della storia dell'uomo. Non ti lascia mai tranquillo un momento, trasuda il travaglio continuo nei secoli di questo popolo senza sorriso. Agghiaccianti le pagine del genocidio. Una denuncia precisa contro il negazionismo dei turchi.

    ha scritto il 

  • 5

    Ricordo di aver sentito parlare della diaspora degli armeni in un'intervista a Charles Aznavour (Aznavourian), diversi anni fa. Null'altro conoscevo dell'argomento, totalmente ignorato dai libri di scuola, almeno quelli adottati dai miei professori.
    Il Libro dei Sussurri, come ci spiega lo ...continua

    Ricordo di aver sentito parlare della diaspora degli armeni in un'intervista a Charles Aznavour (Aznavourian), diversi anni fa. Null'altro conoscevo dell'argomento, totalmente ignorato dai libri di scuola, almeno quelli adottati dai miei professori.
    Il Libro dei Sussurri, come ci spiega lo stesso autore, non è un manuale di Storia. E' un libro che racconta le storie di uomini e donne, le cui vite la Storia ha travolto, strappandoli alla loro terra e privandoli della loro identità.
    Il racconto è denso, la scrittura precisa, pacata, davvero sussurrata, in special modo quando l'autore si sofferma sui dettagli più intimi, quelli che riguardano la sua famiglia, se stesso bambino, i pensieri ed i sentimenti di ogni protagonista.
    E così, lentamente, il popolo sconfitto, disperso, dimenticato dal resto del mondo, prende vita e, riconquistando lo spazio negatogli, narra il suo calvario, ma anche i giochi semplici dei bambini, il profumo ed il sapore dei cibi tradizionali, il colore delle strade, i paesaggi, il piacere di riunirsi, l'affetto familiare.

    <<Nel libro dei sussurri non esistono personaggi immaginari, tutti sono realmente esistiti, ognuno nel suo luogo, nel suo tempo e con il proprio nome. [...]>> (pag. 300).

    Poi il sussurro, incalzato dagli eventi, diventa grido per riaffermare con orgoglio e passione le proprie origini, e pianto per le migliaia di morti, per le fosse comuni, per i deportati, per i bambini .....

    <<Da Mamura fino a Deir-ez-Zor, lungo una distanza di oltre trecento chilometri, un popolo intero percorse i sette cerchi, ovvero la via dell'iniziazione alla morte. [...]>> (pag. 301)

    <<I bambini di quelle fotografie sono scheletrici, con il tronco rimpicciolito, la pancia scavata, le ossa elastiche come molle d'acciaio sopra la voragine del ventre, le braccia e le gambe sottili come rametti, le teste esageratamente grandi, come le cavità degli occhi in cui i bulbi oculari escono dalle orbite o sprofondano nel cranio. I bambini ti guardano senza alcuna espressione sul volto se non quella tipica di una mente assente, smarrita, quasi appartenente ad un altro mondo. Non tendono le mani, non chiedono nulla. Nei loro occhi non c'è odio, hanno vissuto troppo poco per poter capire e condannare. Non esprimono alcun bisogno perché hanno dimenticato cos'è la fame, né tristezza perché non hanno vissuto la spensieratezza dell'infanzia. Nei loro occhi non c'è dimenticanza, perché non hanno ricordi. Nei loro occhi c'è il nulla. Il vuoto, la finestrella socchiusa verso l'altro mondo. [...]>> (pag. 328)

    Da leggere perché abbiamo bisogno di conoscere per non ripetere gli stessi errori, per non continuare a commettere le medesime ingiustizie.

    ha scritto il 

  • 4

    "Io sono più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso come un fascio di serpenti annodato ad una estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che su questa terra ha vissuto immensamente. E che nella misura non ha vissuto.”


    Legge ...continua

    "Io sono più di ogni altra cosa, quel che non sono riuscito a compiere. La più vera delle vite che indosso come un fascio di serpenti annodato ad una estremità, è la vita non vissuta. Sono un uomo che su questa terra ha vissuto immensamente. E che nella misura non ha vissuto.”

    Leggendo in libreria questo passaggio ogni mia incertezza, svanisce. Prendo il libro e avidamente inizio a leggere una storia (quella degli armeni) che, non mi appartiene e che non conosco, perché sui libri di scuola il loro lungo passato è trasformato in accenni, in frasi sparse qua e là, dentro un’altra storia considerata più importante.
    Ma la motivazione che spinge Varujan Vosgnaian a scrivere del suo popolo, non è dettata dalla volontà di inserire quella pagina mancante della storia, ma, parola dopo parola, rigo dopo rigo emerge la sua esigenza personale, di dare finalmente una voce a tutti i sussurri attraverso i quali per secoli gli armeni comunicarono le loro vite, il loro passato,vivendo nella costante paura di essere ascoltati dai loro oppressori di turno: i sussurri dei vecchi armeni quando parlavano ai loro nipoti, i sussurri dei cospiratori, e quello dei deportati, i sussurri esalati pure in punto di morte per svelare segreti altrimenti inconfessabili. Il popolo armeno ha perso nel corso dei secoli, l’abitudine di gridare, i continui massacri e gli estenuanti esili hanno abituato questo popolo a “vivere sommessamente”. Ma la scrittura è indelebile, rimane a testimonianza di quanto accaduto; ogni parola nell’istante stesso in cui è letta da noi, è un sussurro che si trasforma in una voce sempre diversa che sta lì, per narrare le continue fughe da una terra all’altra - come testimonia la parola “apolidi”(errabondi), impressa obbligatoriamente nei loro documenti- e quella voce si trasforma in un grido, quando si narra dei fratelli uccisi davanti ai propri occhi, il grido a sua volta diventa, disperato dolore, quando narra delle madri costrette a rimanere inermi di fronte a dei figli che muoiono di fame, tenendoli stretti tra le proprie braccia per trasmettere l’unico cibo disponibile per loro: l’amore, e poi come non bastasse costrette dal nemico a scavalcare i gracili corpicini di quei bambini come fossero la carcassa di un animale.

    La storia di questo popolo sembra davvero assurda, come fosse una fiaba, anche qui infatti, i personaggi subiscono soprusi e soffrono, ma non c’è un lieto fine, la loro sofferenza è continua e si ripete ciclicamente da secoli: hanno subito la violenza di altri popoli: prima i turchi, poi i russi e infine i tedeschi. Costretti di volta volta a combattere per difendere territori non suoi, hanno subito per secoli i massacri , deportazioni ed esili, che l’hanno privati per sempre di un loro territorio, cosi che “il oro stato si trova solo nella carta geografica che segna i percorsi dell’anima”;eppure come sottolinea l’autore, questa gente, la sua gente, nonostante tutto non ha mai perso la sua dignità. Lo testimoniano i nomi e cognomi che man mano emergono dall’anonimato di un intero popolo che, nel tempo ha vissuto le stesse tragedie, quei nomi sono così legati ad un volto, quello di chi nel suo piccolo ha intrapreso delle battaglie del tutto personali per tentare di ottenere la libertà. E non importa se ci sono riusciti o no, essi sono visti come degli eroi. Perché in fondo ogni popolo, ha bisogno dei suoi eroi e delle sue eroine ,sui quali continuare a credere e a sperare, e intorno ai quali sentirsi sempre uniti.

    ha scritto il 

  • 0

    DA “INTERNAZIONALE” del 30/9-6/10/2011

    DA “INTERNAZIONALE” del 30/9-6/10/2011

    Varujan Vosganian
    Il libro dei sussurri
    Keller, 480 pagine, 18,50 euro
    ●●●●● (5/5)
    Un romanzo con migliaia, con centinaia di migliaia di personaggi, con più o meno un milione e mezzo di vivi e altrettanti morti (sterminati) sem ...continua

    DA “INTERNAZIONALE” del 30/9-6/10/2011

    Varujan Vosganian
    Il libro dei sussurri
    Keller, 480 pagine, 18,50 euro
    ●●●●● (5/5)
    Un romanzo con migliaia, con centinaia di migliaia di personaggi, con più o meno un milione e mezzo di vivi e altrettanti morti (sterminati) sembra impossibile, o come minimo una contraddizione in termini. Eppure esiste: è Il libro dei sussurri, che ripropone la vecchissima questione di cosa sia un romanzo. “Questa storia che chiamiamo Il libro dei sussurri non è la mia storia”, scrive Varujan Vosganian in uno dei frequenti salti indietro di una narrazione che oscilla come un pendolo. Il libro parla degli armeni, uno dei primi popoli spogliati di una patria o di buona parte di essa. Vosganian tenta, con una fede ammirevole, di dargliene una, o di ampliare le frontiere isiche dell’Armenia per trascenderla con epica, storia, denuncia e poesia. È un modo per ofrire a questo popolo una sonorità e una cadenza, e ordinarlo in una storia, incarnarlo in un romanzo.
    Un romanzo che sia una patria. Perché no? Lo strutturalismo e il suo iglio naturale, il nouveau roman, stabilirono ai loro tempi che il romanzo è il più borghese e romantico dei generi, perino più dell’idea di patria. Non è la prima volta che un libro pretende di riassumere un popolo, e Il libro dei sussurri almeno è scritto con l’alato, lo stile e l’impulso necessari. Vosganian alterna alla cronaca di fatti terriicanti, a volte inediti anche per chi ha letto molto sui lager nazisti e i gulag sovietici, soprattutto l’evocazione di costumi, cerimonie e racconti degli armeni.
    Pedro Sorela, Letras Libres

    ha scritto il 

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