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Il libro del destino

L'erede di Ahina Sohul

Di

Editore: Piemme

3.4
(237)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 495 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8838474664 | Isbn-13: 9788838474668 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
Il Signore delle Nebbie con il suo esercito di amorphi ha assaltato la città di Ahina Sohul, capitale delle Terre di Nadesh, usurpato il potere del re e messo sul trono Pseudos, alleato delle forze del male. Quindici anni dopo, il custode Galdwin parte alla ricerca del giovane Bedwyr, vero erede al trono di Ahina Sohul, sopravvissuto al massacro della famiglia reale. Lo trova a Batilan, dove conosce anche Enys, una ragazza dal passato misterioso e dalle incredibili doti. Bedwyr ed Enys si uniranno ai rappresentanti delle cinque Razze libere: Uomini, Elfi, Lupi, Nani e Draghi. Insieme cercheranno di ritrovare le pagine perdute del Libro del Destino, il libro profetico in grado di rivelare a chi lo possiede le sorti della Terra di Nadesh…
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ma che cos'è?!

    Premessa dovuta: Sono le due di notte, passatemi cortesemente qualche pastrocchio ortografico. Grazie


    ***


    Ed eccomi a recensire questo libro che mi è stato generosamente regalato (approfitto a priori per ringraziare!).


    Per un amante dei libri “corposi” come la sottoscr ...continua

    Premessa dovuta: Sono le due di notte, passatemi cortesemente qualche pastrocchio ortografico. Grazie

    ***

    Ed eccomi a recensire questo libro che mi è stato generosamente regalato (approfitto a priori per ringraziare!).

    Per un amante dei libri “corposi” come la sottoscritta, devo ammettere che veder comparire fra le manine un tomo di 500 pagine correlate da una copertina decisamente fascinosa è qualcosa di entusiasmante. Inutile dire che 1/3 del mio entusiasmo è quasi scomparso quando mi sono resa conto che erano, sì, 500 pagine, ma solo perché la Piemme ha avuto la furbizia di usare un font per miopi ed un’interlinea di almeno 7pt!

    In poche parole? Tanto fumo e poco arrosto. E poi ci lamentiamo dei problemi ambientali! Ecologia! Ci credo poi che li fanno pagare un casino questi libri, 300 pagine di libro sbrodolato nel mercato ad un “modico” prezzo di 18€ con 200 pagine assolutamente superflue! Ma basta tergiversare, passiamo alla vera recensione.

    Prima annotazione: finito il prologo già mi ero resa conto che molto probabilmente mi sarei tagliata le vene per metà del libro. La Piemme ha voluto inserirlo nel target +14 il che, molto ottimisticamente, avrebbe indicato una lettura adatta più o meno agli adolescenti fino ai 18 anni. Almeno. Ora, il fatto che il libro fosse stato scritto quando l’autrice aveva 12 anni non l’autorizza a presentare un lavoro, all’età di 14 anni, senza minimamente essere rivisto! Voglio dire, hai 14 anni? Vuoi presentare il tuo lavoro? Ma vuoi darci una riletta e accorgerti delle boiate che hai scritto? No? Okay, ma almeno gli editor! Per favore!

    Ma entriamo più nello specifico, perché sennò ad un lettore occasionale la mia recensione potrebbe apparire solo come il sadico tentativo di affossare una ragazzina che ha avuto la fortuna di pubblicare presto.

    Continua (non per scelta ma perchè è troppo lunga da mettere su aNobii) qua: http://sognandoleggendo.net/blog/?p=925

    ha scritto il 

  • 5

    Il libro del destino - l'erede di Ahina Sohul

    Ecco una saga da prendere in considerazione scritta dalla giovanissima e talentuosa Elisa Rosso all'inizio non mi ispirava molto lo devo ammettere ma poi quando ho iniziato a leggerlo mi sono dovuto ricredere, Elisa ha un talento davvero fuori dal comune per la sua giovanissima età, libro consigl ...continua

    Ecco una saga da prendere in considerazione scritta dalla giovanissima e talentuosa Elisa Rosso all'inizio non mi ispirava molto lo devo ammettere ma poi quando ho iniziato a leggerlo mi sono dovuto ricredere, Elisa ha un talento davvero fuori dal comune per la sua giovanissima età, libro consigliatissimo a tutti gli amanti del fantasy è una saga da tenere d'occhio.

    ha scritto il 

  • 2

    Parto con una premessa: i pareri che avevo ricevuto su questo libro erano così negativi da farmi immaginare il peggio. Avevo quindi iniziato la lettura senza nutrire alcuna speranza e forse proprio questo mi ha portata a giudicare con più indulgenza di quella che ci metterei di solito un libro ch ...continua

    Parto con una premessa: i pareri che avevo ricevuto su questo libro erano così negativi da farmi immaginare il peggio. Avevo quindi iniziato la lettura senza nutrire alcuna speranza e forse proprio questo mi ha portata a giudicare con più indulgenza di quella che ci metterei di solito un libro che comunque di difetti ne ha (e anche parecchi!) ma che non è comunque il peggiore che abbia letto.

    Ora, premetto anche che io sono sempre stata il tipo di lettrice che, se trascinata da una storia capace di coinvolgermi veramente, non si rende nemmeno conto di eventuali errori, buchi logici o pecche varie (specie se tecniche) del romanzo in questione. Questo primo volume della trilogia, però, aveva difetti e mancanze così evidenti che nemmeno io potevo ignorarle.

    Inizierò quindi proprio con i difetti che, mi dispiace dirlo, fanno da maggioranza. Partiamo coi personaggi.

    Bedwyr è insopportabile, antipatico, arrogante e infantile fin dalla sua prima comparsa. L’autrice dice di averlo fatto apposta così, per creare un protagonista che non fosse il solito “eroe perfetto”. Peccato che Bedwyr non sia affatto il protagonista, e che invece (come capisce chiunque già dalle prime pagine) quel posto gli venga continuamente rubato dal personaggio peggiore di tutto il libro. Sì, sto parlando di lei. Eynis. La ragazza bellissima, intelligentissima, abilissima e potentissima. Eynis, che è perfetta e amata da tutti sempre e comunque. Eynis, che è la peggiore Mary Sue in cui mi sono mai imbattuta, fanfiction comprese. Saccente, arrogante, infantile e maleducata, risponde male a chiunque senza alcun motivo perché probabilmente secondo l’autrice questo dovrebbe essere indice di forza di carattere (come dimostrato dal fatto che tutti la guardino con ammirazione e rispetto dopo ogni sua “uscita” infelice), ma finisce solo per sembrare una bambina villana e incoerente. Infine abbiamo Jadifh, che non è purtroppo nulla di più che il figo dal passato oscuro messo lì apposta per far coppia con la protagonista. Poi finisce qui. Tutti gli altri personaggi hanno la stessa voce (indipendentemente dall’età di chi parla, sembrano tutti avere 16 anni al massimo), con dialoghi che mostrano in pieno l’inesperienza della Rosso come scrittrice.

    Questa immaturità permane poi per tutto il romanzo, dall’ingenuità che fa muovere, parlare e pensare i personaggi, alla scelta semplicistica di far spuntare ad Eynis un nuovo super-potere ogni volta che la Compagnia si trova nei guai (troppo difficile sarebbe stato infatti trovare soluzioni più complicate ai problemi) fino al modo in cui l’identità “misteriosa” di ogni personaggio importante è facilmente intuibile dal primo capitolo. E poi, ovviamente, abbiamo i già citati errori logici e pecche varie (dov’era l’editor in tutto questo???), senza contare una dipendenza fortissima dal Signore degli Anelli, da cui (esclusi i nomi, qualche raro personaggio e ovviamente la missione da compiere) Elisa riprende quasi tutto senza che vi sia nemmeno una qualche sorta di rielaborazione…

    Eppure credo ancora che Elisa Rosso abbia delle potenzialità. La sua scrittura è semplice, scorrevole e immediata (in molti casi anche troppo, visto che è quasi impossibile immedesimarsi con tutto quel raccontato al posto del mostrato), e inoltre qualche rara trovata originale mostra che, staccandosi dai classici del genere, la Rosso potrebbe dimostrare di non mancare affatto di fantasia come può sembrare in questo primo volume.

    Alla fine del romanzo, comunque, ero quantomeno incuriosita di sapere come sarebbe andata a finire nei prossimi volumi e per questo ho messo una stella di incoraggiamento in più, anche se posso consigliarlo soltanto a bambini e ragazzini dagli 8 ai 16 anni - dai 15 anni in su solo se questo è il vostro primo fantasy e non vi sentite ancora pronti ad affrontare la lettura di Tolkien! ^.^

    ha scritto il 

  • 0

    La storia non sarebbe così male se solo non ci fossero così tante cose copiate da altri libri
    Esempi?
    - la compagnia, formata dai rappresentanti delle 5 stirpi che va alla ricerca delle pagine (Compagnia dell'Anello?)
    - i Mohrger ( lontani parenti di nazgul e dissennatori?)
    - la frase che dice " ...continua

    La storia non sarebbe così male se solo non ci fossero così tante cose copiate da altri libri Esempi? - la compagnia, formata dai rappresentanti delle 5 stirpi che va alla ricerca delle pagine (Compagnia dell'Anello?) - i Mohrger ( lontani parenti di nazgul e dissennatori?) - la frase che dice " il drago volava talmente in alto che sembrava un uccello" compare anche in eragon - anche Rooth che salva Batilan mi ricorda Roran

    Inoltre anche quella del figlio del re usurpato che viene adottato da una famiglia di paesani, e che non conosce la sua vera identità, é una storia che si è sentita fin troppe volte. Peccato, peccato davvero.

    ha scritto il 

  • 1

    Una stella e mezzo

    L'ho letto molto tempo fa e solo ora mi sono ricordata di averlo letto. In genere non dimentico i libri letti, chissà perché mi è passato di mente questo, specialmente questo.
    Nelle mie recensioni sono sempre un po' cattiva (lo riconosco, lo so), quindi prendete quel che segue per quello che è.
    Q ...continua

    L'ho letto molto tempo fa e solo ora mi sono ricordata di averlo letto. In genere non dimentico i libri letti, chissà perché mi è passato di mente questo, specialmente questo. Nelle mie recensioni sono sempre un po' cattiva (lo riconosco, lo so), quindi prendete quel che segue per quello che è. Questo libro ha tutti i cliché che si possono incappare nei romanzi fantasy, con tanto di protagonista maschile insopportabile. In genere, nei libri fantasy si denotano due o tre massimo quattro cliché abbastanza funzionali alla trama: quando sono così li riconosco e li accettò molto volentieri. In questo libro vi è un minestrone, una zuppiera intera di cliché che galleggiano nel filo del brodo senza un senso apparente, sempre che lo abbiano. Partiamo dal protagonista maschile (non ricordo come si chiami, ormai sono passati troppi anni) il quale è più odioso di molti altri suoi "colleghi" in cui mi sono incappata nel corso delle mie letture fantasy (che non sono poche!). Passa metà del tempo a lamentarsi in modo poco consistente per i miei gusti e l'altra metà a sopportare il fardello che gli è stato dato. Ah, ed è anche il figlio del re. Ok, posso tollerare che sia figlio di re, posso tollerare che venga portato via dal villaggio verso il suo destino, in puro stile Frodo del SdA, però che si lamenti in modo così discontinuo, poco sensato e, soprattutto, poco realistico della sua condizione, no questo non posso accettarlo. Passiamo alla protagonista femminile la quale, anche se ha dei tratti spaventosamente "marysueschi" è l'unico personaggio con un filino di caratterizzazione in più degli altri. Un filino perché ogni tanto emerge col suo accume per poi ritornare alla piattezza dell'anonimato che caratterizza il cast del libro. Questo libro, però, ha il pregio di una narrazione calzante e mai soporifera e questo è un merito che ha fatto guadagnare al libro una stella e mezzo in più.

    L'ingenuità della trama e della caratterizzazione dei personaggi non deriva, a parer mio, dalla giovane età della scrittrice che all'epoca aveva solo 14 massimo 15 anni. Per me, è più mancanza di esperienza nello gestire un intreccio narrativo e nella descrizione dei personaggi. Questo libro doveva aver avuto una lunga revisione, perché l'idea è buona (non un capolavoro) ma gestita male, veramente male. Sto ancora decidendo se leggere il seguito, sono curiosa.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto di peggio. Ma ho anche letto di meglio. Luoghi, situazioni e personaggi sono un po' improbabili, anche per un fantasy, o meglio..i personaggi non sono molto ben tratteggiati, il protagonista principale è un ragazzino che piagnucola per la metà del tempo, e l'altra metà si decide a soppor ...continua

    Ho letto di peggio. Ma ho anche letto di meglio. Luoghi, situazioni e personaggi sono un po' improbabili, anche per un fantasy, o meglio..i personaggi non sono molto ben tratteggiati, il protagonista principale è un ragazzino che piagnucola per la metà del tempo, e l'altra metà si decide a sopportare la sua parte di peso del mondo, il suo amico è il taciturno ma dal cuore d'oro pronto al sacrificio, a ragazzina è l'unica con un carattere un po' più ben delineato, un drago, un lupo enorme e un nano a far da sfondo (dato che l'hanno pubblicato in 500 pagine ca. potevano metterci un po' più di contenuto e magari cambiare l'impaginazione); nello stesso paesino non sperduto ma quasi si ritrovano, in una botta sola, l'erede del re degli uomini e la figlia dell'ultimo grande mago elfico; i genitori di entrambi sono morti in tragiche circostanze a mille mila chilometri da lì, ma combinazione entrambi sono stati adottati da due famiglie di quel paese..però in fondo non è male, si legge senza particolari problemi, il libro scorre ed è una piacevole compagnia per qualche ora.

    ha scritto il