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Il libro della Shoah italiana

I racconti di chi è sopravvissuto

Di

Editore: Giulio Einaudi Editore

4.5
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 490 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8806196154 | Isbn-13: 9788806196158 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio italiano: oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz.
Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni Trenta erano circa 45 000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11 000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove.
Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.
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  • 0

    opera monumentale

    105 voci di chi è sopravvisssuto a se setesso raccolte in un'opera di monumentale importanza per i posteri. Una lettura impegnativa che mette a dura prova il lettore che dovrà fermarsi spesso per non venir dalla sassaiola delle parole dei testimoni. parole come pietre. Un viaggio doloroso che par ...continua

    105 voci di chi è sopravvisssuto a se setesso raccolte in un'opera di monumentale importanza per i posteri. Una lettura impegnativa che mette a dura prova il lettore che dovrà fermarsi spesso per non venir dalla sassaiola delle parole dei testimoni. parole come pietre. Un viaggio doloroso che parte da Torino, Roma, Fiume, Milano, Trieste, Firenze Rodi, Genova, Atene, per finire a Auschwitz-Birkenau, Bickenvald, Bergen-Belesen, Ravensbruk, Mauthausen, Stuttof, Flossemburg, Dachau.

    ha scritto il 

  • 4

    quando si pensa di aver letto tutto sulla Shoah ecco che spunta ancora qualcosa di allucinante.
    Questi sono i racconti dei ragazzi della porta accanto, testimonianze e racconti vivi come non mai. Bravo Marcello ancora un buon lavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    "L'Inferno, qualsiasi persona lo conosce dai libri... Noi l'abbiamo "

    Che dire di questo libro?
    Sono i racconti di sopravvissuti, sono ricordi di uomini,donne che si intrecciano in un unico grande lamento...
    Si prova tanto dolore a leggere queste testimonianze, le lacrime sgorgano in automatico,ogni frase provoca tanta tristezza, ma sopratutto tanta rab ...continua

    Che dire di questo libro?
    Sono i racconti di sopravvissuti, sono ricordi di uomini,donne che si intrecciano in un unico grande lamento...
    Si prova tanto dolore a leggere queste testimonianze, le lacrime sgorgano in automatico,ogni frase provoca tanta tristezza, ma sopratutto tanta rabbia... Così tanta da chiedersi se anche io avrei potuto fare qualcosa, se fossi vissuta all'epoca cosa avrei fatto? Sarei rimasta sicura nella mia casa facendo finta di non sapere nulla?
    Ma questo libro vuole lanciare anche un grande monito, quello di NON DIMENTICARE, di continuare a ricordare la Shoah ed evitare che in futuro tutto questo si possa ripetere.
    La Memoria, il ricordo assumono così un potere incredibile, ricordiamoci che "Il sonno della ragione genera mostri"...Non riesco ad aggiungere altro, consiglio solo di leggerlo e di immedesimarsi,di provare per una volta le stesse sensazioni di quelle migliaia di persone derubate di tutto, della loro casa, della loro patria, dei loro figli e della loro identità...
    "La mamma era davanti a noi, io ero dietro con mia suocera sottobraccio, mia sorella era dietro di me... Ci hanno separato.. Papà non l'abbiam più visto..L'abbiam visto su un camion insieme a tanti altri uomini. Ci ha salutato, aveva il braccio alzato, ce l'ho ancora davanti agli occhi... e lì è tutto finito...
    Un piccolo dettaglio: quando han detto che eravamo arrivati, con 'sti urli, io e mia sorella ci siamo aggiustate i capelli, pettinate e date il rossetto sulle labbra. Io poi mi sono detta che ervamo rimbecillite per fare una cosa del genere. Dove credevamo d'andare,ad un ballo? Ma D'altra parte mi dico che forse è quello che ci ha salvato, perchè insomma eravamo come aspetto pettinate,un po' truccate, con questo rossetto,forse... Lì è PROPRIO L'INCOSCIENZA DELLA GIOVENTù,davvero non si capisce niente quando si è giovani..." (Luciana Sacerdote, Nata ad Alba (CN), 8/5/1924, arrestata alla frontiera italosvizzera nell'ottobre 1943, Luoghi di transito: carcere di Varese,Milano (San Vittore). Trasporto:Milano-Auschwitz, 30/1-6/2/1944. Matricola:75192, Liberata a Malchow (Ravensbruck), 1/5/1945.

    ha scritto il 

  • 0

    http://www.aisoitalia.it/category/recensioni/libri/


    recensione di Andrea Brazzoduro


    Nati tra il 1902 e il 1939, gli italiani intervistati in questo libro sono 105: 60 donne e 45 uomini. Tra il 1943 e il 1945 furono deportati, per la gran parte ad Auschwitz, in quanto appartenenti al ...continua

    http://www.aisoitalia.it/category/recensioni/libri/

    recensione di Andrea Brazzoduro

    Nati tra il 1902 e il 1939, gli italiani intervistati in questo libro sono 105: 60 donne e 45 uomini. Tra il 1943 e il 1945 furono deportati, per la gran parte ad Auschwitz, in quanto appartenenti alla “razza ebraica”. Le interviste, condotte dall’A. (sembra di capire) ma registrate in betacam da una troupe, sono state effettuate tra il 1995 e il 2008: la loro durata è molto variabile (due ore o giorni interi), in ragione del loro carattere non strutturato. All’origine di questo libro è infatti un documentario, Memoria. I sopravvissuti raccontano (Forma Italiana, Italia 1997, 86’): è così solo nel 2004 che nasce il progetto di «analizzare le trascrizioni compiute, per arrivare alla pubblicazione di un volume» (p. xix). Ma se già il principio di lavorare sulle trascrizioni è discutibile nel metodo – in quanto nega la «specificità delle fonti orali» (che appunto sono orali, e non scritte) – l’assenza di una qualsiasi analisi dei racconti, come la mancanza di un apparato critico o di riferimenti ad altre fonti, lascia perplessi. Dopo una succinta introduzione – quasi dei ringraziamenti, certo non un inquadramento storiografico –, la modalità espositiva scelta dall’A. è quella del montaggio tematico delle interviste (davvero straordinarie) intramezzate da qualche sporadico ed essenziale riferimento di contesto: il montaggio veloce, impressionistico, privilegia così il registro emotivo (magari con immedesimazione) a discapito della comprensione razionale. È in tal senso che si inscrive a pieno titolo nel nostro tempo, che non è tanto quello «del testimone» quanto quello lacrimoso (e politicamente conservatore) delle vittime. Un titolo perentorio, dal sapore quasi sacro (“Il” libro…), o la collocazione in una prestigiosa collana einaudiana («Biblioteca di cultura storica»), non bastano a fare di una raccolta di interviste un libro di storia (orale). Dispiace, perché questo materiale documentario offre (tra l’altro) l’opportunità di meglio definire i contorni della responsabilità del fascismo italiano nella deportazione; e contribuisce anche a una genealogia del tempo presente: «La selezione è quello che mi fa tornare in mente Auschwitz», dice Lello Perugia (p. 445).

    ha scritto il 

  • 0

    La voce dei sommersi e dei salvati

    Einaudi , collana "Biblioteca", gennaio 2009. Testimonianze raccolte dalla Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea
    ( Cdec )
    << Gli italiani parlano con disinvoltura delle colpe naziste e non parlano delle colpe italiane. Vogliono l' assoluzione . Io sono stato d ...continua

    Einaudi , collana "Biblioteca", gennaio 2009. Testimonianze raccolte dalla Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea
    ( Cdec )
    << Gli italiani parlano con disinvoltura delle colpe naziste e non parlano delle colpe italiane. Vogliono l' assoluzione . Io sono stato denunciato da italiani, imprigionato da italiani, messo in un campo di italiani e poi consegnato ai tedeschi per andare a morire >> ( Nedo Fiano )

    << Io maledico il giorno che sono uscita da quel Lager. Non dovevo mai uscire, non dovevo mai tornare. Non so gli altri, può darsi che sono felici, non lo so >> ( Ida Marcheria )

    ha scritto il