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Il libro invisibile

Di

Editore: Sellerio

3.8
(74)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8838922330 | Isbn-13: 9788838922336 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Laura Salmon ; Curatore: Laura Salmon ; Postfazione: Laura Salmon

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
"Mi accingo a scrivere con un senso di inquietudine. A chi possono interessare le memorie di un letterato mancato? Cosa può esserci di istruttivo nella sua confessione? Del resto, anche la mia vita è priva di tragicità esteriore. Sono assolutamente sano. Ho una famiglia che mi ama. C'è sempre qualcuno disposto a darmi un lavoro che mi garantisca una normale sopravvivenza biologica. Sono stato sposato due volte, entrambe felicemente. Infine, ho un cane. E questo è persine un vezzo. Ma allora perché mi sento sull'orlo di una catastrofe fisica? Da dove mi viene questo senso di irrimediabile inettitudine alla vita? Qual è la causa della mia angoscia?". Il racconto del lento e progressivo fallimento della carriera di scrittore che Dovlatov subì in una Russia sovietica.
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  • 4

    “E davanti a me c’è un foglio di carta. E quella bianca distesa innevata dovrò attraversarla da solo. Un foglio di carta: felicità e maledizione! Un foglio di carta: la mia condanna…” (p. ...continua

    “E davanti a me c’è un foglio di carta. E quella bianca distesa innevata dovrò attraversarla da solo. Un foglio di carta: felicità e maledizione! Un foglio di carta: la mia condanna…” (p. 13)

    ha scritto il 

  • 4

    Dovlatov racconta i sovietici negli ultimi anni di "regime"...tutte le paranoie ( o i "trip" come diceva un mio amico). Le storture del regime non mancheranno di farvi ridere ma con sgomento..la ...continua

    Dovlatov racconta i sovietici negli ultimi anni di "regime"...tutte le paranoie ( o i "trip" come diceva un mio amico). Le storture del regime non mancheranno di farvi ridere ma con sgomento..la burocrazia che pervade ogni singolo respiro sovietico ( e che, ahimè, ho constatato quest'estate) porterà l'autore ad incontri al limite del credibile ed ad attraversare situazioni neppure immaginabili nel tentativo, autobiografico, di pubblicare il suo libro. Egli dice del suo ambiente. "L'inettitudine totale non era spendibile. Il talento era sospetto. La genialità terrorizzava. La moneta più gradita era una moderata competenza intellettuale." Ma dove poteva mai attecchire una deviazione ed una distorsione del pensiero politico più originale della storia? In questo vasto Paese che non contempla nella sua lingua il verbo "essere" ma più di tutti il verbo..."avere".

    ha scritto il 

  • 4

    Speriamo mettano mano alla definizione delle stelline ....

    La frustrazione di un autore che non riesce a pubblicare un suo libro e l’onnipresente elusiva forza burocratica che lo impedisce. Certo l’elefantiaco apparato amministrativo sovietico ha la sua ...continua

    La frustrazione di un autore che non riesce a pubblicare un suo libro e l’onnipresente elusiva forza burocratica che lo impedisce. Certo l’elefantiaco apparato amministrativo sovietico ha la sua parte, ma le situazioni a cui si trova davanti Dovlatov richiamano le atmosfere di Kafka. Un processo che è già stato fatto da qualche parte e i cui fattori ed attori ci sono sconosciuti, tranne l’ultimo: la condanna. Nulla di cupo però nel suo mondo. Dovlatov ama le donne, l’alcool, i compagni e soprattutto la sua lingua e la cultura del suo paese. Sarà fino alla fine un russo. Grato all’America che gli ha dato asilo, ma legato profondamente alle sue origini. Soprattutto è un dotato di umorismo e “quando si fa dell’umorismo, si ride con gli altri …. è il solvente per eccellenza per sgonfiare tensioni, risolvere situazioni altrimenti penose, facilitare rapporti e relazioni umane. “”” (Non è lui a parlare, ma Carlo Cipolla). Gli anni in cui il castagnone semiebreo con la passione dello scrivere si trova ad esercitare il suo talento, sono un momento particolare. La Russia, grazie all’istruzione scolastica, aveva raggiunto livelli impensabili rispetto all’analfabetismo zarista. La lettura di un manoscritto era una preda più ambita di un paio di jeans. Avere a che fare con l’ambiente intellettuale era uno status che rappresentava un’identità culturale, un mondo interiore non soggetto a controlli. L’internet era fatto di carta. Strano, eh? Un popolo che gioca a scacchi nelle osterie, che ama teatro, musica, balletto e poesia: sono diversi. O perlomeno, lo erano.

    Genio incompreso? No. “”Mai, in nessuna delle congreghe pietroburghesi, dalla più misera alla più fantastica, sono stato definito un genio. Neppure quando venivano definiti geniali Goreckij e Charitonenko. (Precisazione. Goreckij è autore di un romanzo che consiste in nove fogli di carta fotografica impressionata, mentre il protagonista del più riuscito romanzo di Chiatonenko è un preservativo.)”” A lui bastava essere pubblicato.

    Si ritrova anche dall’altra parte. Nel sostituire una collega (al giornale) in gravidanza. Adeguarsi o perire? “”in conclusione, cominciai a guardare gli autori con altri occhi. Arrivò da noi un certo Jakovlev di Mormansk. Portò un racconto così cosi. Sul tema –il cane è amico dell’uomo-. Restai a lungo in silenzio, poi dissi: Scusi la curiosità, ma a Murmansk ce l’avete il pesce affumicato? L’autore cominciò a darsi un gran da fare, aprì la cartella, tirò fuori un intero luccio affumicato …. lo pubblicammo …..il cane è amico dell’uomo … chi poteva aver da ridire? Pubblicai Nina Katerli. Mi aveva portato le pile per la radiolina. Il grafomane Sobillo aveva trovato posto per mia figlia alla piscina comunale. Chissà come sarebbe andata a finire. Di quel passo, dio ci scampi, si può accedere alla normalità. “””

    Ogni frase ci raffigura non solo un giovane scrittore sempre più frustato, ma un mondo che non ci è familiare, eppure ha cose che possiamo riconoscere. Il fatto che per l’attività letteraria o giornalistica nella Russia sovietica vigessero servilismo, conformismo e stupidità è veramente frutto solo di quel regime?

    Come conclude l’ultimo capitolo (I pronipoti di Giordano Bruno) chi identifica il mondo fisico con la realtà dell’immaginazione? Scrittore/ lettore per il quale ciò che scrive/legge è reale tanto quanto ciò che vive nel quotidiano? “”Desidero persino esprimere gratitudine a quelle forze misteriose. Perché è stato un grande onore soffrire in nome del mio unico amore! ….. La più grande disgrazia della mia vita è stata la morte di Anna Karenina. “”

    19.04.2014

    ha scritto il 

  • 4

    I cinque angoli: libro invisibile.

    "La più grande disgrazia della mia vita è stata la morte di Anna Karenina!" Si chiude così "Il libro invisibile" di Dovlatov. Attraverso l'espediente narrativo della cronaca di un fallimento ...continua

    "La più grande disgrazia della mia vita è stata la morte di Anna Karenina!" Si chiude così "Il libro invisibile" di Dovlatov. Attraverso l'espediente narrativo della cronaca di un fallimento letterario, Dovlatov offre al lettore un quadro corale delle grandezze e delle piccolezze della natura umana. Teatro di questo quadro è l'Unione Sovietica degli anni Settanta, il mondo letterario, gli scrittori,le riviste, le case editrici e una folta schiera di piccoli e grandi burocrati, inetti impiegati delle lettere, appassionati scrittori falliti.

    ha scritto il 

  • 3

    Nella prefazione, Dovlatov presenta Il libro invisibile come “le memorie di un letterato mancato”. Per fortuna esiste un lieto fine (che però non appare nelle pagine di questo libro) in cui ...continua

    Nella prefazione, Dovlatov presenta Il libro invisibile come “le memorie di un letterato mancato”. Per fortuna esiste un lieto fine (che però non appare nelle pagine di questo libro) in cui questo geniale autore russo viene pubblicato, a cui fa da contraltare in finale vero e proprio (della vita di Dovlatov, si intende; e neanche quello appare nelle pagine del libro), in cui lo scrittore muore - ahimè - prematuramente.</p><p>Fatta questa futile digressione, c'è da dire che non ho trovato Il libro invisibile allo stesso livello degli altri libri di Dovlatov che ho avuto occasione di leggere: sarà forse perché la narrazione è limitata all'ambito dell'editoria sovietica. <br />Resta il fatto che Dovlatov, come ammette candidamente nella prefazione, riesce “senza sforzo a rendersi simpatico” ed il suo gusto per il paradossale emerge ovunque. Allo stesso tempo, Dovlatov ha un ulteriore ed indubbio merito: non è uno scrittore che giudica; presenta i fatti nella sua ottica straniante, senza covare il minimo rancore verso la limitatezza dei personaggi con cui ha a che fare, finendo quasi per nobilitarli tramite il suo sguardo genuinamente ironico.

    ha scritto il 

  • 5

    come fa?

    anche se più amaro degli altri libri di dovlatov che ho letto, rimane sempre un capolavoro.
    Non finirò mai di stupirmi del modo in cui questo autore è riuscito a narrare la sua esperienza umana. ...continua

    anche se più amaro degli altri libri di dovlatov che ho letto, rimane sempre un capolavoro.
    Non finirò mai di stupirmi del modo in cui questo autore è riuscito a narrare la sua esperienza umana. Ogni volta che leggo un suo libro, mi sembra di avere un amico vicino che mi racconta episodi della sua vita.
    Anche se non è necessario, consiglio a tutti questo libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Grande

    Mi è piaciuto molto.
    Perfetto ritratto (ironico, sincero, per nulla piagnucoloso), dei paradossi di una nazione, di un'epoca, di un uomo. A chi, poi, ha visto la realtà sovietica, o l'ha sentita ...continua

    Mi è piaciuto molto.
    Perfetto ritratto (ironico, sincero, per nulla piagnucoloso), dei paradossi di una nazione, di un'epoca, di un uomo. A chi, poi, ha visto la realtà sovietica, o l'ha sentita raccontare dalle persone che l'hanno vissuta, o conosce lo stile di vita russo, questo libro non può che strappare molti sorrisi e anche qualche risata. Ovviamente amari.
    Credo che in futuro leggerò altri libri di Dovlatov.

    ha scritto il 

  • 5

    La storia di Dovlatov scrittore, dei rifiuti e delle censure subite in una Russia dove vigevano servilismo, conformismo e stupidità.
    Lettura piacevolissima, allietata da uno stile arguto e sarcastico ...continua

    La storia di Dovlatov scrittore, dei rifiuti e delle censure subite in una Russia dove vigevano servilismo, conformismo e stupidità.
    Lettura piacevolissima, allietata da uno stile arguto e sarcastico tipico di D.

    ha scritto il 

  • 3

    Primo libro di Dovlatov che leggo e credo proprio che continuerò con gli altri. Come al solito, le stelline anobiane non possono rispecchiare la complessità del giudizio su un libro. Ho messo tre ...continua

    Primo libro di Dovlatov che leggo e credo proprio che continuerò con gli altri. Come al solito, le stelline anobiane non possono rispecchiare la complessità del giudizio su un libro. Ho messo tre stelle non tanto per il libro in sè (che pure ho divorato con gran piacere) ma per lo stile e la capacità di Dovlatov di rappresentare umoristicamente (ma è un riso amaro) il mondo e l'ambiente letterario degli ultimi anni dell'ex URSS

    Qualche altra nota sul mio blog http://nonsoloproust.wordpress.com/2008/04/11/la-lingua-dellesilio/

    ha scritto il