Il libro nero della psicoanalisi

Editore: Fazi

4.2
(17)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 689 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881127954 | Isbn-13: 9788881127955 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Catherine Meyer

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Descrizione del libro
Quaranta autori internazionali sostengono in questo libro tesi che il pubblico italiano non è abituato ad ascoltare. La psicoanalisi è una scienza? No, è una potente e seduttiva fabbrica di favole. La psicoanalisi guarisce? Quando lo faè spesso per un effetto placebo, o per il buon rapporto che alcuni analisti riescono ad instaurare con alcuni pazienti, e nel caso di molte sindromi è innetto svantaggio rispetto ad altre forme di psicoterapia e alla terapia farmacologica.
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  • 5

    Ottimo

    Il colpo di grazia ad un sapere anacronistico.

    PS: Interessante il contributo di Huxley (1925) sul significato della psicoanalisi e sulle sue caratteristiche di pseudoscienza.

    Vi propongo il mio arti ...continua

    Il colpo di grazia ad un sapere anacronistico.

    PS: Interessante il contributo di Huxley (1925) sul significato della psicoanalisi e sulle sue caratteristiche di pseudoscienza.

    Vi propongo il mio articolo di approfondimento: http://psychocritic.wordpress.com/2014/06/10/lettura-n1-il-libro-nero-della-psicoanalisi/

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Un libro che avrei preferito fosse un’analisi continuativa e coerente dei torbidi segreti della psicanalisi, invece di un mucchio di saggi e interviste che spesso e volentieri, chi più chi meno, marte ...continua

    Un libro che avrei preferito fosse un’analisi continuativa e coerente dei torbidi segreti della psicanalisi, invece di un mucchio di saggi e interviste che spesso e volentieri, chi più chi meno, martellano sullo stesso concetto. Di queste 600 pagine ne sarebbero bastate la metà, in quel caso.

    Parte prima: L’altra faccia della storia freudiana
    Il succo del discorso di questa prima parte è che Freud sarebbe stato un pallonaro (sarebbe stato… Era, a giudicare dal contenuto delle lettere private (e spesso e volentieri nemmeno mai pubblicate neppure postume) e avrebbe passato il tempo a vantarsi di successi mai ottenuti, o se ottenuti non in maniera così clamorosa da giustificare la fama del suo nuovo metodo delle associazioni libere.

    1) Indagini storiche sull’identità dei suoi pazienti (protetti da pseudonimi) hanno rivelato che essi o non sono effettivamente mai guariti (emblematico il caso di Anna O., che interrompe la psicanalisi non perché guarita ma perché si sente il bisogno di rinchiuderla in ospedale psichiatrico – dopo aver terrorizzato a morte Beuer con un parto isterico! XD) o addirittura non erano nemmeno malati.

    2) I traumi sessuali inconsci alla base dell’isteria non sarebbero veritieri o confidati dalle stesse pazienti, ma sarebbe stato lo stesso Freud a inculcare, perché convinto della sua tesi, l’idea nella testa dei pazienti che alla fine annuivano forse per sfinimento.

    3) La cosiddetta terapia della cocaina per curare la dipendenza da morfina non avrebbe portato proprio i successi pubblicizzati, per ovvi motivi (tolta una dipendenza se ne crea un’altra, oppure si sommano).

    4) Alla fine della propria carriera lo stesso Freud ammette che il suo metodo psicanalitico non porta ai risultati sperati, e che è in gran misura inutile e che il suo metodo non ha nulla di scientifico. Quindi lo psicanalista deve essere fiero, moderno Don Chisciotte, di battersi con coraggio contro i mulini a vento dell’isteria.

    5) Se il Freud psicoterapeuta fallisce su tutta la linea lo stesso non si potrebbe dire del Freud filosofo, quello dei lapsus e dell’interpretazione dei sogni: ma è attendibile il suo studio dal momento che tesi e prove a sostegno della stessa sono date solo dallo stesso Freud? Seguono diversi articoli in cui viene confutata la veridicità dei racconti di Freud (e dei suoi discepoli, si ipotizza portati alla falsificazione per la frustrazione di non riuscire ad arrivare agli stessi straordinari risultati del maestro).

    6) L’analisi non vuole nulla dal paziente, né soldi né sesso né favori d’altro tipo. Allora perché una chiacchierata in cui è praticamente il paziente a fare tutto il lavoro andando a ruota libera, e con risultati spesso faticosi e non all’altezza delle aspettative, si rivela così costosa? E perché lo stesso Freud in più occasioni fa riferimento alle sue pazienti come “galline dalle uova d’oro”, definisce il denaro “un gas esilarante” e passa tutta la sua vita a cercare di uscire dalla miseria?

    Parte seconda: Perché la psicanalisi ha avuto un così grande successo?
    Sostanzialmente perché l’idea di parlare per guarire sembrava più umana dell’elettroshock e della lobotomia da un lato, e da un punto di vista venale permetteva agli psicoterapeuti di abbandonare i manicomi per aprire studi nella parte ricca della città e curare pazienti abbienti. Il libro tira in mezzo anche diverse altre teorie, ma francamente le trovo assurde e insensate. E’ innegabile poi il fascino della psicanalisi, fatta di sogni, lapsus e significati nascosti, e la sua capacità di “aiutare a vivere meglio” con i propri traumi il malato (ma non a guarire) eliminando sensi di colpa e aiutando a stimarsi e valorizzarsi.

    Parte terza: La psicanalisi messa alle strette
    1) La psicanalisi è una scienza?
    Mah… Freud diceva di sì ma al giorno d’oggi si ritiene mica tanto, visto che le sue teorie fondamentali si basano su costrutti che non solo provengono dalla voce dello stesso uomo che postula la teoria (Freud) ma che spesso e volentieri si rivelano menzogne.
    2) La psicanalisi è una terapia?
    Mah… Potrebbe essere solo uno strumento di conoscenza di sé.
    3) La psicanalisi è uno strumento di conoscenza di sé?
    Mah… Si ipotizza che potrebbe esserci più che una conoscenza di sé e dei propri traumi repressi un “condizionamento” del paziente, preventivo oppure suggerito dallo psicoterapeuta.
    4) I Veggenti
    Sartre, Cocteau, Gide, Nabokov, Wittgenstein, Foucault e molti altri colgono fin da subito, nel pieno dell’entusiasmo per le nuove teorie, l’assurdità e l’assenza di fondamento delle nuove teorie freudiane.
    5) In che modo la psicanalisi si è immunizzata contro la critica?
    In vari modi. Innanzitutto la convinzione che se si è criticati è o per invidia inconscia o per ignoranza. La psicanalisi è una scienza, ci sono osservazioni cliniche che confermano quelle teorie, e se Freud ha imbrogliato questo non toglie validità alla genialità delle sue osservazioni, un sacco di altri scienziati hanno imbrogliato sui risultati dei loro studi.

    E’ un capitolo pieno di certezze. :3

    Parte quarta: Le vittime della psicoanalisi
    1) Personaggi storici strumentalizzati e sfruttati, se non addirittura torturati (mentalmente e fisicamente) dall’avidità di Freud e dei suoi eredi del nuovo sistema di guarigione della psiche.
    2) I genitori (specie la madre) di questa nuova famiglia che vede il bambino come centro nevralgico della famiglia, sulle cui spalle grava improvvisamente il peso enorme e terribile della sanità mentale della progenie. Nasce la paura di essere “cattivi genitori”, e sale alla ribalta la figura dell’esperto per la quale oggi ci ritroviamo con tremila serie di SOS Tata.
    3) In special modo le madri dei bambini autistici, in quanto l’autismo viene definito dai freudiani come una chiusura del bambino di fronte a una figura materna troppo castrante e autoritaria. Interessante l’articolo contro Bettelheim, l’autore di Il mondo incantato. Che io ho anche letto. Bettelheim, si dice, era nient’altro che un commerciante di legname che si inventò studi psicanalitici e titoli accademici fasulli per intraprendere una carriera ben più remunerativa di psicoterapeuta infantile con specializzazione verso bambini autistici. Ma bravo. :3
    4) Persone che semplicemente hanno speso un mucchio di soldi e non hanno ottenuto dalla psicanalisi quello che cercavano o che erano convinte di trovare.
    5) Tossicodipendenti: la psicanalisi per anni ha impedito con i suoi metodi di assistenza illusoria e brevi cure disintossicanti (tra l’altro spesso con l’ausilio di altri farmaci che sostituiscono una dipendenza con un’altra) l’arrivo a cure efficaci contro le dipendenze.

    Parte quinta: Una vita dopo Freud
    Analisi finale degli psicoterapeuti attuali che hanno superato le teorie freudiane o che perlomeno ci provano, degli psicofarmaci, delle nuove teorie psicanalitiche (come la terapia di coppia e altre vaccate da telefilm americano).

    Concludo dicendo che non capisco le critiche tra il disgustato e l’irrisorio trovate in giro per il web (non su anobii perché non ho letto recensioni in merito). Va bene non essere d’accordo con quanto affermato, è giusto, ma non sarebbe il caso di evitare tutto questo astio e incominciare a confutare le idee altrui fornendo prove e teorie alternative per amore del dialogo? :3

    ha scritto il 

  • 5

    finalmente!

    finalmente un libro
    che spiega in maniera adeguata
    le puttanate inventate da Freud&compari.

    Se siete degli aspiranti pissicologi
    o cose simili, abbiate almeno il coraggio
    di tenerlo in considerazione. ...continua

    finalmente un libro
    che spiega in maniera adeguata
    le puttanate inventate da Freud&compari.

    Se siete degli aspiranti pissicologi
    o cose simili, abbiate almeno il coraggio
    di tenerlo in considerazione.

    ha scritto il 

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