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Il linguaggio della Dea

By Marija Gimbutas

(132)

| Paperback | 9788887944624

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Book Description

Il Linguaggio della Dea, pietra miliare dell’archeomitologia, ha rivoluzionato le prospettive sulle origini della nostra cultura. L’autrice è riuscita a ricostruire la civiltà arcaica dell’Europa Antica e a riportare alla luce la presenza centrale de Continue

Il Linguaggio della Dea, pietra miliare dell’archeomitologia, ha rivoluzionato le prospettive sulle origini della nostra cultura. L’autrice è riuscita a ricostruire la civiltà arcaica dell’Europa Antica e a riportare alla luce la presenza centrale del femminile nella storia.

I suoi studi spaziano dal neolitico all’età del bronzo. A sostegno delle sue tesi, esamina i reperti, in parte già noti e in parte da lei stessa dissepolti durante i suoi scavi nel bacino del Danubio e nel nord della Grecia, che comprendono un vastissimo repertorio di oltre 2000 manufatti, tutti riprodotti nel volume, mostrando i nessi dimenticati tra il mondo materiale e quello dei miti di una cultura raffinata, la cui genesi è alle radici del patrimonio culturale dell’Occidente.

Il Linguaggio della Dea è forse il libro più noto della grande archeologa. Pubblicato per la prima volta nel 1989 negli Stati Uniti, è subito diventato una pietra miliare dell’archeomitologia e ha operato una rivoluzione radicale di prospettiva sulle origini della cultura europea.

13 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Interessantissimo

    Ne avevo sentito parlare, ne lessi commenti entusiastici un pò dappertutto in cui veniva menzionato, e devo ammettere che è effettivamente un testo fondamentale per (ri)scoprire l'antico passato della vecchia Europa, basato su credenze e valori che s ...(continue)

    Ne avevo sentito parlare, ne lessi commenti entusiastici un pò dappertutto in cui veniva menzionato, e devo ammettere che è effettivamente un testo fondamentale per (ri)scoprire l'antico passato della vecchia Europa, basato su credenze e valori che solo oggi si stanno lentamente riscoprendo come validi e veritieri.

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    Sudrak Al-Salik said on Mar 17, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inspiring

    Secondo me la Gimbutas ogni tanto "sbarella" e si lascia trasportare dal sentimento più che dal dato scientifico, ma il suo è indubbiamente un lavoro di analisi e catalogazione prezioso e imponente, che apre ad una nuova visione della religiosità neo ...(continue)

    Secondo me la Gimbutas ogni tanto "sbarella" e si lascia trasportare dal sentimento più che dal dato scientifico, ma il suo è indubbiamente un lavoro di analisi e catalogazione prezioso e imponente, che apre ad una nuova visione della religiosità neolitica. Ho patito molto la mancanza di riferimenti bibliografici puntuali, ma non so quanto questo sia imputabile all'autrice e quanto all'editore, trattandosi comunque di un'opera divulgativa.

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    said on Mar 14, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bellissimo libro, anche se indubbiamente bisogna essere appassionati del genere per poterlo apprezzare al 100%.
    E' un viaggio dai tempi antichi ai giorni nostri, iconografico e folklorico, alla ricerca dei volti e dei messaggi della Dea Madre in tut ...(continue)

    Bellissimo libro, anche se indubbiamente bisogna essere appassionati del genere per poterlo apprezzare al 100%.
    E' un viaggio dai tempi antichi ai giorni nostri, iconografico e folklorico, alla ricerca dei volti e dei messaggi della Dea Madre in tutte le sue forme.
    La Gimbutas è capace di farsi comprendere anche da un pubblico poco esperto in materia archeologica, il che per me è stato fondamentale visto che a proposito ho una buona ma pur sempre scolastica infarinatura.

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    **Noesis81** said on Nov 9, 2011 | Add your feedback

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    Questo libro è un lascito preziosissimo della grandissima Gimbutas. Su pochissime cose mi sono trovata in disaccordo con quanto ha scritto e non sto a citarle perché non interferiscono assolutamente col tema centrale dell’opera.
    Prima dell’arrivo de ...(continue)

    Questo libro è un lascito preziosissimo della grandissima Gimbutas. Su pochissime cose mi sono trovata in disaccordo con quanto ha scritto e non sto a citarle perché non interferiscono assolutamente col tema centrale dell’opera.
    Prima dell’arrivo della cultura indoeuropea, il mondo era donna. La Grande Dea era la figura che dava un volto, un aspetto a tutto ciò che è la vita: un ciclo eterno di nascita, morte e rigenerazione, dove non esiste la distinzione tra ciò che è buono e ciò che è cattivo, semplicemente perché la Natura è fatta così. Questa visione del mondo e questa spiritualità venivano codificate in una serie di immagini, di forme e di simboli che costituiscono il linguaggio della Dea e che gli antichi riportavano sulle pareti di templi, di grotte, di tombe e su oggetti rituali, ma anche su utensili usati nella vita di tutti i giorni. “Si circondavano” della Dea anche nella quotidianità, a dimostrazione del fatto che il microcosmo della casa e della città era lo specchio del macrocosmo dell’universo, dove la Dea permea ogni cosa. La Gimbutas ha descritto e spiegato l’essenza e il significato del linguaggio della Dea (con interessantissimi riferimenti alle tradizioni derivate e sopravvissute, compresa quella cristiana) non sottoforma di saggio, ma attraverso l’analisi iconologica e iconografica di moltissimi manufatti. La studiosa li ha suddivisi in categorie corrispondenti ai capitoli, in base ai segni e alle figure presenti su di essi (spirali, cerchi, coppelle, animali ecc.). Tutti questi simboli sono ricondotti, a loro volta, ai tre volti principali della Dea: la “datrice-di-vita”, la “reggitrice-di-morte” e la “rigeneratrice”.
    Quando subentrò la cultura patriarcale, il linguaggio della Dea venne assimilato gradualmente dai nuovi arrivati e la divinità femminile finì subordinata agli dei maschili. L’essenza originaria si disgregò in tante dee, ognuna delle quali rappresentava uno dei tanti aspetti della Grande Madre. Fu la cultura patriarcale a erotizzare le nuove dee, poiché esse diventarono mogli, madri e figlie del Dio. Il fatto che gli antichi andassero in giro con un piccolo fallo appeso al collo non aveva nulla a che vedere con la visione morbosa e maliziosa che ha il sesso oggi.
    La Dea rimase, comunque, sempre nella storia umana, come una sorta di cultura sotterranea. Ieri si esprimeva nei culti misterici, oggi la ritroviamo nella figura della Madonna come nelle fiabe. La Dea riuscì a sopravvivere anche alla sua demonizzazione in epoca cristiana. Freud e Jung la “riportarono alla luce” quando dissero che il principio femminino gioca un ruolo importante nel mondo subconscio del sogno e della fantasia. La Gimbutas le ha restituito il suo posto legittimo nella storia dell’uomo.

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    Alice(scambio SOLO ebook) said on Feb 28, 2011 | 1 feedback

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    Il linguaggio della dea: mito e culto della dea madre nell'Europa neolitica by Marija Alseikaite Gimbutas (1990)

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    Annalisa said on Nov 15, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (132)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
  • Paperback 390 Pages
  • ISBN-10: 8887944628
  • ISBN-13: 9788887944624
  • Publisher: Venexia
  • Publish date: 2008-01-01
  • Also available as: Others
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