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Il lungo addio

By Raymond Chandler

(20)

| Paperback

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Book Description

214 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    El alcohol es como el amor. El primer beso es mágico, el segundo íntimo, el tercero pura rutina. Después desnudas a la chica.

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    Vanesa Arias said on Oct 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    El amigo de Marlowe

    Otra gran novela de Marlowe. Una de las mejores quizá, aunque me cuesta decantarme por una, son todas muy buenas. Y que grande es también el estilo de Chandler y esas frases geniales y contundentes que me dejan maravillado. Marlowe es para mí uno de ...(continue)

    Otra gran novela de Marlowe. Una de las mejores quizá, aunque me cuesta decantarme por una, son todas muy buenas. Y que grande es también el estilo de Chandler y esas frases geniales y contundentes que me dejan maravillado. Marlowe es para mí uno de los mejores personajes literarios de todos los tiempos. Sus principios son tan duros como el diamante, nada puede dañarlos ni hacerles mella, se jugará la vida por ellos si es preciso. En lo que no había caído hasta ahora es en que estas novelas son anticapitalistas. Aquí es mas evidente que nunca. Es muy reveladora la relación que tiene Marlowe con el dinero y su valoración de las personas que se han enriquecido pisoteando a sus semejantes.

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    grimaud said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    漫長的告別


    村上村春樹給了這本書非常高的榮譽:『這小說幾乎已臻至夢幻的境界』

    即使是翻譯版,仍然不難發現錢德勒的文筆相當特殊,很精簡,但挾帶一股濃厚的力道,短短幾句文字已經囊括了很多故事的細節,這本書適合慢慢咀嚼,如果英文夠好真的很想看原文版。

    一路慢慢敘述,但真相揭曉的瞬間步調衝快,讓人驚呼自己是否前面錯過了什麼關鍵,精彩絕倫!

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    Miuutchi said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

  • 10 people find this helpful

    "Delicious coffee break, Mr. Chandler !!!"

    Leggere finalmente questo libro è stato per me davvero un bel intermezzo.
    Tutto incomincia con un incontro e un’ amicizia iniziata per caso tra Philip Marlowe e Terry Lennox. La storia seppur ricca di avvenimenti, colpi di scena, presunti suicidi e t ...(continue)

    Leggere finalmente questo libro è stato per me davvero un bel intermezzo.
    Tutto incomincia con un incontro e un’ amicizia iniziata per caso tra Philip Marlowe e Terry Lennox. La storia seppur ricca di avvenimenti, colpi di scena, presunti suicidi e tradimenti alla fine mi è sembrata tutto sommato semplice, lineare e scritta meravigliosamente bene. Ciò che mi è piaciuto di più è la figura dell’investigatore Marlowe, duro, talvolta cinico, ma dai principi morali inflessibili. Dedito all'alcol ( come il suo autore), al fumo e apparentemente disinteressato al denaro… Quasi un “classico” direi … tosto, anche in alcuni casi tostissimo ma al tempo stesso malinconico. Ciò lo rende semplicemente umano (e questo suo lato è ciò che mi è piaciuto di più!). Alla faccia di chi pensa che l’essere “macio” non possa coincidere anche con l’essere “micio” ….

    Trovo molto interessanti le parole dello stesso Chandler in una lettera a Bemice Baumgarten del 14 maggio 1942 :
    “Ti mando oggi l'abbozzo di una storia che ho intitolato The Long Good-Bye ….
    Per qualche tempo mi è stato chiaro che la cosa noiosa nei romanzi polizieschi, almeno sul piano letterario, è che i personaggi si perdono per strada - almeno un terzo di loro. Spesso l'apertura, la mise en scène, l'ambientazione, sono molto buoni. Poi la trama si complica, e i personaggi diventano semplici nomi. Bene, che si può fare per evitarlo? Si può scrivere una storia di azione costante, e, se diverte, va benissimo. Ma, ahimè, si diventa grandi, si diventa complicati e insicuri, i dilemmi morali cominciano a interessarci più di quanto ci interessi sapere chi ha dato una botta sulla testa a chi. E a questo punto forse uno si dovrebbe ritirare e lasciare il campo ai più giovani, ai più semplici. Non dico necessariamente a scrittori di fumettacci, tipo Mike Spillane.
    Comunque ho scritto questa cosa come volevo, perché ormai posso farlo. Non m'importava se l'enigma non sussisteva, m'importava della gente, di questo strano mondo corrotto in cui viviamo, e del fatto che ogni uomo che cerchi di essere onesto appare in fondo o sentimentale o semplicemente sciocco ...”

    Una lettura facile e davvero deliziosa, come un buon caffè :)

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    KatieLaRochejaquelein said on Jul 11, 2014 | 8 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    翻譯太差強人意了,我無法理解這部作品的美好之處......

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    Otokookimo said on Jun 24, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Con Chandler oltre al noir...

    Un romanzo che si allontana dai canoni del noir tradizionale ma che nello stesso tempo li incarna in una maniera singolare, come se l'atmosfera trasognata e onirica, i temi principali, il costrutto quasi ipnotico riuscissero a dare luce agli archetip ...(continue)

    Un romanzo che si allontana dai canoni del noir tradizionale ma che nello stesso tempo li incarna in una maniera singolare, come se l'atmosfera trasognata e onirica, i temi principali, il costrutto quasi ipnotico riuscissero a dare luce agli archetipi del genere, senza tuttavia impoverirli di un'aria tanto unica quanto suggestiva come quella che circonda Marlowe in questa storia. Sembra infatti ruotare tutto attorno all'amicizia casuale tra Terry Lennox e l'ispettore, un rapporto che si complica e si intesse con l'aggiungersi di persone dai ruoli tutt'altro che casuali e che richiedono uno sforzo da parte del lettore, per collegare o comunque riempire alcuni vuoti apparenti di questo quadro a tinte fosche, in cui, parallelo al racconto vi è il punto di vista stesso di Marlowe e quindi del suo creatore nella forma più matura della sua esistenza. Alle prese con il mondo ricco e decadente delle apparenze, l'ispettore rimane fedele idealista, “romantico” come lui stesso si definisce, all'ambiente da dove proviene, quella metropoli delle zone più oscure e meno sicure che rappresenta però anche l'esistenza di un codice d'onore, una legge non scritta ma comunque osservata, un ambiente complesso e pericoloso ma, secondo gli occhi di chi lo vive, meno infido di quello patinato e artificioso dei quartieri più ricchi della costa...resta quindi uno dei punti più interessanti del romanzo proprio la figura di Marlowe, il suo meditare sui valori convenzionali del sogno americano e l'istinto che lo porta a diffidarne, senza però aver chiaro in mente cosa di meglio ci sia. E' così quindi che si crea qual fatalismo, quel modo così rude ed essenziale di esprimere i sentimenti, propri del personaggio di Chandler, il quale comunque non si confonde e non confonde quando si tratta di descrivere l'ambivalenza amicizia-solitudine: una fusione apparentemente incongrua che intesse di malinconia e rimpianto tutto il romanzo. E' quindi la condanna dei solitari del sottobosco chandleriano, alla ricerca di conferme leali, di ricchezze interiori, in un mondo in cui “ La maggior parte della gente vive consumando metà della sua energia nel tentativo di proteggere una dignità che non hanno mai posseduto...” non si tratta quindi di mondi diversi e di incomunicabilità tra persone differenti ma forse, in maniera sottile, del vacuo tentativo di rapporti completamente vuoti: nessuno comunica con nessuno perchè son tutti fin troppo simili coloro che, nel tentativo di sopravvivenza, rendono ogni approccio totalmente sterile, nella negazione del rapporto e condizionato dalla logica della vacuità e dell'interesse a breve termine; concetti che non riescono così lontani da una lettura del presente di questo bellissimo romanzo che sembra appartenere sia ad un noir metafisico come ad un'opera di realismo non tanto discosta dai grandi dell'epoca come Fitzgerald o West o Cain.
    E' certo l'abile incastro di Chandler a creare un'atmosfera onirica, dove ritornano certi quadri surrealisti di Dalì, e con la descrizione realistica dei suoi personaggi, da richiamarsi nuovamente all'arte pittorica, ma questa volta al “ sospeso” iperrealismo di Hopper...incantato tanto nei tratti fedeli alla realtà, quanto nella loro conturbante perfezione...ironia e lirismo puro quindi sono un continuo di quest'opera raffinata, dove alla trama poliziesca subentra l'analisi psicologica, in cui gran gioco lo fanno la coscienza e l'inconscio con cui Chandler ci fa conoscere l'essere umano al di la delle definizioni obbligate del genere; oltre a colpevole ed innocente vi è ne “Il lungo addio”una sfilza di uomini e donne con i loro sentimenti, gli umori, le debolezze:qui l'autore, grazie al suo alter ego Marlowe, si serve di uno stile davvero personale per rendere incisive e non pedanti le sue storie, in cui la nevrosi come malattia moderna si divide la trama con la scelta delle parole, formando periodi descrittivi davvero preziosi, in cui la morale chandleriana è ciò che ne vien fuori. Uno sguardo realistico dell'uomo occidentale, condannato e consapevole di esserlo, ad un ingranaggio formale, ad un labirinto senza via d'uscita in cui la coscienza fin da subito ne resta ferita...Chandler osserva dentro a questa ferita, per cercare anche bagliori di luce...magari poca cosa ma da non trascurare, nel deserto esistenziale dell'America anni'50. Qui tra le pagine di un poliziesco anomalo si muove quella variegata umanità della costa californiana, dove Marlowe, ex agente assicurativo, ex investigatore, ex di molti rimpianti sussurrati, comincia dal suo studio, per finire più o meno sempre da quella stanza spoglia lungo l'Hollywood Boulevard, magari citando Zola o Eliot, magari semplicemente con un ricordo: “Non vidi mai più nessuno di loro...eccettuati i poliziotti. Il sistema per dir loro addio non è stato ancora inventato”...Un romanzo che è entrato da tempo nel mio mondo interiore e che spesso quasi mi costringe ad aprire una pagina a caso, per cogliere un momento di questa storia d'amicizia, dai pesi e dalle misure diverse, proprio perchè nel bene e nel male, si è spesso e volentieri in due, piuttosto che da soli, anche nel malinconico sguardo di Raymond Chandler.

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    LucBon71(de una Luna o una sangre o un beso al cabo) said on Jun 10, 2014 | 1 feedback

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