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Il lungo silenzio

Urania Collezione 104

Di ,

Editore: A. Mondadori (Urania)

3.6
(77)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 222 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: A000080443 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Armando Silvestri ; Illustrazione di copertina: Franco Brambilla

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
"Gary scivolava nell'oscurità lungo la riva e aspettava il rumore dell'esplosione, il colpo penetrante di una carabina. Che insensata quella vecchia a pensare di poter sgattaiolare attraverso il ponte, l'altra estremità era sorvegliata dalle truppe con i fari a raggi infrarossi e i cannocchiali montati sulle carabine." È l'inizio della spaventosa cronaca di guerra futura di cui è protagonista il soldato Russell Gary: un uomo che ha la sola colpa di essersi ubriacato prima che si scatenasse l'inferno. Per di più sulla riva "sbagliata" del fiume. The Long Loud Silence è il romanzo più celebre di Wilson Tucker. Lo presentiamo nella versione appositamente ampliata e aggiornata dall'autore e con la prima stesura inedita della conclusione, mai apparsa nelle edizioni americane.
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  • 3

    Cosi cosi....

    Un romanzo ucronico che alla fine della lettura mi ha lasciato come alla fine di una cena macrobiotica:senza nessun sapore.


    Se da una parte la storia, per quanto non una novità assoluta sia anche carina la trama si rivela ben presto un po troppo lineare e telefonata;anche il finale, visto ...continua

    Un romanzo ucronico che alla fine della lettura mi ha lasciato come alla fine di una cena macrobiotica:senza nessun sapore.

    Se da una parte la storia, per quanto non una novità assoluta sia anche carina la trama si rivela ben presto un po troppo lineare e telefonata;anche il finale, visto il carattere "carogna" del protagonista non mi ha sorpreso più di tanto, decisamente più indicato sarebbe stato per me il finale alternativo che l'autore include come "bonus". Alla fine del libro non mi è rimasto impresso nessun "insegnamento", non mi ha lasciato alcunché, cosa piuttosto grave per un'opera di questo genere.....

    ha scritto il 

  • 4

    Una lettura affilata

    Ottimo romanzo.
    Preciso. Conciso ed affilato come un rasoio.
    Tucker ha una prosa molto diretta. Non usa giri di parole e racconta le storie così come dovrebbero accadere. I personaggi che escono dalla sua penna non possono essere definiti eroi. Sono cinici, spietati, disperati ed egoisti. E non s ...continua

    Ottimo romanzo. Preciso. Conciso ed affilato come un rasoio. Tucker ha una prosa molto diretta. Non usa giri di parole e racconta le storie così come dovrebbero accadere. I personaggi che escono dalla sua penna non possono essere definiti eroi. Sono cinici, spietati, disperati ed egoisti. E non si ha affatto voglia di immedesimarsi con gli stessi. Assolutamente no. In questo romanzo, il protagonista è Gary, un soldato americano che si risveglia una mattina post bombardamento... sulla riva sbagliata del fiume. Sarà costretto a restare in una zona del paese da cui è impossibile uscire. Dovrà fare i conti con altri sopravvissuti come lui, tutti impegnati a contendersi le scarse risorse di cibo. Un linguaggio molto asciutto - come detto - rende perfettamente l'idea della catastrofe e del clima spiccatamente claustrofobico che si respira all'interno del romanzo. Nella versione "Urania Collezione" è presente in appendice anche il finale originariamente scritto dall'autore e poi modificato perchè troppo crudo e macabro. Consiglio vivamente la lettura, a me - come tematica - ha ricordato molto (anche se ovviamente questo libro è stato scritto molto prima) i romanzi post apocalittici alla King, su tutti L'Ombra dello Scorpione.

    ha scritto il 

  • 5

    The Long Loud Silence, 1952.

    Più che al genere SF post-apocalittica appartiene ai romanzi di sopravvivenza .Non è un pugno nello stomaco come "La Strada" ma ci si avvicina.Per gli appassionati del genere è di averlo assolutamente.

    ha scritto il 

  • 3

    il caporale gary si risveglia il giorno del suo 30° compleanno e scopre che gli stati uniti sono stati attaccati con armi atomiche e biologiche. rimasto solo, vaga per le città devastate e scopre anche che è stato stabilito un confine ideale, delimitato dal fiume missisipi, che divide in due gli ...continua

    il caporale gary si risveglia il giorno del suo 30° compleanno e scopre che gli stati uniti sono stati attaccati con armi atomiche e biologiche. rimasto solo, vaga per le città devastate e scopre anche che è stato stabilito un confine ideale, delimitato dal fiume missisipi, che divide in due gli USA: la parte infetta e quella ancora integra. cercherà quindi con ogni mezzo di tornare nella "civiltà", ma l'impresa non è facile, visto che nelle zone attaccate si è instaurato un feroce regime di sopravvivenza tutti-contro-tutti.

    un resoconto estremamente realistico di un possible scenario di guerra futura. per tre quarti del libro assistiamo ai tentativi del caporale di trovare un modo di attraversare il fiume, ma quando ci riesce siamo comunque lontani dall'happy ending. altri personaggi entrano ed escono dalla storia, a seconda dell'utilità che rivestono per il protagonista. lo stile è asciutto, e si adatta bene alla spietatezza del racconto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    LETTURA LINEARE

    La lettura di questo libro è stata scorrevole e lineare ma devo dire che non è stata molto emozionante.Si tratta di un lavoro onesto senza spunti particolari.Di rilievo è soltanto l'ultimo capitolo, dove viene mostrato nella sua crudeltà l'istinto di sopravvivenza insito in ogni essere vivente.Al ...continua

    La lettura di questo libro è stata scorrevole e lineare ma devo dire che non è stata molto emozionante.Si tratta di un lavoro onesto senza spunti particolari.Di rilievo è soltanto l'ultimo capitolo, dove viene mostrato nella sua crudeltà l'istinto di sopravvivenza insito in ogni essere vivente.All'inizio dell'avventura i pochi superstiti della costa est degli Stati Uniti cercano di trovare sostegno nei propri simili,cercano di formare gruppi o coppie, in modo da trovare nell'altro, nel compagno, l'aiuto ed il sostegno(morale e fisico)per superare il periodo di quarantena.Mano a mano che il tempo passa però, le risorse diminuiscono,le speranze in un futuro migliore cessano e allora l'altro essere umano viene visto non più come un aiuto ma come un nemico, una bocca in più che può togliere cibo.Ed è qui che l'istinto primordiale di sopravvivenza esce fuori con tutta la sua feroce potenza, quando il nemico,il contendente può essere addirittura visto come una "risorsa" di cibo.In fin dei conti prezzo onesto €5.50 e copertina molto bella.

    ha scritto il 

  • 3

    Non c'era altra scelta, nè altro futuro...

    Trovato alla Fiera degli Oh bej, oh bej! per un euro, ho subito fatto mio questo romanzo di Tucker spinto dalla curiosità nei confronti di un nome già sentito in diversi elogi e complice l'averne letto (fatalità della vita) i relativi commenti anobiani solo pochi giorni prima: niente male il roma ...continua

    Trovato alla Fiera degli Oh bej, oh bej! per un euro, ho subito fatto mio questo romanzo di Tucker spinto dalla curiosità nei confronti di un nome già sentito in diversi elogi e complice l'averne letto (fatalità della vita) i relativi commenti anobiani solo pochi giorni prima: niente male il romanzo, peccato per l'edizione italiana veramente di scarso livello editoriale...

    Dopo un'ubriacatura colossale per festeggiare i dieci anni nell'esercito, il caporale Russell Gary si sveglia in un motel e si prepara per tornare al lavoro. Sin dal primo sguardo fuori dalla porta, capisce però che qualcosa non quadra e, una volta sceso in strada, la scena che gli si presenta davanti agli occhi è quasi surreale: la cittadina dove si trova è stata bombardata e praticamente tutti gli abitanti sono morti o scomparsi! Spaesato ma determinato a trovare l'esercito per "sistemare la situazione", Gary si avvia per le strade, in cerca di sopravvissuti...

    Anche se non sempre dotato di mordente nella giusta quantità, con qualche passaggio che risulta un po' insipido, non si può negare che questo sia un buon romanzo post-apocalittico sulla scia di Addio Babilionia di Pat Frank e del molto più lontano (nel tempo e nella qualità) The Road di McCarthy del quale riesce a precorrere l'ottima descrizione dell'isolamento umano e della perdita di speranza. L'inizio della storia, col flashback di mini-spiegazione, è parecchio intrippante, le riflessioni che la divisione degli USA in "sani & malati" porta con sè, specie grazie al ben ragionato "espediente" della radio che Gary ascolta nella fattoria, sono ottime e profonde il giusto, lo svolgimento non è niente male e ha il suo bel piglio e il finale (anzi, i finali, visto che alla fine del libro c'è anche il finale originale oltre a quello censurato usato negli anni '50 per smorzare un po' la "cattiveria" della storia) convince specie nella sua versione non censurata.

    Dunque dov'è il problema? eh...

    Per quanto mi riguarda, gran parte della bellezza di un romanzo post-apocalittico sta nell'abilità dell'autore di far vivere in prima persona lo scenario da lui descritto [sia esso un post-guerra atomica, un post-asteroide o quel che gli ispira al momento] e in questo romanzo, grazie al mistero iniziale e allo sviluppo lineare, il tutto viene ben servito... ma viene condito con una traduzione e un editing aberranti che, regalando perle del calibro di "quando il cibo avrebbe cominciato a scomparire" o il "blood test" che diventa la "prova del sangue" o lo psicologo qui ribattezzato "uomo di sanità" o "le invitanti traccie", fanno staccare dalla lettura e fanno cadere pure un po' le palle...

    Il romanzo in sè sarebbe da 4 stelle giuste giuste ma il mio voto risente della pessima edizione italiana "ringraziando" il fatto che, alla fine, io l'abbia pagata solo un euro a poche settimane dalla pubblicazione: l'avessi pagata "intera" (5.50€!) una stella aggiuntiva se ne sarebbe di sicuro andata! Non si può, nel 2011, proporre un romanzo con una traduzione di 50 anni fa senza *almeno* farla ri-leggere da qualcuno che la sistemi: per carità, per 5.50€ non pretendo certo che Eco venga a ritradurre da zero tutto il romanzo, ma neanche che mi venga propinata una cosa copiaincollata pari pari da un'edizione di 30 anni fa senza neanche una scorsa da parte di un editor qualsiasi (Lippi che ci sta a fare lì? a scegliere i romanzi e basta?)!

    ha scritto il 

  • 3

    Non c'è più religione. La cavalleria è morta è sepolta. Le buone maniere non esistono più. L'erba una volta era più verde.
    Se tutto questo è vero per il nostro amichevole mondo, immaginate quanto possa esserlo per un'America post-guerra atomico-batteriologica. Realisticamente, sarebbe sciocco asp ...continua

    Non c'è più religione. La cavalleria è morta è sepolta. Le buone maniere non esistono più. L'erba una volta era più verde. Se tutto questo è vero per il nostro amichevole mondo, immaginate quanto possa esserlo per un'America post-guerra atomico-batteriologica. Realisticamente, sarebbe sciocco aspettarsi eroismo, altruismo, umanità in uno scenario del genere. Ciò detto, Wilson Tucker (o meglio il suo protagonista Russel Gary) mi pare un pò esagerar.

    Non è infatti l'improbabilità ad azzoppare il personaggio principale del Lungo Silenzio (romanzo post-apocalittico piuttosto lineare) - il suo comportamento è sensato, lui è un logico prodotto del suo mondo. E' che, semplicemente, il mondo (pre e post distruzione totale) è pieno di logici prodotti assolutamente inadatti a guidar un romanzo. Egoista, antipatico, vile, infame, il caporale Gary riesce ad esser un vero stronzo senza per questo mostrar quel carisma che suoi colleghi (chi ha detto Nicolas Eymerich?) trasudano invece a fiotti. E in un romanzo in cui l'obiettivo non s'allontana mai dalle spalle del protagonista, provar per lui un'antipatia genuina e non-costruttiva non è poi una cosa tanto bella. Alla certa qual prevedibilità dell'opera s'è già accennato, ma va dato atto allo stile dell'autore di risultar abbastanza scorrevole, senza alcun tipo d'appesantimento alla lettura. Urta, invece, il tentativo moralizzante sottinteso tra le pagine, assolutamente semplicistico e banale, stile "perchè noi che abbiamo bombardato mezzo mondo dobbiamo lamentarci quando veniamo a nostra volta bombardati?". (Perchè al mondo esiste il torto e la ragione). E' infine presentata una visione del governo USA, strettamente legata al messaggio di più sopra, assolutamente nera e pessimista; io magari sarò ingenuo, ma a mio parer, troppo pessimista.

    Il Lungo Silenzio è un romanzo che si lascia leggere - ma che non lascia niente al lettore; volutamente cattivo, non lo è comunque in modo affascinante. Consigliato ai super-fanatici-completisti del post-apocalisse e a chi ritiene gli Stati Uniti una plutocrazia imperialista.

    ha scritto il 

  • 3

    Recensione della Biblioteca Galattica

    scheda completa:
    http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/lungo_silenz…

    Il romanzo è una tipica opera di fantascienza postapocalittica, ambientato negli Stati Uniti. Misteriosi nemici hanno bombardato la costa orientale del paese utilizzando sia armi nucleari che batteriologiche: l ...continua

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/lungo_silenzio.html

    Il romanzo è una tipica opera di fantascienza postapocalittica, ambientato negli Stati Uniti. Misteriosi nemici hanno bombardato la costa orientale del paese utilizzando sia armi nucleari che batteriologiche: l'intera zona ad oriente del Missisipi è stata quindi isolata in quarentena. Il protagonista è un militare, il caporale Gary, che, per sfortunate circostanze, si ritrova dalla parte sbagliata del fiume e si ritrova dunque a lottare per la sopravvivenza in cittadine e campagne desolate, popolate da razziatori. Un'ambientazione e uno scenario quindi classici e comuni a diversi romanzi e racconti. Quello che colpisce de Il Lungo Silenzio è l'assoluto realismo con cui Tucker ci presenta un personaggio lontano anni luce dai consueti eroi che popolano storie simili. Gary non sogna di riportare la pace, non desidera il riscatto degli oppressi o la fine delle violenze, non cerca neanche di costruire un proprio feudo personale... Gary cerca solo di sopravvivere, di andare avanti giorno dopo giorno, tentando di superare la tristezza e lo sconforto per il triste destino che gli è stato riservato. Tucker lancia anche qualche frecciata ai metodi di propaganda militare che descrivono, ingannando gli abitati dell'occidente, tutti i superstiti della zona contaminata come agenti del nemico, ricordando a Gary procedure analoghe utilizzate nella guerra del Vietnam cui ha partecipato, quella volta però dalla "parte giusta". In conclusione, si tratta di un'opera sicuramente valida, dotata di un intreccio solido e buon ritmo di lettura, che appassiona il lettore fino all'ultima pagina, nonostante la mancanza di idee innovative e che mostra in maniera cruda, ma realistica, quanto sia sottile il confine che separa l'uomo civilizzato dall'uomo delle caverne, pronto a tornare alla dura lotta per la sopravvivenza.

    scheda completa: http://www.bibliotecagalattica.com/romanzi/lungo_silenzio.html

    ha scritto il