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Il lupo e la luna

Di

3.7
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845267768 | Isbn-13: 9788845267765 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Questa non è la solita storia. È una storia in forma di "cuntu', l'antica forma di narrazione orale della Sicilia, e narra le vicissitudini e le peregrinazioni del messinese Scipione il Cicalazadè. Giovane vigoroso e intelligente, viene sottratto dodicenne dai pirati al padre, il Visconte Cicala, portato in dono al Sultano e educato alla sua corte, fino a divenire, in qualità di Prescelto, il comandante degli eserciti Ottomani di terra e di mare. Il suo destino è fatto di battaglie, conquiste, bottini, ma anche di nostalgia per la sua terra d'origine e per sua madre, donna Lucrezia. C'è un lupo al fianco di Scipione guerriero, e lui stesso è lupo nel profondo, e la sua voce è l'ululato della passione, del tradimento, della rabbia, dell'utopia: quella di Tommaso Campanella, i cui congiurati Scipione incontra e aiuta; quella dell'amore, che si incarna per lui in una dama fatta Luna; quella del ritorno in patria, occasione del ritrovamento degli affetti famigliari ma anche di un grande scontro con il cattolicissimo fratello Filippo. E poi, come in un circolo magico, un nuovo ritorno al Monte Altesina, là dove lo attende la dama fatta Luna e lo spirito del lupo potrà trovare finalmente riposo. Una storia che ha insieme il fascino di un Mediterraneo favoloso, la forza poetica delle narrazioni rinascimentali e l'aura di un'epopea popolare in cui Oriente e Occidente si misurano in una guerra di idee, amore e rinascita.
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  • 3

    Una pizza ai quattro formaggi è più digeribile

    Onestamente non saprei cosa scrivere di questo libro. Se bello tanto da prendersi 5 stelle, per la sua scrittura e impostazione particolare, o, come da titolo, se rimane indigesto come una pizza mal ...continua

    Onestamente non saprei cosa scrivere di questo libro. Se bello tanto da prendersi 5 stelle, per la sua scrittura e impostazione particolare, o, come da titolo, se rimane indigesto come una pizza mal cucinata. E' sicuramente uno dei libri che mi ha lasciato più in biblico tra un giudizio positivo e uno negativo. Credo che ci siano delle motivazioni dietro ad entrambe. Il libro che ho letto non vale decisamente i 18 euro che ho speso, i capitoli sono brevi e quindi ogni due-tre pagine una è mezza vuota, i caratteri sono grandi, insomma, l'editore ci naviga parecchio con questo volume. Lo stile di scrittura è strano, all'inizio l'ho trovato davvero indigesto, anche perché non ci ero abituata, poi alla fine l'ho trovato più masticabile perché sono entrata nell'ordine di idee di Buttafuoco. Mi viene da paragonare la storia ad una tiritera senza fine, una filastrocca salmodiata che ripete centocinquanta volte le stesse cose, e Scipione che si converte, e lui che sente nostalgia di casa, di Messina, di donna Lucrezia, e lui che comanda la flotta turca portandola alla vittoria, e la malinconia eccetera eccetere... non c'è qualcosa di eccitante o emozionante, la storia, se vogliamo, è contenuta entro certi schemi fissi ma a parte questo, a parer mio non vengono evocati i sentimenti, le emozioni, vengono solo dette. Al lettore viene detto cosa prova il protagonista, non lo può indovinare. Probabilmente saranno caratteristiche proprie delle storie del Meridione, non lo so... Un aspetto positivo, invece, e questo devo davvero riconoscerlo all'autore, è quello di aver saputo mantenere la scrittura sempre sullo stello livello, cosa che non dev'essere stata facile. Lo stile è uniforme, non ci sono momenti in cui diventa più "normale" nè altri in cui diventa troppo distante dalla media, e questo è senz'altro un punto a suo vantaggio, ma per il resto, è il tipo di libro che potrei consigliare per la sua singolarità, ma non perché mi abbia coinvolto ed emozionato più degli altri, anche se si fa leggere velocemente.

    ha scritto il 

  • 4

    Cicalazadè…Cicalazadèe …! Già questo nome racchiude in sé la musicalità di un canto, o meglio di un “cuntu”, come quello dei cantastorie siciliani, che, con un grande stendardo dipinto ...continua

    Cicalazadè…Cicalazadèe …! Già questo nome racchiude in sé la musicalità di un canto, o meglio di un “cuntu”, come quello dei cantastorie siciliani, che, con un grande stendardo dipinto davanti, raccontavano e cantavano imprese e amori di grandi del passato. Grandi che sono poi diventati leggenda. Così ha fatto Pietrangelo Buttafuoco, è diventato “cantastorie” e di un personaggio storico ha costruito la leggenda popolare e ne ha fatto il protagonista di questo libro. La vicenda, che pur narra di atrocità e nefandezze, ha la leggerezza di un cantico. Sfilano davanti agli occhi battaglie, trionfi, sconfitte, amori, forti sentimenti,incantesimi ed altro in mezzo ad uno frusciare di sete e ad un profluvio di profumi. Non era così che il cantastorie faceva rivivere l’ambiente in cui vivevano i suoi eroi, con tutti i cinque sensi? Un tono di favola che rende estremamente piacevole la lettura ed incuriosisce il lettore ad approfondire l’argomento.

    ha scritto il 

  • 5

    Stupendo!!

    Con questo racconto Buttafuoco, supera tutti gli altri libri precedenti. Una lirica spettacolare, una storia stupenda una sicilia e un regno ottomano che non vedremo mai più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    L'ululato di Scipione

    Ecco la mia recensione per Arte arti magazine:

    "Il lupo e la luna, ultimo libro di Pietrangelo Buttafuco, edito da Bompiani, narra le gesta di Scipione Cicala, cristiano di nascita e corsaro ottomano ...continua

    Ecco la mia recensione per Arte arti magazine:

    "Il lupo e la luna, ultimo libro di Pietrangelo Buttafuco, edito da Bompiani, narra le gesta di Scipione Cicala, cristiano di nascita e corsaro ottomano da adulto. Figlio del Visconte Cicala, nobile messinese d'origini genovesi, crebbe a Messina e fu da subito educato alla vita nobiliare e militare. All'età di dodici anni, al fianco del padre, fu catturato dai turchi guidati da Dragût e portato ad Istanbul. Qui, dopo essersi convertito, crebbe forte ed audace e ben visto dal Sultano. In pochi anni divenne il “rinnegato” corsaro più temuto dai cristiani. Le sue imprese, infine, lo condussero sino alle più alte cariche della Sublime Porta, tanto da farlo diventare Gran Visir..."

    http://www.artearti.net/magazine/articolo/lululato-di-scipione

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro bello ma un po' faticoso da leggere, scritto come i "cuntu", le narrazioni orali della Sicilia. E' la storia di Scipione Cicalazadè, figlio di un visconte siciliano, rapito dai pirati e ...continua

    Un libro bello ma un po' faticoso da leggere, scritto come i "cuntu", le narrazioni orali della Sicilia. E' la storia di Scipione Cicalazadè, figlio di un visconte siciliano, rapito dai pirati e portato in dono al Sultano ottomano. Una storia un po' magica, un'epopea popolare in cui si uniscono Oriente e Occidente tra amori, battaglie, abbanfdoni e ritorni, con la presenza di un lupo che è accanto a Cicalazadè ma è anche lui stesso...

    ha scritto il 

  • 3

    ach che fatica!

    bello anceh se ho fatto un po fatica a finirlo, meriterebbe 4 stelluzze, ma ho sbagliato il tempo per la lettura, non consumare l'agile tomo in un boccone fa perdere la bellezza della particolare ...continua

    bello anceh se ho fatto un po fatica a finirlo, meriterebbe 4 stelluzze, ma ho sbagliato il tempo per la lettura, non consumare l'agile tomo in un boccone fa perdere la bellezza della particolare prosa.

    ha scritto il