Il magico potere del riordino

Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita

Di

Editore: Vallardi

3.0
(860)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 247 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Catalano

Isbn-10: 8867315196 | Isbn-13: 9788867315192 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Francesca Di Berardino

Disponibile anche come: eBook , CD audio

Genere: Salute, Mente e Corpo , Casa & Giardinaggio , Manuale

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Descrizione del libro
Un’infinità di oggetti di ogni tipo (abbigliamento, libri, documenti, foto, apparecchi, ricordi…) ci sommergono all’interno di abitazioni e uffici sempre più piccoli e ci soffocano. Col risultato che non troviamo mai quello che davvero ci serve.Nel libro che l’ha resa una star, la giapponese Marie Kondo ha messo a punto un metodo che garantisce l’ordine e l’organizzazione degli spazi domestici… e insieme la serenità, perché nella filosofia zen il riordino fisico è un rito che produce incommensurabili vantaggi spirituali: aumenta la fiducia in sé stessi, libera la mente, solleva dall’attaccamento al passato, valorizza le cose preziose, induce a fare meno acquisti inutili. Rimanere nel caos significa invece voler allontanare il momento dell’introspezione e della conoscenza.

«In Giappone è riconosciuta come la regina dell’ordine, un baluardo nella guerra contro il caos. Con la sua filosofia del riordino Marie Kondo ci ha rivelato un nuovo modo di essere.» The Times

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Nonostante tutto lo ho letto fino alla fine!

    Mi arrendo! Lo confesso : io urto la sensibilità delle mie calze e le faccio soffrire... e nemmeno me ne pento!!
    Confesso, le arrotolo!
    Ho rabbrividito quando ha consigliato di strappare le pagine int ...continua

    Mi arrendo! Lo confesso : io urto la sensibilità delle mie calze e le faccio soffrire... e nemmeno me ne pento!!
    Confesso, le arrotolo!
    Ho rabbrividito quando ha consigliato di strappare le pagine interessanti dei libri prima di buttarli ... cioè i libri? Strapparli e buttarli??
    Ma il fondo lo tocca con le calze e gli abiti che ci saranno grati per come li pieghiamo e soprattutto non dimentichiamo di ringraziarli prima di buttarli.
    Il successo di questo libro proprio non lo comprendo... sono.arrivata alla fine nella speranza di capirlo. Senza successo!
    Oltre a essere noioso e ripetitivo mi sembra scritto da una maniaco compulsiva...
    Su una sola cosa ha ragione, accumuliamo una marea di roba inutile.

    ha scritto il 

  • 3

    Credo che si debba leggere questo libro con la consapevolezza che la cultura giapponese sia profondamente diversa dalla nostra, ma non per questo non possiamo trarne spunto. Ho tra l’altro scoperto ch ...continua

    Credo che si debba leggere questo libro con la consapevolezza che la cultura giapponese sia profondamente diversa dalla nostra, ma non per questo non possiamo trarne spunto. Ho tra l’altro scoperto che il mio “potere” è già abbastanza allenato, nel senso che ci sono alcuni accorgimenti che l’autrice ci propone e che io metto in atto da sempre. Il suo pensiero, per quanto radicale, può aiutare a eliminare talune titubanze nei confronti della conservazione o meno degli oggetti. Ne è la prova il fatto che oggi ho aperto un cassetto della cucina e ho buttato tutto quello che non usavo da anni. Secondo Marie il sistema è sbagliato, perché dovrei prendere in esame gli utensili di tutta la cucina e non limitarmi al solo cassetto, ma non stiamo tanto a sottilizzare. Tre refusi, scritto bene, mi fa sorridere quando spiega il rapporto quasi umano con gli oggetti e mi sbalordisce quando afferma che a cinque anni leggeva riviste femminili, avida di informazioni sul riordino e le pulizie della casa. Sono del parere che ogni cultura possiede la sua saggezza, quindi ve lo consiglio (sempre che non viviate benissimo nel disordine!).

    ha scritto il 

  • 0

    interessante spunto per rinnovare e riordinare anche i propri pensieri e la propria vita.
    Quando la Kondo dice che riordinando la propria casa si riordina la propria mente, le credo. Ho già sperimenta ...continua

    interessante spunto per rinnovare e riordinare anche i propri pensieri e la propria vita.
    Quando la Kondo dice che riordinando la propria casa si riordina la propria mente, le credo. Ho già sperimentato quel senso di rinnovamento e pulizia, purtroppo però vivendo in una casa piena di roba altrui posso riordinare solo i miei spazi.
    Non è eccessiva come molti si lagnano, lei sottolinea più volte che non si deve buttare TUTTO ma solo ciò che non si ama più. E solo un fesso può pensare di amare TUUUUUTTO ciò che ha in casa, ve lo garantisco, perché spesso è solo attaccamento sentimentale nemmeno reale ma abitudinario. Un po' come quando si ha a che fare con malinconia per un periodo che non rimpiangiamo affatto, ma siamo abituati a rimpiangere. E allora, perché tenere cotanta zavorra? È il presente l'importante.
    Non dice nemmeno di buttare tutte le foto e tutti i libri, come ho letto spesso nelle critiche. Dice di scegliere, di capire quali davvero abbiamo amato, e che tutte le foto possono rappresentare qualcosa sì, ma è inutile tenere scatoloni se poi non se le guarda e spesso sono foto anche poco rappresentative di quei momenti. Per i libri, poi, riporta esempi di persone che ne possedevano centinaia se non migliaia: o hai una fortuna straordinaria, o un libro prima o poi non t'è piaciuto, davvero merita il tuo spazio?

    Non condivido però il suo pensiero sul buttare in senso stretto. Lei quantifica la liberazione dal possedimento a tutti i costi con i sacchi di immondizia (s. ha buttato 70 sacchi, coppia ne butta 200), ma a me sembra uno spreco.
    Fa notare giustamente come relegare agli altri il proprio voler smaltire la roba per non sentirsi in colpa sia sbagliato (quando tali cose non sono davvero volute o sono rotte ecc). Ma esistono mercatini e gruppi dove si regalano robe, perché non sfruttarli? Capisco prendano più delle canoniche sei ore in cui asserisce si possa mettere a posto, ma mi piange il cuore a pensare di tantissime cose ancora ottime che potrebbero davvero essere utili agli altri (vestiti buoni in primis).

    Per ultimo: mi inchino alla genialità della Kondo, perché è riuscita a trasformare quello che è evidentemente un disturbo ossessivo compulsivo dell'ordine in una carriera da milioni di yen.

    ha scritto il 

  • 3

    Grandi consigli su come rendere la propria casa/vita ordinata

    Un libro davvero interessante, a volte un po' pedissequo negli esempi di vita vissuta delle clienti di Marie Kondo e con i suggerimenti di quanto la tua vita cambia una volta ordinata la propria casa. ...continua

    Un libro davvero interessante, a volte un po' pedissequo negli esempi di vita vissuta delle clienti di Marie Kondo e con i suggerimenti di quanto la tua vita cambia una volta ordinata la propria casa.
    Sono convinta che sia vero, perché l'approccio al riordino dell'autrice ti porta inconsciamente a modificare altri atteggiamenti nel privato e anche sul lavoro.
    Purtroppo la mia mancanza di costanza non mi ha aiutata per niente. Tant'è che mi sono ripromessa di rileggerlo e di riprovarci.
    Si fa leggere molto velocemente.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un libro che ho comprato mesi fa, iniziato a leggere e abbandonato dopo qualche pagina. Capita, quando non è ancora il momento di leggere qualcosa.
    L'ho ripreso in mano due giorni fa e l'ho letto tutt ...continua

    Un libro che ho comprato mesi fa, iniziato a leggere e abbandonato dopo qualche pagina. Capita, quando non è ancora il momento di leggere qualcosa.
    L'ho ripreso in mano due giorni fa e l'ho letto tutto d'un fiato.
    Non mi ha cambiato la vita, certo, ma ho molto apprezzato questo libro perché mi ha portato a riflettere sul rapporto che abbiamo con gli oggetti che possediamo.
    Marie Kondo è una fanatica del riordino, diciamocelo, e probabilmente alcune cose sono anche un po' romanzate ma tant'è...mi è sembrato tutto funzionale al senso del libro. Come stile di scrittura l'ho trovato facile e coerente con quanto voleva insegnare. Dovendo "passare" un metodo penso fosse naturale che ci fossero delle ripetizioni e che l'autrice esaltasse l'efficacia e i benefici del riordino inteso come da suo stile.
    Dal punto di vista dei concetti, ho apprezzato molto alcuni punti da lei sottolineati:

    - il riordino deve essere qualcosa di "definitivo", fatto una volta e per tutte; non un'attività che inizia e non ha mai realmente fine, non dobbiamo farlo diventare una punizione o una cosa sfiancante

    - il valore del buttare via le cose che non ci piacciono/non ci dicono nulla.
    Mi sono molto rispecchiata nelle sue parole quando spiegava che è giusto volersi circondare solo di cose che piacciono davvero e che ci rendono felici.
    E ho apprezzato le osservazioni sulla difficoltà che viviamo a buttare oggetti che sono "ricordi", come i regali, i biglietti e altre cose che ci fanno sentire in colpa anche solo al pensiero di eliminarle. Dare una sorta di umanità a questi oggetti, per quanto "new age" possa sembrare, mi ha permesso di capire che non avrei offeso nessuno a separarmi da un oggetto apprezzato come dono ma non utile alla mia quotidianità.

    - riconoscere che ci circondiamo di molte più cose di quante non abbiamo realmente bisogno, e che questo crea un peso su di noi. Ritornare all'essenziale non può che avere un effetto positivo sulle nostre vite.

    Un libro che consiglio di leggere a mente aperta e senza la pretesa di trovare in via esclusiva i consigli pratici tipici delle riviste da casalinghe. Quello che si propone qui è più uno stile di pensiero.

    ha scritto il 

  • 4

    Il magico potere del riordino

    Quello che la Kondo ci propone non è propriamente una novità, anche se per esperienza personale non si può dire che sia scontato che il metodo di riordino sia usato da tutti.
    Quello che ci viene propo ...continua

    Quello che la Kondo ci propone non è propriamente una novità, anche se per esperienza personale non si può dire che sia scontato che il metodo di riordino sia usato da tutti.
    Quello che ci viene proposto è un ordine d'azione e di gestione degli spazi, fornendo utili spunti sul modo in cui riposizionare gli oggetti.
    Ci sono tre cose da tenere a mente durante la lettura di questo libro:
    1) I termini utilizzati sono consoni a usi e costumi giapponesi (es. mettere vestiti per terra e ringraziare gli oggetti).
    2) Il concetto che vuole far passare non è il "butta tutto", ma il "tieni solo quello che ti dà soddisfazione" (scartando quindi oggetti che non si usano).
    3) Il verbo utilizzato di frequente è "buttare", inteso però come "vendere", "dare alla Caritas" o "regalare" a una persona, senza però farla sentire in obbligo di accettare i nostri scarsi.
    In ultimo, l'autrice stessa ammette la soggettività del ragionamento.

    ha scritto il 

  • 3

    I had heard a lot about this book and I'm happy I read it. I have mixed feelings though. It is very repetitive and some stuff are a bit too "new age" for me, like thanking the objects around you for s ...continua

    I had heard a lot about this book and I'm happy I read it. I have mixed feelings though. It is very repetitive and some stuff are a bit too "new age" for me, like thanking the objects around you for serving you, or like the mantra of the book "feel whether each object sparks joy". Bof. Nevertheless there are in the book also some interesting stuff, some tips on how to store things, some useful suggestions to get rid of things or to better organise your place. And I also enjoyed the several hidden references to the Japanese culture. All in all, I think it's to be read (or at least parts of it).

    ha scritto il 

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