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Il malato immaginario

Di

Editore: Garzanti

4.0
(745)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 260 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Tedesco

Isbn-10: 8811584477 | Isbn-13: 9788811584476 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Sandro Bajini

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Foreign Language Study , Humor

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Descrizione del libro
Argan è un malato immaginario che trascorre il suo tempo a cercare malattie inesistenti. Cercano di approfittare di questa mania, la sua seconda moglie che vorrebbe essere nominata unica erede, i medici e il farmacista. La figlia Angélique ama Cléante, ma il padre vuole darla in moglie a Diafoirus, per avere un medico in casa. Toinette, la cameriera e Béraldo, fratello di Argan, lo convincono a fingersi morto: potrà così scoprire l'ipocrisia di chi lo circonda. Alla fine solo l'affetto sincero della figlia Angélique verrà premiato:potrà sposare il giovane che ama e Argan deciderà di diventare medico lui stesso.
Testo originale a fronte.
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  • 3

    L'ipocondria, nella sua massima espressione

    Commediola molto godibile, seppure non ci si ammazzi delle risate.
    Un po' di slinguamento al potente di turno ad inizio opera, qualche inutile (e noioso) intermezzo, seppur mi renda conto che fosse co ...continua

    Commediola molto godibile, seppure non ci si ammazzi delle risate.
    Un po' di slinguamento al potente di turno ad inizio opera, qualche inutile (e noioso) intermezzo, seppur mi renda conto che fosse costume del teatro dell'epoca.
    Molto ben costruiti i personaggi del protagonista (Argan) e della serva, presa a prestito dal modello dello schiavo deus ex machina del teatro latino.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho una tosse che non va via, un raffreddore
    intenso, ma non ho febbre

    dunque dopo l'antibiotico, che mi ha fatto lo
    stesso effetto di un amore fiorentino su Leopardi,

    torno dal dottore che mi prescriv ...continua

    Ho una tosse che non va via, un raffreddore
    intenso, ma non ho febbre

    dunque dopo l'antibiotico, che mi ha fatto lo
    stesso effetto di un amore fiorentino su Leopardi,

    torno dal dottore che mi prescrive una lastra al
    torace e mi dà un medicinale. Per il raffreddore, capisco.

    Essendo laureato in lettere a casa leggo le istruzioni
    del medicinale e leggo subito gli effetti

    indesiderati (che trovo sempre sublimi):
    al secondo posto di quelli "con frequenza non nota" c'è

    "idea suicida".
    Orco, mi son detto.

    Così risolviamo la tosse di sicuro, ho pensato.
    E senza ricadute, poi.

    l'ho presa tutta d'un fiato.
    Mittner si gode un sacco quando racconta delle epidemie

    di suicidi dopo l'uscita del Werther di Goethe: se la
    spassa di gusto, Mittner. La gente si toglieva la vita

    perché l'aveva letto in un libro.
    Ma che robe.

    La mia ragazza si è vista il film di von Trier (o Triar?),
    l'altro giorno

    ora non posso morire, nel modo più assoluto.

    ha scritto il 

  • 3

    Non male!

    Essendo che l'ho dovuto leggere per scuola, non è male. Come tutti i libri letti per scuola, non mi fa impazzire, visto anche che non è il mio genere. Racconta di quest'uomo, che si dice malato, e si ...continua

    Essendo che l'ho dovuto leggere per scuola, non è male. Come tutti i libri letti per scuola, non mi fa impazzire, visto anche che non è il mio genere. Racconta di quest'uomo, che si dice malato, e si sottopone a innumerovoli cure dategli dai suoi medici, di cui si fida ciecamente. Con la seconda moglie, che vorrebbe mandare le due figlie di Argan in convento, decide che la più grande delle due, Angelica, si debba sposare col figlio di uno dei due dottori, Tommaso. Ma Angelica è innamorata di un altro ragazzo, Cleante, e con lo zio Beraldo decidono di convincere Argan a lasciar sposare Angelica con Cleante, anche con l'aiuto di Antonietta, la serva, che si finge dottore. All'inizio sembra noioso, però mi è piaciuto il finale, soprattutto quando il Fecis smette di essere il suo "medico".

    ha scritto il 

  • 5

    <<Presque tous les hommes meurent de leurs remèdes et non pas de leurs maladies>>

    Deliziosa commedia nella quale Molière fa a pezzi sia la medicina dei cialtroni che l'ipocondria di Argan (che poi costituisce l'unica reale malattia di cui soffre).
    Anche se scritta nel '600 per cert ...continua

    Deliziosa commedia nella quale Molière fa a pezzi sia la medicina dei cialtroni che l'ipocondria di Argan (che poi costituisce l'unica reale malattia di cui soffre).
    Anche se scritta nel '600 per certi versi è ancora attuale, considerata la diffidenza che tutt'oggi esiste verso i medici e la medicina e visto l'atteggiamento di superiorità e saccenteria con il quale talvolta certi medici continuano a porsi.
    È stato divertente leggere questa commedia da potenziale futuro medico, capire cosa rappresenti la figura del medico nella cultura popolare e la sua evoluzione nel corso della storia.
    Il personaggio più vivace è senza dubbio la serva Toinette: piena di risorse ed intraprendente!

    ha scritto il 

  • 4

    Come sempre, sono le servette a riscuotere maggiormente il mio apprezzamento nelle opere di Molière, anche se qui tutti i personaggi sono ben formati (soprattutto il figlio del medico, stupido a livel ...continua

    Come sempre, sono le servette a riscuotere maggiormente il mio apprezzamento nelle opere di Molière, anche se qui tutti i personaggi sono ben formati (soprattutto il figlio del medico, stupido a livelli insuperabili, e Argan, ovviamente, ipocondriaco e credulone).
    Molière (che in alcune rappresentazioni ha vestito in prima persona i panni del malato immaginario), fa pronunciare ad Argan vari improperi contro le sue precedenti opere che ironizzavano anch'esse sull'attitudine della classe medica dell'epoca: "C'est un bon impertinent que vostre Molière avec ses comédies, et je le trouve bien plaisant d'aller jouer d'honnetes gens comme les médecins". Ironia della sorte, Molière viene colpito da un attacco di cuore durante una rappresentazione del Malato Immaginario, e muore poco dopo senza che nessun medico acconsenta a portargli soccorso (gli verrà negata anche l'assistenza religiosa).

    ha scritto il 

  • 2

    Mi aspettavo molto di più da un classico della letteratura così citato come "Il malato immaginario". Tutto sommato una lettura godibile, con sprazzi di ilarità qua e là, ma niente a che vedere con le ...continua

    Mi aspettavo molto di più da un classico della letteratura così citato come "Il malato immaginario". Tutto sommato una lettura godibile, con sprazzi di ilarità qua e là, ma niente a che vedere con le migliori commedie del Goldoni.

    ha scritto il 

  • 3

    E mezzo.

    Devo dire che mi aspettavo di più. Mi aspettavo chissà quali riflessioni sulla vita o monologhi di alta poesia, non che non ci siano, ma mi aspettavo di più. Invece è "solo" una commedia altamente div ...continua

    Devo dire che mi aspettavo di più. Mi aspettavo chissà quali riflessioni sulla vita o monologhi di alta poesia, non che non ci siano, ma mi aspettavo di più. Invece è "solo" una commedia altamente divertente ed esilerante che sicuramente non rende bene su carta dati i numerosi balletti e pezzi musicati.
    Mi piacerebbe andare a vederla un giorno.

    ha scritto il 

  • 1

    Storiella

    Scritto nel 1673 è senza dubbio una colonna portante della commedia, ma disgraziatamente dopo quasi tre secoli e mezzo non risulta più granché originale e, fatta eccezione per pochi sprazzi di godibil ...continua

    Scritto nel 1673 è senza dubbio una colonna portante della commedia, ma disgraziatamente dopo quasi tre secoli e mezzo non risulta più granché originale e, fatta eccezione per pochi sprazzi di godibile ironia, il lettore poco interessato agli aspetti "storici" troverà ne Il Malato Immaginario una storiella piuttosto banalotta.

    ha scritto il