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Il male oscuro

By Giuseppe Berto

(60)

| Paperback | 9788817132008

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Book Description

La nevrosi che si scatena nel protagonista dopo l'atroce morte del padre; il suo crescere e proliferare mostruosamente fino a procurargli acuti malesseri fisici, che i medici tentano invano di curare, infine la scoperta della psicanalisi che magari n Continue

La nevrosi che si scatena nel protagonista dopo l'atroce morte del padre; il suo crescere e proliferare mostruosamente fino a procurargli acuti malesseri fisici, che i medici tentano invano di curare, infine la scoperta della psicanalisi che magari non lo guarisce ma dà un volto e un nome a ogni cosa, a tutti gli incubi, i sogni e le fobie, e gli rivela il suo processo d'identificazione col padre. E' questa l'ardua, rischiosa e vischiosa materia di un romanzo fra i più interessanti di questi ultimi anni, il primo che - dopo "La coscienza di Zeno" di Svevo - affronti come tema centrale l'analisi del profondo. Per rappresentare questa discesa agl'inferi, Berto ha creato uno stile originalissimo, un discorso indiretto libero che assorbe in sé dialogo, riflessione e descrizione. In un fittissimo concatenarsi di frasi dal movimento vorticoso e frenetico, coinvolgendo completamente il lettore.

114 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Ironia della psicoanalisi

    La prima “anomalia” che si nota quando ci si accinge a leggere questo romanzo, è la particolarità e originalità dello stile narrativo: in pratica non esiste punteggiature e il tutto procede come un flusso di parole senza soluzione di continuità.

    La ...(continue)

    La prima “anomalia” che si nota quando ci si accinge a leggere questo romanzo, è la particolarità e originalità dello stile narrativo: in pratica non esiste punteggiature e il tutto procede come un flusso di parole senza soluzione di continuità.

    La vicenda è narrata in prima persona; il protagonista è uno sceneggiatore che in seguito alla morte del padre, malato di tumore, entra in una fase di depressione acuta che sconvolge la sua vita affettiva e lo induce alla sindrome ipocondriaca. E’ ossessionato dalle malattie, tra cui le neoplasie, che lo portano a continui controlli medici senza che gli stessi riescano a trovare e diagnosticare alcun segno di malore e malanni; quindi il risultato è una salute perfetta.

    Ecco, allora, interiorizzarsi il famoso “male oscuro”, un male non fisico ma ancor più subdolo in quanto devasta l’anima. La decisione di intraprendere un percorso psicoanalitico fa scorgere al protagonista l’ombra del mal di vivere che ha come base il senso di colpa e il rimorso inerenti accadimenti e vicissitudini creati dal suo inconscio.

    La lettura scorre veloce, quasi a perdifiato, in maniera, a volte grottesca, e con frequenti sfumature ironiche; la terapia psicoanalitica mette in luce un forte senso della morale, instauratosi fin dall’adolescenza, che è una delle cause degli attuali malori dell’anima scatenati dall’evento traumatico della morte paterna.

    Il romanzo è stato scritto e pubblicato mezzo secolo fa, nel 1964, ma penso che possa ancora essere di estrema attualità.

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    Ferruccio said on Oct 13, 2014 | Add your feedback

  • 11 people find this helpful

    Ecco, il momento è giunto

    Mi dice, Sai che il sardo è una vera e propria lingua e che alcune parole sono identiche al latino?
    Gli brillano gli occhi quando parla della sua terra. Pencola con la testa un po’ di qua, un po’ di là, il suo grosso naso ne segue il movimento, c ...(continue)

    Mi dice, Sai che il sardo è una vera e propria lingua e che alcune parole sono identiche al latino?
    Gli brillano gli occhi quando parla della sua terra. Pencola con la testa un po’ di qua, un po’ di là, il suo grosso naso ne segue il movimento, come un compasso che disegni nello spazio cieli grevi di luce, alberi di ulivo contorti in un abbraccio millenario, e in fondo, proprio in fondo, la linea piatta del mare.
    Mi dice, Per esempio questa frase – pone tre panes in bertula – tu sai che vuol dire?
    Io l’immagino, perché al liceo ho studiato latino, ma col capo gli accenno di no, e lui piega il suo in avanti, il naso è la cosa che vedo meglio, non è proprio grosso, é lungo e storto come un ramo di ulivo, anche la sua bocca è storta, si solleva leggermente di lato mentre parla. Solo gli occhi sono diritti, due linee azzurre.

    Anche quel giorno i suoi occhi erano due linee azzurre. Eravamo nella mia stanza, soli. Non mi guardava. Non mi guardava mai, né mai mi rivolgeva la parola. Io avevo quindici anni, allora, e non sapevo cosa dirgli. Lui non sapeva di che parlarmi. Quando ci capitava di ritrovarci assieme, passavano tra noi lunghi silenzi. Confondevamo il disagio con rumore di posate, se si era a tavola, lo disperdevamo con movimenti bruschi, lo sguardo sempre altrove, se per caso ci incontravamo in qualche stanza.
    Quel giorno aveva in mano un libro. Teneva il capo basso, le linee assorte degli occhi contemplavano la copertina. Ha cincischiato un po’ con le pagine. Pareva indeciso. Poi ha alzato lo sguardo. “Questo romanzo mi ha fatto stare male. Ci sono dentro” mi ha detto. Nient’altro.
    Era la prima volta che mi rivolgeva la parola per parlarmi di sé.
    Ho allungato il collo, ho guardato il titolo. Era “Il male oscuro” di Berto.

    Questo ricordo di mio padre mi è rimasto dentro a lungo, né mai ho avuto il coraggio di leggere il romanzo.
    Anni dopo – tanti – scoprii all’ultimo momento che ero nella cinquina finalista del Premio Berto Opera Prima. La cinquina fu estratta il 22 maggio, giorno del mio compleanno. Pensai a mio padre, a quelle uniche parole che mi aveva regalato, alla strana coincidenza del nome del premio, e a quella della data.
    Quando sono salita sul palco insieme agli altri quattro finalisti, sentivo che avrei vinto.

    Gli anni successivi ho continuato a stare alla larga da questo libro. Paura di leggervi la sofferenza non detta di mio padre. Ma sapevo anche che sarebbe arrivato il momento in cui avrei potuto farlo.
    Ecco, il momento è giunto, e un domani - vivaddio! - dirò anche il perché.

    Grazie a quelli che con pazienza hanno voluto leggermi fin qui.

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    cc said on Oct 10, 2014 | 6 feedbacks

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    ‘Il male oscuro’ si aggiudicò in una sola settimana i due premi letterari Viareggio e Campiello. Autentico caso letterario, il romanzo ripercorre la vita dell'autore alla ricerca delle radici della sua sofferenza; frutto del percorso psicanalitico, o ...(continue)

    ‘Il male oscuro’ si aggiudicò in una sola settimana i due premi letterari Viareggio e Campiello. Autentico caso letterario, il romanzo ripercorre la vita dell'autore alla ricerca delle radici della sua sofferenza; frutto del percorso psicanalitico, opera in modo nuovo e personalissimo in un contesto di rinnovamento narrativo. Lo stile infatti, scandito sul ‘flusso di coscienza’, non diventa comunque mai pesante anche grazie a una brillantezza che talvolta porta il lettore al sorriso se non alla risata più genuina.

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    Daria49 said on May 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Controanalisi

    Mi sono piaciuti l'approccio, il linguaggio, l'introspezione. Meno le ripetizioni ossessive. Certo bisogna tener conto degli anni in cui è stato scritto. Rispetto anche il grande coraggio nello svelarsi. Però il mio giudizio resta appena discreto.

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    Biox 777 said on May 10, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Logorroico più che depresso

    Scrittura logorroica, senza interpunzioni che non porta da nessuna parte. L'autore è talmente concentrato su se stesso e i suoi vissuti che ogni altra cosa per lui non ha nessuna importanza. Se poi inizia a soffrire di sensi di colpa nei confronti de ...(continue)

    Scrittura logorroica, senza interpunzioni che non porta da nessuna parte. L'autore è talmente concentrato su se stesso e i suoi vissuti che ogni altra cosa per lui non ha nessuna importanza. Se poi inizia a soffrire di sensi di colpa nei confronti del padre il perché l'ho appena menzionato. Completamente ripiegato su stesso è incapace di amare e la sua compagna resta "la vedova francese" in terza persona.

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    Tandream said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ha uno stile per niente riposante e a volte si fatica davvero a leggere decine di pagine senza vedere un segno d'interpunzione. Si risolleva nelle ultime pagine, da quando la psiche del personaggio si distende, finalmente. Forse l'intento era proprio ...(continue)

    Ha uno stile per niente riposante e a volte si fatica davvero a leggere decine di pagine senza vedere un segno d'interpunzione. Si risolleva nelle ultime pagine, da quando la psiche del personaggio si distende, finalmente. Forse l'intento era proprio quello di trascinare il lettore nell'incubo di quella mente. Nonostante io abbia detestato questo libro per moltissime pagine, sorprendentemente mi è rimasto dentro qualcosa di bello.

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    Palantiro said on Oct 1, 2013 | Add your feedback

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