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Il male quotidiano

Di

Editore: Guanda (Narratori della Fenice)

3.4
(92)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 290 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8860886244 | Isbn-13: 9788860886248 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Il grande fiume si snoda nella pianura tra alberi secolari, barche e ponti, indifferente ai pesci mostruosi che popolano le sue acque e all'orrore che un giorno si sprigiona sulle sue sponde. Un brutale ritrovamento segna l'inizio della nuova indagine dell'ispettore Remo Jacobi, uomo di cinquant'anni disilluso, divorziato e senza figli. O così dice. Vive con l'anziano padre rumeno in un borgo rurale e il suo curriculum di poliziotto è ormai composto di casi che ha scelto deliberatamente di affossare. E convinto che un velo di male puro si sia sovrapposto alla realtà quotidiana e si è rifugiato nella misantropia per sopravvivere a un mondo che percepisce sempre più incomprensibile e ostile. Ma di fronte all'ennesima, insulsa atrocità, Jacobi si ribella e lungo quelle rive antiche e lussureggianti comincia a combattere una lotta che ha origini lontane: nei deserti della Somalia teatro di guerra di mercenari disposti a tutto, e nell'Europa dell'Est dove altre violenze hanno piegato definitivamente la logica del vivere civile. Fino ad approdare in una più vicina ma non meno torbida metropoli, dove ad aspettare Jacobi ci sono una donna e la possibilità di un sentimento che forse potrebbe riscattarlo...
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  • 4

    Il male quotidiano

    Un ottimo debutto per questo scrittore che rende un fatto (o più fatti se vogliamo)di cronaca un giallo:
    il corpo smembrato di una bambina viene trovato all'interno di un siluro (quei pesci lunghi fino a 4 metri che hanno invaso il Po). Da qui parte l'indagine del commissario Jacobi perché ...continua

    Un ottimo debutto per questo scrittore che rende un fatto (o più fatti se vogliamo)di cronaca un giallo:
    il corpo smembrato di una bambina viene trovato all'interno di un siluro (quei pesci lunghi fino a 4 metri che hanno invaso il Po). Da qui parte l'indagine del commissario Jacobi perché il corpo della bambina è anche stato stuprato, abusato, torturato.

    La mafia dell'est si mescola con i mercenari italiani in questo ottimo giallo dai risvolti sociali e umani.

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo è un posto orribile....

    Durissimo questo noir, spietato e difficile. Apre abissi di orrore puro sui quali si fa fatica a soffermarsi più di tanto, perché il farlo implica un'immersione in una realtà da incubo quotidiano.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che entra subito nel vivo senza sprecarsi in prolissi preamboli. L'indagine è piuttosto "cadenzata" anche se verso il finale diventa più incalzante e tutte le pedine tornano al proprio posto. Ben scritto, narrazione scorrevole. Personalmente adoro l'ispettore Jacobi e rimarrò decisamente ...continua

    Un libro che entra subito nel vivo senza sprecarsi in prolissi preamboli. L'indagine è piuttosto "cadenzata" anche se verso il finale diventa più incalzante e tutte le pedine tornano al proprio posto. Ben scritto, narrazione scorrevole. Personalmente adoro l'ispettore Jacobi e rimarrò decisamente affezionato a questo libro essendo il suo "esordio". Lo raccomando.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ispettore Jacobi, a differenza di molti suoi "colleghi" protagonisti della letteratura noir di questi ultimi tempi, non ride, non è appassionato di cucina e non ha successo con le donne, ed è un mezzo alcolizzato oltre che fumatore incallito. E' un personaggio pervaso da tristezza e solitudine ...continua

    L'ispettore Jacobi, a differenza di molti suoi "colleghi" protagonisti della letteratura noir di questi ultimi tempi, non ride, non è appassionato di cucina e non ha successo con le donne, ed è un mezzo alcolizzato oltre che fumatore incallito. E' un personaggio pervaso da tristezza e solitudine con una storia straziante alle spalle che lo ha debilitato sotto il profilo psichico. Non ha smania di carriera ed è inviso ai superiori. Con queste premesse non poteva che tentare di risolvere una storia bruttissima con radici e derivazioni che vanno dalle guerre di mercenari alla pedopornografia.

    ha scritto il 

  • 4

    Capita nella vita di non trovare più una motivazione per compiere il
    proprio lavoro con entusiasmo.E quando il lavoro occupa tutta la tua
    vita,ce capita spesso a chi è dolo, allora è chiaro che il passo verso la
    depressione è molto breve.ecco questa è la situazione dell'ispettor ...continua

    Capita nella vita di non trovare più una motivazione per compiere il
    proprio lavoro con entusiasmo.E quando il lavoro occupa tutta la tua
    vita,ce capita spesso a chi è dolo, allora è chiaro che il passo verso la
    depressione è molto breve.ecco questa è la situazione dell'ispettore
    Jacopi, descritta in modo coinvolgente dallo scrittore Massimo
    Gardella.L'ispettore sembra volerai costruire una parvenza di
    normalità, ma in realtà è consapevole di essersi inventato una specie di
    finzione ragionata per vivere. La sua vita non gli piace o per lo meno non
    gli piace più. nasconde un terribile trauma l'ispettore, che pero non
    gli impedisce di provate sensazioni che lo aiuteranno nel risolvere un
    intricato caso horror.Ma nulla lo spinge a risolvere quel caso, sembra
    deciso a non aggiungere
    Una nuova voce nell'archivio ,"l'ennesimo tassello di in
    puzzle cosmico, che nessuno è in grado di completare".si sente una
    macchia nera tra le ombre, considerato pazzo falla maggior parte dei suoi
    colleghi, un ispettore di provincia che non ha più niente da dimostrare,
    che ormai deve spendere il tesserino al chiodi.tutta la narrazione è
    pervada da questa malinconia, da questo senso di vuoto.nel cuore
    dell'ispettore c'ê latristezza di aver capito che l'orrore ha
    da una parte la normalità di chi la pratica e dall'altra parte degli
    spettatori che non sanno molto bene come reagire.Poi c'è il padre
    dell'ispettore, unico parente rimastichi. Il padre è rumeno e questo
    particolare dà
    Una particolare visione della vicenda narrata.il protagonista indaga in
    ambienti di immigrati slavi e il tutto si svolge in provincia, quella
    provincia del Nord Italia dove ormai molto spesso l'idea di crimine è
    associata a quella degli immigrati.Ma un poliziotto
    "mezzosangue" si pone in modi diverso difronte a quelli che
    provengono da una terra che è quella del padre tanto amato, riconoscendo
    alla loro storia e alle loro tradizioni un'autentica saggezza.

    ha scritto il 

  • 4

    Il primo impatto con questo libro è stato di amore-odio.
    Remo Jacobi, ispettore di polizia, viene risvegliato all’alba a seguito del ritrovamento lungo le sponde del Ticino di un enorme pesce siluro, da cui spunta la mano di una bambina. Lui è uno strano cinquantenne. Divorziato, vive fuori ...continua

    Il primo impatto con questo libro è stato di amore-odio.
    Remo Jacobi, ispettore di polizia, viene risvegliato all’alba a seguito del ritrovamento lungo le sponde del Ticino di un enorme pesce siluro, da cui spunta la mano di una bambina. Lui è uno strano cinquantenne. Divorziato, vive fuori Pavia, con il padre Johan, un anziano rumeno arrivato in Italia quando ancora regnava Ceausescu, e che da allora non ha mai più nominato il suo paese d’origine.
    Io so poco di Romania, della zona del pavese, del pesce siluro, e mi dico che questo noir promette bene. Finchè, ad un certo punto penso che ne ho le tasche piene di investigatori tormentati e ripiegati su se stessi. Ripercorro mentalmente altri protagonisti di questo tipo, già raccontati da altre penne e sbuffo. Però la storia, come un grande fiume placido, ha iniziato nel frattempo a trasportarmi.
    I dettagli si depositano uno sull’altro, pagina dopo pagina, come un puzzle 3d, fino a restituire solo nelle ultime pagine, una fotografia intera e onesta del protagonista. A cui nel frattempo mi sono affezionata.
    Che poi alla fine non so veramente se è il personaggio ad essere a tratti ripiegato su se stesso o se invece non è proprio la scrittura, che in certi momenti diventa fine a se stessa, con qualche barocchismo, con quella ricerca di vocaboli che sembra aver lasciato in secondo piano il contenuto.
    Ho notato poi una certa indecisione dello scrittore nel chiamare il protagonista a volte per nome, più spesso per cognome, senza che trasparisse una vera ragione. Per quale motivo Deve riferirsi a lui come Jacobi, quando descrive una scena domestica con Johan, ad esempio?
    Ma qualche piccola imperfezione, uno scrittore quasi esordiente la doveva pur avere, no?

    ha scritto il