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Il maledetto United

Di

Editore: Il Saggiatore (Tascabili Narrativa)

4.1
(427)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 408 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8856502070 | Isbn-13: 9788856502077 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pietro Formenton

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Nel 1974 l'eccentrico Brian Clough, ex calciatore noto per i suoi tanti successi, accetta di sostituire il leggendario Don Revie e allenare una delle più difficili squadre del campionato di calcio inglese: il Leeds United. Giocatori altezzosi, competitivi, in cima alla classifica, ma aggressivi e scorretti. Disposti a tutto pur di vincere. Clough sa che non sarà semplice far funzionare le cose, eppure non rifiuta l'incarico: spinto da un orgoglio infinito accetta, nella convinzione di poter trasformare il Leeds in una squadra che vince senza imbrogliare. Inizia così la cronaca avvincente e disperata dei quarantaquattro giorni del più carismatico e controverso allenatore del Leeds United. Brian Clough è un uomo ambizioso, incontenibile e, nonostante gli enormi difetti, sostenuto da un fortissimo senso morale. La sua è una lotta quotidiana contro una squadra che odia (peraltro ricambiato), contro fantasmi che non smettono di perseguitarlo nelle notti insonni fra alcol e sigarette.
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  • 4

    Non è vero che non esistono bei libri sul calcio. Questo nel genere è uno dei migliori. Certo, il protagonista, l'allenatore inglese Brian Clough, era già un personaggio di grande impatto mediatico nella realtà. Scontroso, irascibile, spaccone, megalomane ma dotato di un carisma senza eguali.
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    Non è vero che non esistono bei libri sul calcio. Questo nel genere è uno dei migliori. Certo, il protagonista, l'allenatore inglese Brian Clough, era già un personaggio di grande impatto mediatico nella realtà. Scontroso, irascibile, spaccone, megalomane ma dotato di un carisma senza eguali.
    In questa trasposizione letteraria sono raccontati i suoi 44 giorni sulla panchina del Leeds Utd, squadra di cui era stato nemico giurato fino a poco tempo prima. Come un novello capitano Achab Brian Clough, nonostante tutto e tutti lo sconsiglino, è deciso a perseguire la sua ossessione, fare meglio di del suo acerrimo rivale, Don Revie, precedente allenatore del Leeds (che guarda caso indossa delle maglie bianche...). Quale sarà l'esito è facile immaginare...

    ha scritto il 

  • 5

    Un calcio che non esiste più

    Splendida epopea di un calcio ormai sparito e dei personaggi che una volta lo animavano, personaggi ormai impensabili al giorno d'oggi. Il libro racconta i 44 giorni tremendi di Brian Clough alla guida del Leeds United nel 1974. Clough che del Leeds era sempre stato il nemico giurato, Clough che ...continua

    Splendida epopea di un calcio ormai sparito e dei personaggi che una volta lo animavano, personaggi ormai impensabili al giorno d'oggi. Il libro racconta i 44 giorni tremendi di Brian Clough alla guida del Leeds United nel 1974. Clough che del Leeds era sempre stato il nemico giurato, Clough che aveva preso il Derby County in seconda divisione e lo aveva portato a vincere il campionato in Prima. Un po' come se al giorno d'oggi Zeman fosse arrivato alla Juventus a sostituire Capello. Il libro è scritto benissimo, un perfetto meccanismo emotivo e geometrico, con un racconto che procede in parallelo tra i giorni al Derby e quelli al Leeds fino ad arrivare all'ultima pagina con la conclusione di entrambe le esperienze. Proprio per questa costruzione e per il linguaggio asciutto di Peace all'inizio la lettura potrebbe risultare un po' difficoltosa, ma una volta entrati nella storia vi rapirà.

    ha scritto il 

  • 4

    Mourinho ante litteram

    Scrittura ostica come il protagonista ma lettura interessante, sicuramente diversa da molte biografie di stampo sportivo. Belli i risvolti legati al modo di fare calcio in Inghilterra negli anni 70, le trattative spartane, le riunioni in stanze fumose, il fango e la pioggia, la gente stipata sugl ...continua

    Scrittura ostica come il protagonista ma lettura interessante, sicuramente diversa da molte biografie di stampo sportivo. Belli i risvolti legati al modo di fare calcio in Inghilterra negli anni 70, le trattative spartane, le riunioni in stanze fumose, il fango e la pioggia, la gente stipata sugli spalti, le vittorie grandiose e le sconfitte distruttive e più intime. E quel modo di trattare stampa, tifosi, giocatori e presidenza che ti fanno pensare che Mou abbia letto queste righe negli anni di formazione.

    ha scritto il 

  • 4

    ⚽⚽⚽⚽

    E va bene: commento questo bel romanzo di David Peace non da esperto di letteratura (quale del resto non sono), ma da discreto intenditore di calcio (quale, cavolo, ritengo di essere). 
    Chi è Brian Clough? Scommetto dieci euro, anzi dieci sterline, che non lo sapete barra non lo sapevate pr ...continua

    E va bene: commento questo bel romanzo di David Peace non da esperto di letteratura (quale del resto non sono), ma da discreto intenditore di calcio (quale, cavolo, ritengo di essere). 
    Chi è Brian Clough? Scommetto dieci euro, anzi dieci sterline, che non lo sapete barra non lo sapevate prima di avere letto il libro o visto il film.
    Eppure Brian Clough è stato uno dei grandi del calcio di sempre.
    Da allenatore più che altro, benché da giocatore avesse messo a segno 251 reti in 264 partite giocate tra la metà dei Cinquanta e la metà dei Sessanta con le maglie di Middlesbrough e Sunderland.
    Brian Clough l'allenatore, dunque. Mister Cloughie. 
    La sua grandezza sta nell'avere vinto due campionati inglesi e due coppe dei campioni guidando il Derby County (campionato 1971-72) e il Nottingham Forest (campionato 1977-78; coppe dei campioni 1978-79 e 1979-1980). Dire Derby County e Nottingham Forest in Inghilterra sarebbe più o meno come dire Atalanta e Udinese in Italia. Tanto il County quanto il Forest, prima che li prendesse Clough, non avevano vinto nulla. Con il Forest Clough vanta il singolare primato di avere conquistato due coppe dei campioni a fronte di un unico scudetto. Oggi ci sono Guardiola e Mourinho e Ancelotti, che però mettono in bacheca trofei con corazzate come il Barcellona, il Bayern Munchen, il Porto, l'Inter, il Chelsea, il Milan, il Real Madrid. Mentre Derby County e Nottingham Forest militano attualmente nella serie B inglese. Ora che Clough è morto da dieci anni. Ora che Clough non c'è più. Ecco perché Clough è un grande del calcio di sempre.
    L'intelligente - e diciamolo pure: audace - scelta di David Peace, il romanziere biografo, è tuttavia quella di non raccontare affatto (o di raccontare solo marginalmente) quelle vittorie, facendo della più grande sconfitta subita da Brian Clough il tema del libro. Che infatti si intitola "Il maledetto United". Dove United sta per Leeds United, la più forte squadra inglese dei primi anni settanta che Clough fu chiamato ad allenare dopo che il precedente e plurivittorioso Don Revie l'aveva lasciata per andare a sedersi sulla panchina della nazionale britannica. 
    Sulla panchina del maledetto United Clough resistette, soprattutto a causa di continui dissapori con lo spogliatoio fedele a Revie e ostile a lui, appena 44 giorni. Nei quali ottenne la miseria di una vittoria in sei partite di campionato, con appena 4 gol all'attivo e un imbarazzante diciannovesimo posto in classifica. Il libro di Peace può comunque essere apprezzato anche dai non amanti del calcio. Non diversamente dalla stragrande maggioranza di biografie, è infatti la storia di un'amicizia (quella con il vice Peter Taylor) e la storia di una rivalità (quella con Don Revie). 
    Convincente la tecnica narrativa, cioè una continua alternanza fra due piani temporali con uso di un narratore in prima persona per l'epoca del Leeds e di un insolito narratore in seconda persona per quella del Derby. Qualche sbavatura invece nello stile, che vorrebbe essere ruvido come il personaggio e aggressivo come la sua tattica, ma non sempre coglie pienamente nel segno. È comunque uno stile che ha il pregio della fluidità: al pari, ho ragione di presumere, del gioco del County e del Forest.
    Un'ultima notazione. Non ci sono solo Don Revie e il Leeds tra i bersagli dello sfacciato, polemico, presuntuoso Clough. C'è anche la Juventus, che il Derby County incrociò (venendo eliminato: 3-1 a Torino, 0-0 a Derby) nelle semifinali di coppa dei campioni del 1972-73. Divennero famose le parole pronunciate al termine del match d'andata da Clough, convinto che i bianconeri avessero comprato l'arbitro: " No cheating bastards will I talk to; I will not talk to any cheating bastards!". Parole che Peace romanza un po', allo scopo di renderle più efficaci: "Sporchi, simulatori, truffatori, bastardi italiani del cazzo. Maledetti bastardi truffatori italiani. Non parlo con dei maledetti bastardi truffatori!"
    In quella Juve ("Vecchia Puttana bianconera", la apostrofa più di una volta il Brian Clough di Peace) fra l'altro, giocava, con il numero 10, Fabio Capello, la stessa persona che si sarebbe seduta da allenatore sulla panchina bianconera nel 2004, l'anno in cui Clough morì. Nelle due stagioni sotto la guida del tecnico friulano la Juventus vinse due campionati consecutivi (2004-05 e 2005-06) che tuttavia - come credo tutti saprete - in seguito allo scandalo di Calciopoli, le furono entrambi revocati, con conseguente sua retrocessione in serie B. 
    Chissà, chissà come avrebbe commentato Cloughie se fosse stato ancora vivo...

    ha scritto il 

  • 5

    I dolori del giovane Clough

    Il racconto romanzato dei 44 giorni in cui Brian Howard Clough, uno dei più grandi allenatori di tutti i tempi ha trascorso sulla panchina dell'odiato Leeds United. Una scrittura tagliente e convincente che riesce a fare immedesimare il lettore in questo egocentrico e discusso personaggio. Un rom ...continua

    Il racconto romanzato dei 44 giorni in cui Brian Howard Clough, uno dei più grandi allenatori di tutti i tempi ha trascorso sulla panchina dell'odiato Leeds United. Una scrittura tagliente e convincente che riesce a fare immedesimare il lettore in questo egocentrico e discusso personaggio. Un romanzo che parla del lato più tormentato di chi questo sport lo vive in prima persona e soprattutto che vive per lui.

    ha scritto il 

  • 3

    Mettilo in una cassetta, nascondilo su un albero, sull'albero più alto che riesci a trovare...

    Perchè questo è il giorno più bello della tua vita
    David Peace è convincente, sembra che sia davvero Brian Clough, l'allenatore protagonista che racconta in prima e seconda persona. Riesce a restituire il caratteraccio del suo personaggio, la megalomania, l'egocentrismo, la sua presu ...continua

    Perchè questo è il giorno più bello della tua vita
    David Peace è convincente, sembra che sia davvero Brian Clough, l'allenatore protagonista che racconta in prima e seconda persona. Riesce a restituire il caratteraccio del suo personaggio, la megalomania, l'egocentrismo, la sua presunta purezza e i pensieri alcolici alimentati da numerosi brandy e da qualche birra scura. Credevo che United stesse per Manchester è invece stava per Leeds.

    Che cosa hai fatto? Gridi strepiti. Che cosa cazzo hai fatto?
    E' giovedi 1°novembre 1973
    Per una particolare coincidenza ho letto questa frase e terminato il libro il giorno di Ognisanti di quarant'anni dopo. Ora vi racconterò del libro che ho letto prima di questo. Si trattava di un libro sul Tennis ambientato negli anni 80, il protagonista era un tipo mechato..

    Non sono uscito definitivamente di senno, ho cercato di ricreare il modo molto discutibile in cui questo libro è montato. Proprio come nel mio commento le parti in Times New Roman e Times New Roman corsivo si alternano complicando inutilmente la lettura. Durante il racconto dei 44 giorni da allenatore del Leeds, Brian Clough apre continue parentesi corsive per raccontare gli eventi che l'hanno portato a guidare la squadra campione d'Inghilterra in carica. Mi era venuta la tentazione di leggermi quelle parti in una lettura staccata e successiva, poi ho desistito ed ho seguito il palinsesto definito dall'autore. A mio parere un ordine cronologico degli avvenimenti avrebbe giovato alla composizione.
    Peccato che gli eventi raccontati fossero fuori dalla mia portata temporale. Solo alcuni dei numerosi calciatori citati erano di mia conoscenza. Due portieri (che ho fatto in tempo a veder giocare), un paio di mitiche ali destre e un paio di centrocampisti altrettanto famosi. Nonostante ciò è stato possibile rivedere nei 44 giorni di Clough il peggior Lippi e la missione impossibile di Benitez. Questo romanzo è migliore di Febbre a '90 (N. Hornby) e come per quella lettura ho pensato che se invece di Premier, si fosse raccontato di Serie A, sarei stato molto più coinvolto.
    400 pagine sono comunque troppe. Verso 250 ho iniziato a maledire.. e allo United ho aggiunto il Derby, il QPR, il Charity Shield e i 251 goal in 274 partite di Clough da calciatore.

    ha scritto il 

  • 4

    Spessi i libri sul calcio o sul mondo del calcio in modo più ampio sono molto simili tra di loro, per questo quando ci si imbatte in qualcosa di diverso è bello farlo presente e consigliarlo.
    The damned Utd è un libro sul mondo del calcio ed in particolare sulle vicende di un allenatore nei ...continua

    Spessi i libri sul calcio o sul mondo del calcio in modo più ampio sono molto simili tra di loro, per questo quando ci si imbatte in qualcosa di diverso è bello farlo presente e consigliarlo.
    The damned Utd è un libro sul mondo del calcio ed in particolare sulle vicende di un allenatore nei 44 giorni in cui si trova a guidare la squadra che, fino ad allora nella sua carriera, detesta e rappresenta tutto il contrario della sua idea di calcio.
    Il libro ovviamente inframezza alla narrazione dei 44 giorni, incentrati sulle difficoltà del protagonista a cambiare e a rendere più simile a lui la squadra tanto diversa, le vicende che precedono questo periodo fin dalla fine della sua carriera da calciatore.
    In conclusione è un libro molto divertente e molto interessante che apre una finestra su quasi un decennio di calcio inglese e anche di calcio europeo, che analizza il mondo del calcio dal punto di vista di uno degli allenatori più carismatici del suo tempo e forse di tutti i tempi: Brian Clough.

    ha scritto il