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Il manifesto di Unabomber

La società industriale e il suo futuro

Di

Editore: Nuovi Equilibri

3.9
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Altri

Isbn-10: 8872263522 | Isbn-13: 9788872263525 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: R. Migliussi

Genere: Non-fiction , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Dopo 18 anni di caccia spietata, il 3 aprile 1996, l'FBI arresta nel Montana Theodore J. Kaczynski: l'ecoterrorista Unabomber.
Nel fiume di parole seguito al suo arresto soltanto qualche frase è stata spesa per commentare il “Manifesto” dell'ex matematico di Harvard e Berkeley. Un duro attacco alla civiltà tecnologica, un documento di 232 articoli basato su argomenti discutibili ma anche ricco di bagliori. E un chiaro messaggio: le nuove tecnologie stanno distruggendo l'uomo.
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  • 4

    Un testo che i giornali sono stati costretti a pubblicare e che allo stesso tempo ha portato all'identificazione del famoso Unabomber, terrorista che prendeva di mira la tecnologia, con un matematico geniale, che di punto in bianco decise di mollare tutto per vivere fra i boschi e lanciare pacchi ...continua

    Un testo che i giornali sono stati costretti a pubblicare e che allo stesso tempo ha portato all'identificazione del famoso Unabomber, terrorista che prendeva di mira la tecnologia, con un matematico geniale, che di punto in bianco decise di mollare tutto per vivere fra i boschi e lanciare pacchi postali esplosivi in giro per l'America. La disperazione di una mente che non riteneva possibile agire in modo normale. Da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Contiene un bel po' di ingenuità, ricicla diverse idee non certo nuove, rivela un retroterra moralista odoroso del puritanesimo contadino USA ed è profondamente tecnofobo.
    Ah, sì, il suo autore ha anche fatto fuori un po' di gente a casaccio, cosa che ad alcuni potrebbe effettivamente sembra ...continua

    Contiene un bel po' di ingenuità, ricicla diverse idee non certo nuove, rivela un retroterra moralista odoroso del puritanesimo contadino USA ed è profondamente tecnofobo.
    Ah, sì, il suo autore ha anche fatto fuori un po' di gente a casaccio, cosa che ad alcuni potrebbe effettivamente sembrare discutibile.
    Ma sorvolando su queste minuzie, bisogna ammettere che Il manifesto di Unabomber contiene parecchî spunti di riflessione su cui vale la pena fermarsi e con cui confrontarsi.
    (Magari anche per dimenticare che il suo nome di battaglia è stato poi affibbiato, nelle nostre cronache provinciali, a un balordo bombarolo del Nord-Est che con l'originale ha ben poco a che vedere.)

    Bacchettate sulle dita al traduttore dell'edizione italiana.
    Prima mi metti una nota tra parentesi quadre per spiegare cos'è l'"anomia", termine che posso trovare comodamente da solo su qualunque dizionario italiano.
    Poi, però, mi traduci affirmative action con "azione affermativa", senza alcuna postilla, lasciando il lettore eventualmente a interrogarsi su cosa diamine sia. E quanti italiani mai sapranno che le affirmative actions sono quel sistema di quote nei posti pubblici e/o di studio riservate alle varie minoranze?...
    Poi mi vai a rendere irriconoscibili le citazioni dotte. Mi traduci Brave New World con "Nuovo Mondo Coraggioso", ma così non so quanti riusciranno a cogliere il riferimento al Mondo Nuovo di Huxley...

    ha scritto il 

  • 0

    Pazzesco... l'autore del libro ha commesso 23 attentati terroristici con 3 morti e numerosi feriti.
    Tremendo... perchè quello che dice è purtroppo vero, o comunque fa molto riflettere.
    Tragico... perchè non c'è una soluzione.

    ha scritto il