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Il manoscritto di Shakespeare

Di

Editore: Sellerio Editore Palermo

3.3
(67)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 339 | Formato: Paperback

Isbn-10: 883892287X | Isbn-13: 9788838922879 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Un affermato scrittore di provincia riceve una mattina la visita di un vecchio maestro in pensione, con una proposta tanto improbabile da non poter non venire ascoltata. Si tratta di scrivere la storia dell'enigma, e dell'instancabile ricerca per risolverlo, che ha occupato una vita intera con l'abbandono avventuroso e devoto di una specie di Graal personale. Tanti anni prima, in circostanze casuali, il vecchio maestro era venuto in possesso del manoscritto contenente la prova inconfutabile della vera identità di William Shakespeare; non il figlio autodidatta del guantaio di Stratford on Avon, ma uno scrittore siciliano, nobile fuggiasco per motivi religiosi. Ad affermarla, a coltivarla, a seguirla, il maestro aveva sacrificato tutto di se stesso, perdendo la propria reputazione ma guadagnando in compenso una giustificazione e un senso. Mezzo dubbioso mezzo divertito, lo scrittore ascolta le parole del fantasioso visitatore da cui si dipana una storia dislocata su diversi piani. Prima di tutto la vita, pirandellianamente doppia, dell'incredibile personaggio, divisa senza mediazioni tra il patetico, di una famiglia gretta che lo piglia per stolto, e l'eroico, dell'inseguimento delle carte e degli indizi reputati capaci di rivoluzionare la storia della letteratura. Poi la vicenda del manoscritto stesso, piena di contraddizioni e di misteri in cui i tanti buchi della biografia del falso Shakespeare sembrano sagomati su misura per essere riempiti dalle notizie di quello vero. Infine le trappole, le trame che altri cacciatori hanno teso, per proteggere la versione ufficiale del grande bardo della lingua inglese. Domenico Seminerio è un maestro di sofisticati artefatti letterari: la sua inventiva si accende quando una situazione storica di partenza vera o verosimile, può servire a far compiere alla storia le più intricate acrobazie, e in essa far vorticare personaggi vestiti di panni dimessi.
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  • 0

    Nelle prime pagine avevo pensato di lasciarlo perdere; poi quegli incontri tra i due protagonisti e la tesi su Shakespeare incuriosiscono ed è piacevole arrivare in fondo. Ho intenzione di leggere ...continua

    Nelle prime pagine avevo pensato di lasciarlo perdere; poi quegli incontri tra i due protagonisti e la tesi su Shakespeare incuriosiscono ed è piacevole arrivare in fondo. Ho intenzione di leggere altri suoi romanzi.

    ha scritto il 

  • 3

    E poi si ritorna in Italia - 10 mag 09

    Pensavo e speravo meglio. Qualcosa, ma non sono convinto della scrittura, così come non lo era nel primo libro di Seminerio che ho letto. L’idea mi piace, è ancora stimolante. Chi era veramente ...continua

    Pensavo e speravo meglio. Qualcosa, ma non sono convinto della scrittura, così come non lo era nel primo libro di Seminerio che ho letto. L’idea mi piace, è ancora stimolante. Chi era veramente Shakespeare? Ci sono coincidenze che ne potrebbero fare un italiano, a limite un siciliano, tal Florio (perché ambientare una commedia a Messina?). Il libro si barcamena tra questi due registri. Portare piccoli brandelli alla costruzione dello Shakespeare-Florio e girare intorno alle prove rubate di questa identità. A quel manoscritto che potrebbe definitivamente dimostrare la tesi sconvolgente. Ma tutto si ingarbuglia, sempre per il benedetto vizio di voler dire tanto, forse troppo. Di mettere troppe frecce allo stesso arco. E questo modo narrativo, del tutto alla terza persona, senza dialoghi diretti, alla fine è un po’ faticoso. Anzi artificiale. Riviene anche fuori il carattere “siciliano”, con i suoi stereotipi. Lo scrittore bravo che insegna al liceo, il maresciallo colto, la mafia (o meglio “la famiglia” ed il benessere delle sue persone). Questa è la parte debole, che cerca di dire troppo. Meglio il povero illuso che per tutta la vita si muove dietro alla speranza di trovare qualcosa per cui sarà ricordato. L’immortalità dedicata alla demistificazione del mito shakespeariano. Ripeto pensavo più vicino alla descrizione della sicilianità dello scrittore inglese. Questa si intrigante base di un narrare non usuale (anche se pare ci siano altri libri che lo hanno fatto). Alla fine, ho fatto fatico a leggere le 300 pagine, segno che non ne ero convinto/coinvolto fino in fondo.
    “per essere ottimista basta avere una fede, una qualsiasi, sia essa religiosa o politica, o economica o sportiva o teatrale o letteraria, persino”
    “e se quando muoio me ne vado in paradiso, se non ci trovo te, neanche ci entro. [Dalla Cavalleria Rusticana]”
    “lei… gli diceva che c’è grande differenza tra amare e volere bene. L’amare è quello dei sensi, la passione che ti sconvolge; il voler bene è quello del cuore, il sentimento. Si può amare e non voler bene, e viceversa”
    “quanto è meglio piangere di gioia che gioire del pianto. [Da Molto rumore per nulla]”
    Di Seminerio scrisse sul suo primo libro il 7 ottobre 2007.

    ha scritto il 

  • 5

    Shakespeare, l'italiano.

    Seminerio si fa accusa e difesa della tesi rivoluzionaria secondo cui Shakespeare fu un profugo italiano. Sullo sfondo, ammicca, in ogni sua caratteristica, la Sicilia, tanto cara all'autore e ...continua

    Seminerio si fa accusa e difesa della tesi rivoluzionaria secondo cui Shakespeare fu un profugo italiano. Sullo sfondo, ammicca, in ogni sua caratteristica, la Sicilia, tanto cara all'autore e all'editore.

    ha scritto il 

  • 5

    "Casualmente è stata vista dal pettegolo più pettegolo del paese in atteggiamento non conforme alla sua fama, suscitando sibitanei sospetti, meritevoli di diventare conclamate certezze".

    ha scritto il 

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