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Il manuale del contorsionista

Di

Editore: Arnoldo Mondadori Editore (Strade Blu)

3.8
(252)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 257 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880453916X | Isbn-13: 9788804539162 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonio Caronia

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Le overdose di Daniel Fletcher si possono contare sulle dita della sua mano sinistra, dato che in quella mano di dita ne possiede sei. Daniel Fletcher è anche Christopher Thorne o John Vincent o Vincent Dolan o Eric Bishop, o qualsiasi altra combinazione gli venga in mente quando gli chiedono l'identità. Del resto la sua arte è quella del falso: falsificare ogni tipo di documento, dalle carte d'identità ai certificati di matrimonio. Craig Clevenger offre con questo libro un noir crudo e cattivo.
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  • 5

    Ultimamente leggo poco, ma ho avuto la fortuna di leggere questo libro. Pagato pochissimo in un supermercato, per due euro ho accettato la sfida di un autore sconosciuto. Risultato entusiasmante, l'ho divorato, scorre via in una maniera impeccabile. La storia di un giovane trasformista falsario c ...continua

    Ultimamente leggo poco, ma ho avuto la fortuna di leggere questo libro. Pagato pochissimo in un supermercato, per due euro ho accettato la sfida di un autore sconosciuto. Risultato entusiasmante, l'ho divorato, scorre via in una maniera impeccabile. La storia di un giovane trasformista falsario con il solo obiettivo di rimanere nel più assoluto anonimato, cosa resa difficile dai suoi mal di testa che ignorati dai dottori lo portano a curarsi da solo, con il risultato di finire sempre in overdose, arrampicarsi per ricordarsi i dettagli della nuova vita falsificata, fregare lo psicologo, uscire ed essere un'altra persona. Basso profilo, un unico errore, fare i documenti falsi per le persone sbagliate. Unico neo il finale lasciato in uno stato di sospensione che comunque sia ti colpisce allo stomaco... Consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto bello. Mi e' piaciuta molto la prima parte dove il protagonista gestisce/manipola il suo esaminatore e da lettura di tutte le piccole cose che compongono il dialogo tra esaminato ed esaminatore. Anche la trama generale non e' male. Decisamente valutazione positiva.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelline e 1/2

    Non avevo idea di che voto dare a questo che mi è parso un gran bel libro.
    Non so perchè ma 5 stelline e la menzione in "my favourite" mi sembra una cosa esagerata.
    La scrittura di Craig Clevenger è esagerata!
    Esageratamente avvolgente.
    Usa il viaggio nell'intelligenza di ...continua

    Non avevo idea di che voto dare a questo che mi è parso un gran bel libro.
    Non so perchè ma 5 stelline e la menzione in "my favourite" mi sembra una cosa esagerata.
    La scrittura di Craig Clevenger è esagerata!
    Esageratamente avvolgente.
    Usa il viaggio nell'intelligenza di un uomo per fare contorsionismi con le parole.
    Spinta progressiva con un ritmo che diventa presto altissimo e senza mai perdita di potenza.
    Questo fa si che il lettore si appassioni e non perda mai il filo.
    Era il suo primo romanzo:
    grande Craig

    P.S. Riflettendo sul voto è forse il finale che mi ha lasciato un po' depistato.

    ha scritto il 

  • 3

    Secondo me questo Clevenger diventerà molto meglio di Palahniuk, anzi forse lo è già dato che Chuck è terribilmente sopravvalutato. Fight Club era un capolavoro, forse un esordio migliore del Manuale del Contorsionita, ma poi è stata una discesa tristissima, gli ultimi libri che ha scritto sono i ...continua

    Secondo me questo Clevenger diventerà molto meglio di Palahniuk, anzi forse lo è già dato che Chuck è terribilmente sopravvalutato. Fight Club era un capolavoro, forse un esordio migliore del Manuale del Contorsionita, ma poi è stata una discesa tristissima, gli ultimi libri che ha scritto sono illeggibili. Craig Clevenger ha una bella maniera di scrivere, in genere abbastanza semplice da seguire e ogni tanto se ne esce fuori con delle frasi fantastiche che non mi aspetto e che devo subito rileggere. Peccato questo libro sia l'unico tradotto in Italiano.

    ha scritto il 

  • 3

    Un uomo diverso, un uomo con un'intelligenza fuori da ogni misura, una capacità sovrumana per la falsificazione. Cambiare identità, cambiare vita e città.
    Questo è il "nostro" contorsionista, colui che riesce ad "assumere posizioni difficili, improbabili e stravaganti".

    John Dolan Vi ...continua

    Un uomo diverso, un uomo con un'intelligenza fuori da ogni misura, una capacità sovrumana per la falsificazione. Cambiare identità, cambiare vita e città.
    Questo è il "nostro" contorsionista, colui che riesce ad "assumere posizioni difficili, improbabili e stravaganti".

    John Dolan Vincent è l'eroe/antieroe di questo romanzo. Ha undici dita, un amore sviscerato per i numeri e capacità copiative e riproduttive da grande falsario.
    Ha un problema: soffre di fortissime emicranie e, per poterle superare, fa uso di farmaci potentissimi, droghe e tutto ciò che di chimico riesce a trovare.
    Ed ogni volta, che si chiami Steven, Christopher, Eric, Daniel o John, finisce sempre in ospedale per overdose.
    Nell'ultimo di questi ricoveri viene analizzato da uno psichiatra per studiarne l'attitudine e la volontà al suicidio.
    E' durante il colloquio con il dottore, in un numero imprecisato di flashback, di sovrapposizioni temporali, di passato e presente, che scorre tutta la vita di questo improbabile uomo del crimine, ingaggiato dalla malavita locale per sfruttare la sua grande maestria.

    Scritto in modo asciutto, estremamente preciso nelle descrizioni meravigliose delle molte vite dell'io narrante, scorrevole ma a volte un po' pesante. Sicuramente una bella nuova scoperta.
    La storia è una via di mezzo fra narrazione alla Bunker (con malavita, droga, prostituzione, relitti umani e violenza) e romanzo picaresco on the-road, un po' noir ed un po'avventura. Senza mancare amore, sesso e storia famigliare.

    Se non fosse per alcune parti veramente pesanti e ridondanti, il giudizio sarebbe stato di quasi perfezione.
    In ogni caso un autore che al primo romanzo riesce a sbalordire così, è sicuramente da seguire con la massima attenzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione su Nero Cafè

    John Dolan Vincent (o se preferite Daniel Fletcher, oppure Eric Bishop) è un falsario con un’intelligenza superiore alla norma. Ha una caratteristica somatica molto insolita, sei dita della mano. Tossicomane, si fa di codeina, painkiller, anfetamine, lassativi, barbiturici e perché no, sigarette. ...continua

    John Dolan Vincent (o se preferite Daniel Fletcher, oppure Eric Bishop) è un falsario con un’intelligenza superiore alla norma. Ha una caratteristica somatica molto insolita, sei dita della mano. Tossicomane, si fa di codeina, painkiller, anfetamine, lassativi, barbiturici e perché no, sigarette. E caffè, tanti, troppi. Va spesso in overdose. Entra e esce dalle cliniche psichiatriche sempre con nome diverso.

    Il manuale del contorsionista contiene tutti gli elementi del noir, quello duro. Droghe, medicine, crimine, mafia, falsificazione. Ma chi è il contorsionista? Cos’è il contorsionismo e come questa particolarità si esplica nell’esperienza del personaggio di Clevenger?

    Da Wikipedia: “Il Contorsionismo è una particolare disciplina che prevede l’assunzione di posizioni del corpo innaturali.”

    Ma come si diventa contorsionista?

    È tutto scritto nel Manuale.

    “Trova un nome: Controlla le lapidi, I necrologi, gli obitori, le Bibbie in vendita. Cerca qualcosa di familiare ma non ovvio, distinto ma che non rimanga impresso: Norton, Dillon, Harris.

    Cerca un nome che provenga da un mestiere: Cooper, Porter, Taylor, Donner, Thatcher, Barber, Farmer;

    Oppure un nome che derivi dai materiali: Wood, Silver, Steel;

    dalla flora: Branch, Fields, Weed;

    dalla fauna: Wolf, Bird, Crow, Hawk;

    dai titoli: Sage, King, Pope, Priest;

    dai colori: Black, White, Green”

    La costruzione delle false ma verosimili identità si esplica attraverso la ricerca febbrile dei certificati di nascita, insistendo presso i vari uffici anagrafici che il certificato mostrato – falso – non risulta perché non presente nei loro archivi; nonché attraverso le visite negli ospedali e nei cimiteri, alla ricerca di una falsa parentela. Le identità aiutano John Vincent a confondersi nella massa per sfuggire tanto alle autorità, quanto alla criminalità organizzata a cui John ha rifiutato di unirsi.

    Leggi tutta la recensione su Nero Cafè:

    http://nerocafe.net/radiografie-in-nero/il-manuale-del-contorsionista-di-craig-clevenger/

    ha scritto il 

  • 3

    (Tre stelline e mezza)

    Una prosa pulita, ma meno agghiacciante e chirurgica di quella di Palahniuk (a cui è inevitabile fare riferimento, per tanti motivi).
    Una storia originale e interessante, un vero e proprio manuale (pre-11/09/2001) sulla possibilità di nascondersi tra la ...continua

    (Tre stelline e mezza)

    Una prosa pulita, ma meno agghiacciante e chirurgica di quella di Palahniuk (a cui è inevitabile fare riferimento, per tanti motivi).
    Una storia originale e interessante, un vero e proprio manuale (pre-11/09/2001) sulla possibilità di nascondersi tra la folla.

    Mi avevano parlato del finale come di uno dei migliori mai letti: in effetti, ho spalancato leggermente la bocca, ad un certo punto, ma è stato solo un attimo. L'attorcigliamento temporale, infatti, mi ha a tratti confusa e...

    Nel complesso, molto godibile.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo imparare a non fidarmi delle recensioni, e delle etichette. Perché nella bandella io leggo "thriller" e questo romanzo non lo è proprio per niente. Concordo con chi lamenta l'assenza di trama: ce n'è poca e anche traballante, ma paradossalmente è proprio quando viene infilata timidamente den ...continua

    Devo imparare a non fidarmi delle recensioni, e delle etichette. Perché nella bandella io leggo "thriller" e questo romanzo non lo è proprio per niente. Concordo con chi lamenta l'assenza di trama: ce n'è poca e anche traballante, ma paradossalmente è proprio quando viene infilata timidamente dentro che il romanzo perde forza. Fino ai due terzi abbondanti del libro non facciamo altro che conoscere il protagonista e scoprire in quale modo disperato si crea una vita dopo l'altra, e io ho assistito a occhioni sgranati al dipanarsi della sua storia. Quello che poi succede nel presente del romanzo non corrisponde alla potenza e alla perfezione con cui sono descritti ed intersecati i fili che conducono fin lì, è un fuoco d'artificio che non scoppia. Tuttavia il ritmo, lo stile (benché mediato, anzi, bravo il traduttore!), l'abilità di scendere nelle profondità della mente del protagonista senza mai perdere la compostezza e l'asciuttezza della prosa, la precisione con cui l'autore dev'essersi preparato (a un certo punto tu ti convinci che il contorsionista sia lui) mi sono piaciuti assai: spero esca* in Italia il suo secondo romanzo perché voglio leggerlo.

    * avevo scritto "esca presto", ma il traduttore dice di aver finito la traduzione a maggio 2010. Quindi il libro sta languendo da qualche parte per evidenti motivazioni economiche, e a questo punto le probabilità che lo pubblichino son poche!

    ha scritto il 

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