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Il maratoneta

Di

Editore: Mondadori

4.1
(117)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 278 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8804544538 | Isbn-13: 9788804544531 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Arcelli Riva T.

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Political

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Descrizione del libro
Babe, giovane studente di origini ebree, ha tre sogni nella vita: riabilitarela memoria del padre, suicida ai tempi del maccartismo; diventare un grandemaratoneta; sposare la sua biondissima Elsa. Ma i suoi sogni crollano quandosi vede morire tra le braccia, con un coltello nel ventre, il fratello Doc.Babe si trova presto coinvolto in una storia oscura, in cui si mescolanoantisemitismo, avidità umana e antichi rancori. Dal libro è stato tratto ilnoto film con Dustin Hoffman.
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  • 4

    Thriller ben costruito basato sull'intreccio di varie vicende che andranno a ricongiungersi in un drammatico e sorprendente finale.Nel leggerlo miè sembrato di rivedere passo,passo lo splendido film di J.Schlesinger.

    ha scritto il 

  • 0

    Thomas Babington Levy è un brillante studente, vive a New York e frequenta la Columbia, vuole diventare un grande storico e il più famoso maratoneta mai esistito.
    Nonostante sia abbastanza imbranato nei rapporti con le altre persone sembra che le cose gli vadano bene ultimamente, un profess ...continua

    Thomas Babington Levy è un brillante studente, vive a New York e frequenta la Columbia, vuole diventare un grande storico e il più famoso maratoneta mai esistito.
    Nonostante sia abbastanza imbranato nei rapporti con le altre persone sembra che le cose gli vadano bene ultimamente, un professore lo ha preso come pupillo ed ha incontrato una ragazza.
    Per Scylla “la roccia” invece si prospettano tempi duri.
    Lui è un sicario internazionale, uno dei migliori nel suo campo, ma l'organizzazione per la quale lavora, la misteriosa “Divisione”, sembra voglia toglierlo dal giro eliminandolo.
    Queste due vite apparentemente così distanti sono in realtà strettamente legate.

    Un thriller mozzafiato, pieno di colpi di scena, imprevedibile fino all'ultima riga.
    Svolte inaspettate e personaggi doppiogiochisti, comunque non così assurdi da sembrare inverosimili o palesemente necessari all'economia della storia.

    Nonostante la trama avvincente il punto di forza del romanzo restano comunque i dialoghi, che delineano le personalità dei personaggi ed il tono delle situazioni meglio delle descrizioni delle stesse, e sono incredibilmente vari per lo stile.
    Dagli scambi di battute divertenti da commedia alle schermaglie amorose, dagli insulti da strada alle conversazioni da malavitosi e spie, i dialoghi sono quelli che segnano il ritmo della narrazione, i cambi di direzione, sono la parte migliore del romanzo.

    Un capolavoro del genere e manuale per qualunque racconto thriller, ci ha regalato l'indimenticabile scena della “tortura col trapano”, resa famosa grazie anche alla successiva riproduzione cinematografica del libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Non ho mai visto il film, quindi per me la trama è stata una piacevolissima sorpresa, non immaginavo neanche lontanamente la piega che avrebbe preso.
    Lo consiglio a chiunque non abbia visto il film

    ha scritto il 

  • 4

    L’umorismo è l’inattesa giustapposizione dell’incongruenza

    Goldman è abile e gioca con il lettore. Mette in campo una storia a due voci che inevitabilmente deve avere un senso ed una logica, che ragionevolmente si sa che in qualche modo si incroceranno, ma quando questo accade comunque ci spiazza. Un romanzo teso, nero, ironico, ben scritto, rapido, un ...continua

    Goldman è abile e gioca con il lettore. Mette in campo una storia a due voci che inevitabilmente deve avere un senso ed una logica, che ragionevolmente si sa che in qualche modo si incroceranno, ma quando questo accade comunque ci spiazza. Un romanzo teso, nero, ironico, ben scritto, rapido, un ritmo incalzante che non lascia tregua. Babe è un personaggio di cui ci si innamora, intelligente e acuto ma così innocente e imbranato che sembra capitato per caso sulla terra per caso. La sua vita verrà stravolta nell’arco di un attimo e si ritroverà a dover affrontare una realtà così pericolosa da far impallidire anche il più scaltro degli uomini. Perderà la sua innocenza e dovrà fare i conti con un nuovo se stesso. Memorabile la scena del dentista che già chi ha visto il film difficilmente avrà dimenticato. Impedibile.

    ha scritto il 

  • 5

    Assolutamente splendido

    Mai visto il film, non so se avrò il coraggio di guardarlo... Il libro è veramente bello, un thriller dove veramente nulla è quello che sembra.

    ha scritto il 

  • 5

    Avevo dei pregiudizi nei confronti di questo libro, che da una infinità di tempo girellava nella libreria.
    A volte i pregiudizi sui libri sono fondati, altre volte no, e questo è uno di quei casi.
    Teso, veloce, nerissimo, assai ben scritto, violento al punto giusto, pieno di sangue e ...continua

    Avevo dei pregiudizi nei confronti di questo libro, che da una infinità di tempo girellava nella libreria.
    A volte i pregiudizi sui libri sono fondati, altre volte no, e questo è uno di quei casi.
    Teso, veloce, nerissimo, assai ben scritto, violento al punto giusto, pieno di sangue e morti, è il racconto disperato di una discesa all'inferno, della fine drammatica di una innocenza.
    E adesso cercherò di vedermi anche il film :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Ricordavo qualche fotogramma del film (il maratoneta-Hoffman che corre lungo la recinzione del parco, o seduto sulla sedia con il viso del dotto Szell-Laurence Olivier incombente), e il libro è stato una piacevole scoperta: costruito come un thriller, ma a orologeria, semina storie alternate che ...continua

    Ricordavo qualche fotogramma del film (il maratoneta-Hoffman che corre lungo la recinzione del parco, o seduto sulla sedia con il viso del dotto Szell-Laurence Olivier incombente), e il libro è stato una piacevole scoperta: costruito come un thriller, ma a orologeria, semina storie alternate che a un certo momento trovano occasione di congiunzione drammatica e inaspettata. Un dramma che nel libro è aiutato e sorretto dalle potenzialità del mezzo usato (la pagina scritta) per giocare col lettore e sorprenderlo in una maniera che su pellicola non può riuscire altrettanto bene. In più punti mi è venuto da pensare che non ricordavo il film, ma che di sicuro alcuni fatti non potevano essere resi cinematograficamente, visivamente. Meglio la parola, in questo caso; meglio la fantasia del lettore e gli scarti cui viene sottoposto da Goldman, con cambi di direzione, rivelazioni graduali o improvvise, modificazioni degli sfondi o della narrazione, titoli (dei capitoli) che paiono definitivi o rivelatori e sono invece metafore che non rivelano nulla in anticipo.
    Un libro che non si lascia metter giù, ma che ho trovato soltanto usato, in una rivendita di libri antichi, perché, per ora, non esiste in commercio.

    ha scritto il