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Il mare, il mare

Di

Editore: Rizzoli

3.8
(64)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 646 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8817871532 | Isbn-13: 9788817871532 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: F. Ascari

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Charles Arrowby, sessantenne, mattatore (regista, attore, drammaturgo) dellascena teatrale londinese, decide di lasciare tutto e isolarsi in una casasulle rive dell'oceano. Ben presto, però, la sua solitudine si popola diricordi, fantasmi, ossessioni (un mostro marino che lo minaccia) e personevere: donne che lo inseguono, amici del mondo del teatro, un cugino che havissuto a lungo in Oriente e ha abbracciato il buddhismo, e Hartley, il primoamore della giovinezza, che Charles ritrova per caso e, follemente, decide diriconquistare.
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  • 2

    Confesso che le 646 pagine del romanzo sono state piuttosto onerose da affrontare. La vicenda del sessantenne attore e regista teatrale, che si ritira dalle scene per meditare in solitudine presso la nuova casa sul promontorio di Shruff End, offre innumerevoli colpi di scena con parecchi risvolt ...continua

    Confesso che le 646 pagine del romanzo sono state piuttosto onerose da affrontare. La vicenda del sessantenne attore e regista teatrale, che si ritira dalle scene per meditare in solitudine presso la nuova casa sul promontorio di Shruff End, offre innumerevoli colpi di scena con parecchi risvolti che richiamano il teatro stesso. Nel complesso l'ho trovato noioso per l'intreccio a tratti inorganico e indeciso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Il riflusso del mare

    Il mare, il mare è un romanzo di Iris Murdoch del 1978.
    L'intera opera è un racconto autobiografico del personaggio Charles Arrowby, figura centrale del romanzo, essa è sviluppata per metà in forma di diario e per l'altra metà in forma romanzata.
    Charles Arrowby è un uomo di sessant'a ...continua

    Il mare, il mare è un romanzo di Iris Murdoch del 1978.
    L'intera opera è un racconto autobiografico del personaggio Charles Arrowby, figura centrale del romanzo, essa è sviluppata per metà in forma di diario e per l'altra metà in forma romanzata.
    Charles Arrowby è un uomo di sessant'anni in pensione, che decide di ritirarsi in solitudine in una delle sue case situata su un promontorio, di un piccolo paesino a nord della Gran Bretagna.
    Appassionato fin da piccolo alle opere di Shakespeare, decide di intraprendere la carriera di attore e regista di opere teatrali
    che lo porterà al successo. Quella di Charles è una personalità caratterizzata da un ego esagerato, gonfiato dalle persone
    che lo circondano e che l'hanno accompagnato durante la sua carriera. Personaggi come Rosina, Gilbert e Lizzie, amano Charles
    nonostante il suo carattere meschino ed egoista; persino suo cugino James è in realtà affezionato a Charles, nonostante lui
    lo abbia considerato per tutta la vita un eterno rivale, trattandolo in maniera fredda e distaccata.
    Il nostro protagonista afferma di essere stato innamorato una sola volta nella vita, di una ragazza che frequentava ai tempi
    del liceo, Hartley, un amore puro ed innocente. I due giovani avevano un amore segreto considerato ''sacro'' e si promisero
    che una volta raggiunta la maggiore età si sarebbero sposati, ma Hartley infrange questa promessa lasciandolo quasi senza motivo
    apparente. Questo evento segna la vita sentimentale di Charles, che avrà in futuro relazioni con donne di pura natura fisica e
    appagante a livello personale, spesso relazioni devastanti come quella con Rosina: vittima di un illusione divorzia con il marito Peregrine, amico tra l'altro di Charles, per poi essere scaricata dopo una brevissima relazione dove rimarrà incinta e abortirà per odio nei suoi confronti rovinandole la vita.
    Per una strana coincidenza Charles ritroverà il suo primo e unico vero amore nel paesino dove si è ritirato, e scoprirà che la ormai
    non più giovane Hartley è sposata e convive con il marito Ben. In Charles riaffiora l'amore che apparteneva oramai al passato
    e tenterà nei modi più assurdi di convincere la poveretta ad abbandonare il marito per venire via con lui, promettendole una
    vita migliore. Hartley proverà a spiegare che quello che era il loro amore appartiene oramai ad un sogno e che nella realtà
    non c'è più posto per loro due, ma Charles mosso dall'egoismo e dalla gelosia nei confronti del marito di Hartley che ai suoi
    occhi apparirà come un tiranno, continuerà imperterrito a perseguitarla tramite lettere, visite improvvise e spionaggi fino ad arrivare addirittura a sequestrarla rinchiudendola in una stanza per diversi giorni provocandole crisi di pianto e attacchi di isteria.
    In tutto ciò il protagonista non vivrà quasi mai da solo in Shuffer End (nome della casa) poiché tutte le persone legate
    profondamente a lui ricompariranno nella sua vita come un riflusso di marea auto invitandosi nella sua casa, ostacolandolo e a volte
    aiutandolo in quella che è la sua principale occupazione, riconquistare Hartley.
    Farà la sua comparsa anche Titus, figlio adottivo di Ben ed Hartley che all'età di diciotto anni scappa di casa perché Ben non lo ha mai riconosciuto rendendogli la vita insopportabile. Ben crede che Titus sia il figlio di Charles concepito con Hartley in un lungo periodo in cui lei era a fare visita ai suoi genitori malati, questa sarà causa di litigi fra i due coniugi e movente per Charles di sottrarre l'amata dal comportamento bruto del marito. Titus fa il suo ritorno quasi come portato dal mare, per fare visita a Charles e domandargli se fosse lui il suo vero padre. Charles risponderà di no ma confesserà il suo desiderio di volerlo adottare donandogli tutto l'amore che un padre può dare ad un figlio, Titus accetta e ovviamente anche questa sarà una situazione che permetterà a Charles di avere un motivo in più per portare Hartley dalla sua parte, e rivedere il figlio sarà una scusa che la convincerà a fare una visita a Shuffer End, dove verrà ''imprigionata''.
    In un secondo momento verrà poi rilasciata grazie all'intervento di James il cugino di Charles che in quel momento soggiornava da lui per una visita, insieme a Peregrine, Lizzie e Gilbert. Quest'ultimo mosso dall'amore nei suoi confronti,
    per un breve periodo di permanenza a casa di Charles si offrirà di essere suo servitore, svolgendo incarichi come fare la spesa, cucinare e riordinare la casa.
    Dopo la liberazione di Hartley, passeranno un paio di giorni prima che Charles comunichi ai suoi ospiti indesiderati di sloggiare e la sera antecedente alla loro partenza il protagonista si abbandonerà ai piaceri dell'alcol e nel mezzo di una passeggiata notturna sulla scogliera,verrà spinto in mare da Peregrine che non sopportava più né il suo comportamento né la totale indifferenza del torto subito in passato; Charles verrà salvato da suo cugino, il quale non gli rivelerà chi fosse stato l'artefice del tentato omicidio, questo farà pensare al protagonista che il colpevole fosse Ben. Peregrine ammetterà di essere stato lui solo quando dopo la morte di Tidus, (il quale così come il mare sembrava lo avesse portato così se lo riprenderà) Charles era del tutto sicuro che non essendo riuscito ad ucciderlo, la collera
    dell'orribile Ben si fosse scatenata su Tidus. Per questo atto d'amore Rosina tornerà a stare con Peregrine, in successione Hartley partirà definitivamente per l'Australia insieme al marito e James dopo essersi riconciliato con Charles, una volta riuscito a far provare una sorta di affetto al cugino che per tutta la vita lo aveva considerato un rivale, finalmente muore felice.
    Iris Murdoch fornisce descrizioni eccessivamente dettagliate degli ambienti esterni ed interni, talvolta rischiando di essere
    ripetitiva e di annoiare il lettore. Tanto sono accurate le descrizioni, non solo dei luoghi, ma anche dei sentimenti e delle sensazioni provate da Charles, che il lettore totalmente immerso nel racconto, arriva ad immedesimarsi nel protagonista giungendo addirittura a provare le sue stesse sensazioni e talvolta rimanere disturbato dai comportamenti decisamente immorali, quasi da astenersi al proseguimento della lettura apparentemente fastidiosa. Una lettura non adatta ad un ampio pubblico poiché risulta essere molto impegnativa e riflessiva. Numerosi sono i temi trattati, come l'egoismo, la gelosia, la vendetta, il matrimonio (che viene dipinto come una orribile gabbia), l'amore, l'amicizia, la vecchiaia e la solitudine. Charles alla fine del romanzo rimarrà da solo con i suoi soldi e una ingenua Lizzie
    ancora un po' presente ma più legata a Gilbert. Numerosi sono i messaggi che si possono trarre da quest'opera, uno in particolare
    che mi piacerebbe mettere in risalto è questo: ''ciò che semini nella vita, raccogli'' numerose sono state le occasioni di instaurare nuovi legami, amicizie sincere e possibilità di costruire nuove relazioni sentimentali, ma Charles non ha voluto coglierle, ha sempre disprezzato tutto e tutti mosso dall'egoismo e la vanità, così, come il mare nel suo elegante flusso posa sulla riva meravigliose perle, se non si è in grado di raccoglierle in tempo, lo stesso mare se le riporterà con se.

    ha scritto il 

  • 4

    La Grande Commedia Umana

    Magnifico romanzo, impeccabile nella struttura narrativa classica, esempio di maestria della narrazione, ricco di personaggi molto ben caratterizzati nel loro profilo psicologico, romanzo che affronta temi difficili come la vanità, il desiderio, l'immaginazione, il possesso, l'egoismo, il dolore, ...continua

    Magnifico romanzo, impeccabile nella struttura narrativa classica, esempio di maestria della narrazione, ricco di personaggi molto ben caratterizzati nel loro profilo psicologico, romanzo che affronta temi difficili come la vanità, il desiderio, l'immaginazione, il possesso, l'egoismo, il dolore, i conflitti interpersonali senza appensantirli ma non a vantaggio della lora semplificazione, piuttosto mantenendo alta la tensione della loro complessità senza mai spezzare la fluidità narrativa e risultare per i temi delicati noioso o stancante. Ricco di colpi di scena, nonostante le sue 646 pagine avrei voluto che continuasse. Il peso della cultura filosofica di mestiere di Iris Murdoch si sente ma senza mai produrre una pecca nella sua abilità di narratrice, certamente tra i migliori romanzieri del 900. Il finale poi è formidabile in senso pedagogico. Un libro importante, che può solo sospendere la lettura per ri-flettere ciò che si pensa di sé mentre lo si legge.

    ha scritto il 

  • 4

    "Iris Murdoch è una filosofa e una romanziera. E lo scambio tra il suo pensiero e i suoi romanzi è sempre stato molto fecondo: due aspetti diversi della stessa ricerca volta a scoprire, da un punto di vista sia storico che pratico, come funzionano gli esseri umani."
    A.S.Byatt, dalla quarta d ...continua

    "Iris Murdoch è una filosofa e una romanziera. E lo scambio tra il suo pensiero e i suoi romanzi è sempre stato molto fecondo: due aspetti diversi della stessa ricerca volta a scoprire, da un punto di vista sia storico che pratico, come funzionano gli esseri umani."
    A.S.Byatt, dalla quarta di copertina.

    ha scritto il 

  • 4

    Non avevo mai letto niente di Iris Murdoch, ma d'ora in poi continuerò a leggerla. Ho trovato molto coinvolgenti le analisi delle emozioni dei personaggi e mai banali le riflessioni su cosa sia e come potrebbe essere la relazione tra due individui.

    ha scritto il 

  • 3

    Un bellissimo libro, uno splendido stile narrativo, meravigliose descrizioni...


    Un racconto sotto forma di diario di un attore teatrale ormai in pensione, che decide di ritirarsi in una vecchia casa sul mare.


    Tra paesaggi mozzafiato e ricordi del primo grande amore svanito ci si pe ...continua

    Un bellissimo libro, uno splendido stile narrativo, meravigliose descrizioni...

    Un racconto sotto forma di diario di un attore teatrale ormai in pensione, che decide di ritirarsi in una vecchia casa sul mare.

    Tra paesaggi mozzafiato e ricordi del primo grande amore svanito ci si perde tra le parole di questa storia.
    Il ricordo diventa poi realtà e l'ossessione sempre più forte di pagina in pagina. Ma a vivere è solo il ricordo, che non combacia piu con la realtà...

    ha scritto il 

  • 4

    Il mare, il mare. Me l'ha consigliato il mio cugino perché il personaggio del "cugino", James, è un ibrido di me e lui.
    La prima metà mi ha accompagnato in Vietnam, la seconda metà nel passaggio tra inverno e primavera, qui a casa.
    Il protagonista, Charles, è un personaggio particolarm ...continua

    Il mare, il mare. Me l'ha consigliato il mio cugino perché il personaggio del "cugino", James, è un ibrido di me e lui.
    La prima metà mi ha accompagnato in Vietnam, la seconda metà nel passaggio tra inverno e primavera, qui a casa.
    Il protagonista, Charles, è un personaggio particolarmente originale, un teatrante burbero alla ricerca di solitudine in una casa in riva al mare. La gelosia, gli attaccamenti, i piccoli pasti da solo curati come fossero un quadro. Cento descrizioni del mare, ognuna diversa dall'altra - ognuna perfettamente riconoscibile nella memoria dei miei mari.
    Si sente che è letteratura di livello, ma/e nello stesso tempo non riesci a smettere di girare le pagine.

    ha scritto il