Il mare non bagna Napoli

Voto medio di 847
| 154 contributi totali di cui 138 recensioni , 16 citazioni , 0 immagini , 0 note , 0 video
Ha scritto il 04/11/17
8mila lire
Stupendi i primi tre capitoli. Grande abilità descrittiva che riesce a immergerti nella storia, sembra quasi di essere lì assieme ai personaggi. Ultimo capitolo un po' noioso, letto a fatica giusto per finire il libro.
Ha scritto il 31/07/17
E qui mi sono avvalsa del diritto n. 3 del lettore, di Daniel Pennac : "il diritto di non finire un libro".
Essendo una raccolta di racconti e reportages giornalistici, l'ho potuto fare e mi sono fermata ai racconti, saltando la parte giornalist
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Ha scritto il 18/04/17
Nel buio dei bassi
Il voto è al netto dell'ultimo racconto, che per onestà ammetto di non aver finito.

Avevo studiato Un paio di occhiali per un esame all'università; allora lo trovai splendido, adesso forse ancora di più.
L'insieme è pregno di brul
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Ha scritto il 27/03/17
Bonjour tristesse
Il romanzo si apre con questa poesia di Eluard:
Addio tristezza
Buongiorno tristezza
Sei scritta nelle linee del soffitto
Sei scritta dentro gli occhi che amo
Tu non sei tutto quello che porta la miseria
Perché le labbra dei
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  • 1 commento
Ha scritto il 21/03/17
Libro febbrile, stupefatto, soffocante.

Ho amato su tutti la terribile Finizio di "Interno familiare": una madre incapace di riscattarsi e che ha perciò rivolto le proprie energie alla mortificazione della figlia ancora senza marito, non tan
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Ha scritto il Jun 18, 2017, 17:19
"Comunisti o liberali, eravamo pur sempre comunisti e liberali di Napoli, e lo amavamo troppo per non vedere nei suoi insulti altro che la furia e la malinconia del mare". (p.120)

"Tutti erano indifferenti, qui, quelli che deisderavano salva
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Ha scritto il May 31, 2016, 07:05
Anche la mia intelligenza era stata, dalle necessità della vita, mortificata e vinta.
Pag. 126
Ha scritto il May 19, 2016, 14:46
Un sogno, era stato, non c'era più nulla. Non per questo la vita poteva dirsi peggiore. La vita... era una cosa strana, la vita. Ogni tanto sembrava di capire che fosse, e poi, tac, si dimenticava, tornava il sonno.
Pag. 60
Ha scritto il Sep 29, 2015, 21:48
Di solito, giunti a Napoli, la terra perde per voi buona parte della sua forza di gravità, non avete più peso né direzione. Si cammina senza scopo, si parla senza ragione, si tace senza motivo.
Pag. 163
Ha scritto il Nov 28, 2014, 18:46
E dopo? Dopo venne il tempo di partire. Partimmo (o morimmo?) a poco a poco, tutti. Pasquale Prunas restò ancora. E non mi è difficile - sull'eco dei passi che portarono me, e poi gli altri, un'ultima sera, sul selciato pieno di pace di Monte di Dio, ...Continua
Pag. 176

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