Il mare non bagna Napoli

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(767)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000049765 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , eBook , Copertina rigida

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 3

    Nonostante la pagina di congedo e la premessa, scritte per la riedizione del 1994, il grosso del libro, ma soprattutto la parte finale (Il silenzio della ragione, rievocazione del fallito tentativo de ...continua

    Nonostante la pagina di congedo e la premessa, scritte per la riedizione del 1994, il grosso del libro, ma soprattutto la parte finale (Il silenzio della ragione, rievocazione del fallito tentativo della rivista «Sud» e dei suoi protagonisti nell'immediato dopoguerra) mostrano il disagio dell'autrice di fronte a un ambiente che la colpisce, ma che non riesce a far suo. La scrittura risulta perciò, come la stessa Ortese riconosce a posteriori, allucinata, nevrotica.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo il bellissimo inizio ho faticato non poco a finirlo.
    I primi due racconti mi sono piaciuti veramente tanto, mi hanno fatto sentire le emozioni, la tristezza, la sofferenza che l'autrice sicuramen ...continua

    Dopo il bellissimo inizio ho faticato non poco a finirlo.
    I primi due racconti mi sono piaciuti veramente tanto, mi hanno fatto sentire le emozioni, la tristezza, la sofferenza che l'autrice sicuramente intendeva trasmettere, ma da lì in poi tutto si è oscurato, non credevo nemmeno fosse lo stesso libro.Una serie di episodi, di nomi, di strade scritti quasi a caso, come se da li in poi avesse scritto per se stessa e non più per noi...peccato!

    ha scritto il 

  • 0

    ero convinto di aver già parlato di questo libro... mah...
    l'ho aggiunto anni prima di possederlo perchè mi piaceva il titolo, che dopo averlo letto risulta ancora la parte più bella. tante volte ho p ...continua

    ero convinto di aver già parlato di questo libro... mah...
    l'ho aggiunto anni prima di possederlo perchè mi piaceva il titolo, che dopo averlo letto risulta ancora la parte più bella. tante volte ho pensato che davvero in quella città il mare non c'è, non realmente. quando ci vado è sempre per lavoro e quindi in pratica non la conosco ma anche in quelle poche ore che ci passo sento sempre qualcosa di spiacevole, direi persino di spaventoso. il contrasto tra la luce, bellissima, molteplice, eloquente, intelligente, e le facce dei passanti così confuse e, si direbbe, crudeli, mi fa sognare una malattia che la spopoli, una bomba ai neutroni proprio nel cuore della città, che resti vuota e zitta, un immenso monumento sotto il cielo color collirio, sotto il sole.

    ha scritto il 

  • 4

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: straordinario, allegorico, emozionante.

    DUE FRASI per commentarlo:
    Una raccolta di racconti incredibilmente vivi e toccanti, in quella Napoli tanto povera quanto ver ...continua

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: straordinario, allegorico, emozionante.

    DUE FRASI per commentarlo:
    Una raccolta di racconti incredibilmente vivi e toccanti, in quella Napoli tanto povera quanto vera e spietata.
    Indimenticabile il primo racconto in cui Eugenia, una poverissima bambina, riceve in dono un paio di occhiali dalla zia per colmare la sua miopia: quegli occhiali tanto desiderati le mostreranno un mondo diverso da quello che si immaginava ovvero un mondo fatto di miserie tangibili e di sofferenze.

    UNA CITAZIONE per ricordarlo: «aveva avuto una vera rivelazione: il mondo, fuori, era bello, bello assai!»

    CONSIGLIATO A: chi si vuole avvicinare alla Ortese senza affrontare subito i più suoi corposi romanzi.

    ha scritto il 

  • 4

    Qui c'è la saggezza, la vita, la dolcezza, lo spessore di Napoli e dei napoletani . Letto mesi fa, ma conservo, insieme al bellissimo ricordo del mio viaggio lì, quello forte di alcuni racconti, come ...continua

    Qui c'è la saggezza, la vita, la dolcezza, lo spessore di Napoli e dei napoletani . Letto mesi fa, ma conservo, insieme al bellissimo ricordo del mio viaggio lì, quello forte di alcuni racconti, come "Un paio di occhiali", acuto e anche disarmante. E qui c'è il calore, dell'amicizia, quella preziosa, discreta e viva, accogliente e divertente dell'amico che me l'ha regalato.

    ha scritto il 

  • 2

    Primi due capitoli, due abbozzi ma interessanti, su storie di gente di Napoli. Capitolo dedicato all'inferno della vita dei più miseri a Napoli, un vero orrore, ma anche qui un abbozzo, come degli app ...continua

    Primi due capitoli, due abbozzi ma interessanti, su storie di gente di Napoli. Capitolo dedicato all'inferno della vita dei più miseri a Napoli, un vero orrore, ma anche qui un abbozzo, come degli appunti per un romanzo da scrivere. Il resto del libro per me noiosissimo, descrizioni di incontri o ricordi di intellettuali napoletani.
    Forse non ho capito io l'intento del libro. Non mi è piaciuto che siano solo schizzi, senza approfondimento.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconti feroci quelli presenti nel romanzo, la scrittrice ci accompagna in un viaggio nelle viscere di Napoli e nulla risparmia della realtà all'occhio di chi legge sottolineando con una, neanche mol ...continua

    Racconti feroci quelli presenti nel romanzo, la scrittrice ci accompagna in un viaggio nelle viscere di Napoli e nulla risparmia della realtà all'occhio di chi legge sottolineando con una, neanche molto velata, ironia il proprio giudizio morale verso una società che non riconosce e che le crea dolore.

    ha scritto il 

  • 3

    Combattuta..

    Se devo dire la verità non so bene come recensire questo libro. Lo stile è di un'eleganza spaventosa, le descrizioni della città di Napoli sono stupende ma i racconti a mio parere si vanno piano piano ...continua

    Se devo dire la verità non so bene come recensire questo libro. Lo stile è di un'eleganza spaventosa, le descrizioni della città di Napoli sono stupende ma i racconti a mio parere si vanno piano piano perdendo. Partiamo dal primo, molto significativo, per arrivare al quinto, decisamente troppo lungo e noioso per chi non è "dentro" l'ambiente letterario di quegli anni. Vorrei leggere altro della Ortese, anche solo per poter apprezzare meglio la sua indiscussa bravura.

    ha scritto il 

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