Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Il martirio di una nazione

Il Libano in guerra

By Robert Fisk

(48)

| Paperback | 9788842815471

Like Il martirio di una nazione ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

6 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Per vivere, pagina dopo pagina, il senso atroce di impotenza davanti alla violenza e alla ferocia incomprensibili di un conflitto inspiegabile.

    Is this helpful?

    Stefa08 said on Mar 9, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    “Il Martirio di una nazione, il Libano in guerra”, di Robert Fisk, edizioni il Saggiatore. A mio parere, veramente un grande libro! … Anche se ammetto di aver fatto fatica a leggerlo tanto potente è il coinvolgimento emotivo che viene indotto nel let ...(continue)

    “Il Martirio di una nazione, il Libano in guerra”, di Robert Fisk, edizioni il Saggiatore. A mio parere, veramente un grande libro! … Anche se ammetto di aver fatto fatica a leggerlo tanto potente è il coinvolgimento emotivo che viene indotto nel lettore. L’opera non è solo una minuziosa ricostruzione della storia libanese a partire dal dopoguerra e soprattutto incentrata sul periodo che va dalla metà degli anni 70 ai giorni nostri, ma anche un portentoso atto di accusa nei confronti di tutti i soggetti coinvolti nella martoriata storia recente di questo piccolo e sfortunato Paese. Robert Fisk non risparmia a nessuno il proprio carico di responsabilità. Vengono dunque portati alla luce grazie ad un tenace lavoro giornalistico gli intrallazzi, i tradimenti, i crimini, le ingerenze e soprattutto gli errori delle numerosissime fazioni libanesi, degli scomodi “ospiti” palestinesi e delle potenze straniere coinvolte, principalmente Israele, Siria, Iraq, Iran, Usa, Francia ed Italia (che ad onor del vero ne esce con onore grazie all’opera del nostro corpo di pace!). Il giornalista si sofferma soprattutto a descrivere i fatti ed i risultati di tanta insensatezza così visibili in termini di sofferenze e perdite di vite umane prevalentemente fra la popolazione civile inerme. Particolarmente toccante la ricostruzione delle stragi avvenute nei campi profughi palestinesi di Sabra e Shatila. A mio avviso però il vero di punto di forza del libro è quello di sbattere in faccia a noi “occidentali” le nostre pesantissime responsabilità; l’autore ci ricorda continuamente come noi in Libano abbiamo fallito, non siamo riusciti a capire la situazione ed i sottili equilibri che mano a mano venivano messi in crisi, abbiamo smarrito il senso dell’etica, non siamo stati in grado di svolgere onestamente il nostro ruolo umanitario, non abbiamo avuto il coraggio di biasimare i nostri alleati (l’immagine di Israele viene letteralmente fatta a pezzi nel corso dell’opera!), siamo rimasti impigliati nella logica dei blocchi contrapposti (ovest-Est, Mondo libero-Mondo comunista) e nelle logiche errate dello “scontro delle civiltà” ed infine abbiamo creato da noi le nostre nemesi ed i nostri mostri. Il Libano sarà la fucina di Hezbollah, di Amal, dell’estremismo sciita ……… Si ha infine la spiacevole e netta sensazione che l’autore ci voglia anche suggerire che proprio li, a causa della nostra incapacità di comprendere il mondo islamico, traggano origine tanti dei nostri guai! Forse proprio nel martoriato Libano hanno cominciato a sgretolarsi le torri gemelle!

    Is this helpful?

    Dario Varese said on Jul 19, 2011 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Nella prefazione a questo lungo testo l’autore scrive: “Io immagino che il giornalismo sia questo, o almeno dovrebbe essere questo: osservare ed essere testimoni della Storia e poi, malgrado i pericoli, i limiti e le nostre umane imperfezioni, riport ...(continue)

    Nella prefazione a questo lungo testo l’autore scrive: “Io immagino che il giornalismo sia questo, o almeno dovrebbe essere questo: osservare ed essere testimoni della Storia e poi, malgrado i pericoli, i limiti e le nostre umane imperfezioni, riportarle il più onestamente possibile.”
    Questa definizione di giornalismo calza a pennello con il contenuto de “Il martirio di una nazione”.
    Il testo racconta la travagliata e complessa storia del Libano in guerra, a partire dallo scoppio della guerra civile nel 1975-1976 per arrivare fino all’invasione israeliana del 2006. Attraverso la ultra-trentennale conoscenza del paese e molte delle sue esperienze dirette (particolarmente toccanti ed interessanti quelle dei massacri, da Sabra e Shatila a Damur e Qana), Robert Fisk non si limita a descrivere un asettico elenco di avvenimenti, ma indaga le cause profonde di una tragedia tratteggiando al contempo i caratteri formatisi nel popolo libanese a causa di tanti anni di conflitto.
    Auschwitz e la seconda guerra mondiale (con la seguente fondazione dello stato di Israele), il mandato francese (generatore del settarismo che domina la vita politica libanese), le ingerenze straniere, la vita sotto i bombardamenti, le milizie armate, l’impotenza delle nazioni unite e il ruolo delle parole deformate dai media che aiutano l’incomprensione dei conflitti (su tutte il termine “terrorismo”). Grazie al fine tratteggio di questi temi è possibile comprendere a fondo le cause e le dinamiche politiche e sociali dei conflitti nel martoriato Libano.
    “Il martirio di una nazione” è però anche una miniera di informazioni ed esperienze per molte altre questioni, tutte inerenti alla figura del giornalista. Fisk mette in luce come generalmente i giornalisti occidentali coprano male un conflitto dai loro sicuri uffici e dai loro confortevoli hotel, descrivendo in maniera errata o molto imprecisa i fatti (anche affidandosi troppo spesso a fonti indirette, che nella maggior parte dei casi risultano essere organi ufficiali di propaganda). Su questo punto l’autore dimostra come sia possibile dare ordine alla realtà e descrivere gli eventi solamente osservando direttamente i fatti e affidandosi a fonti di prima mano. Grazie a questa coscienza e nonostante i continui pericoli corsi - dalle bombe ai rapimenti - Robert Fisk è riuscito a trovare il bandolo di un’intricata matassa che solo pochi sono riusciti a sbrogliare.
    Con ciò posso concludere che questo libro non è solo un ottimo testo con fini storici, ma è anche una profonda lezione di giornalismo e un manuale per “apprendere” come leggere le notizie che quotidianamente ci investono.

    Is this helpful?

    Edoardo Stedile said on Jan 17, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    la complessità del Libano nel racconto di Robert Fisk

    Per il New York Times «è il più famoso inviato del mondo», per tutti coloro che hanno avuto curiosità per il Medio Oriente è la mappa, la cronologia, il manuale. Robert Fisk frequenta Beirut e tutta la regione mediorientale dal 1976, prima come corri ...(continue)

    Per il New York Times «è il più famoso inviato del mondo», per tutti coloro che hanno avuto curiosità per il Medio Oriente è la mappa, la cronologia, il manuale. Robert Fisk frequenta Beirut e tutta la regione mediorientale dal 1976, prima come corrispondente del Times poi per The Indipendent. Dopo vent'anni dalla prima edizione inglese esce in Italia, per il Saggiatore, “Il martirio di una nazione, il Libano in guerra”.

    La nostra recensione continua su http://www.agenziami.it/articolo/6098/Anobii/

    Is this helpful?

    agenzia multimediale italiana said on May 10, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Magistrale storia reportage sul martoriato Libano, dagli scontri degli anni settana al primo intervento siriano a favore dei cristiani a quello israeliano di nuovo a favore dei cristiani ma contro i siriani.
    Il tutto raccontato da un giornalista ch ...(continue)

    Magistrale storia reportage sul martoriato Libano, dagli scontri degli anni settana al primo intervento siriano a favore dei cristiani a quello israeliano di nuovo a favore dei cristiani ma contro i siriani.
    Il tutto raccontato da un giornalista che attraversa le linee del fronte, si confronta con vittime e vincitori e non si lascia spaventare dalllì'arroganza del potere mediatico isreaeliano

    Is this helpful?

    Levtrotski said on May 5, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (48)
    • 5 stars
    • 4 stars
  • Paperback 850 Pages
  • ISBN-10: 8842815470
  • ISBN-13: 9788842815471
  • Publisher: Il Saggiatore
  • Publish date: 2010-03-11
  • Also available as: Others
Improve_data of this book

Groups with this in collection