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Il mastino dei Baskerville

Di

Editore: Mondadori

4.0
(6058)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Catalano , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Galego , Tedesco , Portoghese , Ceco , Olandese , Chi semplificata , Croato , Finlandese , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8804382112 | Isbn-13: 9788804382119 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Gallone

Disponibile anche come: Altri , Copertina morbida e spillati , Copertina rigida , Tascabile economico , Audiocassetta , CD audio , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Questo lungo racconto, pubblicato nel 1902, vede un accurato studio dell'atmosfera del delitto e della psicologia dei personaggi. La leggenda della casa dei Baskerville narra che un demonio, sotto l'aspetto di un cane, compare dinanzi al membro della famiglia che sta per morire. La morte improvvisa di Sir Charles e gli ululati che si odono riaccendono la leggenda. Enrico, nipote del morto, minacciato, ingaggia Holmes che riesce, con l'aiuto del fedele Watson, a scoprire l'inganno, che sottostà all'intera vicenda.
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  • 4

    Sherlock Holmes ♥

    Una narrazione che trasporta immediatamente nel suo strato più esaltante.
    Letto tutto d'un fiato in un periodo della vita in cui probabilmente avevo bisogno di un po' d'azione al di là dei libri unive ...continua

    Una narrazione che trasporta immediatamente nel suo strato più esaltante.
    Letto tutto d'un fiato in un periodo della vita in cui probabilmente avevo bisogno di un po' d'azione al di là dei libri universitari.
    Un'ottima compagnia, anche se avrei voluto che durasse di più!
    In ogni caso, Sherlock Holmes rimane uno dei personaggi più interessanti ed entusiasmanti di sempre! ♥

    ha scritto il 

  • 4

    Il mastino dei Baskerville è quello che mi è piaciuto di più sia per la trama che per lo stile. La narrazione procede in maniera lineare, in tal modo riusciamo a capire il colpevole di pari passo ai p ...continua

    Il mastino dei Baskerville è quello che mi è piaciuto di più sia per la trama che per lo stile. La narrazione procede in maniera lineare, in tal modo riusciamo a capire il colpevole di pari passo ai protagonisti e solo alla fine del racconto Sherlock, e non un narratore esterno come per i precedenti, racconta il movente e le eventuali ulteriori spiegazioni. A mio parere tra i tre è quello più avvincente: tensione e mistero ti incollano alla pagine chiedendoti cosa sarà mai in realtà questo famoso mastino dei Baskerville. Inoltre le indagini vengono portate avanti stavolta non solo da Sherlock, ma anche dallo stesso Watson, ormai inseparabile compagno nelle indagini del detective londinese. La cosa affascinante di questi racconti è scoprire il suo metodo di indagine: si inizia da semplici osservazioni per poi, in base ad esse, trarre delle deduzioni. Mi aspettavo una lettura molto più pesante da questi libri, invece, mi ha colpita molto il linguaggio contemporaneo e moderno dell’autore.

    ha scritto il 

  • 4

    « La mente paralizzata dalla spaventosa apparizione che era balzata di fronte a noi attraverso le spirali della nebbia.
    Era un cane, un cane enorme, nero come la pece, ma non un cane che occhi mortali ...continua

    « La mente paralizzata dalla spaventosa apparizione che era balzata di fronte a noi attraverso le spirali della nebbia.
    Era un cane, un cane enorme, nero come la pece, ma non un cane che occhi mortali potessero aver mai veduto. Dalla bocca spalancata, quella creatura mostruosa eruttava fuoco e i suoi occhi lucevano di una fiamma smorzata, e il muso, la giogaia, la gola erano delineati da un vacillante bagliore. Mai neppure nei sogni allucinati di un cervello impazzito sarebbe stato possibile concepire qualcosa di più spaventoso, di più ossessionante, di più infernale di quella forma scura, di quell'apparizione selvaggia che ci comparse improvviso davanti uscendo dal muro di nebbia. »

    ha scritto il 

  • 5

    Nel pieno dell'avventura.

    Arthur Conan Doyle, è uno scrittore, medico e poeta scozzese, nato nel 1859 e morto nel 1930. Assieme a Edgar Allan Poe, è considerato il fondatore del giallo e del fantastico come generi letterari ed ...continua

    Arthur Conan Doyle, è uno scrittore, medico e poeta scozzese, nato nel 1859 e morto nel 1930. Assieme a Edgar Allan Poe, è considerato il fondatore del giallo e del fantastico come generi letterari ed è capostipite del sottogenere noto come “giallo deduttivo”, reso famoso dal personaggio dell’investigatore Sherlock Holmes. Studente brillante e uomo dalle forti convinzioni, tanto da intervenire in alcune battaglie (sostenne la riforma per il divorzio, intervenne contro le atrocità in Congo nel 1909 ecc.), spinto da un personale senso dell’onore senza secondi fini. Cercò in tutti i modi di esercitare la professione medica e mettere da parte abbastanza soldi da poter aprire uno studio medico tutto suo, cosa che in realtà avvenne, ma lo scarso successo della sua impresa, lo avvicino ancora di più alla scrittura, portandolo a dare alla luce il primo romanzo sul famoso detective: “Uno studio in rosso”, del 1887. “Il segno dei quattro”, rappresenta il seguito della prima avventura di Sherlock, ma anche l’opera che lanciò l’autore sulla cresta dell’onda. Nonostante tutto, Arthur odiava il suo personaggio più popolare, perché divenuto più famoso di lui.

    Detto questo, passiamo alla trama (in breve, come al solito):
    Sherlock e Watson, vengono ingaggiati per far luce su un omicidio che ha a che vedere con il soprannaturale: l’anziano sir Charles Baskerville, pare essere stato ucciso da una bestia leggendaria… Sarà reale o frutto di superstizioni popolari e suggestioni psicologiche? I Baskerville sono, infatti, vittime di una maledizione legata ad un loro antenato, sir Hugo, reo di aver cercato di inseguire una ragazza sfuggita al suo corteggiamento e vittima di un misterioso mastino uscito dagli inferi per sbranarlo. L’investigatore ed il suo compare, verranno contattati direttamente dall’erede di Charles, intimorito e bisognoso di rassicurazioni da parte dei due esperti. Toccherà a Watson il compito di essere “l’ombra” di Henry Baskerville, nel tentativo di smascherare l’assassino di Charles e svelare il mistero del Mastino proveniente dagli inferi. Mistero, azione e sotterfugi, saranno il sottofondo di uno dei più famosi episodi del famosissimo investigatore, un mix perfetto per una storia avvincente.

    Detto questo, ammetto la mia totale estraneità al genere thriller/poliziesco/giallo o come lo si voglia chiamare. Libro comprato per caso, nemmeno sapevo chi fosse Doyle (eh lo so, sono scandalosa) ma piacevolissima sorpresa. D’altronde cosa mai mi sarei dovuta aspettare? Ho visto che è veramente apprezzato da tutti ma sono sempre scettica perché si sa, i gusti son gusti.
    Resta il fatto che la narrazione scorre da 10, un bel racconto lineare ed ho apprezzato veramente molto che fosse scritto in “flashback” da parte proprio di Watson. Nei film e nell’immaginario comune, il vero genio è Sherlock e spesso Watson pare essere un soprammobile. Sì, qualche momento di gloria lo vive anche lui talvolta, però il vero “fenomeno” della situazione sappiamo tutti chi sia. Personalmente, credo che mi sia piaciuto così tanto questo libro, proprio perché Sherlock c’è e non c’è, Watson è così modesto e “umano” ed io nutro molta più simpatia per lui, non lo nego. :)
    Mi avvio alla conclusione dicendo che è un classico e anche se il genere può non piacere eccessivamente, risulta essere apprezzabile. I protagonisti sono conosciuti e straconosciuti ma si riesce comunque ad apprezzare varie sfaccettature della loro personalità e ci si sente proprio coinvolti nella vicenda. Spesso ho faticato a interrompere la lettura tanto mi aveva preso.
    Buona lettura a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro del giallo

    Capolavoro assoluto, senz'altro il più grande dei racconti "lunghi" con protagonista Sherlock Holmes.
    Ti tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine.
    Ricordo ancora la paura che mi faceva questo mas ...continua

    Capolavoro assoluto, senz'altro il più grande dei racconti "lunghi" con protagonista Sherlock Holmes.
    Ti tiene col fiato sospeso dall'inizio alla fine.
    Ricordo ancora la paura che mi faceva questo mastino, in bianco e nero, in un telefilm degli anni '60!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei migliori in assoluto della serie Sherlock Holmes. Bellissime le atmosfere della brughiera e la leggenda del mastino è in puro stile gotico. Belli i personaggi e le atmosfere imperdibili. Consi ...continua

    Uno dei migliori in assoluto della serie Sherlock Holmes. Bellissime le atmosfere della brughiera e la leggenda del mastino è in puro stile gotico. Belli i personaggi e le atmosfere imperdibili. Consigliato!

    ha scritto il 

  • 4

    Uno dei miei preferiti di Sherlock Holmes. Letto la prima volta in inglese, 15 anni fa, poi riletto quando ho deciso di leggere tutte le opere di Conan Doyle.
    Ed ora qualche ora di svago, per la terza ...continua

    Uno dei miei preferiti di Sherlock Holmes. Letto la prima volta in inglese, 15 anni fa, poi riletto quando ho deciso di leggere tutte le opere di Conan Doyle.
    Ed ora qualche ora di svago, per la terza volta. Ambientazione splendida, nonostante il caso non sia tra i migliori del detective di Baker Street 221B.

    ha scritto il 

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