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Il matematico in giallo

Di

Editore: Guanda

3.2
(73)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 268 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8882469492 | Isbn-13: 9788882469498 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Mystery & Thrillers , Non-fiction , Da consultazione

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Descrizione del libro
È innegabile: i romanzi polizieschi classici, e i loro protagonisti, privilegiano lo sviluppo logico della storia e un'indagine basata sulla finezza delle deduzioni e sul ragionamento. E logica e ragionamento richiamano ovviamente la pratica della matematica. Ma chi si serve meglio della matematica, i delinquenti o i poliziotti? Quanta matematica c'è nel DNA degli uni e degli altri? Carlo Toffalori, logico matematico e appassionato di libri gialli, scruta con la sua lente di 'scienziato' Sherlock Holmes e il dottor Watson, Agatha Christie e Hercule Poirot, Nero Wolfe e Archie Goodwin, Simenon e il commissario Maigret, ma anche Poe e Borges, gli scacchisti e le macchine pensanti, e altro ancora. Insieme a lui abbiamo così modo di scoprire che la matematica può mettersi al servizio del bene come del delitto, che esistono investigatori matematici come assassini matematici e soprattutto che la 'regina delle scienze', con la sua apparenza di ineffabile razionalità, non è fredda e onnipotente come in genere si immagina, ma è soggetta alle stesse passioni, agli stessi fremiti e a volte agli stessi orrori dei comuni mortali. Un rapporto, quello tra matematica e gialli, che in questo libro si rivela assai più esteso e radicato di quel che potrebbe sembrare. Con qualche inaspettata conclusione.
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  • 4

    Ottimo, ci sono un sacco di consigli per gli acquisti.
    Per quanto riguarda la psicostoria e il ciclo della fondazione ho paura che l'autore non abbia letto gli ultimi romanzi del buon dottore. Tutto gli apparirebbe piu' chiaro.

    ha scritto il 

  • 3

    Libro non fatto male ma abbastanza inutile per la scarsità della materia prima. Per questo motivo si sono arruolati gialli che di matematico non avevano nulla se non la presunzione degli autori.

    ha scritto il 

  • 5

    Una matematica dell’incertezza ...

    Il libro descrive qualche intrigante relazione tra la matematica e la letteratura poliziesca, sottolinea in particolare come indagini e investigatori dei gialli classici usino spesso modi e metodi della matematica più astratta: i delitti sono visti come enigmi da risolvere, i personaggi sono trat ...continua

    Il libro descrive qualche intrigante relazione tra la matematica e la letteratura poliziesca, sottolinea in particolare come indagini e investigatori dei gialli classici usino spesso modi e metodi della matematica più astratta: i delitti sono visti come enigmi da risolvere, i personaggi sono trattati come pedine prive di ogni umano spessore, le soluzioni sono sciorinate come teoremi corredati di incontestabile dimostrazione. Ma è lecito pensare che i delitti “reali” –quelli della cronaca nera di tutti i giorni-- siano ben altro, che le relative indagini spesso si basino su indizi discutibili e discussi e di rado producano verità incontrovertibili.
    Una matematica dell’incertezza, basata su indizi piuttosto e non solo su assiomi prestabiliti, su sintomi piuttosto che su sicurezze precostituite, può essere più corrispondente non solo alle investigazioni, ma anche alla vita di tutti i giorni. [Carlo Toffalori]

    E poi anche la Matematica è “fallibile” e comunque incompleta…

    1931: Kurt Gödel prova i suoi Teoremi di Incompletezza!

    In Matematica verità indimostrabili… come nell’umana Giustizia!

    ha scritto il 

  • 4

    Per chi ama i gialli

    E' un libro da consigliare a chi legge i gialli in genere. Lo studio è interessante, lo stile piacevole e scorrevole. Si legge bene. C'è della matematica dentro ma si può benissimo far finta di niente! Nel senso che si capisce il discorso dell'autore anche senza la laurea in questa disciplina. Ch ...continua

    E' un libro da consigliare a chi legge i gialli in genere. Lo studio è interessante, lo stile piacevole e scorrevole. Si legge bene. C'è della matematica dentro ma si può benissimo far finta di niente! Nel senso che si capisce il discorso dell'autore anche senza la laurea in questa disciplina. Chi fosse interessato a leggerlo tenga presente che non contiene il riassunto delle opere di narrativa che prende in esame.

    ha scritto il 

  • 3

    Scritti con delitti verso l'Adriatico - 24 mag 09

    Discreta la prima metà, inutile la parte centrale. Manca comunque una buona bibliografia. L’idea di partenza mi aveva affascinato ed integrato: cercare un filone matematico all’interno del giallo, del noir ed analoghi. Così come aveva fatto Bartocci nell’altrettanto poco riuscita antologia sui Ra ...continua

    Discreta la prima metà, inutile la parte centrale. Manca comunque una buona bibliografia. L’idea di partenza mi aveva affascinato ed integrato: cercare un filone matematico all’interno del giallo, del noir ed analoghi. Così come aveva fatto Bartocci nell’altrettanto poco riuscita antologia sui Racconti Matematici. Gli spunti poi sarebbero apparsi tanti ed intriganti, se si fosse concesso qualche cosa al filone “logica” piuttosto che matematica pura. Questa, almeno per i profani, si riduce a qualche nozione di crittografia (di cui ho anche parlato nel racconto di Poe). Come detto alcuni spunti: il matematico assassinato, il matematico assassino ed il detective che è anche professore di Matematica in qualche università. Ma chi si serve meglio della matematica, i delinquenti o i poliziotti? Non è facile imbastire un racconto rigoroso dal punto di vista matematico ed avvincente da quello poliziesco. Una caduta verticale poi, si trova quando si va parafrasando la ricerca della soluzione all’ultimo teorema di Fermat o si narra della congettura di Goldbach (forse solo nel libro di Dioxasis un minimo interessante, quel “Zio Petros …”). Si poteva anche andare più in fondo sull’ispettore Dupin o su Sherlock Holmes e sul bel saggio dedicato loro da Borges. O, sempre rimanendo su Borges, tratteggiando altro del “sentiero dei destini che si biforcano”. Poi c’è la paura (o la necessità) di dire molto ma non svelare i colpevoli, altrimenti che gialli sarebbero? L’unica cosa interessante, alla fine, è il rimando al sito http://Math.cofc.edu/Kamsan/MATHFICT dove il buon Alex Kamsan collaziona e commenta non solo gialli, ma tutti i racconti e i romanzi che toccano la materia, cioè la matematica (e da dove, dopo averlo visitato, credo che Bartocci, di cui parlai, abbia preso la quasi totalità degli spunti per la sua antologia). Se avessi più capacità dovrei dedicare del tempo a questo filone di ricerca.
    Carlo Toffalori è nato a Firenze nel 1953 (classe di ferro!) e dal 1989 insegna Logica Matematica all’Università di Camerino. Dal 2006 è presidente dell’associazione italiana di Logica e Applicazioni. Ha scritto vari manuali universitari ed è autore di articoli e libri di divulgazione della matematica.

    ha scritto il 

  • 1

    Il problema di questo libro è che ha mille obiettivi e non ne raggiunge nessuno. Enciclopedia della matematica presente nei gialli? Divulgazione matematica (come i capitoli su Fermat e Goldbach, i migliori, farebbero pensare)? Pedante precisazione degli errori altrui? Dimostrazione dell'irrimedia ...continua

    Il problema di questo libro è che ha mille obiettivi e non ne raggiunge nessuno. Enciclopedia della matematica presente nei gialli? Divulgazione matematica (come i capitoli su Fermat e Goldbach, i migliori, farebbero pensare)? Pedante precisazione degli errori altrui? Dimostrazione dell'irrimediabile vuoto che si stende fra "le due culture"?

    Per fortuna non mette fra i suoi obiettivi anche il bello stile, e le parti che si salvano lo fanno grazie ad una scrittura lineare.
    Ma non basta.

    ha scritto il 

  • 0

    Inutile

    Se non ti piace la matematica, il libro non ti interessa.
    Se la matematica ti piace e hai letto i gialli che cita, hai già notato le parti matematiche che indica.
    Se la matematica ti piace e non hai letto i gialli che cita, ti svela il colpevole e te li rovina.
    Insomma, un libro in ...continua

    Se non ti piace la matematica, il libro non ti interessa.
    Se la matematica ti piace e hai letto i gialli che cita, hai già notato le parti matematiche che indica.
    Se la matematica ti piace e non hai letto i gialli che cita, ti svela il colpevole e te li rovina.
    Insomma, un libro inutile.

    ha scritto il 

  • 3

    A Carlo Toffalori, matematico e appassionato lettori di gialli, non va proprio giù il modo - come dire? Approssimato – di usare la matematica e di trattare i matematici nei libri gialli. Devo dire che il sottotitolo del suo Il matematico in giallo prometteva a mio giudizio altro. Quando ho letto ...continua

    A Carlo Toffalori, matematico e appassionato lettori di gialli, non va proprio giù il modo - come dire? Approssimato – di usare la matematica e di trattare i matematici nei libri gialli. Devo dire che il sottotitolo del suo Il matematico in giallo prometteva a mio giudizio altro. Quando ho letto “una lettura scientifica dei romanzi polizieschi” mi aspettavo che venisse analizzata la scienza o la pseudoscienza contenuta nella sterminata narrativa poliziesca oppure che le storie venissero lette con un nuovo metodo, scientifico (osservazione, ipotesi, verifica, formulazione), e rivelate nella loro struttura essenziale o nelle loro contraddizioni logiche. C’è un poco del primo aspetto aspetto e niente del secondo, ma soprattutto c’è una sorta di difesa della bistrattata figura del matematico come emerge all’interno del genere, geniale ma inetto nei rapporti sociali, mente razionale, macchina pensante aliena rispetto al resto dell’umanità, a volte come nel caso del Prof. Moriarty diabolico volto della razionale malvagità. Toffalori parte dall’osservazione che al centro del racconto giallo c’è sempre la capacità logica dell’investigatore, e che molto spesso il modello a cui si ispirano i grandi detective di carta è il matematico. Non solo, i loro più degni avversari devono a loro volta essere dotati di grandi capacità logiche e di una mentalità matematica. Il libro cerca di ricostruire tutto questo attraverso citazioni e analisi di molte classiche storie poliziesche, ma non mi sembra che si tratti poi di una grande scoperta. Quanto alla matematica e alla scienza usata dagli autori nelle loro invenzioni, molto spesso Toffalori deve dissentire per l’imprecisione, la falsità o il modo superficiale e stereotipato con cui la materia e i suoi adepti sono trattati. Qui la seconda pecca di questo libro, che non ho trovato particolarmente interessante: non riesce ad aggiungere granché all’analisi della struttura narrativa del genere, e non vuole neanche centrare il suo discorso sulla divulgazione scientifica approfittando di quegli errori per farci conoscere con parole chiare la verità e i principali assiomi della matematica. Si tocca un po’ di questo e un po’ di quello, ma alla fine il lettore sa di matematica quanto ne sapeva prima, e poco gli interessa sapere per giunta che S.S. van Dine ha inserito nei suoi romanzi una formula matematica inesistente, se ai fini narrativi ha funzionato e ha permesso la soluzione del mistero. Se penso ad un modello a cui poteva riferirsi, mi viene in mente “La fisica di Star Trek” di Lawrence Krauss, in cui gli errori e le affermazioni corrette della fantascienza diventano un ottimo pretesto per spiegare la fisica moderna in una maniera divertente e affascinante. Ma il mondo anglosassone ha una tradizione in tal senso molto sviluppata e Toffalori, si vede, non vi appartiene.

    ha scritto il