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Il matriarcato - vol. I

Ricerca sulla ginecocrazia nel mondo antico nei suoi aspetti religiosi e giuridici

Di

Editore: Einaudi (I millenni)

4.3
(10)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 522 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8806599623 | Isbn-13: 9788806599621 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Furio Jesi ; Curatore: Giulio Schiavoni

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Descrizione del libro
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    ll Matriarcato

    Marija Gimbutas insegnò all'università di california a los angeles; i suoi scavi ad Achillion in Tessaglia, compiuti nel 1973.74, che allineò con quelli fatti da altri nei decenni precedenti in Ucraina e nei balcani, oltre che a Catal Huyuk in Anatolia, le permisero di dare la prova, attraverso c ...continua

    Marija Gimbutas insegnò all'università di california a los angeles; i suoi scavi ad Achillion in Tessaglia, compiuti nel 1973.74, che allineò con quelli fatti da altri nei decenni precedenti in Ucraina e nei balcani, oltre che a Catal Huyuk in Anatolia, le permisero di dare la prova, attraverso centinai di manufatti, della sua tesi più amata: fra il 7000 e il 3500 a.C dominò un matriarcato, che già era stato ricostruito da Bachofen sui testi classici. L'invasione indo-euopea travolse quella pacifica civiltà.

    Dumézile non s'era accorto che le divinità polifunzionali come Atena testimoniavano di quel passato. L'antica dea uccello, che portava la vita e decretava la morte, divenne Atena in Grecia, Morrighan in Irlanda, laima fra i Baltici. Rimase viva la sua figura di vergine e regina: riaffiora al termine dell'Asino d'oro di Apuleio, che la definì con nitore, sopravvive nella Vergine Cristiana.

    Matriarcali in un certa misura furono i Celti, occorre guardare nella letteratura irlandese.

    Occorre poi leggere The White Goddes, Faber and Faber, 1948, 1961, trad. italiana Adeplhi 1992, l'opera di Robert Graves.

    Allontanandoci da Graves guarda a Tucci che espose il culto bengalese della Dea.

    Poi è necessario esaminare l'etnologo Alexander Golenweiser, che in North American Indian Life, opera collegiale uscita a New York nel 1922, mostrava come fra gli Irochesi la natura vegetale spettasse alla donna.

    Si riconnette ogni problema, se accettiamo il regime matriarcale, al mondo arboreo e vegetale: questo è il punto centrale, il nucleo delle civiltà il cui asse è la donna: le piante diventano intrinseche all'umanità, nelle selve si cela il nocciolo della vita. Questa fu una certezza delle civiltà sciamaniche. Vedi la tradizione al femminile coreana e siberiana. Occorrerebbe guardare da questo punto di vista agli studi L.L. Gabysheva, dell'Università di Jatusk.

    In Grecia la quercia domina e all'origine ebbe un culto femminile.

    Ancora sui rapporti tra piante e culti matriarcali serve leggere Luojan Virsi, raccolto da Lonnrot nell'ottocento.

    Nell'ottocento riaffiorò una volontà politica matriarcale. Le premesse furono poste da Georg Friedrich Creuzer, autore di SYmbolik und Mythologie der alten volker, Leske, leipzig, 1810-18.

    ma fu un allievo del Savigny, Johann Jakob Bachofen, dalla quieta specola di Basilea, a riprendere le vie della cultura simbologica femminile. La storiografia e le lotte sul'opera di Bachofen mi imporrebbe ora una lunga trattazione che non posso. Ricordo solo Dell'Eros cosmogonico, ricostruzione dell'erotismo antico di Ludwig Klages che fece rivibrare il pathos delle conoscenze bachofeniane. Bachofen che aveva constatato nel mondo degli antichi culti mediterranei l'opposizione di una visione della vita avente per centro il culto delle Madri e per conseguenza un misticismo panteistico-dionisiaco e orgiastico, venne poi svilito da Evola che procederà a una deformazione indecente. Ma bachofen ebbe dei fedeli, basti pensare all'opera esemplare di Karl Meuli e Karl Kerèny quando illustra le figlie del Sole.

    Ma la storia delineata recò tra i suoi frutti la certezza di un mondo matriarcale contro il quale la patriarcalità reagì violentemente. Il delirio ginnastico e militare fu il siatema persecutorio palese. Ma non ci fu soltanto questo tipo di reazione. Ci fu tutta una retorica che ricostruirla qui mi sarebbe arduo e lunghissimo.
    Non credo che il primato del maschio sia destinato a permanere. Bachofen indicò con lucidità nella sua prosa superba ed elegante che alle radici della nostre civiltà si cela un mondo matriarcale, che ancora ossessiona i Greci. Nel 900 la Gimbutas ha accertato e lodato questo sepolto mondo matriarcale.

    ha scritto il 

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    Dal preambolo e introduzione


    La presente opera affronta un fenomeno storico di cui pochi tennero conto e di cui nessuno valutò a fondo la portata. Le scienze che studiano l'antichità hanno continuato a ignorare fino ad oggi il diritto materno: nuova è tale espressione, e sconosciuta è la c ...continua

    Dal preambolo e introduzione

    La presente opera affronta un fenomeno storico di cui pochi tennero conto e di cui nessuno valutò a fondo la portata. Le scienze che studiano l'antichità hanno continuato a ignorare fino ad oggi il diritto materno: nuova è tale espressione, e sconosciuta è la condizione familiare che essa designa. La trattazione di un soggetto similepresenta quindi un fascino inconsueto, ma anche inconsuete difficolt, poichè non esistono lavori preliminari di qualche importanza, né fino ad ora le ricerche hanno contribuito ad illuminare il periodo di civiltà cui è proprio il diritto materno. Ci inoltriamo dunque in un campo che attende di essere dissodato per la prima volta.

    ha scritto il