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Il mattino dei maghi

Introduzione al realismo fantastico

Di ,

Editore: Arnoldo Mondadori (Gli Oscar)

4.1
(267)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 516 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000012804 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Pietro Lazzaro ; Prefazione: Sergio Solmi

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida

Genere: Non-fiction , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Questo libro in questa edizione non ha ISBN

Dalla IV di copertina:
"Questo libro..., dovuto alla penna agilissima di un ex occultista ed ex surrealista come Louis Pauwels, con la collaborazione di quel singolare scienziato e mitografo della scienza che è Jacques Bergier, non costituisce, come riconoscono gli stessi autori all'inizio, né un romanzo, né una narrazione fantascientifica, né un documento di fatti bizzarri, né la divulgazione di un insegnamento ermetico: pur presentandoci un po' tutte queste cose insieme. E' anche una specie di rapsodia della nuova speranza, della grande avventura che gli sterminati orizzonti inaugurati dalle ultime scoperte scientifiche offrono all'umanità, speranza che si riannoda a sua volta ai sogni e alle leggende che attraverso i secoli sono stati alimentati da magia e occultismo, sono stati appannaggio di misteriose sette iniziatiche". Così Sergio Solmi nella prefazione al Mattino dei Maghi, un libro che, aggiunge, ci offre "attraverso un'esposizione lucida, varia e appassionata, il materiale più affascinante che possano tenere per noi in serbo questi anni di ardua e preoccupante trasformazione tecnica e sociale".
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  • 4

    il reale fantastico

    un sassolino gettato in uno stagno, un soffio di vento improvviso, la percezione che tutto è possibile, tutto è un'illusione, un sogno, mondi sommersi e universi paralleli...

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo, che narra in una volta sola la storia delle società segrete, dell'esoterismo alla luce degli eventi storici.
    Questo libro è il primo stampato del genere, basta vedere l'anno della prima edizione, sicuramente per appassionati e cultori della materia.

    ha scritto il 

  • 0

    Sostanzialmente invalutabile

    Cos'è "Il mattino dei maghi", un meraviglioso libro di fantascienza o il parto troppo serio di due sciroccati? Un intelligente mosaico di elementi tra realtà e finzione, o una presa per il culo fatta e finita? Rispondere è impossibile.


    Bergier e Pauwels - o meglio, apparentemente solo Pauw ...continua

    Cos'è "Il mattino dei maghi", un meraviglioso libro di fantascienza o il parto troppo serio di due sciroccati? Un intelligente mosaico di elementi tra realtà e finzione, o una presa per il culo fatta e finita? Rispondere è impossibile.

    Bergier e Pauwels - o meglio, apparentemente solo Pauwels, perché il libro è scritto in prima persona e Bergier è solo attore esterno - sostengono di non credere in quel che scrivono, eppure è chiaro che lo fanno e anche troppo. Dicono di non voler esser presi alla lettera ma di avere come unico interesse quello di solleticare, stimolare la curiosità verso il "fantastico" che è nella realtà, ma ciò che riescono a proporre è solo il fantastico della finzione e della mistificazione. Proprio mentre dichiarano di distinguersi da occultisti, esoteristi, santoni, ufologi e credere nel progresso della scienza, sponsorizzano le medesime fesserie dei più incalliti venditori di fumo e ne sposano la perniciosa mentalità del "tutto fa brodo".

    Ci sono pagine stupende. Quelle sul nazismo magico e sull'alchimia sono illuminanti, ancorché con ogni probabilità false come Giuda. I racconti inseriti a mo' di intermezzo tra un capitolo e l'altro sono uno più bello dell'altro. Il libro trabocca di interessanti spunti di lettura, e il vero merito del saggio è forse quello di mettere in evidenza l'influsso sull'immaginario collettivo di tutta una serie di romanzi pre-fantascientifici, fantastici, di avventura pubblicati tra fine Ottocento e inizio Novecento.
    Eppure, non c'è una ricostruzione che sia una che possa esser presa per buona. Sono tutte taroccate, dalla prima all'ultima. Ho letto il libro con la dovuta calma, tablet alla mano, andando a controllare una discreta parte dei fatti riportati: c'era sempre qualcosa che non andava, qualche informazione contraffatta. A volte si trattava dell'elemento chiave, altre di un dettaglio apparentemente insignificante e del tutto verosimile all'interno di una vicenda inverosimilissima che - dopo accurati controlli incorciati - si svela tuttavia vera.

    Al di là dell'inattendibilità, della quale ci si fa una ragione, il vero tallone d'achille del libro è l'orientazione ayurvedica/mio-nonno-è-un-alieno/la-risposta-è-dentro-di-te che traspare da ogni riga di Pauwels. Gurdjeffiano pentito, ma non del tutto ravveduto, l'autore cerca costantemente di ricondurre tutto a una pretestuosa e insostenibile "infinità dell'uomo" che puzza della più scalcagnata New Age senza averne peraltro neppure il fascino.
    E fa temere che, tra il "ma c'è o ci fa?" a prevalere sia la prima - con la seconda ad aggiungere giusto un pizzico di malafede per completare l'opera.

    ha scritto il 

  • 5

    Spero che in futuro qualcuno riesca a scrivere di nuovo un libro come questo, ovvero un libro che candidamente ­- barbaramente, direbbero gli autori - propugni un nuovo modo di pensare e quindi di agire, perché un'idea che non diventa parola non è una buona idea e una parola che non diventa azion ...continua

    Spero che in futuro qualcuno riesca a scrivere di nuovo un libro come questo, ovvero un libro che candidamente ­- barbaramente, direbbero gli autori - propugni un nuovo modo di pensare e quindi di agire, perché un'idea che non diventa parola non è una buona idea e una parola che non diventa azione non è una buona parola. E perché nonostante siano passati più di cinquant'anni, la tenaglia di una logica binaria e tutti i pregiudizi figli di visioni dualistiche fossilizzate (razionalismo vs. spiritualismo sopra tutte) continuano a modellare la vita umana. Qualcuno ha rinunciato a capire, magari sventolando la bandiera di un nichilismo d'accatto, qualcun altro insegue un utile distacco sulle orme di filosofie orientali altrettanto d'accatto. Molti continuano semplicemente a non porsi domande che non siano di ordine pratico e a tenersi per buone le certezze tramandate. Riusciamo ancora a dare un senso a una frase come questa: "Più capisco, più amo, perché tutto ciò che è capito è bene"? Forse. E a questa: "Se l'epoca che noi viviamo è dura, abbiamo tanto più il dovere di amarla, di penetrarla con il nostro amore, fino a quando non avremo spostato le pesanti masse di materia che nascondono la luce che risplende dall'altra parte"? Questa è più tosta da mandare giù. Lo fu anche per Pauwels: suo padre, socialista di stampo romantico, l'aveva sottolineata in un libro. Per tutta una vita il figlio volle allontanarsene, salvo poi ritornarci con ardore. Eh, la saggezza dei padri. Il futuro è cominciato da un'eternità.

    ha scritto il 

  • 4

    Suggestivo lo è senz'altro, ipnotico e affascinante, a patto di prenderlo per quello che è: non una bibbia del realismo fantastico quanto, al contrario, un esempio di fantastico costruito sulla base di qualche elemento reale o pseudotale. Tanti sono i meriti dell'opera, e in primo luogo quella di ...continua

    Suggestivo lo è senz'altro, ipnotico e affascinante, a patto di prenderlo per quello che è: non una bibbia del realismo fantastico quanto, al contrario, un esempio di fantastico costruito sulla base di qualche elemento reale o pseudotale. Tanti sono i meriti dell'opera, e in primo luogo quella di esser avvincente comme un romàn, tutta intessuta com'è di apologhi, tracce e sottotracce, riferimenti a Arthur Clarke e Walter Miller, Machen e Borges, gente come è noto letterariamente eccelsa e con la penna ben intinta nelle nuvole della creatività. Tra le altre cose notevoli c'è il fatto che all'alba degli anni 60 Pauwels & Bergier aprono la strada a quello che sarà un mainstream, il “nazismo magico” e tutte le sue derivazioni (dalla terra cava alla Società dei Vril) fiutandone gli effluvi appetitosi sotto il profilo storico-letterario. E volendo trovare una morale, tutto sommato, le stesse conclusioni del Mattino dei Maghi son condivisibili, un dubbioso ottimismo sull'imperscrutabilità della vita e la fallacità delle scienze esatte a favore di una visione “altra” forse mistica, forse addirittura magica... temperata peraltro proprio da quel astuto “forse”. Contro il razionalismo becero, dunque.
    Ma le cose si devono fermare qui: ad una geniale e talora ipnotica collezione di fintevere meraviglie abilmente montata per destar stupore, un po' come il sacro bosco di Bomarzo, ma che tra il velame dei capitoli oscuri non occulta niente più che ardite ed eteree teorie poggiate sul nulla. Anche se è un nulla estremamente piacevole da leggere e perché no, rileggere.

    ha scritto il 

  • 4

    E' sicuramente vero che Giorgio Galli in argomenti del genere è stato più scientifico dei due scrittori, ma almeno questi se ne sono accorti un po' prima delle strane relazioni tra nazismo e magia. Dicono poi che è un libro passato di moda, che è antiquato. Sarà, fatto sta che adesso è tutto un r ...continua

    E' sicuramente vero che Giorgio Galli in argomenti del genere è stato più scientifico dei due scrittori, ma almeno questi se ne sono accorti un po' prima delle strane relazioni tra nazismo e magia. Dicono poi che è un libro passato di moda, che è antiquato. Sarà, fatto sta che adesso è tutto un rivangare di che ci facessero due coglioni nazisti sulle montagne del Tibet a rompere i coglioni agli abitanti del posto.
    Insomma la magia è stata presente nella storia dell'uomo più di quanto si possa credere. Che ci piaccia o meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Come una scatola cinese. Questo “grosso, ispido libro” contiene molti altri libri scritti e infiniti ancora che aspettano di esserlo. E tra l’altro:


    da Borges – L’Aleph


    “[…] vidi la circolazione del mio sangue scuro, vidi l’ingranaggio dell’amore e i mutamenti della morte, vidi l’A ...continua

    Come una scatola cinese. Questo “grosso, ispido libro” contiene molti altri libri scritti e infiniti ancora che aspettano di esserlo. E tra l’altro:

    da Borges – L’Aleph

    “[…] vidi la circolazione del mio sangue scuro, vidi l’ingranaggio dell’amore e i mutamenti della morte, vidi l’Aleph, da tutti i punti, vidi nell’Aleph la terra e nella terra di nuovo l’Aleph e nell’Aleph la terra, vidi il mio volto e le mie viscere, vidi il tuo volto, e provai una vertigine, e piansi, perché i miei occhi avevano visto quell’oggetto segreto e congetturale, di cui gli uomini usano indebitamente il nome, ma che nessun uomo ha visto: l’inconcepibile universo.
    Sentii una venerazione infinita, una pena infinita. […]
    Temetti che non ci fosse più nulla al mondo che potesse sorprendermi; temetti che l’impressione del già visto non mi avrebbe mai più lasciato. Fortunatamente dopo qualche notte di insonnia, caddi di nuovo nell’oblio.”

    ha scritto il 

  • 4

    4 stelle = bello
    Non so se sia bello, certo che all'epoca lo trovai avvincente e così lo trovò un mio collega che non me lo ridiede più. Per dispetto lo ricomprai. Diciamo che è un testo molto citato quando si legge di esoterismo, occultismo, ricerca dell'altrove e similari. Forse mette un ...continua

    4 stelle = bello
    Non so se sia bello, certo che all'epoca lo trovai avvincente e così lo trovò un mio collega che non me lo ridiede più. Per dispetto lo ricomprai. Diciamo che è un testo molto citato quando si legge di esoterismo, occultismo, ricerca dell'altrove e similari. Forse mette un po' troppa carne al fuoco, talvolta va preso con le molle, ma nel complesso dice abbastanza per chi vuol saperne qualcosa senza leggersi intere librerie.

    ha scritto il