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Il mercante di Cartagine

Di

Editore: Marco Tropea

3.1
(40)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8843802615 | Isbn-13: 9788843802616 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 3

    Ce l'ho fatta a finirlo!!! Dal risvolto di copertina sembrava una storia tanto emozionante e si è rivelato di una noia mortale. Ad un certo punto perdi di vista il perché di tutta la vicenda (abbastanza presto a dire il vero!) e ti chiedi quale sia lo scopo di certi romanzi.
    Ambientato dura ...continua

    Ce l'ho fatta a finirlo!!! Dal risvolto di copertina sembrava una storia tanto emozionante e si è rivelato di una noia mortale. Ad un certo punto perdi di vista il perché di tutta la vicenda (abbastanza presto a dire il vero!) e ti chiedi quale sia lo scopo di certi romanzi.
    Ambientato durante il periodo della prima guerra punica, è, o vorrebbe essere, una sorta di giallo storico, ma l'unica cosa gialla è la bile che si forma mentre tenti di capire perché mai hai deciso di leggere questo libro. A mia discolpa riporto l'elemento che mi ha incuriosita: a Cartagine, nel giardino dello stratega Amilcare Barca, viene trovato il cadavere di un mercante di origine romana. Per fare luce sulle indagini, affidate al capo delle guardie Bomilcare, viene inviato da Roma un giovane e brillante investigatore, Tito Letilio.
    Quindi, nel lettore, nasce la curiosità di comprendere come possano collaborare pacificamente un romano e un cartaginese, quale sia il motivo per cui la vicenda ha una tale rilevanza per il Senato romano ecc. Non tutte le curiosità vengono soddisfatte e si arriva alla fine del romanzo con il dubbio di aver perso qualche collegamento, ma con la certezza che non si tornerà indietro per comprenderlo meglio!

    ha scritto il 

  • 1

    Se l'avevo abbandonato 10 anni fa...

    ...c'era un motivo. E invece no, non avendo altri libri sottomano ho fatto finta di dimenticarmelo. Sarà che me lo sono trascinato per più di un mese, ma alla fine, con la spiegazione dei moventi dell'assassinio, non ricordavo nemmeno più chi fossero i vari indagati. Una storia in ogni caso pover ...continua

    ...c'era un motivo. E invece no, non avendo altri libri sottomano ho fatto finta di dimenticarmelo. Sarà che me lo sono trascinato per più di un mese, ma alla fine, con la spiegazione dei moventi dell'assassinio, non ricordavo nemmeno più chi fossero i vari indagati. Una storia in ogni caso povera di attrattiva, scritta in modo da allungare il brodo e basta.

    ha scritto il 

  • 2

    Duecento pagine in meno. Possibile? sì, sì...

    "«Procedo a tentoni attraverso un labirinto sotterraneo... E' buio e per di più nebbioso, e tanto umido che le mie fiaccole si spengono in continuazione, ogni volta che mi illudo di averne accesa una.»" (pag. 261)
    Proprio così per chi legge questo libro estremamente prolisso, ingarbu ...continua

    "«Procedo a tentoni attraverso un labirinto sotterraneo... E' buio e per di più nebbioso, e tanto umido che le mie fiaccole si spengono in continuazione, ogni volta che mi illudo di averne accesa una.»" (pag. 261)
    Proprio così per chi legge questo libro estremamente prolisso, ingarbugliato, senza nessuna linearità, perfettamente inutile.
    Come le duecento pagine in più. Sessanta sarebbero bastate per raccontarci questa inezia.

    ha scritto il 

  • 5

    Personaggi vivi, lontani dalle nostre abitudini, ma tanto naturali da apparirci famigliari. Haefs ci immerge splendidamente in una città mercantile al cuore di un impero: gli intrighi non possono mancare, ma sono moderati dall'umanità dei protagonisti. Protagonisti che Haefs sceglie bene: non tro ...continua

    Personaggi vivi, lontani dalle nostre abitudini, ma tanto naturali da apparirci famigliari. Haefs ci immerge splendidamente in una città mercantile al cuore di un impero: gli intrighi non possono mancare, ma sono moderati dall'umanità dei protagonisti. Protagonisti che Haefs sceglie bene: non troppo importanti per essere ricchi e antipatici, e sufficentemente importanti per potersi muovere nei meandri della città, guidandoci alla scoperta di un mondo. E poco importa se per farlo rivivere, bisogna girare le sue osterie: anzi, non saprei trovare metodo migliore.

    ha scritto il