Il mercante di lana

Di

Editore: Piemme

3.5
(463)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 460 | Formato: Altri

Isbn-10: 8838478511 | Isbn-13: 9788838478512 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Il romanzo è ambientato nel 1200, in un paese delle Alpi, sotto il Monte Rosa.Gli abitanti appartengono a un gruppo etnico proveniente dalla Svizzera,quello dei walser e prosperano dedicandosi ai commerci e in particolare aquello della lana. Ma la prosperità li ha resi gretti e aridi, sordi aibisogni dei più sfortunati. Tra loro spicca Hermann, assetato di denaro epotere, disposto a tutto pur di ottenere la nomina di vassallo dal signore delluogo. Ma un grave pericolo incombe sulla comunità. Lo sa frate Matthew che,partito dall'Inghilterra per un pellegrinaggio di purificazione, vede insogno il destino che li minaccia e decide di modificare il suo viaggio peravvertirli.
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  • 2

    Buono per il ritratto della vita medievale in quelle valli e monti.
    Il romanzo è una scusa per raccontare di una popolazione specifica e della leggenda che si racconta su un loro villaggio, ma se non ...continua

    Buono per il ritratto della vita medievale in quelle valli e monti.
    Il romanzo è una scusa per raccontare di una popolazione specifica e della leggenda che si racconta su un loro villaggio, ma se non me lo scriveva l'autrice nelle note finali, mai l'avrei sospettato.
    Sembra un normale romanzo di fantasia ambientato nel medioevo. Si riconosce la ricerca storica: decisamente migliore del piglio romanzesco che invece si capisce essere un manto che non copre bene i suoi veri fini.
    Il taglio del castigo divino, della redenzione e dell'espiazione è un pochino troppo presente e i personaggi sono molto poco veri ma è scritto scorrevole, si lascia leggere veloce.

    ha scritto il 

  • 0

    quando la mattina porti la bambina all'asilo e devi scegliere
    le calze non sai mai quali sono di lana e quali di cotone

    allora prendi assolutamente quelle corte ma ci sono anche calzette di
    lana corte ...continua

    quando la mattina porti la bambina all'asilo e devi scegliere
    le calze non sai mai quali sono di lana e quali di cotone

    allora prendi assolutamente quelle corte ma ci sono anche calzette di
    lana corte, è chiaro, non sei così sprovveduto

    allora poi la vesti e la porti all'asilo e quando arrivi all'asilo
    vorresti chiedere a una delle ragazze (le insegnanti)

    "scusa mi guardi se la bimba ha calze di lana o di cotone..."
    ma poi ci pensi e ti dici: non si può dire una cosa del genere

    se le dicessi una cosa del genere chissà cosa penserebbe di me
    che non ho la tivù

    che non prendo mai l'aereo
    che non sono mai stato in sardegna

    neanche a londra
    che ho i calzini bucati, come minimo

    che non so stirare
    che in inverno in bicicletta con la sciarpa sul viso

    canticchio
    e che lavoro può fare uno messo così

    medico no
    ingegnere no
    avvocato no
    insegnante d'asilo no
    cuoco no

    e se lei ti chiedesse ma esattamente che lavoro fai
    tu che non distingui la lana dal cotone?

    tu cosa diresti
    io direi, secondo me, installazioni termiche e acustiche per il

    miglioramento della qualità della vita per tutti e tutte
    insomma non lavori

    infatti, direi, a essere sincero al 100%, io mi sento che
    non lavoro

    e per non lavorare mi danno però
    1500 euro

    vacca, direbbe lei.
    vacca sì, direi io.

    [omaggio a Pascoli]

    ha scritto il 

  • 1

    460 pagine di prosa banale e scolastica. Nessun dei numerosi personaggi, fra i quali non spicca mai un vero protagonista, è significativo anche perché nessuno di loro è sviluppato come "persona": tut ...continua

    460 pagine di prosa banale e scolastica. Nessun dei numerosi personaggi, fra i quali non spicca mai un vero protagonista, è significativo anche perché nessuno di loro è sviluppato come "persona": tutti rimangono sostanzialmente immutati e le loro apparenti evoluzioni non sono altro che frutto di cambiamenti repentini, improvvisi, assolutamente poco verosimili. La storia non è particolarmente avvincente, frammentata, tuttavia credo volesse reggersi sulla suspance (obiettivo mancato). Irrealistiche (nel senso di anacronistiche) la maggior parte delle relazioni che si instaurano fra i personaggi. Di storico c'è solo lo sfondo (mercanti, foreste, corvée e simili).

    ha scritto il 

  • 3

    Ritratto di un'epoca

    Interessante libro, curato dal punto di vista storico, che ben rappresenta modi di vivere, usanze e cultura di un'epoca. Lascia un po' perplesso il titolo, in quanto pur indicando uno dei personaggi d ...continua

    Interessante libro, curato dal punto di vista storico, che ben rappresenta modi di vivere, usanze e cultura di un'epoca. Lascia un po' perplesso il titolo, in quanto pur indicando uno dei personaggi del libro, la storia principale si dipana intorno al viaggio di frate Matthew, alla sua missione e agli incontri, più o meno fortunati, che fa durante il suo cammino. La lettura è scorrevole anche se, a parte i personaggi del frate e di Aimone, gli altri non mi hanno particolarmente coinvolto.

    ha scritto il 

  • 3

    Perché tre stelline? Non mi ha convinto completamente. Forse per i numerosi "già visto già sentito" (clero libidinoso e corrotto, prostitute redente, commercianti avidi, contrasto padri/figli per f ...continua

    Perché tre stelline? Non mi ha convinto completamente. Forse per i numerosi "già visto già sentito" (clero libidinoso e corrotto, prostitute redente, commercianti avidi, contrasto padri/figli per fidanzate non accettate dalla famiglia)? Forse per certi dialoghi un po'improbabili? Forse per la mancanza di una vera e propria trama? Non lo so. Forse perché manca qualcosa che dia al romanzo una sua caratterizzazione che lo renda meno "anonimo". È uno dei tanti romanzi ambientati nel Medioevo, indubbiamente ben scritto e ben documentato, ma nulla più.

    ha scritto il 

  • 4

    Godibilissimo romanzo storico, ambientato nella Val d’Aosta del 1200 tra le comunità Walser disseminate nelle valli sopra l’antica Augusta, ha per protagonista un monaco inglese che, suo malgrado, si ...continua

    Godibilissimo romanzo storico, ambientato nella Val d’Aosta del 1200 tra le comunità Walser disseminate nelle valli sopra l’antica Augusta, ha per protagonista un monaco inglese che, suo malgrado, si trova a viaggiare tra quelle contrade a portare una profezia che una visione gli reca e che è diretta ad uno di quei villaggi di montanari, Felik, di cui non aveva mai sentito parlare.
    Il libro segue il monaco, frate Matthew, nel tratto finale del suo viaggio, tra le sue difficoltà e i suoi stupori di fronte alla bellezza magnificente della Natura valdostana, tra i suoi incontri e i mille dubbi sulla sua adeguatezza per portare a termine il compito assegnatogli dal volere divino.
    Libro ben scritto, con una prosa piana e asciutta, priva di inutili fronzoli e frasi retoriche, riesce a restituire al Lettore un quadro dettagliato e convincente di come dovesse essere la vita fra quelle comunità di montagna nel pieno medioevo.

    ha scritto il 

  • 0

    Questo libro è uno dei pochi casi in cui mi risulta più facile assegnare un voto piuttosto che scrivere una recensione, quindi comincio col voto: 5/10. Tutto sommato non è un cattivo romanzo, quello c ...continua

    Questo libro è uno dei pochi casi in cui mi risulta più facile assegnare un voto piuttosto che scrivere una recensione, quindi comincio col voto: 5/10. Tutto sommato non è un cattivo romanzo, quello che funziona di più sono le descrizioni delle ambientazioni spaziali un po’ atipiche e insolite rese efficacemente grazie, secondo me, ad un’attenzione maggiore al quadro d’insieme piuttosto che ai dettagli. Anche la resa dello sfondo storico non è priva di suggestione e sembra essere l’effetto di una attenta opera di documentazione da parte dell’autrice oculatamente “sversata” nella narrazione. Un buon equilibrio lo si riscontra anche tra le parti “dinamiche” (spostamenti, azione ecc.) e le parti “statiche” (con ciò intendendo i dialoghi tra i personaggi, i soliloqui, le considerazioni del narratore ecc.) che si incastrano bene tra di loro e hanno un peso equivalente nell’economia della storia. I personaggi (ad eccezione del protagonista che funge più che altro da collettore di altri personaggi, un po’ alla Dickens), sebbene non particolarmente dinamici, non sono tuttavia del tutto banali e prevedibili come temevo e lo stesso dicasi per l’epilogo vagamente a sorpresa, meno lieto di quanto avrei potuto aspettarmi. Il vero punto debole di questo romanzo sono il linguaggio e lo stile usati dall’autrice; secondo me, del tutto inappropriati e gravemente incongruenti con il contesto e il quadro storico. Sia chiaro, entrambi molto curati, eleganti e fluidi e in un contesto diverso forse avrebbe avuto un senso adoperare un registro così, ma davvero sfido chiunque ad aprire una pagina qualsiasi del libro e a capire che si tratta di una storia ambientata 800 anni fa. E purtroppo questo difetto, dipanandosi dall’inizio alla fine compromette e quasi annulla i pregi del libro perché crea uno iato sempre insuperabile tra narrazione e narrato e impedisce un pieno coinvolgimento da parte del lettore.
    Ciò detto ritengo che comunque sia una lettura non “sconsigliabile”

    ha scritto il 

  • 4

    Le stelline non sono tre ma, in realtà, neanche quattro piene. Diciamo fra tre e quattro, la mia scelta ha premiato soprattutto la grande documentazione dell'autrice, che traspare dal modo di scrivere ...continua

    Le stelline non sono tre ma, in realtà, neanche quattro piene. Diciamo fra tre e quattro, la mia scelta ha premiato soprattutto la grande documentazione dell'autrice, che traspare dal modo di scrivere e dalle precisazioni/spiegazioni allegate al romanzo.
    La storia in sé e per sé potrebbe avere più ritmo, soprattutto nel finale: dopo tutte le peregrinazioni di frate Matthew ci si aspetta un'esplosione che, a dire il vero, è piuttosto contenuta. Un petardo al posto della dinamite. Accanto a personaggi molto ben riusciti come il frate e Otto, ce ne sono alcuni che potrebbero avere più spessore e una caratterizzazione un po' più approfondita (due su tutti Sibilla e Leonhardt, "falsi" protagonisti della storia). Il romanzo è comunque piacevole e coinvolgente, non sarà l'unico della Montaldi che leggerò.

    ha scritto il 

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