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Il mercato del lavoro come istituzione sociale

Di

Editore: Il Mulino

4.0
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8815042121 | Isbn-13: 9788815042125 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

Genere: Business & Economics , Political , Social Science

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Descrizione del libro
Discontandosi dalle teorie economiche tradizionali, Robert Solow presenta in questo volume la propria inerpretazione del funzionamento del mercato del lavoro. Il mercato del lavoro - egli afferma - è, più di altri mercati, un'istituzione sociale, il cui funzionamento dipende da quanto viene ritenuto mutualmente accetabile dalle parti in causa. La domanda e l'offerta del mercato del lavoro non rispondono dunque a regole fisse e generalizzabili, ma si possono diversificare a seconda dei diversi contesti socio-culturali, oltre che economici. Solow propone così un nuovo modello in grado di conciliare la varietà del fenomeno con le teorie del salario e dell'occupazione, lo vaglia sul piano empirico e ne prospetta le conseguenze di politica economica.
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  • 4

    Imporne lo studio ai nostri politici e sindacalisti

    Facile e chiaro per chiunque abbia una cultura media, sono tentato dalle 5*; datato, ma mantiene forti valenze sociali e stimoli alla riflessione.
    Il mercato del lavoro (ML) è trattato a liv sociale (insider che negoziano rendite di posizione ed outsider limitati dal timore di ripercussioni ...continua

    Facile e chiaro per chiunque abbia una cultura media, sono tentato dalle 5*; datato, ma mantiene forti valenze sociali e stimoli alla riflessione.
    Il mercato del lavoro (ML) è trattato a liv sociale (insider che negoziano rendite di posizione ed outsider limitati dal timore di ripercussioni sociali/econ: ne consegue che ML non è un mercato come tutti gli altri), econ (prezzi, inflaz,) e strutturale legato al Tasso di Disoccupazione (TdD).

    Cap.1. Autoavveramento delle previsioni anche per ML, ma qui i subj hanno un conc di equità/retribuzione che modif le normali regole econ, inoltre lavoro/salario sono correlati allo status sociale. Porta esempi del rapp etica-salario da ricerche ed su disoccupati e sussidi. Questione dell’Etica anche nell’accettare le fluttuaz del ML (entrambi: datori e prestatori): ottimo es Svizzera (p.34) dove però c’è alta scolarizz etica e partecipaz sociale; tutte cose assenti in SudEu e Paesi in via di svl.

    Cap.2. Teoria del salario di efficienza/equo (riduz produttività per discesa sotto soglia) collegato a cfr in/out-sider: Dilemma del Prigioniero (DatLav/Disocc, aum/riduz salari) e scelta di alcuni Disocc di restare fuori dal ML (cmnq rifiutati da DatLav); ottima spiegaz del Dilemma (cooperaz/defez/punizione) e modif per ripetizioni (contrattaz periodica), norme sociali e calcolo razionale (p.48-56).

    Cap.3. Dalla teoria di D.Nichols (disoccup alta/bassa e deflaz/inflaz, TdD naturale circa 5,5 e modif solo per periodi maggiori di 5anni; ma prove a supp in Us, non in Eu), in virtù del Cap.2, giunge alla sua: esistono diversi TdD di equil in modif nel tempo in funz del contesto econ/soc/cult di analisi e con salari legati a produttività; non esistono teorie assolute per la piena occupazione. Apre al cfr con il fatto che soc più omogenee tendono ad avere minori TdD e con le tesi di R.J.Gordon e D.Grubb che differenziano i mod Us ed Eu, ma espone dati sulla possibilità di armonizzare i due modelli applicando la sua tesi (riscontro citato 53%). Afferma che il TdD è riducibile del 1%/y in un progetto di 5y ma il prezzo è una inflaz al 3,5%/y a fronte di crescita del pil del 3%/y; il risultato si otterrebbe senza tagliare i salari (per non innescare concorrenza hobbesiana), agendo sulla politica dei redditi in funz di in-out/sider e dando ai secondi rappresentanza in contrattaz collettive, ed inserendo in azienda premi per risultati di squadra e partecipaz agli utili.

    ha scritto il