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Il mestiere delle armi

Le forze armate dell'antica roma

Di

Editore: A. Mondadori (Oscar storia)

4.3
(27)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 373 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8804612452 | Isbn-13: 9788804612452 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: History

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Descrizione del libro
" Fanno il deserto e lo chiamano pace ". Così lo storico Tacito descriveva i legionari di Roma, espressione rapace di uno Stato in espansione. In effetti nell'immaginario collettivo, l'esercito romano rappresenta una compatta, inarrestabile macchina da guerra. Un esempio ineguagliabile di efficienza e disciplina. E lo fu davvero, anche se non fu solo questo. Seguendone l'evoluzione è possibile ripercorrere lo sviluppo dell'intera società romana. Proprio ciò che in questo volume fa Federica Guidi, puntando la lente d'ingrandimento sulle forze armate dell'Urbe, che a prima vista appaiono una realtà monolitica.
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  • 5

    Un saggio mirabile, documentato e ben scritto, colmo di informazioni, aneddoti ed il tutto è reso con una prosa piacevolmente scorrevole ed addolcita da un garbato umorismo.
    La decrizione dell'evoluzione dell'esercito romano è resa con precisione e competenza ed inoltre, l'autore non si lim ...continua

    Un saggio mirabile, documentato e ben scritto, colmo di informazioni, aneddoti ed il tutto è reso con una prosa piacevolmente scorrevole ed addolcita da un garbato umorismo.
    La decrizione dell'evoluzione dell'esercito romano è resa con precisione e competenza ed inoltre, l'autore non si limita ad una trattazione tecnica di armamenti e strategia ma riesce sempre ad inserire il particolare più tecnico in un affresco complessivo fatto di storia ed evoluzione sociale. In tal modo le nozioni non restano avulse dal contesto storico, come spesso accade in trattazioni eccessivamente tecniche, ma prendono vita all'interno del quadro complessivo di una società in continua evoluzione. Per questo motivo il testo è consigliato a tutti gli appassionati di storia e non solamente a chi si interessa di storia militare.
    Interessante, infine, la bibiliografia e le indicazioni di siti di riferimento sul web.
    Per concludere posso tranquillamente affermare che è un libro in cui la Forza scorre potente.

    ha scritto il 

  • 4

    Saggio con un taglio originale

    Premettendo che essendo appassionato del tema di saggi sull'esercito romano ne ho letti parecchi posso affermare che questo è particolarmente originale.
    Questo libro è lungi dall'essere solamente un elenco di armi, tecniche e gradi l'autrice è riuscita a descriverci anche i "dietro le quint ...continua

    Premettendo che essendo appassionato del tema di saggi sull'esercito romano ne ho letti parecchi posso affermare che questo è particolarmente originale.
    Questo libro è lungi dall'essere solamente un elenco di armi, tecniche e gradi l'autrice è riuscita a descriverci anche i "dietro le quinte" dell'argomento.
    Consigliatissimo ai neofiti ed anche a quanti vogliono approfondire l'argomento.

    ha scritto il 

  • 3

    Nel complesso nient'affatto male...il fatto che l'abbia trovato a tratti un pò 'gnucco' è da imputarsi, per onestà, per lo più alla mia idiosincrasia alle fonti.

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente !

    Finalmente, dopo tante inutili pubblicazioni, un libro che non solo si lascia leggere ma che è stato anche scritto bene.
    Si, è vero, l'argomento non è forse tra i più avvincenti ma l'autrice riesce - a mio parere - a raccontare la storia dell'esercito romano e, più in generale, dela vita so ...continua

    Finalmente, dopo tante inutili pubblicazioni, un libro che non solo si lascia leggere ma che è stato anche scritto bene.
    Si, è vero, l'argomento non è forse tra i più avvincenti ma l'autrice riesce - a mio parere - a raccontare la storia dell'esercito romano e, più in generale, dela vita sotto le armi in una forma leggera e coinvolgente.
    Unica pecca (forse) la mancanza di indicazioni sui testi di riferimento, i richiami ai ritrovamenti di Dura Europos, per esempio, hanno attirato la mia curiosità e spero di riuscire a leggere di più sula vicenda.
    Consiglio caldamente la lettura!

    ha scritto il 

  • 4

    La pars costruens dei distruttori.

    Condensare in una singola asserzione il motivo per cui vale la pena di leggere o meno un libro può essere un compito stimolante oppure una scoraggiante difficoltà. In questo caso la prima alternativa si è presentata spontaneamente in quanto questo saggio sulla forze armate di Roma mi ha colpito ...continua

    Condensare in una singola asserzione il motivo per cui vale la pena di leggere o meno un libro può essere un compito stimolante oppure una scoraggiante difficoltà. In questo caso la prima alternativa si è presentata spontaneamente in quanto questo saggio sulla forze armate di Roma mi ha colpito mettendo in evidenza un aspetto che avevo francamente poco preso in esame a riguardo delle legioni romane (il che suppongo non dipenda dai limiti della storiografia quanto piuttosto da quelli della mia competenza). Di queste conoscevo l'efficienza bellica e mi ha sempre disturbato la dimensione dei massacri e degli orrori che hanno tappezzato di vittime l'espansione dei confini di Roma, aspetto su cui a mio giudizio bisognerebbe tornare un po' più spesso. Ciò che questo libro, fortemente interessato alla dimensione sociale della legione romana, più che a quella bellica, mette in luce, è l'impatto che la legione ha esercitato nella costruzione delle infrastrutture di Roma, ovvero quelle grandi opere di ingegneria (ponti, strade, accampamenti destinati a diventare grandi città, eccetera) che hanno contribuito in modo determinate alla forza militare e, nel contempo, hanno plasmato il paesaggio e la società nel suo complesso. Ho trovato questo punto di vista stimolante e comunque piuttosto inusuale (senza alcun spunto polemico, ovviamente) rispetto al panorama degli studi che approfondiscono la potenza dell'arco composito asiatico piuttosto che i pro e contro della falange. Provo sempre gratitudine per un autore (in questo caso, un'autrice) capace di collocare qualcosa di nuovo nel mio panorama.

    ha scritto il