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Il mestiere di scrivere

Esercizi, lezioni, saggi di scrittura creativa

Di

Editore: Einaudi

3.8
(701)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 172 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806193759 | Isbn-13: 9788806193751 | Data di pubblicazione: 

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Textbook

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Descrizione del libro
Esercizi di scrittura creativa, lezioni, istruzioni per la composizione di una short-story, note sull'arte della concisione. L'insegnamento della scrittura creativa è stato per Raymond Carver qualcosa di piu che un modo per guadagnarsi da vivere: cominciò negli anni '70 a tenere le sue memorabili lezioni di Creative Writing - in un periodo segnato dalla devastazione dell'alcolismo - e quelle lezioni oltre a dare origine a una vera e propria tendenza letteraria furono per Carver un modo per riflettere sul senso del narrare e per confrontarsi con i grandi scrittori suoi maestri - da Checov a Hemingway -, in particolare sulla forma della short-story.
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  • 3

    "Niente trucchi da quattro soldi"

    "Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare?"

    Trovato per caso in biblioteca. La sensibilità di Ray, il suo rigore, la fede ...continua

    "Se non si riesce, dico io, a rendere quel che si scrive al meglio delle nostre possibilità, allora che si scrive a fare?"

    Trovato per caso in biblioteca. La sensibilità di Ray, il suo rigore, la fedeltà e il rispetto per il lettore, dote imprescindibile per ogni scrittore, insieme all'accuratezza e all'onestà, attraversano questi bravi saggi sul mestiere di scrivere. Sicuramente sarebbe stato meglio assistere alle sue lezioni, le trascrizioni dei suoi discorsi non rendono tanto su carta senza il suo sorriso timido, almeno così lo immagino io, la sua capacità d'ascolto, lo sguardo attento.
    "Niente trucchi da quattro soldi", potrei riassumere così tutto il libro: niente aggettivi ad effetto, niente sensazionalismi per ingannare il lettore, niente finzioni anche nella finzione, seguire un senso logico, puntare all'autenticità.

    "Se le parole e i sentimenti sono disonesti, se l'autore bara e scrive di cose che non gli stanno a cuore o di cui non è convinto, allora non può aspettarsi che qualcun altro mostri interesse per il racconto".

    La consapevolezza che la letteratura possa nascere da ogni cosa, "da una rigorosa osservazione della vita reale, dovunque e comunque vissuta, anche se con una bottiglia di ketchup Heinz sul tavolo e il continuo ronzio di fondo del televisore".
    Ma soprattutto la fine di alcuni pericolosissimi miti sulla vita da scrittore e la "tonificante notizia che nel mondo della letteratura c'era anche il bucato da fare".

    M'aspettavo un po' di più, ma consiglierei la lettura di alcuni saggi, ma soprattutto la rilettura dei suoi racconti e un taccuino per segnarsi tutti i titoli e gli autori che lo hanno ispirato. Tra tutti, John Gardner, che, quando Ray era ancora uno scrittore alle prime armi, gli diede fiducia, lo incoraggiò ad andare avanti, si prese la briga di esaminare i suoi manoscritti e gli affidò le chiavi del suo ufficio per avere un posto tranquillo dove scrivere.

    "Che cosa sono le intuizioni? Non danno alcun aiuto. Solo, rendono ancor più difficili le cose".

    "Ho anche imparato che è possibile piegarsi e spezzarsi allo stesso tempo".

    ha scritto il 

  • 4

    "Una poesia o un racconto - qualsiasi opera letteraria che presuma di chiamarsi arte - è un atto di comunicazione tra lo scrittore il lettore. Chiunque può esprimersi, ma quello che gli scrittori e i ...continua

    "Una poesia o un racconto - qualsiasi opera letteraria che presuma di chiamarsi arte - è un atto di comunicazione tra lo scrittore il lettore. Chiunque può esprimersi, ma quello che gli scrittori e i poeti vogliono fare nelle loro opere, più che limitarsi a esprimere se stessi, è comunicare, giusto? (...) Le sensazioni e le intuizioni del lettore accompagnano e integrano sempre un brano letterario. È una cosa inevitabile e anche auspicabile"

    Si può insegnare a scrivere?
    Credo che innanzitutto bisogna imparare ad ascoltare.
    Bel libro.

    ha scritto il 

  • 4

    I valori e il mestiere dello scrittore

    Passa il tempo ma da Ray Carver c'è sempre tanto da imparare. L'umiltà, l'attenzione al dettaglio e la precisione prima di tutto. Quindi, riscrivila.

    ha scritto il 

  • 0

    Federica: sai Albert avevo un amico ho un amico che se tu gli dici una frase lui nello spazio di due secondi ti dice il numero di lettere
    Albert: in ogni lingua?
    Federica: no. solamente in italiano no ...continua

    Federica: sai Albert avevo un amico ho un amico che se tu gli dici una frase lui nello spazio di due secondi ti dice il numero di lettere
    Albert: in ogni lingua?
    Federica: no. solamente in italiano non conosceva altre lingue
    Albert: ha mai sbagliato?
    Federica: che io sappia no ma il punto insomma è che tutti si impressionavano io pure
    Albert: è un'abilità interessante.
    Federica: sì ma perché?
    Albert: attenzione.
    Federica: ok

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta di un libro che si ama tenere vicino, a portata di mano, anche dopo che si è terminato; un po’ come è accaduto con “Nel territorio del diavolo” della O’Connor. Cosa c’è di interessante in qu ...continua

    Si tratta di un libro che si ama tenere vicino, a portata di mano, anche dopo che si è terminato; un po’ come è accaduto con “Nel territorio del diavolo” della O’Connor. Cosa c’è di interessante in quelle pagine, e perché secondo me, è da leggere?
    Provo a rispondere.

    Innanzitutto, c’è il suo autore. La fatica del vivere e dello scrivere. Già questo dovrebbe servire a quanti credono che adesso sarà facile avere successo o consenso. Se c’è una cosa che balza agli occhi è la dolorosa consapevolezza che la scrittura da una parte, pretende disciplina, coraggio e follia.
    Dall’altra, la vita non permette molta libertà. Perché c’è da portare a casa la pagnotta. I figli da crescere. Il lavoro che ti toglie le ore, i giorni, e tutto quello che hai da offrire alla scrittura, è solo una domenica pomeriggio. E a volte nemmeno quella. Tutte cose che Carver ha vissuto sulla propria pelle.
    Molto toccante un po’ tutto; sì toccante. Non è una narrazione strappalacrime, tutt’altro. Eppure si percepisce la determinazione di Carver, il dolore per i compromessi cui si è dovuto adattare: i traslochi, i lavori strambi. Le incombenze quotidiane.

    Capii che gli scrittori erano gente che non passava il sabato in lavanderia.

    Ecco: forse in questa frase c’è tutto, e il suo contrario.
    L’idea (balzana), che tutti sono in grado di scrivere (“Se lui andava in lavanderia, ed è diventato Carver, allora anche io…”).
    La fatica di mantenere lo sguardo fisso sul proprio sogno (diventare scrittore), la paura di fallire.

    Persino l’America si trova (quasi) tutta qui, in queste semplici parole: basta leggerle, e pure ignorando chi le abbia scritte ci troviamo in un lampo dall’altra parte dell’Oceano.
    E la caparbietà. La scelta di scrivere racconti brevi (dovuta allo scarso tempo a disposizione). Assieme, il desiderio di costruirsi una cultura, di frequentare l’Università, di conoscere gli scrittori.

    Non si tratta di una lettura di formazione. O almeno, non credo che il libro sia stato creato con questa intenzione.
    Piuttosto, ci vedo il desiderio di spiegare ai lettori la forza, la bellezza della parola. Se una persona si sbatte così tanto per scrivere, se dopo la fatica di un giorno lavorativo arriva a sedersi nel retro della propria casa per ritagliarsi un paio d’ore di scrittura, o è matta, o è grande.

    Le fisime. Tutte le fisime che abbiamo a proposito di quale programma di videoscrittura usare; dell’ambiente, della luce adatta, della sedia o poltrona. Tutte idiozie: o scrivi, o non scrivi. O hai qualcosa da dire e allora provaci, oppure togliti di torno.

    Carver non è mai diretto, cattivo. Ironico, sì. Ci sono un paio di lettere verso la fine del libro, di scrittori che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, di averlo come insegnante. Lui non stroncava mai nessuno; quello, è un compito della vita, diceva. Posso arrischiarmi a dire che sono tante le cose che si imparano leggendo “Il mestiere di scrivere” e una di queste è la compassione. O dovrei dire pietà.

    L’accostarsi agli altri con enorme umiltà, prestargli sempre attenzione e ascolto. Incoraggiare, sempre. Non per arrivare a produrre degli scrittori di serie: non è successo, non accadrà.
    Bensì per aiutare. Per condividere con gli altri quel poco o tanto che si è ricevuto.

    Al termine del libro (più o meno 150 pagine), ci sono degli esercizi di scrittura creativa. Brevi: offrono uno spunto, e un riferimento nell’opera di Carver.
    Posso quasi esagerare e affermare con forza che se si acquista questo, e lo si legge almeno un paio di volte, si ha un’idea più definita di cosa nasconda la parola “scrittura”.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo breve ma interessante libri contiene una serie di saggi, lezioni di scrittura creativa e consigli utili per chiunque voglia cimentarsi con il mondo della scrittura in generale. E oltre a valori ...continua

    Questo breve ma interessante libri contiene una serie di saggi, lezioni di scrittura creativa e consigli utili per chiunque voglia cimentarsi con il mondo della scrittura in generale. E oltre a valorizzare le doti artistiche di Raymond Carver e a mostrarci il suo personale modo di lavorare, guidato da "fuochi" e "flussi", Il mestiere di scrivere svela soprattutto il lato inedito e più umano di Raymond Carver.

    http://www.librofilia.it/il-mestiere-di-scrivere-raymond-carver-recensione/

    ha scritto il 

  • 4

    ARIA - in padella

    ovvio che sbaglia chi si aspetta dei consigli su come fare lo scrittore, si sbaglia perché evidentemente non ha mai letto Carver.
    un libro molto interessante, sulla vocazione e sul fare.
    Sul nocciolo ...continua

    ovvio che sbaglia chi si aspetta dei consigli su come fare lo scrittore, si sbaglia perché evidentemente non ha mai letto Carver.
    un libro molto interessante, sulla vocazione e sul fare.
    Sul nocciolo e sul frutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo chissà cosa, ma è un limite mio. Carver dice sostanzialmente due cose: scrivi come un matto e continua a rivedere i tuoi scritti. Non dico che abbia torto, ma mi aspettavo qualcosa di div ...continua

    Mi aspettavo chissà cosa, ma è un limite mio. Carver dice sostanzialmente due cose: scrivi come un matto e continua a rivedere i tuoi scritti. Non dico che abbia torto, ma mi aspettavo qualcosa di diverso

    ha scritto il 

  • 4

    Che bella compagnia

    Provate a leggere i racconti di Carver, quelli che volete, insieme a questo insolito manuale di scrittura e vi si apriranno nuovi orizzonti, si illumineranno le parole, vedrete i personaggi aggirarsi ...continua

    Provate a leggere i racconti di Carver, quelli che volete, insieme a questo insolito manuale di scrittura e vi si apriranno nuovi orizzonti, si illumineranno le parole, vedrete i personaggi aggirarsi per casa e riuscirete a seguirli,scoprirete il Carver uomo oltre che il mirabile scrittore, il tutto in sua compagnia, con riservatezza e insolito humor. Non mi pare poco.

    ha scritto il 

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