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Il metodo antistronzi

Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo o sopravvivere se il tuo non lo è.

Di ,

Editore: Elliot

3.1
(602)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8861920098 | Isbn-13: 9788861920095 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Self Help , Social Science , Textbook

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Descrizione del libro
Questo libro è dedicato a chi sul posto di lavoro subisce abusi di ogni tipo da parte di superiori e colleghi e a tutti coloro i quali hanno il potere e il dovere (oltre che l'interesse) di cambiare le cose. In questo volume, di grande leggibilità e al contempo condotto con estrema serietà nei contenuti e ricchezza di esempi, Robert I.Sutton affronta il problema del mobbing da un punto di vista originale: le conseguenze economiche che esso provoca alle aziende. Gli "stronzi" - un termine che non consente eufemismi, come sostiene l'autore - provocano danni enormi non solo alle loro vittime ma anche alla performance aziendale nel suo complesso, a tutti quelli che ne subiscono di riflesso gli effetti e, non ultimo a se stessi. Le conseguenze, in termini economici, emergono dagli studi effettuati negli Usa e in Europa sui costi derivati dell'aumento del Turnover (il 25% delle vittime del bullismo e il 20% di chi semplicemente vi assiste lasciano il posto di lavoro), dall'assenteismo, dal calo della dedizione al lavoro. Sutton non si limita però alla sola analisi della situazione ma fornisce, in termini chiari e inequivocabili, suggerimenti pratici sia ai dipendenti che ai manager per creare un luogo di lavoro vivibile e veramente produttivo. Ricco di umorismo e di un sano buon senso, il volume vuole essere rigoroso dal punto di vista tecnico/pratico/scientifico pur non essendo un freddo manuale di management.
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  • 2

    Inutile paccottiglia preconfezionata, un pò come una merendina prossima alla scadenza che mangi per soddisfare un irrefrenabile attacco di fame nervosa e non c'è nient'altro da sgranocchiare se non quell'involucro compresso di acidi grassi, che per autoconservazione l'organismo cerca di evacuare ...continua

    Inutile paccottiglia preconfezionata, un pò come una merendina prossima alla scadenza che mangi per soddisfare un irrefrenabile attacco di fame nervosa e non c'è nient'altro da sgranocchiare se non quell'involucro compresso di acidi grassi, che per autoconservazione l'organismo cerca di evacuare precocemente.

    ha scritto il 

  • 3

    Casomai non fosse chiaro, ultimamente mi sono data alla tanto derisa manualistica di self-help di stampo americano. Il motivo è sempre lo stesso di quando scelgo libri opinabili secondo i cosiddetti luoghi comuni: in realtà ogni esperienza che si fa, di lettura come nella vita, offre sempre degli ...continua

    Casomai non fosse chiaro, ultimamente mi sono data alla tanto derisa manualistica di self-help di stampo americano. Il motivo è sempre lo stesso di quando scelgo libri opinabili secondo i cosiddetti luoghi comuni: in realtà ogni esperienza che si fa, di lettura come nella vita, offre sempre degli insegnamenti su di noi e/o sul mondo che ci attornia (su di noi perché anche le cose più becere dell'universo offrono spunti per mettersi in discussione - e no, non sulla propria intelligenza; sul mondo perché chiaramente non sarete mai stati gli unici a leggere quel libro/a vivere quella determinata esperienza, è interessante capire quali sono le paure e le aspettative della gente attorno a voi).

    Questo libro è interessante come spunto ma poco pregnante per realizzazione. Spesso si perde nella nozionistica (dati, aneddoti) e manca di veri approfondimenti analitici ed estesi sul tema. Ad esempio, posso dire che più volte ho sentito fosse più utile a trattare i capi, che i propri colleghi. Il che è stupido: siamo allenati sin da infanti a far fronte alla strabordanza, talvolta non esule da abusi di potere, di quella che potremmo chiamare "autorità" (che ne so, per dire, anche fossero i maestri di scuola). Sappiamo che spesso (non sempre sia chiaro) chi è al potere è una merda, e se non era una merda prima la è diventata proprio perché è arrivata ad avere un ruolo di potere (vd nota che trascriverò), e teoricamente avendo questa decennale esperienza si dovrebbe sapere come agire in merito. Ma del resto, sempre in teoria, chiunque dovrebbe aver capito in maniera naturale le regole d'oro per vivere una vita d'ufficio qualitativamente buona. Tipo "fare squadra" coi colleghi (non facendo però i boccaloni, ovvero mantenendo sempre una zona di scetticismo protettivo - è per questo che scuoto la testa vedendo quanto Sutton parla degli stronzi irascibili - in genere al potere. Quelli sono acqua fresca, il vero danno per gli uffici sono gli stronzi subdoli che sono tuoi pari e che amano mettere zizzania con allusioni e idiozie simili). Tipo essere il più assertivi possibile (se vuoi una cosa dilla/falla). Tipo non dipendere dal giudizio altrui per decretare il tuo valore ma essere consci delle proprie capacità e possibilità, e prendere provvedimenti (adoro "prendere provvedimenti") se ti si cerca di intortare ingiustamente l'autostima (spoiler: reagire alle provocazioni con la rabbia è aver perso in partenza, ma devo dire in certi remoti casi mostrare che non si è dei pesci molli - a maggior ragione se siete delle giovani ragazze minute e con la nomea di essere sempre gentili e solari - non penso affatto sia un male). Ok, no, ho visto e vedo un sacco di gente che non lo sa, ma tiriamo innanzi.

    Tuttavia, non ho trovato il libro di Sutton così inutile come ho letto su molte recensioni su anobii, anche solo perché, come tutti i manuali di self-help, sono presentate diverse storie esemplificative che, se da una parte risultano piacevoli e intrattenenti (anche per merito del linguaggio vistosamente colorito usato dall'autore - il titolo del libro ne è la bandiera), dall'altra fanno sentire meno "soli", fanno proprio avvertire quell'insegnamento che dicevo all'inizio della recensione sull'importanza del mondo che ci attornia. Non siamo soli. Gli stronzi sono tra noi. E talvolta siamo noi. La stronzaggine si diffonde tipo il cancro (in quanti libri che sto leggendo ultimamente ho trovato questo concetto! E' verissimo), vediamo di stoppare la cosa. Se non si può evitare di cambiare luogo di lavoro o giro di persone o situazione di vita, perlomeno con l'autoconsapevolezza.

    Farsi agire dagli eventi e dagli altri senza fare assolutamente niente (anche decidere di non fare niente è un'azione, ma dipende con che spirito lo stai facendo) è per me la cosa più stronza che tu possa fare per la persona più importante dell'universo, ossia te stesso.

    *** Anticipo di citazioni:

    Risultati del test "Sei uno stronzo patentato?". Adoro ciò che Sutton dice a quelli che ottengono da 15 punti in su: "Avete tutta l'aria di stronzi fatti e finiti. Fatevi aiutare immediatamente. Ma per favore non rivolgetemi a me, perché non voglio conoscervi.". E' la versione estesa e parafrasata del mio celebre "Sta' lontano/a da me!".

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente

    Il titolo è a dir poco fuorviante: non solo non si enuncia alcun metodo concreto per la "gestione degli stronzi" (l'autore sciorina esempi e studi senza mai andare al sodo), ma il libro sembra rivolto quasi esclusivamente a imprenditori, amministratori, top manager...insomma a coloro che dirigono ...continua

    Il titolo è a dir poco fuorviante: non solo non si enuncia alcun metodo concreto per la "gestione degli stronzi" (l'autore sciorina esempi e studi senza mai andare al sodo), ma il libro sembra rivolto quasi esclusivamente a imprenditori, amministratori, top manager...insomma a coloro che dirigono le aziende piuttosto che a coloro che vi lavorano e che si trovano, per ovvie ragioni gerarchiche, a dover affrontare quotidianamente un'abbondante serie di stronzi. Infatti, mentre si dedicano interminabili pagine alla descrizione dell'impatto negativo degli stronzi sulla performance aziendale, ben poco spazio viene riservato a ciò che subiscono i lavoratori e a possibili soluzioni. Quelle poche indicazioni che vengono date si riducono a banalità allucinanti quali il distacco emotivo o addirittura la "fuga" (che io definirei piuttosto come tratti di un innato senso di sopravvivenza). Insomma, una vera delusione!

    ha scritto il 

  • 1

    Pessimo

    Un libro brutto, pesante, illeggibile ed inutile. Farcito di continui esempi elencati che non portano a nessuna analisi reale. All'ultima pagina con lo sguardo nel vuoto ho pensato: "E quindi?"

    Da buttare nel cestino, cospargerlo di napalm e farlo detonare.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho riflettuto su un concetto piuttosto utile: chi l'ha detto che anche sul posto di lavoro siamo costretti a sopportare gli stronzi? Stronzi: alla larga!! :-) Una sola notazione: è evidente come il metodo di argomentazione degli americani sia profondamente diverso da quello europeo: dati, elenchi ...continua

    Ho riflettuto su un concetto piuttosto utile: chi l'ha detto che anche sul posto di lavoro siamo costretti a sopportare gli stronzi? Stronzi: alla larga!! :-) Una sola notazione: è evidente come il metodo di argomentazione degli americani sia profondamente diverso da quello europeo: dati, elenchi di fatti, descrizioni, cronache ... non sembrano capaci di una minima elaborazione mentale, astratta, teorica ... del resto, a me non pare che il mondo sia pieno di filosofi americani ... :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Un manuale di sopravvivenza civile (sul posto di lavoro e non solo)

    Il metodo anti-stronzi nasce da un articolo di Bob Sutton (Stanford) sulle idee rivoluzionarie per gli affari. Il libro, a metà tra un saggio e una raccolta di storie di soprusi in ufficio e nel mondo reale, spiega prima chi si merita i gradi di "stronzo", poi come sopravvivere negli ambienti com ...continua

    Il metodo anti-stronzi nasce da un articolo di Bob Sutton (Stanford) sulle idee rivoluzionarie per gli affari. Il libro, a metà tra un saggio e una raccolta di storie di soprusi in ufficio e nel mondo reale, spiega prima chi si merita i gradi di "stronzo", poi come sopravvivere negli ambienti comandati o intasati da stronzi. Il tutto corredato da citazioni agli articoli scientifici che trattano dell'argomento o alle situazioni di aziende che applicano il metodo. Anche se il linguaggio può sembrare forte (l'autore batte la lingua in continuazione su "asshole", che in ambito accademico è ovviamente sostituito da "eufemismi" come bullo, personalità aggressiva, cafone, etc...) in verità ha la sua essenza nella sua immediatezza di comprensione: se una persona è uno stronzo, non vale la pena lavorarci insieme. L'autore presenta i vantaggi dell'allontanamento degli stronzi sia dal punto di vista del manager che vuole far guadagnare di più la sua azienda (meglio avere fuori dalle scatole uno stronzo, per quanto bravo o famoso) sia dal punto di vista del perseguitato, che vuole/deve soltanto sopravvivere. Ma cita sempre Leonardo Da Vinci: "E' più facile resistere all'inizio che alla fine"; ovvero, se sapete che un ambiente di lavoro, un capo o un gruppo è formato da stronzi, evitatelo dall'inizio! Un libricino di 200 pagine che scorrono veloci, tanto più se vi trovate in alcune delle situazioni descritte e perciò riuscite a farvi venire un sorriso e sentirvi meno soli. Se poi il libro sia veramente utile, o veramente vi salverà dal vostro formicaio di stronzi, non posso dirvelo io! Ma Sutton è alla continua ricerca di nuove storie di stronzaggine da aggiungere: potrete sempre leggere il libro e mandargli una mail con i vostri racconti, chissà che non sia catartico! Se pensate di non aver mai visto uno stronzo, guardate "Pomeriggio Cinque" con Barbara D'Urso per capire esattamente come si comporta un branco di stronzi tutti insieme. Oppure lo stronzo siete voi e non lo sapete. Leggetelo in ogni caso, potreste scoprire che qualcuno dei vostri miti moderni era descritto dai suoi colleghi come...un grandissimo pezzo di stronzo!

    ha scritto il 

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