Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il mio amato

Di

Editore: Giuntina (Israeliana)

3.6
(71)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 105 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8880573403 | Isbn-13: 9788880573401 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonio Di Gesù

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature , Gay & Lesbian

Ti piace Il mio amato?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
"Dapprima fui molto spaventato: l'omosessualità è una delle più gravi trasgressioni della Torà. Ma accanto alla paura abissale provavo un piacere oscenamente sfrenato per aver scoperto simili sorgenti segrete. Durante le poche settimane che trascorsi in compagnia di Channa, il mio corpo conobbe brividi di piacere mai provati. Allora consideravo la cosa come un dono meraviglioso concesso a me in particolare. Nessuno intorno a me può provare un briciolo di questa gioia fisica che io provo alla vista del volto di un quindicenne. Nessuno tra i miei conoscenti può nemmeno immaginare che esista una cosa simile; io, del resto, prima lo ignoravo".

Nella cornice di Meah Shearim, il quartiere ultraortodosso di Gerusalemme, trasgressione e rigore della fede si scontrano in un dramma tutto interiore in cui il protagonista paga la sua spietata lucidità nei confronti di se stesso con l'accettazione di una maschera che lo relega in una solitudine senza fine.

Ordina per
  • 4

    L’atmosfera di questo racconto mi ricorda molto il bellissimo film israeliano Eyes Wide Open: ma mentre i due protagonisti del film vivono anche fisicamente la propria passione reciproca, pur con tutto ciò che di tragico ciò comporta nel mondo asfissiante e opprimente dell’ebraismo ultraor ...continua

    L’atmosfera di questo racconto mi ricorda molto il bellissimo film israeliano Eyes Wide Open: ma mentre i due protagonisti del film vivono anche fisicamente la propria passione reciproca, pur con tutto ciò che di tragico ciò comporta nel mondo asfissiante e opprimente dell’ebraismo ultraortodosso, Asherke, il narratore di questa vicenda, scopre i suoi impulsi omosessuali solo in età adulta, prendendosi una solenne sbandata per il fratello adolescente di sua moglie, e si guarda bene non solo dal manifestarli, ma anche dal viverli clandestinamente. D’altronde, egli è un maestro d’ipocrisia: fin da giovanissimo ha totalmente perso la fede religiosa, ma recita da credente rispettoso di tutti i precetti religiosi, in modo da poter conservare la professione che nel quartiere gerosolimitano di Meah Shearim gli assicura la stima di tutti e guadagni superiori a quelli di gran parte dei suoi vicini: il mestiere di scriba sacro, esercitato da Asherke con grande cura, grazie ad un’innata propensione, anche in modo più veloce del normale, sì da consentirgli di dedicare tempo alla lettura semiclandestina di testi profani e al giuoco degli scacchi. Il protagonista non potrebbe mai uscire da questo guscio che pur gli va più che stretto: fuori dal quartiere ultraortodosso non saprebbe far niente, e certo non potrebbe condurre la stessa vita comoda; è un debole e un vile. Ma purtroppo il mondo non è fatto solo di eroi, e nemmeno sempre di persone normali come due dei giovani cognati del Nostro, che almeno trovano la forza di scappare a Tel Aviv, fare il militare e trovarsi un lavoro normale mettendo su una famiglia normale: ci sono appunto anche le anime fragili e inette come Asherke; e da costoro sembra che la religione sappia tirare fuori tutto il peggio, soprattutto in un universo a parte come quello dell’ebraismo ultraortodosso vissuto dai personaggi di questo libro, dove qualunque svago anche innocente che sembri distrarre dallo studio della Torah diventa degno di biasimo e disprezzo: un mondo che pare fermo all’ebraismo chassidico degli antichi ghetti polacchi e galiziani, totalmente impregnato di minute osservanze rituali e totalmente isolato dal resto dello stato d’Israele, che neppure sembra esistere e che, del resto, sembra non interessare affatto agli abitanti di Meah Shearim. Eppure perfino in un mondo dove il dominio della religione è così assoluto, al protagonista l’omosessualità suona peggiore della stessa miscredenza: e ciò può sembrare incredibile, ma, se si guarda bene, conoscendo anche ciò che dicono e fanno certi cristiani, è invece tragicamente verosimile.

    ha scritto il 

  • 4

    I tormenti dell'ebreo diverso

    Il mio amato di Yehoshua Bar-Yosef (1912-1992) è un libro di rara intensità.
    In esso l’Autore narra la storia di un uomo di mezza età che, improvvisamente, dopo aver vissuto una vita tutto sommato conforme ai dettami della legge mosaica (pur non credendo più in essa), scopre, o meglio, pren ...continua

    Il mio amato di Yehoshua Bar-Yosef (1912-1992) è un libro di rara intensità.
    In esso l’Autore narra la storia di un uomo di mezza età che, improvvisamente, dopo aver vissuto una vita tutto sommato conforme ai dettami della legge mosaica (pur non credendo più in essa), scopre, o meglio, prende coscienza del fatto di essere eroticamente attratto dagli adolescenti.

    Recensito su Parole GLBT: http://www.paroleglbt.info/2012/01/i-tormenti-dellebreo-diverso.html

    ha scritto il 

  • 3

    Se volessimo riassumerlo in una manciata di parole, come va di moda negli ultimi tempi, potremmo parlare di una “storia di omosessualità e trasgressione nella Gerusalemme ultraortodossa contemporanea”. Il protagonista, tale Asher Halper, narra in prima persona la sua vita ipocrita: è ateo, ma con ...continua

    Se volessimo riassumerlo in una manciata di parole, come va di moda negli ultimi tempi, potremmo parlare di una “storia di omosessualità e trasgressione nella Gerusalemme ultraortodossa contemporanea”. Il protagonista, tale Asher Halper, narra in prima persona la sua vita ipocrita: è ateo, ma continua a osservare i precetti della Torah, a onorare le feste comandate, a compiere i propri “doveri” verso la moglie (per quanto ridotti al minimo sindacale), pur di mantenersi nei binari della società che gli garantisce un lavoro, un reddito e, soprattutto, che gli permette di portare avanti la sua passione per quei libri “proibiti”, di carattere non religioso, che custodisce gelosamente in un armadio dello studio e che legge di nascosto da tutti. La sua è pura sete di conoscenza.
    Finché non subentra Channa, il cognato adolescente, che gli fa perdere la testa: “... l'omosessualità è una delle più gravi trasgressioni della Torah. Ma accanto alla paura abissale provavo un piacere oscenamente sfrenato per avere scoperto simili sorgenti segrete”. Asher finalmente capisce che esiste qualcosa di più forte e grande di quanto aveva sorretto fino a quel momento la sua vita, eppure non avrà il coraggio di seguire fino in fondo la sua vera natura.

    [pubblicato su Blow Up]

    ha scritto il 

  • 3

    fin dalle prime pagine il protagonista rivela di essere, sostanzialmente, un privilegiato che ha saputo sfruttare la sua abilità di calligrafo e farne una professione rispettata e redditizia, che oltretutto gli consente di avere buona parte della giornata a disposizione e di dedicarsi così ai pro ...continua

    fin dalle prime pagine il protagonista rivela di essere, sostanzialmente, un privilegiato che ha saputo sfruttare la sua abilità di calligrafo e farne una professione rispettata e redditizia, che oltretutto gli consente di avere buona parte della giornata a disposizione e di dedicarsi così ai propri svaghi e interessi e alle proprie inclinazioni. una posizione economica ed una rispettabilità che pochi possono vantare nel quartiere ebraico ultraortodosso di gerusalemme, mea she’arim, in cui il protagonista vive con la moglie. è presto chiaro però che questa facciata di rispettabilità, che gli permette di conservare uno spazio privato ed intimo in cui rifugiarsi con i propri libri al riparo dal fortissimo controllo sociale e religioso della comunità, presenta delle incrinature. la macchia da nascondere è la perdita della fede. a causa di ciò egli si trova costretto, per proteggere la solidità della posizione raggiunta, ad una vita di rispetto puramente esteriore delle norme religiose e sociali della comunità, con il tacito consenso della moglie, che subisce la situazione pur di salvaguardare il proprio matrimonio, e quindi la propria rispettabilità.
    ma il castello di carte costruito con tanta attenzione e sorveglianza costa sforzi sempre più duri, ed è presto chiaro, oltretutto, che l’insoddisfazione e la solitudine in cui il protagonista è sprofondato nascondono altro. il mistero (se di mistero si può parlare, tenuto conto che il titolo italiano del libro è più che esplicito) viene svelato solo nelle ultime pagine, ed anche allora con reticenza e molto sforzo, e con un senso di colpa mai superato.
    il libro è ben scritto e ben costruito, l’angoscia che avvolge l’io narrante è lucida, e per questo ancor più cupa. inoltre ho personalmente trovato estremamente interessante la descrizione dell’ambiente ultraortodosso gerosolimitano, con la sua infinita rete di regole e norme formali che pervadono ogni aspetto della vita pubblica e privata di un ebreo osservante. ma non posso che giudicare riprovevole il finale. una volta che il protagonista ha riconosciuto e compreso la propria natura, non sceglie di assecondarla, e preferisce non mandare in frantumi quella vita di comodità e di agio apparenti ma di profonda insoddisfazione. tutto ciò non solo non è liberatorio (cosa che non nuoce alla drammaticità della storia, contribuendo anzi per questo aspetto ad esaltarla), ma - peggio - è castrante e porta in sé un messaggio negativo. il protagonista pare arrendersi, e colpevolizzare la propria razionalità come instillatrice di dubbio e di conoscenze fallaci, a fronte della presunta purezza della religione e della fede. last but not least, assolutamente inaccettabile è la concezione dell’omosessualità come malattia, che il libro sembra avallare.

    ha scritto il 

  • 3

    implacabile monologo di un ortodosso di meah shearim- che ha perso la fede e scopre di essere omosessuale. un racconto lucido e disperato, incisivo nella sua brevità nel raccontare le tenebre dietro una facciata perfettamente rispettabile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Uno sguardo nelle viscere

    ''Darei tutta la vita per potermi liberare da questo desiderio di lui. Potessi obbedire al dolce comando <<Amerai il Signore Dio Tuo con tutto il cuore e tutta l'anima!>>. Semplicemente amare Colui che ti ha creato, Colui che è veramente degno d'amore.Amare Colui che per ogni pensiero ...continua

    ''Darei tutta la vita per potermi liberare da questo desiderio di lui. Potessi obbedire al dolce comando <<Amerai il Signore Dio Tuo con tutto il cuore e tutta l'anima!>>. Semplicemente amare Colui che ti ha creato, Colui che è veramente degno d'amore.Amare Colui che per ogni pensiero, ogni preghiera che tu Gli rivolgi ti rende amore cento volte tanto. Che cosa c'è di più semplice? Che cosa c'è di più facile? Ma la mia maledetta ragione me lo impedisce. Il frutto dell'immaginario albero della conoscenza.''.

    Uno sguardo nelle viscere di Meah Shearim, e si sa che nelle viscere si agitano materie la cui presenza ci imbarazza e disgusta...

    ha scritto il 

  • 4

    una tristissima impotenza

    Asherke si é chiuso fuori da sè. Vive a Gerusalamme, nel quartiere ortodosso, finge che la sua fede sia come deve essere, non è marito e non è padre pur avendo moglie e figli.
    La sua vita è divisa in compartimenti, come tante stanze in un palazzo ma lui sceglie di vivere in corridoio.
    ...continua

    Asherke si é chiuso fuori da sè. Vive a Gerusalamme, nel quartiere ortodosso, finge che la sua fede sia come deve essere, non è marito e non è padre pur avendo moglie e figli.
    La sua vita è divisa in compartimenti, come tante stanze in un palazzo ma lui sceglie di vivere in corridoio.
    Triste.
    Triste.
    E ancora.
    Ma ci ho pensato tanto e non smetto di pensarci.

    ha scritto il 

Ordina per