Il mio letto è una nave

Poesie per grandi incanti e piccoli lettori

Di

Editore: Feltrinelli

4.3
(83)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 158 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8807822059 | Isbn-13: 9788807822056 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Bambini , Narrativa & Letteratura , Studio di Lingue Straniere

Ti piace Il mio letto è una nave?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Quando Robert Louis Stevenson era il piccolo Luly, ascoltava i racconti della nutrice Cummy e stupiva di fronte al gioco delle ombre di un divano, al riflesso di luna di una tinozza d'acqua. Molti, molti anni dopo ripensa a quel notturno formicolare di voci e scrive manciate di versi che sono storie in miniatura, avventure vissute sulla soglia del sonno, quando ci si può immaginare pirata, corsaro, cavaliere, indiano, quando il letto diventa la nave delle grandi traversate notturne verso le isole e i tesori della fantasia. Roberto Mussapi traduce e ricostruisce il "romanzo" di uno Stevenson fanciullo che si trasforma nel più straordinario raccontatore di storie della letteratura inglese. Un libro che, ancora più di ieri, può offrire al lettore adulto l'occasione per incantare i bambini e ai bambini l'occasione di trasformarsi in lettori.
Ordina per
  • 5

    IL MIO LETTO E' UNA NAVE.......CARICA DI SOGNI!!!!

    helps me in when I embark;
    She girds me in my sailor’s coat
    And starts me in the dark.
    At night, I go on board and say
    Good-night to all my friends on shore;
    I shut my eyes and sail away
    And see and h ...continua

    helps me in when I embark;
    She girds me in my sailor’s coat
    And starts me in the dark.
    At night, I go on board and say
    Good-night to all my friends on shore;
    I shut my eyes and sail away
    And see and hear no more.
    And sometimes things to bed I take,
    As prudent sailors have to do;
    Perhaps a slice of wedding-cake,
    Perhaps a toy or two.
    All night across the dark we steer:
    But when the day returns at last,
    Save in my room, beside the pier,
    I find my vessel fast.

    Il mio letto è una nave di Robert Louis Stevenson

    Il mio letto è come un veliero:
    Cummy alla sera mi aiuta a imbarcare,
    mi veste con panni da nocchiero
    e poi nel buio mi vede salpare.
    Di notte navigo e intanto saluto
    tutti gli amici che attendono al molo,
    poi chiudo gli occhi e navigo via non vedo niente e non sento più
    E a volte mi porto a letto qualcosa,
    come ogni buon marinaio deve fare,
    a volte una fetta di torta cremosa,
    a volte balocchi per giocare.
    Navigo tutta la notte come in volo,
    ma quando infine il giorno è ritornato
    salvo nella mia stanza, accanto al molo
    il mio veliero è di nuovo attraccato.

    Un bambino che si addrmenti cullato da queste poesie,non potrà che essere un uomo migliore!!!!!!
    Simpatici e teneri i disegni che le illustrano!!!

    ha scritto il 

  • 4

    "È proprio bello, questo, da pensare: c'è tanto al mondo da bere e mangiare!"

    Il giardino dei versi, come suggerito dal nome, è una raccolta di versi stevensoniani, scritti tra il 1881 e il 1883. Il volume è rivolto principalmente ai lettori più giovani ed è impreziosito dalle ...continua

    Il giardino dei versi, come suggerito dal nome, è una raccolta di versi stevensoniani, scritti tra il 1881 e il 1883. Il volume è rivolto principalmente ai lettori più giovani ed è impreziosito dalle illustrazioni di Charles Robinson; questa bella edizione italiana contiene sia le traduzioni di Montanari che i testi originali inglesi.
    Le poesie contenute ne Il giardino dei versi vennero scritte un po' per caso; si potrebbero definire un esperimento letterario, in quanto Stevenson, al tempo, era alle prese con altri lavori più importanti (tra cui uno dei suoi capolavori, L'isola del tesoro, edito per l'appunto nel 1883), ma, durante una rilassante estate scozzese, Stevenson si ritrovò a sfogliare un volume illustrato di Kate Greenaway e Sale Barker, Birthday Book for Children, e, da lì, nacque in lui il desiderio di cimentarsi nella scrittura di poesie per l'infanzia. Solo durante quella stessa estate scrisse le prime 17 poesie, anche se il progetto venne in seguito momentaneamente sospeso, proprio a causa dei sopracitati lavori di maggior spessore.
    Il libro è dedicato a Cummy, la bambinaia che si prese cura dello Stevenson-bambino e che fu per lui una seconda madre (data la perenne salute cagionevole di quella biologica); Stevenson stesso - in una lettera a lei indirizzata - la definirà "la sola persona che [il libro] lo comprenderà veramente", aggiungendo: "non poteva andare a nessun'altra che a te, che hai fatto così tanto per rendere la mia infanzia felice".
    Una primissima edizione del libro venne pubblicata nel 1883 con il titolo Penny Whistles: ritenuta una rarità bibliografica, essa constava di appena 22 pagine per 48 componimenti. Stevenson riprese a lavorare sul volume nel 1884, durante uno sconfortante periodo in cui la sua nemica malattia aveva preso il sopravvento senza dargli mai tregua. Nel 1885 venne pubblicata la versione estesa della raccolta, con un secondo titolo che, ancora, non lo persuadeva del tutto e con la convinzione di non aver fatto un buon lavoro, ritenendosi un po' incapace nella scrittura in versi.
    Pur non amando l'etichetta di «scrittore per ragazzi» - motivo per cui inizialmente ricorse anche a uno pseudonimo -, a Stevenson tuttavia non dispiaceva essere conosciuto anche come scrittore per l'infanzia, in quanto l'Uomo aveva conservato negli anni il suo spirito fanciullo che gli permetteva di guardare all'infanzia come a un'isola felice, un'area protetta ricca di sogni, invenzioni e giochi (nonostante il male ai polmoni di cui era affetto fosse stato una presenza costante già allora).
    Anche nel versante poetico si ritrova in Stevenson l'amore per il mare e le navi, elementi che ricorrono più volte all'interno dei componimenti. Uno dei maggiori protagonisti, però, è... il letto. Il letto del bambino è un oggetto che, con l'ingegno, può assumere ogni volta un ruolo differente: spostando i giocattoli sul letto, esso può trasformarsi in un campo di battaglia su cui vari soldatini combatteranno senza regole fisse, o, ancora, essere un vascello, o un castigo o, al contrario, un rifugio, soprattutto se il bambino porta con sé i suoi amati libri illustrati con cui evadere dalla realtà.
    I versi sono insieme teneri, malinconici, entusiasti, giocosi, un filo irrazionali, delicati e privi di sovrastrutture, pregni di sentimento e spontaneità; sono belli non perché dietro vi sia chissà quale tipo di tecnicismo, ma per la capacità dell'incantevole scrittura stevensoniana di creare immagini mentali che fungono da veri e propri portali per il passato, penetrando direttamente nel cuore del lettore.
    Personalmente, a me questa raccolta è davvero piaciuta e devo dire che le illustrazioni di Robinson arricchiscono molto il volume. Le atmosfere sono molto infantili, questo è ovvio, ma il lettore navigato di Stevenson ritroverà con facilità la splendida inventiva immaginifica di quello scrittore che tanto ha imparato ad amare. Pur essendo molto di parte (perché io amo profondamente 'Luly' Stevenson), non mi sentirei di consigliare quest'opera a chi, di Robert Louis, ancora non ha letto niente o comunque molto poco, poiché trovo che tanto la parte poetica quanto quella dei "diari" si apprezzino maggiormente quando Stevenson è già diventato un caro Amico del lettore. Al contrario, invece, sicuramente la consiglierei ai più piccoli, poiché le poesie sono scritte utilizzando come filtro gli occhi del bambino e, nonostante i tempi siano cambiati e non tutti si ritroveranno nei giochi di un bambino di quell'epoca, Stevenson comunque tratta temi intramontabili che colpiranno sicuramente le persone più innocenti (e quelli che, la propria innocenza, l'hanno conservata gelosamente).

    ha scritto il 

  • 5

    “Odio il cinismo più del diavolo; a meno che siano la stessa cosa” (R.L. Stevenson)

    Esiste qualcosa di più stupefacente della freschezza, semplicità, curiosità, fantasia di un bambino?
    Sì: la freschezza, semplicità, curiosità, fantasia di un uomo adulto che ha saputo mantenere un cuo ...continua

    Esiste qualcosa di più stupefacente della freschezza, semplicità, curiosità, fantasia di un bambino?
    Sì: la freschezza, semplicità, curiosità, fantasia di un uomo adulto che ha saputo mantenere un cuore bambino, non incattivito dalle vicissitudini, dai dolori, dalla malattia, dalla durezza della vita.
    Stevenson (il cui stato di salute fu sempre precario) scrive queste poesie in un periodo di grande debilitazione fisica, si fa bambino per raccontarsi ad altri bambini, per condividerne l’esperienza: i giochi in giardino, la paura del buio, i sogni e gli incubi nel grande letto su cui – come su una nave – ogni notte partiva per viaggi straordinari, l’ammirazione per Leere, il lampionaio che ogni sera accendeva il lampione di fronte a casa sua… e molto altro. Magico, incantevole, straordinario!
    Nella sezione “Musica & Video” della Scheda Libro ho riportato tre poesie contenute in questo volume, musicate da alcuni cantautori scozzesi. Questa, invece, è la poesia con cui si chiude la raccolta:

    To Any Reader
    As from the house your mother sees
    You playing round the garden trees,
    So you may see, if you will look
    Through the windows of this book,
    Another child, far, far away,
    And in another garden, play.
    But do not think you can at all,
    By knocking on the window, call
    That child to hear you. He intent
    Is all on his play-business bent.
    He does not hear, he will not look,
    Nor yet be lured out of this book.
    For, long ago, the truth to say,
    He has grown up and gone away,
    And it is but a child of air
    That lingers in the garden there.

    A ogni lettore
    Come ti vede mamma dal salottino
    giocare intorno agli alberi in giardino
    così vedrai, se tu vorrai guardare
    dalle finestre del libro da sfogliare,
    molto lontano da te un altro bambino
    giocare lontano, in un altro giardino.
    Ma sappi bene che se vorrai bussare
    alla finestra, non ti potrà ascoltare.
    Tutto rapito e chiuso nel suo gioco
    non ti sente né vede neanche un poco.
    Da questo libro non lo potrai rapire,
    perché da tanto tempo, devi capire,
    egli è cresciuto e se ne è andato via,
    per questo tu non sai bene chi sia:
    è d’aria, è tutto d’aria quel bambino
    che indugia ancora in questo giardino.

    ha scritto il 

  • 4

    Un tuffo nei ricordi d'infanzia

    Il sottotitolo della raccolta è significativo: "Poesie per grandi incanti e piccoli lettori". E infatti l'autore ha la capacità di incantare il lettore, piccolo o grande che sia, perchè anche se i suo ...continua

    Il sottotitolo della raccolta è significativo: "Poesie per grandi incanti e piccoli lettori". E infatti l'autore ha la capacità di incantare il lettore, piccolo o grande che sia, perchè anche se i suoi versi sono rivolti più che altro ai bambini possono di certo essere gustati da un adulto che desideri ritagliarsi un piccolo spazio di sogno, una pausa per tuffarsi nei ricordi d'infanzia che in modo più o meno simile accomunano un pò tutte le persone.

    Chi, infatti, non ha giocato con pupazzi o soldatini, o con la propria ombra? Chi non ha corso in un prato, o fatto volare aquiloni, o ascoltato favole? Chi non si è domandato dove nasca il vento, come vivono i bambini dall'altra parte del mondo? Chi non ha sognato pirati, re, regine o fantasticato sul sole e sulla luna?

    Versi giocosi, ma anche a volte un pò malinconici. Versi delicati e semplici, eppure ricchi di sentimenti, di emozioni genuine, come lo sono quelle dei bambini, senza il filtro della razionalità e delle sovrastrutture mentali che tolgono agli adulti molto spesso il gusto delle piccole cose.

    ha scritto il 

  • 4

    scrivere poesie per bambini, ma non per piccoli adulti, non bamboleggianti, ma rispettose della "diversita'" dell'universo infantile.
    stevenson c'e' riuscito.

    ha scritto il 

  • 5

    Il buongiorno in versi

    Ogni mattina una poesia: per iniziare con il sorriso e rendere gentile il risveglio... poi con il cuore pieno di gioia si corre a scuola! ;-)

    ha scritto il 

  • 4

    Il 13 novembre del 1850 nasceva Robert Louis Stevenson.
    Una notizia splendida per i lettori che sarebbero venuti dopo.
    Il vero tesoro della letteratura è lui.
    Jorge Luis Borges sosteneva che uno dei m ...continua

    Il 13 novembre del 1850 nasceva Robert Louis Stevenson.
    Una notizia splendida per i lettori che sarebbero venuti dopo.
    Il vero tesoro della letteratura è lui.
    Jorge Luis Borges sosteneva che uno dei motivi per cui
    vale la pena vivere è proprio il fatto che sia esistito
    un uomo come Stevenson. Come dare torto ad un genio?

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo scrigno di poesie e filastrocche che solo l'incanto della scrittura di Stevenson poteva creare. L'autore dipana qui un mondo in miniatura fatto di sogni, desideri e fantasie tra i più puri, ...continua

    Un piccolo scrigno di poesie e filastrocche che solo l'incanto della scrittura di Stevenson poteva creare. L'autore dipana qui un mondo in miniatura fatto di sogni, desideri e fantasie tra i più puri, e lo fa con il trasporto tipico che caratterizza ogni sua opera. Se amate Stevenson, come io lo amo, apprezzerete sicuramente questo piccolo gioiello.

    ha scritto il 

  • 5

    "Mai albero ebbe tante foglie sui rami
    nè chiesa o parco videro tanta gente
    quante le stelle che grondavano a sciami
    brillando dall'alto del cielo splendente"
    Bellissime e commoventi; chi di voi si ri ...continua

    "Mai albero ebbe tante foglie sui rami
    nè chiesa o parco videro tanta gente
    quante le stelle che grondavano a sciami
    brillando dall'alto del cielo splendente"
    Bellissime e commoventi; chi di voi si ricorda "esattamente" come ci si sentiva da bambini, da soli, al buio, nel letto, quando si apriva un mondo di visioni, fantasie, racconti, lo leggerà in un fiato.

    ha scritto il 

Ordina per