Il mio mortale nemico

Di

Editore: Adelphi

3.5
(128)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 112 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8845920992 | Isbn-13: 9788845920998 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Monica Pareschi

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nessuno può sottrarsi allo charme di Myra Henshawe: né gli "amici artisti", né gli "amici ricchi", che subiscono rassegnati il suo sarcasmo fulmineo.Adorabile e imperiosa, Myra sembra avere proprio tutto. Anche un marito devoto, il quale non può scordare che Myra, per sposarlo, ha rinunciato a un'immensa fortuna. Ma crepe sottili percorrono la superficie di questa perfezione. Solo l'occhio incantato e perspicace di una ragazzina riesce a scorgerle; ed è come se nella casa degli Henshawe, dove regnano spensieratezza e buone maniere, penetrasse uno spiffero gelido, suscitando un misterioso terrore.
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  • 4

    «Che bello», esclamò mia madre, «sentire di nuovo la risata di Myra!».
    Sì, era bello. A volte era terribile, anche – come avrei scoperto in seguito. Se penso, ad esempio, a quando rideva con rabbia, h
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    «Che bello», esclamò mia madre, «sentire di nuovo la risata di Myra!».
    Sì, era bello. A volte era terribile, anche – come avrei scoperto in seguito. Se penso, ad esempio, a quando rideva con rabbia, ho ancora i brividi. Rideva per qualsiasi sciocchezza – e quante volte avrei dovuto sentirla, quella risata! Ogni circostanza avversa, ogni imprevisto – ogni disastro, perfino – suscitava la sua ilarità. Pura ilarità, senza nulla d’isterico; con dentro un lampo d’entusiasmo e un’ironia feroce.

    Questo breve romanzo è incentrato sulla figura di Myra Henshawe, née Driscoll, amica d'infanzia della madre e della zia della narratrice, e che quest'ultima ha sempre sentito nominare ma incontra di persona solo a quindici anni, durante un breve soggiorno di Myra e consorte nella loro cittadina natale.
    Tanto basta perché zia e nipote vengano invitate per le vacanze a New York, dove gli Henshawe risiedono, e quella è l'occasione per una conoscenza più approfondita tra la ragazzina e l'elegante signora, che però mantiene sempre un che di indecifrabile, che attrae e fa imbambolare ma pian piano anche turba la sua ospite.
    Dieci anni dopo le due si rincontrano sulla costa Ovest, in condizioni completamente diverse rispetto alla prima volta, e le domande rimaste irrisolte sul carattere di Myra e sulle ombre che ne aveva lasciato intavedere trovano una risposta.

    Un romanzo molto bello, asciutto, spietato e di un pessimismo soffocante.

    ha scritto il 

  • 4

    "Si può essere amanti e nemici allo stesso tempo, sai? Noi lo siamo stati... Un uomo e una donna si separano dopo un lungo abbraccio e vedono cosa hanno fatto l'uno all'altra".

    Il senso del libro è ra ...continua

    "Si può essere amanti e nemici allo stesso tempo, sai? Noi lo siamo stati... Un uomo e una donna si separano dopo un lungo abbraccio e vedono cosa hanno fatto l'uno all'altra".

    Il senso del libro è racchiuso tutto in questa citazione.

    https://lalettricerampante.blogspot.it/2017/07/il-mio-nemico-mortale-willa-cather.html

    ha scritto il 

  • 4

    Che bella voce, solare, allegra e cordiale: eppure mi guardava quasi con superbia, a testa alta. Faceva sempre così, la prima volta che incontrava qualcuno – in parte, credo, perché le stava venendo i ...continua

    Che bella voce, solare, allegra e cordiale: eppure mi guardava quasi con superbia, a testa alta. Faceva sempre così, la prima volta che incontrava qualcuno – in parte, credo, perché le stava venendo il doppio mento e non voleva che si notasse. I suoi occhi grigi, profondi e scintillanti, sembravano scrutarmi da cima a fondo, mettendomi sotto esame. Malgrado fosse alta quanto me, mi sentivo sovrastata da lei – e stupida, disperatamente goffa e stupida.

    (...) quella voce armoniosa e suadente, quel suo modo chiaro e delicato di scandire le parole, mi sconcertavano. E non capivo mai se si prendesse gioco di me, o della cosa di cui parlavamo. Il suo sarcasmo era così folgorante, andava così dritto al punto che sembrava di essere colpiti da un metallo rovente, o forse ghiacciato. Ero affascinata, ma anche molto a disagio (...)

    «Che bello», esclamò mia madre, «sentire di nuovo la risata di Myra!». Sì, era bello. A volte era terribile, anche – come avrei scoperto in seguito. Se penso, ad esempio, a quando rideva con rabbia, ho ancora i brividi. Rideva per qualsiasi sciocchezza – e quante volte avrei dovuto sentirla, quella risata! Ogni circostanza avversa, ogni imprevisto – ogni disastro, perfino – suscitava la sua ilarità. Pura ilarità, senza nulla d’isterico; con dentro un lampo d’entusiasmo e un’ironia feroce.

    In Musica per camaleonti, Truman Capote racconta del suo incontro, ancora giovanissimo, con Willa Cather: i due stanno parlando e lei gli chiede quali siano i suoi scrittori preferiti. Ignaro di chi abbia davanti, Capote afferma di apprezzare molto Willa Cather e chiede alla sua interlocutrice se ha mai letto My Mortal Enemy; lei, impassibile, risponde di averlo scritto.

    Il mio nemico mortale è un racconto disincanto, a tratti addirittura spietato, sull'amore, il matrimonio e le illusioni della gioventù.

    A dominare ogni singola pagina è la figura di Myra Driscoll, ragazza della buona società che rinuncia ad una cospicua eredità per sposare l'uomo di cui è innamorata, Oswald Henshaw.
    L'episodio fa si che intorno a lei e a questo suo amore folle ci sia quasi un'aura di leggenda, tanto che Nellie Birdseye (voce narrante del romanzo) è tanto impaziente quanto timorosa di incontrarla.
    Attraverso Nellie vediamo Myra in due momenti della sua vita: a New York, intorno ai quarantacinque anni, perfetta padrona di casa, che ama circondarsi di artisti, attori e cantanti; sulla costa occidentale, circa 10 anni dopo, povera e malata.

    In entrambe le situazioni, la donna dà prova del suo carattere forte: generosa, molto generosa con gli amici, sa amare e odiare con lo stesso trasporto; può perdonare i nemici, ma non gli amici che l'hanno tradita.

    Sembrava insieme forte e spezzata, generosa e tirannica – una vecchia arguta e un po’ perfida, che odiava la vita per le sconfitte che le aveva imposto e l’amava per le sue assurdità. Mi tornò in mente la sua risata rabbiosa, quel ghigno caustico ed esultante con cui accoglieva ogni pena e ogni disgrazia, come a voler dire: «Ah-ha, ecco un’altra prova, l’ennesima, dell’odiosa ingiustizia che Dio consente in questo mondo!».

    Non conosce mezze misure, e può passare da un estremo all'altro se contrariata.

    L'amarezza per le ristrettezze a cui l'ha costretta la vita si trasforma in un vero e proprio sordo rancore nei confronti del marito, che, invece, ricorda solo quanto di bello c'è stato nella loro storia.

    « (...)Oh, se gioventù sapesse!». (...)«È stata la nostra rovina. Ci siamo distrutti l’un l’altra. Sarei dovuta restare con mio zio. Era il denaro che mi serviva, altro che. Abbiamo gettato via le nostre vite».«Andiamo, Myra, non dire così davanti a Nellie. Non lo pensi davvero. Siamo stati felici a lungo, ricordalo. Anche quella era la realtà, non solo questa».
    «Non siamo mai stati felici per davvero. Io sono una donna avida, egoista, materiale; volevo il successo e un posto nel mondo. (...)»

    Un romanzo potente, che non fa sconti, ma proprio per questo incredibilmente sincero.

    «Perché devo morire così, in balia del mio nemico mortale?».

    ha scritto il 

  • 4

    "Tutti non fanno che parlare di quanto è bello essere giovani...ma come soffrono i giovani, invece!"

    "Il mio nemico mortale" è il secondo romanzo che leggo di Willa Cather dopo "La mia Antonia": anche se più che romanzo lo definirei racconto lungo. La protagonista è Myra Driscoll, una donna ricca dal ...continua

    "Il mio nemico mortale" è il secondo romanzo che leggo di Willa Cather dopo "La mia Antonia": anche se più che romanzo lo definirei racconto lungo. La protagonista è Myra Driscoll, una donna ricca dall'indole irruente che rinuncia a tutti i suoi averi per sposare l'uomo che ama. Anni dopo una sua giovane parente la incontra ed è tremendamente incuriosita da questa donna che ha sacrificato tutto per amore: sarà felice o pentita della scelta fatta?
    Il contrasto tra ideale e reale e tra ragione e sentimento sono al centro di questo racconto che è come una gemma finemente cesellata: basti pensare che nonostante la brevità mi ha costretta ad annotarmi più passaggi interessanti di quanti solitamente me ne tocchino in opere molto più lunghe! *_*
    Anche se la scheda è quella dell'edizione Adelphi in realtà l'ho letto in versione Fazi, il titolo è lo stesso ma con nome e aggettivo invertiti xD

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Altra scrittrice(americana) che andrebbe recuperata e di cui leggo per la prima volta un (breve) romanzo. Scritto(negli anni 20 del secolo precedente) in modo semplice, senza inutili orpelli, e che sc ...continua

    Altra scrittrice(americana) che andrebbe recuperata e di cui leggo per la prima volta un (breve) romanzo. Scritto(negli anni 20 del secolo precedente) in modo semplice, senza inutili orpelli, e che scorre veloce come un fiume in piena, che ti travolge, fino all'emozionante e doloroso finale.
    "Il mio mortale nemico" recita il titolo, quale ? il marito(che forse tradisce la protagonista e che si rivela diverso da lei), la solitudine(perche ci si puo sentire soli anche se si è con qualcuno) o semplicemente se stessi? perche spesso siamo noi stessi i nostri piu grandi nemici, che ci impedice di essere felici,o tutti e tre?
    In realta in questo breve romanzo non succede quasi niente e tutta l'azione si svolge nella mente e nella psicologia della protagonista, ambigua figura femminile tormentata, che aveva rinunciato alle ricchezze dello zio per un'amore romantico, ma che si ritrova nella vecchiaia, disillusa , sola e piena di rancore verso gli altri.....
    Una figura talmente ambigua da aver rinunciato si alle ricchezze per amore, ma attratta nello stesso tempo dalla mondanita e da un tipo di vita lussuoso(a cui dovra rinunciare quando diventeranno poveri), desiderosa di amore, ma nello stesso tempo incapace di amare, egocentrica e individualista, ma nello stesso tempo capace di sprazzi di generosita...Consapevole di essere totalmente diversa da quello che pensava di essere quando era giovanissima, come lei stessa ammettera con onesta intellettuale, sul letto di morte.
    Insomma una figura femminile complessa e in chiaroscuro.
    Non un capolavoro per me ma merita di essere letto.

    ha scritto il 

  • 3

    http://caminosquenollevananingunsitio.blogspot.com.es/2016/01/mi-enemigo-mortal-willa-cather.html

    Nellie, la narradora de Mi enemigo mortal, tiene quince años cuando conoce a Myra Driscoll. Nellie ve ...continua

    http://caminosquenollevananingunsitio.blogspot.com.es/2016/01/mi-enemigo-mortal-willa-cather.html

    Nellie, la narradora de Mi enemigo mortal, tiene quince años cuando conoce a Myra Driscoll. Nellie ve en Myra diferentes mujeres, la muchacha que eligió el amor sobre una herencia, que se marchó a la gran ciudad y consiguió hacerse un hueco en ella, su ausencia del pueblo que eleva su figura a mito, una mujer que camina entre el aura de una leyenda y una realidad incómoda y terrenal. Nellie viaja a Nueva York y es testigo de la vida de Myra, sus relaciones con artistas y la alta sociedad, su apartamento en el centro, la relación con su esposo, de aquella aventura donde se casaron por lo civil a cierta amargura por la posición social del matrimonio, sus ansias de medrar, de ocupar un puesto mayor y mejor. Nellie descubre las grietas en la vida de Myra, sus diferentes máscaras, algo invisible que produce atracción y rechazo al mismo tiempo.

    El reencuentro de Nellie con el matrimonio se produce diez años después en un hotelucho junto al Pacífico. El oeste como un nuevo edén, pero, dentro de esa tierra, la rapidez y endeblez de las construcciones (de los sueños). Myra y su marido Oswald ocupan una pequeña habitación, tienen deudas con la dirección, ella está enferma, él con un empleo mal pagado. Nellie habla con Oswald y se pregunta por sus facciones de hombre de acción encerradas entre cuatro paredes y en una vida que ha pasado con tristeza, ve en Myra huellas de su pasado y, sobre todo, la amargura de su caída, la soledad y la pobreza después de su vida en la gran ciudad, una mujer que ambicionó una gran vida y que no supo conseguirla, y en el camino, la pérdida de la pureza y el amor.

    En apenas ciento veinte páginas, Willa Cather retrata el desencanto de una mujer que soñó con una vida materialista y bohemia, que fue, desde su huida, una leyenda en su pueblo y que intentó vivir con esa imagen, la mujer misteriosa y aventurera, la mujer que consigue todos sus caprichos, que se relaciona con grandes artistas y la alta sociedad y vive en el centro de mundo. Cather da la voz de narradora a Nellie, una mujer que recuerda sus encuentros con Myra y la ve con distancia, primero una muchacha de quince años que asiste sorprendida al primer encuentro con Myra, que viaja a la gran ciudad y siente que algo no encaja. Esa voz externa que habla de Myra hace que la descubramos a la par que Nellie, que veamos las diferentes capas, que la observemos con distancia y asistamos a su egoísmo y desencanto. Nellie ve en Myra un alguien insatisfecho que ha perdido sus sueños.

    El reencuentro es una sacudida y un despertar. Nellie asiste a la toma de conciencia de Myra sobre el devenir de su vida, sobre sus últimos años. Cather apenas explica ese paréntesis de diez años, queda la imagen de la mujer en silla de ruedas, una tarde ante el Pacífico y la idea de que, si viese amanecer sobre las aguas, conseguiría la redención y el perdón. Nellie como narradora es testigo de los sueños rotos de los personajes, Myra que dejó su casa por amor y que aquel gesto único, elevado, cambia con los años, desaparece su grandeza. Oswald, cuyo físico puede recordar al de un hombre de acción y parece que su vida, sus sueños, están al margen. La propia Nellie, buscando su sitio sueño y que vive sola en una habitación de hotel. Personajes que son consumidos por el tiempo, por sus propios sueños, por el desencanto.

    Y el amor. El amor como algo que puede salvar a los personajes pero que los encierra o los hace derivar en un rumbo impensado, el amor que se hace inseparable del odio, de la lucha entre dos contrincantes, la reflexión sobre nuestras decisiones y cómo nos afectan, ver el pasado con los ojos del presente (la distorsión que ello supone) y preguntarse por la responsabilidad de nuestras decisiones, si es lícito culpar al otro por el desgaste de los sueños y las promesas (y con esa desgaste, la desilusión, el odio y la lucha). El amor pasa de leyenda o destrucción.

    Las personas pueden ser amantes y enemigas al mismo tiempo, ¿comprendes? Éramos… un hombre y una mujer separados tras un largo abrazo, y fíjate en lo que nos hemos hecho el uno al otro. Quizá no pueda perdonarle por el daño que le he causado. Quizá sea eso. Cuando hay hijos, ese sentimiento experimenta cambios naturales. Pero cuando continúa siendo tan personal… algo se rompe dentro de uno. Con la edad lo perdemos todo, incluso la capacidad de amar.

    Narrada con sencillez y profundidad, Mi enemigo mortal es una corta, concisa y buena novela de Willa Cather.

    Mientras le contaba todos los chismes divertidos sobre mi familia que me venían a la cabeza, ella permaneció inmóvil en su silla de inválida, pero poderosa aún en su brillante envoltura. Parecía fuerte y destrozada, generosa y titánica, una vieja sagaz y malévola que detestaba la vida por sus derrotas y las amaba por sus absurdos. Recordé su risa airada y el modo que tenía de recibir siempre una sorpresa o una mala noticia con aquella risa seca y exultante, que parecía decir: «¡Ajá, tengo una prueba más, una más, contra la abominable injusticia que Dios permite en este mundo!»

    Willa Cather. Mi enemigo mortal. Traducción de Gema Moral Bartolomé. Alba editorial.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un matrimonio

    Questo libro mi è piaciuto talmente tanto che gli ho dedicato un intero post sul mio blog, cosa che mi ero ripromessa di non fare; a chi interessa, può leggerla a questo indirizzo: http://www.winterau ...continua

    Questo libro mi è piaciuto talmente tanto che gli ho dedicato un intero post sul mio blog, cosa che mi ero ripromessa di non fare; a chi interessa, può leggerla a questo indirizzo: http://www.winteraubergine.it/amour-fou/

    ha scritto il 

  • 5

    "Lei era…era Myra Henshawe."

    Raccontare Myra, capace di illuminare le persone accanto a sé, quelle che ne colgono la fiamma, e se ne fanno sincere sentinelle per tutta la vita, a dispetto di tutto.
    Raccontare Myra è raccontare “S ...continua

    Raccontare Myra, capace di illuminare le persone accanto a sé, quelle che ne colgono la fiamma, e se ne fanno sincere sentinelle per tutta la vita, a dispetto di tutto.
    Raccontare Myra è raccontare “Stoner”, che è il suo opposto, e tuttavia come lei. E’ raccontare la complessità dei chiaroscuri.

    ha scritto il