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Il mio nome è Rosso

By Orhan Pamuk, Gezgin Hanife S. (Translator), M. Bertolini (Translator)

(2086)

| Others | 9788806157999

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Book Description

Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Seküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.
Un romanzo corale, che restitui Continue

Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Seküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.
Un romanzo corale, che restituisce la ricchezza e la malinconia di un mondo al tramonto e conferma l'eccezionale talento narrativo e la grande sensibilità poetica del premio Nobel Orhan Pamuk.

18 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    I libri aggiungono all'infelicità dell'uomo una profondità che scambiamo per consolazione.

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    Luca Leone said on Nov 28, 2011 | Add your feedback

  • 1 person find this helpful

    Ho comprato questo libro più o meno quattro anni fa. E' stato uno dei primi libri che ho preso dopo essermi iscritto ad aNobii, incuriosito dalle recensioni che avevo letto. Avevo iniziato a leggerlo ma l'avevo presto abbandonato perchè lo trovavo lento e pesante, difficile da seguire. Evidentemente ... (continue)

    Ho comprato questo libro più o meno quattro anni fa. E' stato uno dei primi libri che ho preso dopo essermi iscritto ad aNobii, incuriosito dalle recensioni che avevo letto. Avevo iniziato a leggerlo ma l'avevo presto abbandonato perchè lo trovavo lento e pesante, difficile da seguire. Evidentemente non era arrivato il "suo" momento. O forse non ero pronto io.
    Solo di recente ho iniziato a pensare di riprenderlo in mano, forse, anzi sicuramente suggestionato da un recente viaggio a Istanbul, che è stato tanto emozionante quanto sorprendente. Le immagini, gli odori, le sensazioni di quella città che solo nel nome sembra evocare tutta la magia e il fascino di luoghi da fiaba, sono ancora vive e questo ha esaltato il piacere della lettura.
    Il libro è costruito come un giallo, in cui il protagonista, Nero, deve scoprire chi è il responsabile di alcuni omicidi che hanno scosso il mondo dei miniaturisti alle dipendenze del Sultano. Alla base c'è una disputa sull'arte della miniatura e del ritratto, che vede contrapposta una scuola orientale, fedele ai precetti del Corano, e una filo-occidentale, più propensa ad introdurre le novità introdotte in Oriente dai ritrattisti europei.
    Maestro Osman, portavoce della posizione più conservatrice, per cui la miniatura deve rappresentare ciò che vede Allah, senza rispettare i canoni della visuale umana, ad esempio la prospettiva o il colore, conferendo ad ogni cosa la stessa importanza e la stessa grandezza sul disegno, in quanto creatura e figura del divino, ritiene per questo che lo stile del miniaturista non deve riconoscersi nel disegno. Gli si contrappone Zio Effendi, più aperto invece all’influenza dello stile europeo, che dà maggior importanze invece alla visione del mondo dell'uomo e, quindi, esalta lo stile del disegnatore.
    Resta comunque un libro non facile, che scorre lento, così come lento e meticoloso è il lavoro dei miniaturisti di cui parla. E' un libro che trasuda gli odori forti e pungenti e i colori vivaci dei bazar delle spezie. E' un libro affollato, come le strade di Istanbul, in cui i personaggi che si alternano nella narrazione attraverso i brevi capitoli comportano continuamente un cambio di prospettiva, portando ciascuno maggiori dettagli alla storia.
    E' un libro prezioso, così come quelli a cui lavorano i maestri miniaturisti alle dipendenze dei potenti del tempo, perchè nelle sue pagine si ritrovano autentiche perle, che vuoi ricordare e che ti spingono a mettere dei segnalibri per ricordarti dove le hai trovate.

    Perchè se dentro di te, inciso sul cuore, vive il volto della persona amata, il mondo è ancora la tua casa

    Il mio nome è rosso.
    Mi faccio notare. Non ho paura degli altri colori, delle ombre, della folla o della solitudine. Com’è bello riempire con il mio fuoco vittorioso una superficie che mi attende! Dove mi espando io, gli occhi brillano, le passioni si fortificano, le sopracciglia si alzano, i cuori battono forte. Guardatemi, com’è bello vivere! Contemplatemi, com’è bello vedere. Vivere è vedere. Io vedo ovunque. La vita comincia con me, tutto torna a me, credetemi

    Quello sguardo aveva sempre un unico significato, noto a tutti gli apprendisti: se non sogni il tempo non passa

    Ma l'amore dev'essere una cosa che non va capita con la razionalità di chi come me fa continuamente funzionare il cervello per difendersi, ma con l'irrazionalità

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    Giangian said on Jan 31, 2012 about the Paperback edition | 2 feedbacks

  • 1 person find this helpful

    "Se nel contesto del disegno c'è amore, il disegno dev'essere fatto con amore, -dissi. - Se c'è dolore, anche nel disegno deve scorrere il dolore. Ma il dolore non deve scaturire dai personaggi del disegno o dalle loro lacrime, ma dalla sua armonia interna che in un primo momento non si vede ma si s ... (continue)

    "Se nel contesto del disegno c'è amore, il disegno dev'essere fatto con amore, -dissi. - Se c'è dolore, anche nel disegno deve scorrere il dolore. Ma il dolore non deve scaturire dai personaggi del disegno o dalle loro lacrime, ma dalla sua armonia interna che in un primo momento non si vede ma si sente. Io non ho disegnato un personaggio a bocca aperta come fanno centinaia di maestri da secoli per illustrare la meraviglia, ma ho meravigliato tutto il disegno. E questo è possibile facendo alzare in piedi il sultano."

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    amisaba said on Dec 29, 2011 about the Paperback edition | 1 feedback

  • Poetico

    Un romanzo a più voci che descrive le contraddizioni di un mondo ristretto di cui ignoravo l'esistenza. Pamuk riesce a parlare delle storie d'amore in un modo unico e triste.

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    Miriamina said on Feb 10, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • Una bella fiaba, lenta e un pò ripetitiva. Una scrittura buona ma non straordinaria, col dubbio che sia debole anche la traduzione.
    Grande estro creativo e buona trovata narrativa, quella di spostare l'io narrante ad ogni capitolo da un personaggio ad un altro.
    Ma, secondo me, non da 5 stelle.

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    Vierrevi said on Feb 9, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

  • definirei quest'opera "miniaturista", per la precisione descrittiva e narrativa. la storia é molto coinvolgente e sembra di immaginare continuamente colori, odori, voci, situazioni. ma questo credo, sia proprio dello stile di orhan

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    Edwyla said on Jan 30, 2012 about the Paperback edition | Add your feedback

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