Il mio nome è Rosso

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

3.8
(3508)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 450 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Chi semplificata , Spagnolo , Francese , Giapponese , Tedesco , Turco , Portoghese , Croato , Ceco , Catalano , Svedese , Polacco

Isbn-10: 8806181971 | Isbn-13: 9788806181970 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Marta Bertolini , Semsa Gezgin

Disponibile anche come: Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Istanbul, 1591. Tra i miniaturisti e illustratori al lavoro nel Palazzo del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella Sekure, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni.
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  • 4

    se avete letto con piacere le disquisizioni sulla liceità del riso ne Il nome della rosa di Eco, non potrete non apprezzare l'estenuante dibattito stilistico tra i miniaturisti nella Istanbul del 1500 ...continua

    se avete letto con piacere le disquisizioni sulla liceità del riso ne Il nome della rosa di Eco, non potrete non apprezzare l'estenuante dibattito stilistico tra i miniaturisti nella Istanbul del 1500.
    la religione è - come sempre - ossessivamente avvolgente e l'identità dell'assassino - come al solito - secondaria

    ha scritto il 

  • 4

    il mio nome è rosso

    Un racconto che richiede tanta, ma tanta pazienza! Siamo a Istambul e
    attraverso due scuole di miniaturisti del sultano che hanno una concezione opposta del disegno e della muniatura, viene rappresen ...continua

    Un racconto che richiede tanta, ma tanta pazienza! Siamo a Istambul e
    attraverso due scuole di miniaturisti del sultano che hanno una concezione opposta del disegno e della muniatura, viene rappresentato lo scontro tra Occidente e Oriente.
    Due concezioni del mondo.....siamo sicuri che sia ambientato nel XVI secolo?!?

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Più che un giallo a P interessava raccontare un'epoca e i motivi di una (mancata) contaminazione: quella tra l'arte della miniatura (islamica) e le tecniche europee. La vicenda ricorda, per la tecnica ...continua

    Più che un giallo a P interessava raccontare un'epoca e i motivi di una (mancata) contaminazione: quella tra l'arte della miniatura (islamica) e le tecniche europee. La vicenda ricorda, per la tecnica narrativa, Rashomon ma qui i diversi punti di vista non servano a mostrare i differenti punti di vista ma a celare l'identità dell'assassino.
    Il testo richiede una notevole fatica in lettura (belle ma sovente lunghe le digressioni) ricompensata da un finale per nulla buonista.

    ha scritto il 

  • 5

    Una lettura particolare, una storia che parla con un linguaggio particolare, quello dell'arte della miniatura, perché è proprio la miniatura il personaggio principale, è lei il motivo per cui ci si sa ...continua

    Una lettura particolare, una storia che parla con un linguaggio particolare, quello dell'arte della miniatura, perché è proprio la miniatura il personaggio principale, è lei il motivo per cui ci si sacrifica fin da bambini, è lei che si ama fino al punto di diventare ciechi col tempo, per lei si uccide. Pagine bellissime in cui vengono descritti i disegni fatti dai più abili miniaturisti raccontati talmente bene che sembra di averli davanti, fogli che con le loro illustrazioni raccontano storie, miti, leggende seguendo il metodo degli antichi maestri, miniature raccontate non solo dai personaggi ma anche da ciò che vi è rappresentato come il cane, l’albero, la moneta, il colore rosso. Siamo nel sedicesimo secolo, ad Istanbul, ed è il periodo in cui vi è un conflitto tra l’arte del disegno tradizionale orientale e quella occidentale. “ Loro disegnano quello che vedono, noi invece disegniamo quello che guardiamo” così dice Zio Effendi riferendosi ai maestri veneziani e Maestro Osman così definisce la sua arte “ La miniatura è il silenzio della mente, la musica dell’occhio”. Con molti riferimenti storici, con la narrazione a più voci, con il mistero legato agli omicidi ed in particolare con l’emozione che suscitano le spiegazioni delle varie miniature questo lavoro di Pamuk io lo considero un capolavoro che sicuramente mi ha coinvolta e aiutata anche a capire meglio la cultura mussulmana.

    ha scritto il 

  • 4

    Bel romanzo nella veste di giallo ambientato nelle odorose vie di Instambul.
    I temi sono molteplici: scontro di civiltà, arte, amore, religione, passione; come cambiano i punti di vista, ad ogni capit ...continua

    Bel romanzo nella veste di giallo ambientato nelle odorose vie di Instambul.
    I temi sono molteplici: scontro di civiltà, arte, amore, religione, passione; come cambiano i punti di vista, ad ogni capitolo incontriamo un nuovo narratore. Tuttavia ciò che ci accompagna per questi vicoli è il filo rosso (un caso? io non credo) della miniatura.
    Ad essa sono dedicate tantissime pagine dettagliate: storia, stili, maestri, interpretazioni, significati; e se vi siete annoiati da questo mio semplice elenco non è un libro per voi. Non ho trovato le numerose ripetizioni storiche che molti condannano una pecca dell'autore, mi hanno ricordato invece con piacere i poemi omerici.

    ha scritto il 

  • 4

    Sarebbe un libro straordinario se fosse più breve e meno ridondante. Una sfoltita di 200 pagine sarebbe utile, soprattutto quando l'autore indugia per la quindicesima volta sugli stili dei miniaturist ...continua

    Sarebbe un libro straordinario se fosse più breve e meno ridondante. Una sfoltita di 200 pagine sarebbe utile, soprattutto quando l'autore indugia per la quindicesima volta sugli stili dei miniaturisti e sulla contrapposizione tra i pittori dell' oriente e quelli dell'occidente o sulle passioni di Cosroe che s'innamora di Sirim vedendone il ritratto mentre si bagna in un lago (o forse è Sirim che s'innamora di Cosroe, ma la ripetizione ad libitum della vicenda ha avuto l'effetto di una mazzata nelle palle e non ha reso migliore, come si vede, la mia memoria). Tuttavia, il romanzo di Pamuk è sfolgorante, sovrabbondante, ambientato in una Istanbul magnifica e sordida verso la fine del XVI secolo, ricco di colori e sensualità, costruito su POV (point of view) originali che inglobano, oltre ai protagonisti, alberi, cavalli, monete d'oro, lo stesso Satana. In fondo, "il mio nome è rosso" è un thriller, un giallo "storico", in cui un misterioso assassino si dedica ad uccidere miniaturisti a lui vicini. Ma la scrittura è originale e avvincente e la resa è notevole, tranne per la prolissità di alcune parti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un brillante esempio di romanzo moderno, con i personaggi che dialogano con il lettore, ben consci della loro realtà narrativa, in cui anche i morti hanno un punto di vista, un'opera in cui si riflett ...continua

    Un brillante esempio di romanzo moderno, con i personaggi che dialogano con il lettore, ben consci della loro realtà narrativa, in cui anche i morti hanno un punto di vista, un'opera in cui si riflette (e molto) sul ruolo dell'autore. Un romanzo complesso quindi, come complesso è il mondo di cui narra. Dalla lettura si percepiscono fortissime le tensioni, le diversità e i contrasti che attraversano il mondo musulmano. Altrettanto potentemente emergono e rimangono impresse le figure femminili di questo oriente misconosciuto, creature emarginate dalla scena politica e sociale ma che dimostrano con la loro conoscenza dei segreti meccanismi della comunicazione tutta la loro forza, tutta la loro intransigente energia. Il mio nome è rosso è un romanzo in cui passato storico e tensioni del presente si fondono in maniera organica donando al lettore una sintesi credibile di una porzione del mondo islamico.

    ha scritto il 

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