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Lingua:Italiano | Numero di pagine: 322 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880617326X | Isbn-13: 9788806173265 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Catia De Marco , Mario Marchetti , Paola Ghigo , Alessandra Mura , Alberto Gabrieli , Palma Severi , Alessandra Shomroni , Montrucchio Alessandra , Laura Pignatti , Paolo Collo ; Curatore: Anteos Chrisostomides

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Quattordici scrittori da tutto il mondo si incontrano ad Atene e buttano giù l'idea di un romanzo "globale", che coinvolga stili, culture e realtà differenti. La sorte stabilisce a chi, tra loro, tocchi l'arduo compito dell'inizio. La sorte sceglie Antonio Skármeta, e via via gli altri lo seguiranno, ciascuno per due volte: tra gli altri, Niccolò Ammaniti, Michel Faber, Lena Divani, Pavel Kohout, Yasmina Khadra, Ingo Schulze, Juan Manuel dePrada. La storia inizia in un fantomatico angolo del Sudamerica, dove Teresa Almendros sta per sposare Juan Marino Salaberry, figlio di un ex rivoluzionario ora dittatore del suo Paese. Ma il matrimonio non si può celebrare senza Hugo Almendros, padre di Teresa...
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  • 4

    Non ci avrei scommesso.
    Invece con curiosità ho proseguito capitolo dopo capitolo per capire cosa avrebbero tirato fuori 14 autori insieme.
    Beh, a tratti è senza connessione, ma per lo più è una bella favola adatta la convalescente che sono attualmente.
    Il capitolo finale è fors ...continua

    Non ci avrei scommesso.
    Invece con curiosità ho proseguito capitolo dopo capitolo per capire cosa avrebbero tirato fuori 14 autori insieme.
    Beh, a tratti è senza connessione, ma per lo più è una bella favola adatta la convalescente che sono attualmente.
    Il capitolo finale è forse il più divertente.
    Ho apprezzato quello relativo a Laura ed alla sua filosofia cannabinoica riguardo al senso/non senso degli ideali grandiosi contrapposti alla "modestia" dei sogni qualunque.
    Un po' delusa da Ammaniti che, forse in preda all'ansia di stupire sempre e comunque, sembra non possa fare a meno di sfoderare l'armamentario delle parolacce e delle violenze più bieche.
    Teresa Almendros alla fine ne esce bene. Un po' troppo piagnulenta per essere l'eroina di questa storia, ma disvelando il piano del tradimento verso il suo futuro suocero se la cava in extremis.
    Mi è poco chiaro il senso delle missive che riceve (depistaggi?) in particolare quella che la dichiara presunta sorella del suo futuro sposo.
    Amo il personaggio di Fuentas perché amo i silenziosi, i rispettosi, coloro che sanno controllare il proprio ardore.
    Per fortuna il suo sforzo viene appagato!

    Associo un brano che mi viene automatico perché parla di un viaggio allucinato, un po' come questo.

    http://www.youtube.com/watch?v=3A0B44ryXn4

    ha scritto il 

  • 2

    Idea interessante (14 scrittori da tutto il mondo narrano un capitolo a testa l'odissea di una giovane alla ricerca del padre, mitico rivoluzionario scomparso 20anni prima) ma esito pesante e a tratti francamente noioso. L'intreccio è un pretesto per affrontare il tema degli ideali, della rivoluz ...continua

    Idea interessante (14 scrittori da tutto il mondo narrano un capitolo a testa l'odissea di una giovane alla ricerca del padre, mitico rivoluzionario scomparso 20anni prima) ma esito pesante e a tratti francamente noioso. L'intreccio è un pretesto per affrontare il tema degli ideali, della rivoluzione e della varietà del mondi. Peccato che ciascun autore tenda più a lanciarsi in dotte riflessioni piuttosto che mettersi al servizio della vicenda. Bel cammeo di Ammaniti, ma non basta.

    ha scritto il 

  • 2

    14 scrittori e un progetto ambizioso: contribuire - ciascuno con 2 capitoli - a realizzare un "romanzo globale", con una sua identità e un suo stile, nonostante i tanti padri.
    L'esperimento è molto interessante, così come formativo e costruttivo è il messaggio che sta alla base: diverse li ...continua

    14 scrittori e un progetto ambizioso: contribuire - ciascuno con 2 capitoli - a realizzare un "romanzo globale", con una sua identità e un suo stile, nonostante i tanti padri.
    L'esperimento è molto interessante, così come formativo e costruttivo è il messaggio che sta alla base: diverse lingue, diverse etnie, diverse culture, diverse convinzioni politiche e religiose possono coesistere e dare vita a qualcosa di unico e molto profondo...e in questo senso la letteratura può mostrare la via, con un messaggio molto più rivoluzionario di qualsiasi rivoluzione.
    Detto ciò, c'è la trama, la storia di questo libro...e qui non ci siamo proprio: forse inevitabilmente, ci sono troppi passaggi forzati, troppe incongruenze, troppi voli pindarici...la sensazione che con troppa facilità (e con l'alibi delle 14 firme diverse) sia stato buttato tutto amabilmente "in caciara".

    ha scritto il 

  • 4

    Il romanzo è una “global novel”, scritto a più mani, esattamente 14 scrittori provenienti da tutto il mondo, a cui tocca il compito di scrivere 2 capitoli a testa della trama. La storia prende l’avvio da un fantomatico paese del Centroamerica, con dittatore compreso, e si dipana attraverso vari ...continua

    Il romanzo è una “global novel”, scritto a più mani, esattamente 14 scrittori provenienti da tutto il mondo, a cui tocca il compito di scrivere 2 capitoli a testa della trama. La storia prende l’avvio da un fantomatico paese del Centroamerica, con dittatore compreso, e si dipana attraverso vari paesi (Inghilterra, Usa, Grecia, Italia, Spagna, Israele). Scrittori noti (Ammaniti, Skarmeta, Faber) e meno noti, danno vita ad un viaggio avventuroso della protagonista, alla ricerca del padre, tra intrighi, amori, crudeli uccisioni e colpi di scena.

    ha scritto il 

  • 4

    ulisse

    bell'esperimento tra scrittori di varie nazionalità: 14 autori si dividono equamente i 28 capitoli di questo libro. Qualche incongruenza, qualche punto non ben collegato con il resto del libro, forse un po' troppi colpi di scena, ma tutto sommato si riesce a rimanere coinvolti e le differenze di ...continua

    bell'esperimento tra scrittori di varie nazionalità: 14 autori si dividono equamente i 28 capitoli di questo libro. Qualche incongruenza, qualche punto non ben collegato con il resto del libro, forse un po' troppi colpi di scena, ma tutto sommato si riesce a rimanere coinvolti e le differenze di stile che si percepiscono dei vari scrittori aggiungono un elemento positivo alla storia, rendendola ancor più godibile.
    Pollice decisamente VERSO per i due capitoli dell'italiano Ammaniti: troppo forzati, troppo pulp, eccessivi! non ho letto nessun libro di questo scrittore (chissà perché non mi stuzzica proprio nessuna curiosità, soprattutto ora!).
    Pollice ALTO invece per i capitoli del greco Assonitis che spiccano a livelli molto più alti di tutti quanti gli altri. Sono capitoli molto più "intimistici" e anche molto intensi emotivamente.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo confessare che ero un po' scettico sulla riuscita dell'operazione, un romanzo diviso tra 14 autori, due capitoli a testa: temevo che ne scaturisse un'arlecchinata, un libro stilisticamente eterogeneo ed incoerente. Invece, tutto sommato, il risultato è buono: piuttosto avvincente, nel comple ...continua

    Devo confessare che ero un po' scettico sulla riuscita dell'operazione, un romanzo diviso tra 14 autori, due capitoli a testa: temevo che ne scaturisse un'arlecchinata, un libro stilisticamente eterogeneo ed incoerente. Invece, tutto sommato, il risultato è buono: piuttosto avvincente, nel complesso affine più a certa letteratura latinoamericana che non europea, nonostante la nazionalità della maggior parte degli autori (di cui comunque ho letto qualcosa solo di Ammaniti - il più pulp -finora); il filo rosso che lega insieme le pagine del libro è, ovviamente, l'ispirarsi ai miti omerici. Certo c'è abbastanza differenza qualitatitiva tra un episodio e un altro; alcuni sembrano meri filler di transizione scritti per "passare la palla" al compagno successivo, altri si distinguono per efficacia, come il secondo di Assonitis. Inoltre c'è qualche "buco di sceneggiatura". Finale metaletterario.

    ha scritto il