Il mio ricordo degli eterni

Autobiografia

Voto medio di 32
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Un bambino di appena quattro anni nascosto sotto il tavolo di una grande cucina, nell'attesa degli eventi che diventeranno poi la sua vita. È questa la prima immagine che appare a Emanuele Severino quando, errando tra i ricordi, riavvolge i fili ...Continua
Ha scritto il 30/04/17
Ragionevoli possibilità
La filosofia nasce dalla paura della morte, l'eternità serve ad attenuare la paura della morte. Il concetto che Severino esprime circa l' eternità -al momento- mi convince. Confortante pensare, soprattutto adesso, che tutto ciò che non appare ...Continua
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Ha scritto il 15/08/16
Splendido
Invito tutti i lettori di Severino - incerti se considerarlo il genio del secolo o un cialtrone - ad avvacinare questa autobiografia che se, fra le righe, lascia trasparire l'umanità, e quindi i limiti, di un loico visionario quale il nostro è, ...Continua
Ha scritto il 10/03/16
Sogna!
Il 'sotto al tavolo' nel percorso formativo dell'uomo. Più o meno tutti ci passiamo ma non tutti ne veniamo fuori nello stesso modo. E' da lì che cominciamo ad errare. Andare /Non sapere. Sapere di non sapere. O decidere che si pensa quindi si è. ...Continua
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Ha scritto il 22/06/15
Essere / Nonessere.
Mi rendo conto che ho letto moltissime inchieste, meno biografie e ancor meno autobiografie. Evidentemente il mio carattere a base paranoica diffida degli scritti quanto più mancanti di controprova.Molti anni fa – per motivi pochissimo rilevanti ...Continua
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Ha scritto il 19/08/12
In compagnia di ingegni eccezionali
Il desiderio di leggere qualcosa di questo filosofo mi è nato sentendone parlare da un suo illustre discepolo, Umberto Galimberti, in un video su YouTube. Questo libro è una autobiografia di Emanuele Severino. Vi si leggono gli avvenimenti più ...Continua

Ha scritto il Aug 20, 2011, 08:18
"E' quindi inevitabile che, da che nasce, l'uomo avverta come prioritario l'andare alla ricerca di un Rimedio, di un Riparo che gli consenta di sopportare o addirittura vincere l'angoscia, la sofferenza, la morte. Nascere è avvertirle da subito, ...Continua
Pag. 49
Ha scritto il Aug 20, 2011, 08:15
"Anche se si scrive per se stessi, il linguaggio vuole la sua parte, attira su di sé l'attenzione, lascia ai margini ciò a cui dovrebbe dar spicco."
Pag. 44
Ha scritto il Aug 20, 2011, 08:13
"Ho nostalgia del linguaggio pesante e duro dei miei scritti. Lì la sincerità è totale, ha un senso e una levatura completamente diversi da quella psicologica"
Pag. 43

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