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Il mio secolo

Cento racconti

Di

Editore: Mondolibri

3.5
(127)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 299 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Portoghese

Isbn-10: A000021479 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
"Il mio secolo" è uno dei libri più singolari del grande scrittore e premio Nobel tedesco. È composto da 100 racconti brevi, uno per ogni anno del secolo appena trascorso, il Novecento. In ogni racconto prende vita un fatto significativo che ha segnato il secolo, narrato da personaggi sempre diversi. Le voci che si alternano nella narrazione offrono al lettore una "prospettiva dal basso": semplici cittadini parlano di come hanno percepito e vissuto dalla loro posizione marginale i grandi eventi che hanno segnato il XX secolo. Queste cento storie tracciano la linea d'ombra che s'imprime come una ferita sulla coscienza dell'uomo del Novecento. Il saggio che qui si presenta affronta le questioni fondamentali da cui prende forma questo libro di Günter Grass, una sorta di testamento morale che il XX secolo consegna al XXI. Oltre il velo della discussione critica, il libro esplora alcune tematiche di grande rilievo estetico, filosofico e ideologico: le modalità della narrazione storiografica, il rapporto fra idealismo e nazismo, la colpa tedesca e le possibilità della letteratura di agire sulla società.
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  • 0

    senza voto. ci ho provato ma è privo di qualsiasi interesse. l'idea è buona: 100 racconti, uno per ogni anno del '900, incentrati su qualcosa di significativo per la Germania.
    Peccato che siano peggio che noiosi, ininteressanti!


    Ps: lo abbandono senza sensi di colpa per non averlo finito, ...continua

    senza voto. ci ho provato ma è privo di qualsiasi interesse. l'idea è buona: 100 racconti, uno per ogni anno del '900, incentrati su qualcosa di significativo per la Germania. Peccato che siano peggio che noiosi, ininteressanti!

    Ps: lo abbandono senza sensi di colpa per non averlo finito, anche grazie al fatto che è un ebook!

    ha scritto il 

  • 3

    Ho trovato i cento racconti ( o saggi? ), legati ai cento anni del secolo, troppo indipendenti.

    Non c'è alcun filo logico tra i cento capitoli del libro, né di ambiente, né di ideali, né di tipologia. Inoltre è noioso. Forse troppo intellettuale per me.

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da: Peppe.

    Semplicemente 100 lettere, una per ogni anno, lettere da una Germania in cammino, da popoli che si dividono e poi si ritrovano, con sfondo la Storia con la s maiuscola. Sincero.

    ha scritto il 

  • 4

    La parola chiave di questa galoppata nella storia tedesca potrebbe essere “continuità”: prima e dopo le guerre e il nazismo, e anche continuità fra Germania Ovest e Germania Est, prima dell’unificazione, al di là delle diatribe ideologiche e delle apparenti profonde differenze. Grass sembrerebbe ...continua

    La parola chiave di questa galoppata nella storia tedesca potrebbe essere “continuità”: prima e dopo le guerre e il nazismo, e anche continuità fra Germania Ovest e Germania Est, prima dell’unificazione, al di là delle diatribe ideologiche e delle apparenti profonde differenze. Grass sembrerebbe individuare nella storia tedesca una costante di assennata ragionevolezza (bisogna guardare alla sostanza, cioè in genere ai soldi), che rende le persone insensibili e quindi irresponsabili rispetto alle tragedie che le circondano e che si ostinano a non vedere.<br />Il tono prevalente è lieve, ma le tragedie rimangono tali: sia che parli delle battaglie di Verdun con le sue centinaia di migliaia di morti (circa otto o nove morti per metro quadro, ma mancano sul luogo adeguati cartelli bilingui per i visitatori...), sia che parli della nube di Chernobyl, con il cesio che contamina i funghi (ma il vecchio signore dell'anno 1986 continuava a raccoglierli, tanto alla sua età...). Per il lettore italiano a volte risulta difficile cogliere allusioni e doppi sensi intraducibili, oltre che riferimenti ad episodi poco conosciuti.

    ha scritto il