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Il mistero Sindona

Di

Editore: Alet Edizioni

3.8
(12)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 332 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 887520120X | Isbn-13: 9788875201203 | Data di pubblicazione: 

Curatore: A. Carrer

Genere: History

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Descrizione del libro
È la storia dell'enorme potere terreno detenuto da una delle figure più misteriose e inquietanti del mondo della finanza internazionale. Il libro si basa su materiale di prima mano: interviste concesse a Tosches da Sindona a New York nel 1984 e poi nel supercarcere di Voghera nel 1985, oltre a diverse centinaia di pagine dattiloscritte di memorie fornite all'autore dallo stesso Sindona. Nick Tosches racconta la storia di un ambizioso giovane avvocato di Patti, la cittadina siciliana dove nacque nel 1920, che nel giro di pochi anni diventò uno degli uomini più potenti e ricchi del mondo (a metà degli anni '70 il suo patrimonio ammontava a circa 500 milioni di dollari) a cui Chiesa, mafia e Stato affidavano i propri investimenti. Sotto una luce del tutto nuova sfilano personaggi e scandali che hanno contraddistinto la storia italiana e internazionale: da Enrico Cuccia a papa Paolo VI, da Giulio Andreotti a Licio Gelli, da Richard Nixon a Gheddafi, dallo scià di Persia all'avvocato Ambrosoli. L'impero di Sindona crollò sotto il peso degli scandali e dei crac finanziari (soprattutto la Franklin National Bank e il Banco Ambrosiano), fino al drammatico epilogo: quando morì il 22 marzo 1986 nel supercarcere di Voghera, due giorni dopo aver bevuto un caffè al cianuro.
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  • 3

    Sostiene Sindona...

    Il riuscito, fortunatissimo ma soprattutto celebre incipit di Tabucchi ben si presta a rappresentare il nocciolo di questo testo che, appunto, sostiene Sindona, sostiene cioè la linea difensiva dell'u ...continua

    Il riuscito, fortunatissimo ma soprattutto celebre incipit di Tabucchi ben si presta a rappresentare il nocciolo di questo testo che, appunto, sostiene Sindona, sostiene cioè la linea difensiva dell'uomo d'affari, banchiere, fiscalista, originario di Patti, Sicilia, deceduto in carcere in maniera misteriosa una lontana mattina del 1986. Gli stessi passaggi chiave del libro potrebbero essere introdotti da un burocratico "sostiene Sindona che...", e continuare con le parole che il protagonista di quasi quarant'anni di storia del nostro Paese ha consegnato alla penna di questo incaricato editoriale, circa il quale mi si lasci far presente il suo essere petulantemente fissato con dettagliucci climatici da romanziere respinto: luce del sole in duemila sfumature, vento e pioggia a pagine alterne, ogni tanto nevica e... quando proprio vuol cambiare registro attacca con le maniere che Sindona ha di sorridere, ghignare, curvare le labbra (verrebbe da chiedere se prendeva appunti nel mentre o se ricostruiva questi cambi di espressione a memoria).
    Scopo dell'opera, non si fa fatica a immaginarlo, doveva essere duplice. Intanto premetto che venne scritto e dato alle stampe mentre i processi nei quali Sindona è stato implicato, si svolgevano. Da un lato si voleva riabilitare in maniera non troppo sfacciata e agiografica l'intera figura umana e professionale di Michele Sindona; in questo l'autore ha sicuramente fallito, fregato dalla neutralità artificiale e pasticciona del punto di vista (non) impiegato. Dall'altro lato è stato prodotto un gran daffare nel gettare dubbio e discredito su alcune figure che via via si sono opposte a Sindona e che hanno contribuito a fargli passare i suoi guai; qui l'autore ha avuto successo, oggi del resto abbiamo tutti un po' capito che ad altissimi livelli, nel grande gioco della finanza internazionale, il più pulito ha la rogna, e insomma i "nemici" di Sindona non ispirano più fiducia di lui da un punto di vista etico.
    Ad ogni modo il messaggio che l'autore vorrebbe farci ricavare dalla cinica equazione di cui sopra dovrebbe essere: "solo Sindona ha pagato, e magari era persino il meno peggio, e anzi proprio perché in fondo era il meno squalo, coloro che erano più squali e potenti di lui hanno avuto buon gioco nel tendergli un tranello e metterlo fuori gioco definitivamente." Questa, tra l'altro, era anche un po' la tesi sulla P2 propugnata dall'ex presidente della Rai e collaboratore di Amintore Fanfani, Ettore Bernabei, che ne "l'uomo di fiducia" ha illustrato l'intera vicenda della P2 come uno scontro di potere consumatosi contro un soggetto concorrente che ha visto la loggia di Gelli soccombere e subire un po' una storia scritta dai numerosi vincitori rimasti. Pure qui la figura di Gelli, quella di Marcinkus o financo quella di Calvi, vengono presentate in fondo come spauracchi di poca sostanza.
    Quale che sia la verità storica, in seguito alla lettura del libro dubito che saranno molti a riuscire a simpatizzare con Sindona a livello emotivo, tantomeno me li figuro abbracciare la sua linea difensiva a livello razionale.
    Su 300 e passa pagine, ce n'è una trentina che pure oggi suscitano un certo interesse (immagino all'epoca!). Mi riferisco all'analisi sul riciclaggio di danaro e su come Sindona ritenga totalmente incompetenti le autorità internazionali che mancavano... forse mancano tuttoggi?... delle basi teoriche e del cosiddetto "know-how" per stanare i crimini - per non parlare dei criminali - di natura economica e contabile.
    Efficace la metafora accennata dall'ex banchiere siciliano (sicuramente un uomo dalla marcata intelligenza): gli Stati e le forze inquirenti sono in guerra con il crimine organizzato internazionale, ma... ma rebus sic stantibus mentre i cattivi hanno la bomba atomica, i buoni non hanno ancora capito neppure dove si trova il fronte!
    Avvilente, eh?
    Trent'anni dopo la situazione non ha l'aria di essere cambiata.

    PS: altra bella analisi Sindona l'aveva servita su un piatto d'argento al giornalista a proposito della Libia di Gheddafi. Il destinatario della perla, però, non sembrava granché animato dalla curiosità di scavare più a fondo. Sindona già di suo non era uno che si sbottonava oltre a un paio di cenni lasciati partire per far sapere di sapere... però sarebbe stato meglio se l'autore fosse stato più attento a curare l'intervistato che non a prendere appunti sulle condizioni atmosferiche.
    PPS: mentre il punto di vista presentato, come già detto, è artificiosamente neutrale, tendenza sindoniana, il volume è introdotto da una luuunga presentazione di Barbacetto, tendenza in questo caso opposta. Il Gianni-nazionale non svela nulla di particolare, trattasi esclusivamente di tentativo di salvataggio in corner, ispirato forse dalla casa editrice, preoccupata di parare eventuali critiche inerenti la scelta di pubblicare una difesa d'ufficio di Sindona priva di contraddittorio.

    ha scritto il