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Il mistero dell'inquisitore Eymerich

(Superblues)

Di

Editore: Mondadori

3.9
(1233)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 310 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Ceco

Isbn-10: 8804424281 | Isbn-13: 9788804424284 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1. ed

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 5

    Sardegna terra di misteri

    La sessualità coinvolge energie rivoluzionarie. Lo sanno le religioni, i regimi autoritari, qualsiasi forma di ordine costituito: non a caso da sempre viene controllata, repressa, giudicata, codificata a sole finalità riproduttive, contrapponendo anche nell’immaginario alla (mala)femmina seduttiv ...continua

    La sessualità coinvolge energie rivoluzionarie. Lo sanno le religioni, i regimi autoritari, qualsiasi forma di ordine costituito: non a caso da sempre viene controllata, repressa, giudicata, codificata a sole finalità riproduttive, contrapponendo anche nell’immaginario alla (mala)femmina seduttiva la madre- asessuata- di molti figli. Qui ila confronto fra l’inquisitore Eymerich, convinto che il corpo contamini il puro spirito, e Wilhelm Reich, ideatore della teoria orgonica, attraversa i secoli e Reich, vincitore morale, è sconfitto e distrutto: infatti le sue teorie sono sconosciute ai più. In questo romanzo ho incontrato molti personaggi storici, vecchie conoscenze come Mariano d’Arborea, Timbors e Ughetto; Reich e le scuole di psicologia, Tanit e i riti della fertilità e qualche ragazzino ribelle, come in tutti i tempi.
    A proposito: in questi giorni a Perugia sei denunciati per avere con musica, canti e abbigliamenti “multicolori” turbato il silenzio delle Sentinelle in piedi : gli Eymerich di oggi, rigidi, silenziosi, isolati, giudicanti il bene e il male.

    ha scritto il 

  • 3

    Il mistero dell'inquisitore Eymerich è un romanzo di Valerio Evangelisti pubblicato nel 1996 da Arnoldo Mondadori Editore, che fa parte della serie dell'inquisitore Eymerich.


    Come in tutti i romanzi di questa serie la narrazione si svolge su piani temporali diversi: il primo è quello dell' ...continua

    Il mistero dell'inquisitore Eymerich è un romanzo di Valerio Evangelisti pubblicato nel 1996 da Arnoldo Mondadori Editore, che fa parte della serie dell'inquisitore Eymerich.

    Come in tutti i romanzi di questa serie la narrazione si svolge su piani temporali diversi: il primo è quello dell'inquisitore Nicholas Eymerich, protagonista dei romanzi, che nel 1354 segue il re d'Aragona Pietro IV in Sardegna per sedare la rivolta di Mariano, giudice d'Arborea; la seconda è ambientata nel XX secolo, dove lo psicologo Wilhelm Reich sfugge dal nazismo prima in Norvegia e poi in America, dove scopre una nuova forma di energia insita nelle persone, l'orgone; la terza è ambientata in un futuro distopico, dove gli Stati Uniti sono divisi in tre confederazioni: Nuova confederazione Americana (basata sull'industria), Confederazione della Libera America (basata sull'agricoltura) e Unione degli Stati Americani (fondata sul capitale finanziaro e sulle speculazioni di borsa). In tutti e tre questi stati, con leggi proprie ma con lo stesso esercito, serpeggia il terrore di essere deportati al Lazzaretto, punizione per l'essere malati o per avere infranto la legge.
    Come sempre la narrazione parte separata dai tre diversi piani temporali, avvicinandosi man mano che procede la lettura fino ad arrivare alla fusione finale.

    Valerio Evangelisti ha inventato questa geniale forma di scrittura, in cui piani temporali apparentemente distaccati piano piano si fondono per sviscerare gli elementi della narrazione; il personaggio di Nicholas Eymerich è un anti-eroe che spesso (quasi sempre) sta antipatico e si spera nella sua sconfitta.

    Un libro piacevole e ben scritto, ma che rispetto ad altri romanzi della stessa serie sembra convincere un po' meno nella fusione narrativa e appare spesso troppo forzata.

    ha scritto il 

  • 3

    Perplessità. Ho amato sempre Valerio Evangelisti, rimanendo spesso perplesso nella lettura della saga dell'Inquisitore Eymerich. Gusti personali ovviamente. Ma questo libro mi conferma le mie impressioni passate: un po ripetitivo con gli altri volumi.

    ha scritto il 

  • 3

    Avevo un ricordo piacevole di quando il testo era uscito a puntate allegato all'Espresso: ma ne avevo persa qualcuna ed ero rimasto con la curiosità di valutare la storia nel suo insieme. Ora, quasi vent'anni dopo, l'ho fatto. E l'impressione finale purtroppo non convalida quel ricordo. Certo Eva ...continua

    Avevo un ricordo piacevole di quando il testo era uscito a puntate allegato all'Espresso: ma ne avevo persa qualcuna ed ero rimasto con la curiosità di valutare la storia nel suo insieme. Ora, quasi vent'anni dopo, l'ho fatto. E l'impressione finale purtroppo non convalida quel ricordo. Certo Evangelisti ha un buon dominio delle risorse stilistiche e dell'arte della suspense, ma indulge un po' troppo (per i miei gusti, ma a qualcuno probabilmente piacerà) al macabro gratuito (fin dalla scena della contaminazione sulla galea). La storia (quella degli eventi umani) è solo un pretesto (pare che la spedizione di Pietro il cerimonioso sia stata in realtà un fallimento dal punto di vista militare), l'azione divisa in tre livelli temporali/ambientali è un po' faticosa da seguire. I personaggi, a parte i due protagonisti (Eymerich e Wilhelm Reich) sono quasi solo funzioni narrative, senza un minimo di spessore. E soprattutto si resta con l'impressione che il tutto sia stato scritto col solo fine di épater le bourgeois.

    ha scritto il 

  • 4

    Eymerich, un uomo che sa il fatto suo, capace di affrontare qualsiasi avversario, intelligente, di un cinismo quasi spietato, misterioso a tal punto che nessuno è in grado di capire cosa pensa, gli manca una giacca nera di pelle e poi potrei assurgerlo a mio uomo ideale. Nel terzo libro della sag ...continua

    Eymerich, un uomo che sa il fatto suo, capace di affrontare qualsiasi avversario, intelligente, di un cinismo quasi spietato, misterioso a tal punto che nessuno è in grado di capire cosa pensa, gli manca una giacca nera di pelle e poi potrei assurgerlo a mio uomo ideale. Nel terzo libro della saga, Eymerich è chiamato in Sardegna a combattere una oscura eresia che professa il potere curativo dell'energia scaturita dall'orgasmo, la cui divinità si nasconde nei meandri di una grotta marina; essa è allo stesso tempo fonte di vita e di morte. Interessante la storia collegata alla vicenda dell' inquisitore catalano in cui il dottor Reich, in seguito alle sue scoperte sull'energia orgonica giudicate blasfeme dai nazisti, viene considerato schizofrenico anche dalle autorità americane. Avranno poi inizio una serie di allucinazioni che lo metteranno in contatto con lo stesso Eymerich.

    ha scritto il 

  • 4

    Il futuro affonda le proprie radici nel passato

    Un romanzo più fantascientifico del solito, nel quale Eymerich viene psicanalizzato, e nientepopodimeno che da Wilhelm Reich. E nel passato inquisitorio di Eymerich si riflette un possibile futuro che vede contrapposti moralismo, scientismo e rampantismo: a farne le spese sono gli adolescenti. Un ...continua

    Un romanzo più fantascientifico del solito, nel quale Eymerich viene psicanalizzato, e nientepopodimeno che da Wilhelm Reich. E nel passato inquisitorio di Eymerich si riflette un possibile futuro che vede contrapposti moralismo, scientismo e rampantismo: a farne le spese sono gli adolescenti. Uno tra i migliori romanzi del ciclo, complesso quanto basta, scorrevole e ben articolato. Senza essere mai banale e costringendoci a riflettere sul presente. Il top del romanzo di genere.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo altrettanto valido come il primo della serie, che si svolge nell'anno 1354, mentre il primo che inizia il ciclo si svolge nel 1352 (cerco di leggerli nell'ordine cronologico degli avvenimenti descritti all'epoca dell'inquisitore e non in ordine di uscita dei vari romanzi,che è diverso) di ...continua

    Romanzo altrettanto valido come il primo della serie, che si svolge nell'anno 1354, mentre il primo che inizia il ciclo si svolge nel 1352 (cerco di leggerli nell'ordine cronologico degli avvenimenti descritti all'epoca dell'inquisitore e non in ordine di uscita dei vari romanzi,che è diverso) dicevo altrettanto valido come il primo anche se di più difficile comprensione e con una maggiore dose di horror e fantasia, in effetti di fantascienza classica, come di solito piace leggere a me non ce n'è molta, c'è un' aria malsana, quasi putrida che si respira per tutto il romanzo, comunque sia questi primi due capitoli dell'inquisitore li ho letti in cinque giorni e sono già alla ricerca del terzo, probabilmente e la forza della scrittura di questo autore che prende.

    ha scritto il 

  • 3

    Meno incasinato degli altri per quanto riguarda la realtà parallela/il futuro. Seguire le storie parallele a quella di Eymerich è stato più semplice insomma, la storia in generale però mi ha entusiasmato poco. Boh, schifezze che si annidano nel corpo solo in quell'area della Sardegna? Luci azzurr ...continua

    Meno incasinato degli altri per quanto riguarda la realtà parallela/il futuro. Seguire le storie parallele a quella di Eymerich è stato più semplice insomma, la storia in generale però mi ha entusiasmato poco. Boh, schifezze che si annidano nel corpo solo in quell'area della Sardegna? Luci azzurrognole? Mah...

    ha scritto il 

  • 3

    Pur essendo il meno bello della saga, tra quelli letti finora (è il quarto volume), è sempre una lettura affascinante, grazie all'inventiva dell'autore.
    Il motivo per cui è meno bello rispetto ai primi tre, è un'esagerazione di "coincidenze" (che fanno parte di tutti i libri della saga, ma ...continua

    Pur essendo il meno bello della saga, tra quelli letti finora (è il quarto volume), è sempre una lettura affascinante, grazie all'inventiva dell'autore.
    Il motivo per cui è meno bello rispetto ai primi tre, è un'esagerazione di "coincidenze" (che fanno parte di tutti i libri della saga, ma qui in maniera fin troppo esagerata), un Eymerich più umano e debole del solito (anche se rimane sempre un gran personaggio carismatico) e la parte relativa al "futuro" è un po' troppo caricaturale (e secondo me contradditoria).

    ha scritto il