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Il mito della grande madre

Dalle amigdale a Çatal Huyuk

Di

Editore: Mimesis

3.6
(5)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri

Isbn-10: 8884830826 | Isbn-13: 9788884830821 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1ª ed.

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Descrizione del libro
Nel 1960 l’archeologo inglese James Mellaart scopre Çatal Hüyük, nel cuore dell’altopiano anatolico, una straordinaria città senza tetti, senza strade e senza porte, fiorita 9000 anni fa. Gli stupendi affreschi delle sue case-tempio narrano una storia grandiosa e antichissima: quella dell’ascesa e caduta del mito della Grande Madre. Giuseppe Sermonti – biologo, saggista ed ermeneuta di fiabe – la ripercorre in questo volume, ricostruendo un’affascinante trama di risonanze e di rimandi che, partendo da quelle figure, attraversa la cultura greca classica, per giungere fino ai nostri giorni. Tra gli affreschi di Çatal Hüyük s’intravedono così il mito della “nascita di Venere” dalle membra uraniche e quello di Perseo, ma anche la forma delle costellazioni celesti, segni eterni dell’alfabeto celeste. Ed ancora oggi se ne possono leggere le cifre sui tappetini anatolici (kilim), che mani femminili hanno tramandato nei millenni.
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    L'argomento di per sè sarebbe interessantissimo, ma l'impressione che ho avuto durante la lettura è che l'autore lavori troppo di fantasia, inventandosi collegamenti tra miti, reperti archeologici e mappe celesti per suffragare le proprie tesi. Inoltre l'organizzazione del libro, come mi è già ca ...continua

    L'argomento di per sè sarebbe interessantissimo, ma l'impressione che ho avuto durante la lettura è che l'autore lavori troppo di fantasia, inventandosi collegamenti tra miti, reperti archeologici e mappe celesti per suffragare le proprie tesi. Inoltre l'organizzazione del libro, come mi è già capitato di notare con altri scritti da studiosi di antichità, è un po' frammentaria e caotica.

    ha scritto il