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Il mito di Sisifo

By Albert Camus

(97)

| Paperback

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Book Description

Pubblicato nel 1942, immediatamente dopo quel formidabile racconto che è Lo straniero, il Mito di Sisifo è un “libro di idee”, a mezza strada tra filosofia e letteratura. Limpida denuncia dell’assurdità del vivere in un mondo sordo ai richiami dell’u Continue

Pubblicato nel 1942, immediatamente dopo quel formidabile racconto che è Lo straniero, il Mito di Sisifo è un “libro di idee”, a mezza strada tra filosofia e letteratura. Limpida denuncia dell’assurdità del vivere in un mondo sordo ai richiami dell’uomo, l’opera resta una testimonianza vivissima della crisi spirituale di un’età che per tanti aspetti è ancora la nostra – il bilancio di una filosofia della crisi allargatasi a sensibilità e opinione pubblica, su cui agiscono così i maestri dell’esistenzialismo come romanzieri quali Dostoevskij e Kafka. Ed è al tempo stesso la confessione, in uno stile personalissimo, di un autore che prende congedo da una dura e studiosa giovinezza; confessione che illumina potentemente tutto il suo percorso di narratore e pensatore, dai difficili esordi fino alla gloria di Stoccolma e alla maturità troncata. Nelle acque profonde del mito di Sisifo Camus ricerca un’immagine di se stesso e dell’uomo che è lungi dall’essere chiara e definitiva. Accanto al Camus ardente che, nuovo Prometeo, lotta contro i flagelli della natura e degli uomini, si scopre un Camus forse più umano, che lotta contro la tentazione del cinismo.

92 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Il Camus romanziere, alla sua prima prova, mi aveva lasciato del tutto insoddisfatto. Il Camus filosofo, invece, mi risulta stranamente di mio gusto. Fosse solo per lo stupore che mi provoca sapere che ha scritto questo testo che non aveva nemmeno tr ...(continue)

    Il Camus romanziere, alla sua prima prova, mi aveva lasciato del tutto insoddisfatto. Il Camus filosofo, invece, mi risulta stranamente di mio gusto. Fosse solo per lo stupore che mi provoca sapere che ha scritto questo testo che non aveva nemmeno trent'anni.
    Manifesto (?) della filosofia dell'Assurdo, a primo acchito sembra un po' un giro a vuoto, ma poco a poco sorprendentemente emerge un senso e un filo conduttore, e alla fine ne esci pienamente convinto.
    Gradevole la rilettura di autori vari, filosofi come scrittori (soprattutto Kafka), che mi ha permesso di riscoprirli.

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    Tancredi said on Oct 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'uomo assurdo. Non condivido gran parte delle argomentazioni di Camus, ma questo libro è una provocazione all'intelligenza e rappresenta una sfida che dev'essere raccolta. Immaginare Sisifo felice è un'utopia ma, alla fine, anche Camus pensa che ciò ...(continue)

    L'uomo assurdo. Non condivido gran parte delle argomentazioni di Camus, ma questo libro è una provocazione all'intelligenza e rappresenta una sfida che dev'essere raccolta. Immaginare Sisifo felice è un'utopia ma, alla fine, anche Camus pensa che ciò basti a riempire di felicità il cuore di un uomo.

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    Paola C. said on Sep 10, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Camus qui scrive in maniera molto sintetica, quasi febbrile nel tentativo di sintetizzare il suo percorso mentale. Ne risulta un libro di non facile lettura, che fa salti logici impegnativi e richiede molta concentrazione.
    Il libro ruota moltissimo s ...(continue)

    Camus qui scrive in maniera molto sintetica, quasi febbrile nel tentativo di sintetizzare il suo percorso mentale. Ne risulta un libro di non facile lettura, che fa salti logici impegnativi e richiede molta concentrazione.
    Il libro ruota moltissimo su critiche e legami ad autori di riferimento per Camus, o autori toccati nei suoi studi. Anche qui in assenza di una conoscenza di base adatta il lettore si sente un po’ tirato fuori dalle riflessioni fatte.
    Per il resto Camus si distacca dagli esistenzialisti formulando questo pensiero in cui l’uomo, una volta resosi conto dell’assurdità della vita, non arriva ad un punto di conclusione della sua ricerca ma ad un punto di inizio. È lì che parte la vita dell’”uomo assurdo” cosciente del suo stato, e per questo padrone della propria sorte. Assurdo e fiero di esserlo. Appagato da ciò che la vita può offrire. Il qui e ora assurgono a significato dell’esistenza. In questa ottica una vita lunga può competere con una vita di “qualità” poiché il vero obiettivo è quello di raccogliere più esperienze possibili nell’arco di un’esistenza.
    E da lì l’autore cita alcuni esempi di questa vita assurda, dal Don Giovanni fino a Sisifo.

    Se preso singolarmente questo testo mi da l’impressione di non andare troppo in profondità. Acquista valore, temo, solo se messo in relazione con ciò che c’è prima (Lo straniero) e ciò che viene dopo (La Peste). Qui l’unico merito di Camus è di dare un taglio diverso rispetto ai suoi contemporanei al pensiero esistenzialista… ma non riesce a coinvolgere il lettore, non convince. Viene presentata qui una vita vuota, priva di significato, poco appagante. A me personalmente è venuto in mente più volte durante la lettura l’affermazione “Tutto qui?”. Sì ci sono qua e là begli spunti, ma il messaggio è un po’ vuoto e lo stile confuso, come ho già detto.
    Lo prendo come un punto di transito verso la completa maturazione di Camus. Il libro è stato scritto quando l’autore aveva meno di 30 anni.

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    Alex-Noir said on Jun 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'uomo assurdo è colui che accetta di vivere in pieno le sue esperienze, senza altro limite che la morte. Figura chiave dell'assurdo è l'attore della commedia, che può nello spettacolo impersonare più vite distinte dalla sua, rompendo ogni barriera f ...(continue)

    L'uomo assurdo è colui che accetta di vivere in pieno le sue esperienze, senza altro limite che la morte. Figura chiave dell'assurdo è l'attore della commedia, che può nello spettacolo impersonare più vite distinte dalla sua, rompendo ogni barriera fra maschera e realtà, fra essere e voler essere.
    Eppure al Camus argomentativo manca molto: manca coerenza, innanzitutto (spicca il fare del destino dell'uomo un suo prodotto , nella maggior parte del saggio; e poi, ad esempio nel Dongiovannismo, ripescare un destino che sembra inevitabile); mancano dimostrazioni (insufficiente a mio avviso è ridurre tutti gli esistenzialisti a coloro che operano un "salto").
    Buona l'analisi di Dostoevskij, buone alcune intuizioni ed alcune immagini (come quella che dà nome all'opera); ma tutto ciò non basta a farne un buon saggio

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    Riccardo said on May 12, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Albert: sono salati.
    Federica: cazzo vuoi la prossima volta te li fai da solo.
    Albert: mon amour stai calma, dicevo solo che sono salati sti pop corn.
    Federica: non ti ho chiesto una critica.
    Albert: nervosa eh, che succede?
    Federica: non lo so, non ...(continue)

    Albert: sono salati.
    Federica: cazzo vuoi la prossima volta te li fai da solo.
    Albert: mon amour stai calma, dicevo solo che sono salati sti pop corn.
    Federica: non ti ho chiesto una critica.
    Albert: nervosa eh, che succede?
    Federica: non lo so, non mi va niente per il verso giusto.
    Albert: neanche a me.
    Federica: ok ma tu sei pubblicato, tu ce l'hai un posto in questa società, io invece col cazzo.
    Albert: male con il tuo ragazzo?
    Federica: ci siamo lasciati.
    Albert: capisco.
    Federica: divertente questa espressione no?, ci siamo lasciati. io lascio lui lui lascia me. ma non è vero, è un'espressione stupida. l'unica che funziona è io e lui non tentiamo più di stare insieme. poi non parliamo più, non scopiamo più (scopavamo pochissimo ultimamente ma questo è standard), non cresciamo più uno vicino all'altro. e devo ricominciare.
    Albert: attenzione.
    Federica: che c'è?
    Albert: dobbiamo scansarci, la roccia sta tornando indietro.

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    (skate) said on Apr 26, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Più che un saggio è un assaggio

    L'autore si sarebbe potuto limitare ad un saggio ancora più breve sull'arte di togliersi la vita. Inutili disquisizioni filosofiche sul perché e il percome e del tema del suicidio in realtà non se ne parla affatto. Bocciato.

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    Tandream said on Mar 13, 2014 | Add your feedback

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