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Il momento è delicato

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

3.2
(1592)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 367 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806212400 | Isbn-13: 9788806212407 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Humor

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Descrizione del libro
C'era una parte poco frequentata delle edicole della stazione, quasi abbandonata, quella dei tascabili. Tra i libri accatastati, nascosti dietro un vetro, avvolti nella plastica e ricoperti di polvere cercavo le raccolte di racconti. Era un momento tutto mio, un piacere solitario e veloce perché il treno stava partendo. Studiavo un po' i disegni della copertina, pagavo e infilavo il libro in tasca. Appena mi sedevo al mio posto, gli strappavo la plastica che non lo faceva respirare. Aprivo una pagina a caso, trovavo l'inizio del racconto e attaccavo a leggere. Altre volte, invece, guardavo l'indice e sceglievo il titolo che mi ispirava di piú. E mentre il treno mi portava via finivo su pianeti in cui c'è sempre la notte, su scale mobili che non finiscono mai e tra mogli che uccidono i mariti a colpi di cosciotti di agnello congelati. Quella era vera goduria. E spero che la stessa goduria la possa provare anche tu, caro lettore, leggendo questa raccolta di racconti che ho scritto durante gli ultimi vent'anni. C'è un po' di tutto. Non devi per forza leggerla in treno. Leggila dove ti pare e parti dall'inizio o aprendo a caso. Ecco, se dovessi fare un paragone azzardato, il romanzo è una storia d'amore, il racconto è la passione di una notte.
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  • 3

    - Questo può essere vero, però non sei felice...
    - Felice? E che vuol dire felice? - disse quasi con stizza la ragazza.
    - Che sei in grazia di Dio, tranquillo, che non ci sono dei genitori che ti rompono, che ti dicono quello che devi fare, quello che è giusto e quello che è sbagliato ...continua

    - Questo può essere vero, però non sei felice...
    - Felice? E che vuol dire felice? - disse quasi con stizza la ragazza.
    - Che sei in grazia di Dio, tranquillo, che non ci sono dei genitori che ti rompono, che ti dicono quello che devi fare, quello che è giusto e quello che è sbagliato...

    ha scritto il 

  • 2

    Quarta di copertina: «Eccezionale... Ammaniti si rivela il migliore tra gli scrittori della sua generazione». Tu pensa che generazione sfortunata!


    Entrare in bagno con sotto braccio un libro intitolato "Il momento è delicato" fa il suo effetto, deve aver pensato l'editore, ed ecco allora i ...continua

    Quarta di copertina: «Eccezionale... Ammaniti si rivela il migliore tra gli scrittori della sua generazione». Tu pensa che generazione sfortunata!

    Entrare in bagno con sotto braccio un libro intitolato "Il momento è delicato" fa il suo effetto, deve aver pensato l'editore, ed ecco allora in stampa questa raccolta di racconti scritti lungo tutta una vita.
    Il problema è che Ammaniti non è Cechov, questi sono raccontini-ini-ini, più dei divertissement dell'autore. Il livello è quello dei film di serie Z che danno in estate alle tre del pomeriggio sulle emittenti locali.
    Scrittura accessibile ed estremamente popolare, in un frullatore che mischia horror, commedia, coming of age e pecoreccio.
    Il guaio è che spesso i racconti sono molto prevedibili, l'autore non rischia mai (magari non ha i mezzi per farlo), nulla esce dal coro e resta impresso.
    Come lettura per ammazzare il tempo ci può stare, ma non aspettatevi nulla di che, c'è veramente di molto meglio là fuori che aspetta di essere letto.

    ha scritto il 

  • 0

    Forse non mi piacciono i racconti...

    Ammaniti mi è sempre piaciuto da impazzire, ma questo libro è stato veramente pesante da finire. Bocciato. L'ho finito solo perché non amo lasciare i libri a metà.

    ha scritto il 

  • 2

    Io e te non andiamo d'accordo

    Anni fa avevo letto, sempre di questo autore, “Ti prendo e ti porto via”, incuriosita dal titolo e dalle recensioni ho deciso di leggere questa antologia di racconti.
    Era sicuramente meglio se prendevo la mia curiosità, la richiudevo in uno stanzino e gettavo la chiave.

    Questo libro ...continua

    Anni fa avevo letto, sempre di questo autore, “Ti prendo e ti porto via”, incuriosita dal titolo e dalle recensioni ho deciso di leggere questa antologia di racconti.
    Era sicuramente meglio se prendevo la mia curiosità, la richiudevo in uno stanzino e gettavo la chiave.

    Questo libro non ha senso, oltre ad essere volgare e pieno di violenza le storie narrate non mi sono affatto piaciute.
    I racconti di questo tipo probabilmente non sono il suo forte oppure sono io che ho dei gusti difficili, ma sinceramente molti dei racconti che ho letto non avevano un senso o meglio erano proprio assurdi e secondo un mio modesto parere non avevano neppure una fine.
    Lo stile non mi è piaciuto soprattutto per le volgarità gratuite che utilizza non spesso, ma sempre e per le note pulp, inoltre letto un racconto gli altri sono quasi uguali perché il tema su cui si incentra è sempre lo stesso: il sesso.

    Che dire, questa volta sono rimasta delusa da Ammaniti, penso che questo libro non sia adatto a me.

    Non ve lo consiglio!

    ha scritto il 

  • 2

    Nonostante l'economia, l'editoria e la narrativa italiana attraversino un momento delicato, Ammaniti si ostina a pubblicare racconti, che costituiscono il genere letterario meno ambìto e meno venduto. In questo volume ne sono raccolti sedici, dei quali uno (“Rane e girini”, scritto insieme al pad ...continua

    Nonostante l'economia, l'editoria e la narrativa italiana attraversino un momento delicato, Ammaniti si ostina a pubblicare racconti, che costituiscono il genere letterario meno ambìto e meno venduto. In questo volume ne sono raccolti sedici, dei quali uno (“Rane e girini”, scritto insieme al padre) suddiviso in altrettanti sei racconti brevi, i cui protagonisti sono persone comuni alle prese con gli ordinari e consueti problemi della vita quotidiana. Storie domestiche e semplici, molto spesso banali e scadenti, raccontate con un realismo volgare e, talvolta, crudo che in alcuni passaggi disturba la sensibilità del lettore. Pur non mancando qualche rara pillola di saggezza (“si è vergini una sola volta poi finisce tutto. E' una cosa importante. Bisogna esserne sicuri prima di perderla”) e sporadici tratti di divertente umorismo (nel caso, per esempio, dei racconti “Un uccello molto serio” e “A letto col nemico”), si tratta di un volume complessivamente sconclusionato e di basso profilo. L'accostamento a generi letterari come la parodia, il pulp, la farsa ecc. mi sembrano irriverenti, perché forse sarebbe più appropriato parlare di sconfortante “testimonianza” di degrado culturale e morale.

    ha scritto il 

  • 2

    Non è una raccolta di racconti è una raccolta di incubi. Li ho definiti incubi senza scampo, alcuni esageratamente paradossali. Credo che l'autore si sia divertito molto nello scriverli, io per niente nel leggerli

    ha scritto il 

  • 3

    Le premesse non erano positive in quanto Ammaniti non mi ha mai fatto una buona impressione ed, inoltre, tendo ad evitare libri costituiti da racconti. Devo dire, però, che con alcuni racconti ho rivalutato l'autore tanto da decidere di non scartarlo più a priori come avevo fatto in passato. Nel ...continua

    Le premesse non erano positive in quanto Ammaniti non mi ha mai fatto una buona impressione ed, inoltre, tendo ad evitare libri costituiti da racconti. Devo dire, però, che con alcuni racconti ho rivalutato l'autore tanto da decidere di non scartarlo più a priori come avevo fatto in passato. Nel complesso il romanzo non mi ha soddisfatto, soprattutto, per la presenza di minuscoli racconti senza capo ne coda, ma ne è valsa la pena per alcuni un pò più lunghi ed, in particolare, uno degli ultimi che mi ha fatto ridere di gusto, ed uno in cui c'erano i pensieri di un giovane "scapestrato", pensieri che, secondo me, sono molto comuni e verosimili.

    ha scritto il 

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