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Il monaco del monte Koya e altri racconti

Di

Editore: Marsilio

3.4
(38)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8831777211 | Isbn-13: 9788831777216 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Curatore: Bonaventura Ruperti

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Emotivamente critico nei confronti della società del suo tempo, nella sua narrativa, Izumi Kyoka, descrive fughe e percorsi immaginativi verso dimensioni magiche e fantastiche ed esalta con toni appassionati gli ideali dell'arte, i valori estetici del mondo femminile, il fascino e la tragica realtà degli ambienti liminali della società: quartieri di piacere o palcoscenici di attori itineranti. Al filone realistico dei prosatori suoi contemporanei, più attenti ai contenuti e alle novità dei movimenti artistici occidentali che alla qualità dello stile, contrappone la sapienza artigianale, il ritmo, la dovizia espressiva e l'elaborazione di una scrittura che vuole sempre essere mutevole e suggestiva.
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  • 3

    Estrema rarefazione

    Un'atmosfera superba, quella raffinatezza aristocratica della scrittura giapponese che piace a me. La pulizia, l'essenza delle cose, il disegnare quadri di vita non necessariamente interconnessi.
    Soffre però dei dialoghi troppo spezzati, dell'eccessiva inconcludenza come pure dell'elisione di tr ...continua

    Un'atmosfera superba, quella raffinatezza aristocratica della scrittura giapponese che piace a me. La pulizia, l'essenza delle cose, il disegnare quadri di vita non necessariamente interconnessi. Soffre però dei dialoghi troppo spezzati, dell'eccessiva inconcludenza come pure dell'elisione di troppi passaggi e pensieri che ci lasciano spiazzati e soli. Si, soli, l'autore gioca troppo su essenza ed allusione e va per i fatti propri, la trama non ne giova. Meglio distaccarsi dalla consuetudine occidentale di compiutezza allora e godersi l'atmosfera.

    Molto bello da leggersi nell'aura estiva di indolenza, ricrea un Giappone passato e nostalgico. Per niente facile, pesante e non per neofiti di questo tipo di letteratura, eppure affascinante.

    Il primo racconto lungo è dedicato agli artisti girovaghi, al teatro ed ai teatranti, ed in fondo alla vita, all’amore, alla maturazione ed all’impossibilità di felicità, al sacrificio.

    Segue il racconto che dà nome alla raccolta. Un monaco errante per una via sconosciuta, un Giappone che non esiste sulle mappe ed una donna ammaliante e misteriosa, divinità che al pari di Circe trasforma gli uomini in bestie. E la tecnica delle scatole cinesi: racconto nel racconto... Distolsi lo sguardo senza dire nulla, ma la figura della donna, ancor più bella, apparve riflessa trasparente e diafana, bagnata dalla luna, sulla grande liscia pietra nera che gli spruzzi dell'altra sponda avvolgevano in una sottile soffusa foschia.

    Infine Rosse foglie di ipomea è un racconto molto confuso su una visita al cimitero, sul passato, sulle memorie e i fraintendimenti, immerso in un'onirica atmosfera di spettri di libellule. al trascorrere del vento delle montagne sullo sfodno, due libellule rosse si librano lievi e sommesse, due ombre di donna...

    Sullo sfondo di tutto l’umana incomprensione e la solitudine.

    ha scritto il