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Il monastero dei lunghi coltelli

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica Noir)

3.8
(76)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 381 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807722682 | Isbn-13: 9788807722684 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Scaldini

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Ritorna Barney Thompson, barbiere di Glasgow e killer per caso nella "Bottega degli errori". In questa seconda avventura Barney abbandona la sua piovosissima città per ritirarsi in un convento nel ghiacciosissimo nord della Scozia. Causa di questa fuga è l'eccessiva notorietà a cui lo sottopongono i media dopo che, per una forbiciata non proprio perfetta, ha ammazzato un paio di persone. L'accanimento dei giornali è parossistico. Barney diventa il capro espiatorio di qualunque cosa sia capitata in tutta la Scozia, in qualsiasi epoca. Come le sconfitte della squadra di calcio scozzese: "L'errore di Billy Bremner contro il Brasile nel '74: colpa di Barney Thompson". Ma Barney non fa in tempo a rilassarsi che il convento viene funestato da un terribile serial killer che getta nello sconforto e nel terrore i poveri, ignari monaci e crea non pochi problemi all'ispettore capo Mulholland e al sergente Proudfoot, la coppia di poliziotti più strampalata che mente umana potesse inventare. Citazioni letterarie e cinematografiche, con una trama surreale e molto noir, il libro conferma il particolare black humour di Douglas Lindsay.
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  • 4

    Questo libro riesce a coniugare perfettamente le atmosfere noir (monastero scozzese perso nella neve, un barbiere cerusico) con un'ironia tagliente. Alcuni dialoghi sono a dir poco esilaranti, ci sono continui riferimenti letterali e cinematografici ed i personaggi sono fantastici.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nessun dorma, Macbeth,che il sonno uccide"

    Esilarante commedia degli equivoci.
    Degno seguito de "La bottega degli errori".
    Humor nero e sarcastico, personaggi bistrattati al parossismo, ritmo alto che incolla il lettore pagina dopo pagina inframmezzato qua e là da ironici sorrisi e a volte risate. Perde qualcosa nel finale e lo stesso lo ...continua

    Esilarante commedia degli equivoci. Degno seguito de "La bottega degli errori". Humor nero e sarcastico, personaggi bistrattati al parossismo, ritmo alto che incolla il lettore pagina dopo pagina inframmezzato qua e là da ironici sorrisi e a volte risate. Perde qualcosa nel finale e lo stesso lo si anticipa mentalmente (ma non sarebbe potuta andare a finire in altro modo). L'autore non risparmia nessuno dalla polizia scozzese alla stampa locale e lo fa per quasi 400 pagine, sempre con ironia,citazioni di film e romanzi famosi (su tutti "Dieci piccoli indiani...e non ne rimase nessuno") e una trama tanto irrazionale da risultare poco credibile. Consigli di lettura? Leggetelo a casa, da soli...altrimenti vi scapperà da ridacchiare davanti a qualcuno!:)

    Il barbiere cerusico più sfortunato e"preciso" del mondo diventa un "Mito" per i suoi lettori. "Che, mica sono stato io"! A quando la prossima Barney Thomson?! *_^

    ha scritto il 

  • 4

    per Barney è impossibile sfuggire al suo destino ..... ormai è etichettato come serial killer e colpevolizzato per ogni cosa succeda nel mondo .... e cosi cosa resta da fare?
    naturalmente quello che tutti farebbero .... scappare e cambiare identità .... fuggire lontano da un destino cosi crudele ...continua

    per Barney è impossibile sfuggire al suo destino ..... ormai è etichettato come serial killer e colpevolizzato per ogni cosa succeda nel mondo .... e cosi cosa resta da fare? naturalmente quello che tutti farebbero .... scappare e cambiare identità .... fuggire lontano da un destino cosi crudele peccato che la sua sfortuna lo accompagni e che alla fine entri nuovamente in una storia di cadaveri ed enigmi viene quasi da pensare se veramente Barney non porti sfortuna .... se veramente non sia colpa sua tutto ciò che di male succede visto che si trova sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato bello come il primo .... più indagini in questo secondo .... ma la comicità è la stessa da leggere anche questo

    ha scritto il 

  • 0

    non male, all'inizio ero molto dubbiosa, poi la storia prende, si capisce sempre più il tipo di umorismo dell'autore... si fa leggere e anche bene, tutto sommato a parte i primi due tre capitoli mi è piaciuto.
    perfetto per chi ha voglia di un pò di svago senza affaticarsi troppo, non male davvero ...continua

    non male, all'inizio ero molto dubbiosa, poi la storia prende, si capisce sempre più il tipo di umorismo dell'autore... si fa leggere e anche bene, tutto sommato a parte i primi due tre capitoli mi è piaciuto. perfetto per chi ha voglia di un pò di svago senza affaticarsi troppo, non male davvero.

    ha scritto il 

  • 4

    L'errore di Billy Bremner contro il Brasile nel '74: colpa di Barney Thomson.

    Torna Barney Thomson, e ancora una volta si ritrova suo malgrado coinvolto in una serie di efferati omicidi, che avvengono proprio nel monastero in cui si è rifugiato in seguito ai fatti narrati ne "La Bottega degli Errori".


    Omaggio irriverente a "Il Nome della Rosa", humor nero a grana gr ...continua

    Torna Barney Thomson, e ancora una volta si ritrova suo malgrado coinvolto in una serie di efferati omicidi, che avvengono proprio nel monastero in cui si è rifugiato in seguito ai fatti narrati ne "La Bottega degli Errori".

    Omaggio irriverente a "Il Nome della Rosa", humor nero a grana grossa inframezzato da citazioni più o meno famose e con personaggi caricaturali. Un libro insomma che non ha aspirazioni di capolavoro, ma che svolge egregiamente il compito di far trascorrere piacevolmente qualche ora.

    ha scritto il 

  • 4

    Degno proseguimento del precedente con impennata quasi surreale ma sempre divertente e ironico. Il protagonista è sempre + un mito. Simpaticissimo. Vale la pena.

    ha scritto il