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Il mondo alla fine del mondo

Di

Editore: Mondolibri

3.7
(1976)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 127 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Francese , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: A000140142 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Political , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ancora un grande affresco patagonico

    Ancora la Patagonia, l'estremo lembo di terra cilena verso Sud, al centro di un'opera di Sepùlveda.
    E' un libro diverso da altri, "ambientalista militante" si potrrebbe dire.', ed è sempre molto bello e coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 4

    Non sempre facilissimo nei termini, ma ricco di dettagli il libro racconta la sua esperienza in Greenpeace. Sepulveda riesce sempre a trasmetterti la sua passione, vera e sfrenata, per la terra, la natura, la salvaguardia degli ecosistemi. Lo stile di sempre , diretto e profondo, che io adoro: "L ...continua

    Non sempre facilissimo nei termini, ma ricco di dettagli il libro racconta la sua esperienza in Greenpeace. Sepulveda riesce sempre a trasmetterti la sua passione, vera e sfrenata, per la terra, la natura, la salvaguardia degli ecosistemi. Lo stile di sempre , diretto e profondo, che io adoro: "La sovranità è un fazzoletto inventato perchè i militari ci si asciughino la bava".

    ha scritto il 

  • 3

    Bella la parte autobiografica, un po' meno quella dedicata al racconto del proprio attivismo, anche se rimane il massimo rispetto per quanto fatto e per l'associazione rappresentata.

    ha scritto il 

  • 3

    è la sua esperienza come attivista di Greenpeace...
    "purtroppo" leggerlo con animo vegano è un po' un pugno allo stomaco.. si, salva le balene.. ma l'elenco delle altre bestie che si mangia durante questa esperienza è (per me) un po' troppo lungo da "digerire"..

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro è il secondo che leggo di Luis Sepùlveda, dopo il famoso “La gabianella e il gatto che le insegnò a volare”, posso dire che l'autore tiene sempre presente una tematica nei suoi libri: la natura e il rispetto di essa.


    Questo libro a differenza del primo che lessi è rivolto ad u ...continua

    Questo libro è il secondo che leggo di Luis Sepùlveda, dopo il famoso “La gabianella e il gatto che le insegnò a volare”, posso dire che l'autore tiene sempre presente una tematica nei suoi libri: la natura e il rispetto di essa.

    Questo libro a differenza del primo che lessi è rivolto ad un pubblico più adulto, infatti diciamo che è una lettura un po' più impegnativa soprattutto perché è difficile da comprendere a causa della presenza di molti termini tecnici riguardanti la navigazione.
    Il mondo alla fine del mondo: il Cile, è lo scenario di questa storia. Saremo accompagnati da vecchi marinai e dal protagonista, un giornalista che collabora con Greenpeace. A cui è arrivato un messaggio molto chiaro e inquietante: nel mare del Cile una enorme nave giapponese il Nishin Maru, che solitamente si occupa dell'uccisione di balene, ha avuto delle grandi perdite dell'equipaggio. Cosa sia successo nessuno lo sa, solo un marinaio ha visto con i propri occhi cosa può fare la natura contro il nemico.
    Il protagonista dopo tantissimi anni quindi è costretto a ritornare in quella terra per scoprire la verità su questa nave officina, che secondo i documenti non dovrebbe più esistere.
    Ho trovato che la storia sia ben raccontata con attenzione ai particolari, affinché si possa immaginare al meglio ogni avvenimento. Mi sono piaciute le descrizioni dei paesaggi e i vari nomi delle zone attraversate

    durante la storia, questo ha reso il tutto più realistico. Come se non bastasse ho scoperto che la Nishin Maru è davvero esistita e davvero è un pericolo per l'estinzione delle balene...
    In questo libro l'autore ha voluto concentrare l'attenzione del lettore sull'uccisione di milioni di specie marine ogni giorno, senza che noi ne sappiamo nulla. Come sempre, vuole avvicinare chi legge alla bellezza della
    natura e al mondo animale (che essi siano animali di terra o acquatici poco importa). Io penso che Luis Sepùlveda sia uno dei pochi autori famosi che abbia davvero a cuore una causa così importante e non fa altro che parlarne nei libri per trasmettere quell'amore che lui prova nei confronti di tutta la natura.
    E' una breve storia ma attraverso un sottile filo riesce a far capire le conseguenze della crudeltà e dell'egoismo dell'essere umano.
    Consigliato assolutamente, nonostante non sia un bellissimo libro però merita una lettura, anche perché è molto breve quindi non vi porterà via tanto tempo. Leggetelo soprattutto se anche voi amate la natura, perché è giusto sapere cosa accade attorno a noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Un viaggio come occasione per ricordare le proprie origini e la voglia di mare.
    Un piccolo libro molto carino, anche se la parte più interessante è quella dove racconta dei suoi primi viaggi per mare da ragazzo

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo alla fine del mondo: un romanzo di Luis Sepùlveda denso di emozioni e capace di coinvolgerti nei mari del Sudamerica.

    Potete leggere la mia recensione qui: http://www.leggeremania.it/2014/02/08/il-mondo-alla-fine-del-mondo-luis-sepulveda/

    ha scritto il 

  • 4

    Ritorno alle origini

    L'evento - che non rivelerò per non guastarvi la lettura - serve allo scrittore per giustificare il suo ritorno alle origini: con i ricordi ed ecco le bellissime narrazioni, con il viaggio, ed ecco la descrizione di luoghi e personaggi incredibili. Non si può non soffrire insieme a loro al pensie ...continua

    L'evento - che non rivelerò per non guastarvi la lettura - serve allo scrittore per giustificare il suo ritorno alle origini: con i ricordi ed ecco le bellissime narrazioni, con il viaggio, ed ecco la descrizione di luoghi e personaggi incredibili. Non si può non soffrire insieme a loro al pensiero di come l'uomo si accanisca sulla natura per un vergognoso ed inutile profitto. Da far leggere a scuola.

    ha scritto il 

  • 0

    Sepulveda non è tra i miei preferiti, ma ulimamente mi affascina il Sud America e ho voluto iniziare da qui. È una lettura piacevole che scorre con facilità sia dal punto di vista narrativo, che per quel che riguarda le suggestioni che evoca. Si tratta di un racconto per chi ha voglia di immerger ...continua

    Sepulveda non è tra i miei preferiti, ma ulimamente mi affascina il Sud America e ho voluto iniziare da qui. È una lettura piacevole che scorre con facilità sia dal punto di vista narrativo, che per quel che riguarda le suggestioni che evoca. Si tratta di un racconto per chi ha voglia di immergersi in una storia al confine, in cui il mare e la natura si intrecciano intimamente con le vicende umane.

    ha scritto il 

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