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Il mondo come volontà e rappresentazione

Ediz. integrale

By Arthur Schopenhauer

(139)

| Paperback | 9788854123830

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Book Description

La comprensione metafisica del mondo è possibile, secondo Schopenhauer, non attraverso l’esperienza sensibile, giacché il fenomeno è pura apparenza o “rappresentazione”, ma attraverso la “volontà”, che consente di conoscere il noumeno. Una sorta di d Continue

La comprensione metafisica del mondo è possibile, secondo Schopenhauer, non attraverso l’esperienza sensibile, giacché il fenomeno è pura apparenza o “rappresentazione”, ma attraverso la “volontà”, che consente di conoscere il noumeno. Una sorta di dualismo tra la dimensione di apparenza delle cose e la sostanza delle stesse: al fondo delle teorie di Schopenhauer risiede una vena di pessimismo, poiché l’uomo incessantemente tende alla conoscenza infinita, e subisce incessantemente la frustrazione di questo desiderio. La vita è solo una faticosa battaglia per l’esistenza, costellata di dolore e noia. L’arte – e in particolare la musica – è il solo antidoto che consenta all’uomo di contemplare l’universale, seppure in maniera effimera.

«Nessuna verità è dunque più certa, più indipendente da tutte le altre e meno bisognosa di prova di questa: che ogni cosa presente alla conoscenza, quindi tutto questo mondo, è soltanto oggetto in rapporto al soggetto, intuizione dell’intuente, in una parola: rappresentazione.»

47 Reviews

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    Il pensiero di Schopenhauer si presenta in questo poderoso volume quadruplo come un ponte (non voluto) tra la filosofia di Kant e quella di Nietzche. Kant si era fermato prima, nella sua critica, a ciò che può essere intuito a priori (spazio e tempo) ...(continue)

    Il pensiero di Schopenhauer si presenta in questo poderoso volume quadruplo come un ponte (non voluto) tra la filosofia di Kant e quella di Nietzche. Kant si era fermato prima, nella sua critica, a ciò che può essere intuito a priori (spazio e tempo), della "cosa in sè", del noumeno. Si era fermato a ciò che non può essere definito perché non appartiene al mondo della rappresentazione. Schopenhauer ci presenta la cosa in sè come la volontà, la cui prima oggettivazione sono le idee platoniche, eterne e immobili. Da un lato critica, comprensibilmente, il suo maestro per l'uso delle antiquate categorie del pensiero, di derivazione aristotelico-scolastica, ma dall'altra lui fa molto di più e pone le idee Platoniche come origine del mondo così come ce lo rappresentiamo (anche se appunto sono solo rappresentazioni dell'idea unica che è la volontà) e con queste idee compila il suo poderoso dizionario di quattro volumi. Ma questa volontà non è altro che la forza della natura che porta alla riproduzione e alla affermazione del singolo sull'altro (Hobbes?) e poco vale che l'autore tenti nel quarto volume (dedicato all'etica) di inserire concetti di giustizia ed equità, la legge di natura è sempre la legge del più forte (in qualsiasi forma si manifesti questa forza). Se la volontà è l'origine e il fine del mondo allora un essere che è tutta volontà è la esemplificazione e la prima rappresentazione della cosa in sè? (Commento:un virus, il cui unico scopo è "vivere" riproducendosi all'infinito nel corpo ospitante? che può rimanere quiescente per anni in condizioni estreme per qualsiasi altro essere? è pura volontà?). Inoltre come dirà Nietzche la volontà che vuole ciò che vorrà e che ha sempre voluto non è che il fiume del divenire cosmico nel quale siamo immersi (generazione morente da amare ma che auspica l'arrivo del superuomo). Saltando il terzo libro dedicato al senso estetico, che riflette i gusti del tempo e di per sè già una dimotrazione dell'impossibilità di applicare in modo acritico il pensiero che l'autore ritiene assoluto (commento: al giorno d'oggi tutti inorridirebbero se parlando del barocco si parlasse di Guido Reni, oggi ingiustamente sottovalutato, ma non della star multimediale: Caravaggio, riscoperto e ri-osannato solo di recente) si giunge appunto a libro sull'etica. Da un certo verso il più interessante ma anche il più problematico. Definire un etica basata sulla volontà (e non sul dovere, come nel caso del suo maestro) è difficile. Anche se l'autore si prodiga nel cercare riferimenti e ragionamenti che possano metterlo al riparo dalle critiche, è indubbio che certi passaggi, come quello sul diritto di proprietà, o sul non affermare la propria volontà oltre i limiti della propria sfera di azione, nel caso della violenza sull'altro, non sono logicamente validi. Dice infatti Schopenhauer che la volontà A che si impone è opposta a quella di B che subisce. Perciò A = non(B) e quindi non può essere che A si imponga altrimenti si negherebbe B (e le singole volontà sono parti dell'unica grande volontà). Ma il problema è che non(non(B))=non(A); a questo punto sarebbe B a negare ad A l'affermazione della sua volontà. Il come regolarsi su questi aspetti rimane purtroppo non spiegato, ammesso che sia risolvibile come composizione delle forze.

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    Francolevantino said on Nov 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da rileggere con un'altra traduzione

    Per Schopenhauer gli scritti delle Upaniṣad sono stati la sua consolazione; per me è lui la mia consolazione.

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    Anto said on Oct 19, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto in età matura mi ha permesso di rivalutare l'autore, presentato male a scuola. Non esiste migliore argomentazione sulla Volontà, oltreché sul pensiero kantiano

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    Masetto said on Mar 24, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Semplicemente... un capolavoro!!

    Non bisogna essere un filosofo per apprezzare questo capolavoro dell'intelletto umano. Certo, un non filosofo, come può essere uno scienziato o un artista, deve superare l'ostica barriera corallina delle prime cento pagine di filosofia pura, ma poi p ...(continue)

    Non bisogna essere un filosofo per apprezzare questo capolavoro dell'intelletto umano. Certo, un non filosofo, come può essere uno scienziato o un artista, deve superare l'ostica barriera corallina delle prime cento pagine di filosofia pura, ma poi può sconfinare a vele spiegate, con gli strumenti adatti, nello splendore dell'oceano profondo. Qui c'è tutto, dalla letteratura, alla scienza; dalla storia alla filosofia; dalla musica alla psicologia. Magistrali le pagine sulla musica, sull'arte e sull'amore sessuale. Quando ho chiuso il libro, riletto per la seconda volta, ho detto fra me e me: "Ma quest'uomo ha capito tutto!". Ecco basta questo!

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    bukrider said on Apr 25, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Traduzione oltremodo "antiquata" (imperocché!) che a mio avviso non aggiunge nulla all'opera, anzi.

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    Nekrosov said on Apr 18, 2012 | Add your feedback

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