Il mondo deve sapere

Quant'è schifa la vita in un call center

Di

Editore: Mondolibri S.p.A.

3.6
(1254)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 123 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000196960 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Scienze Sociali

Ti piace Il mondo deve sapere?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
IL KAMASUTRA DEL MARKETINGPiù informazioni la telefonista riesce a carpire alla signora durante la telefonata, meglio Shark saprà dove addentare nella visita.Per esempio:"La signora ha figli piccoli? Eh, signora Ansiosini, che cosa orrenda questo aumento delle malattie allergiche da acaro per i bimbi. Meno male che c'è rimedio...(sguardo insinuante)"La signora lavora? Caspita, quanto tempo le farà risparmiare il Kirby, Signora mia! (tono entusiasta, manco la signora dovesse uscire con lui nel tempo in cui non pulisce la casa)"La signora non lavora (la casa è la sua sola soddisfazione)? Signora Sfigatis, la sua dimora sarà la più linda di viale del Tramonto! (e cosa vuoi di più dalla vita?)".La signora è sempre un target, qualunque sia la sua situazione. Si può fregare qualcuno in ogni posizione, nel Kamasutra del marketing.IRRESISTIBILE COME UNA SITCOM, COINVOLGENTE COME UN ROMANZO, VERO COME UN'INCHIESTA.
Ordina per
  • 1

    Lui: “Ehm..e cosa fai nella vita?”
    Lei: “Sono una scrittrice, ho un blog tutto mio. E tu invece?”
    Lui: “Faccio il pilota, posseggo uno scooter.”
    *
    In tutta sincerità preferirei uscire a cena con qualc ...continua

    Lui: “Ehm..e cosa fai nella vita?”
    Lei: “Sono una scrittrice, ho un blog tutto mio. E tu invece?”
    Lui: “Faccio il pilota, posseggo uno scooter.”
    *
    In tutta sincerità preferirei uscire a cena con qualcuno dei capi della Kirby piuttosto che l'autrice di questo libretto.
    Fatta salva la riconoscenza che dobbiamo alla Murgia per aver descritto dall'interno un mondo falso, raggirante, competitivo e sotto certi aspetti persino disumanizzante che ruota attorno al mondo del telemarketing, è proprio il lato umano dell'autrice che viene fuori da queste pagine e, almeno per quanto mi riguarda, provoca più sconcerto e stimola persino repulsione. La Murgia infatti si pone subito su un piedistallo e, dall'alto della sua “superiorità” sfacciata giudica, commenta, disapprova, sentenzia. “Le cose stanno così: falsume, ipocrisia, cattiveria, squali, poveracci, merda.”Che il mondo che essa ci descrive sia fatto di miserie, trucchetti, piccoli pescecani rampanti è, purtroppo, tristemente vero, ma ci sono vari modi per raccontarlo e, a mio giudizio, quello scelto dalla Murgia è uno dei peggiori. Priva completamente di ironia, di pietà, di semplice simpatia per coloro che non sono come lei, l'autrice sbrodola solo giudizi già pre-formati, ha posizioni univoche e si approccia al contesto che descrive con gli occhi foderati da un'immagine inscalfibile: esso è il Male, io che quel male non porto e lo respingo ve lo racconto come pare a me, state attenti, prendete appunti e zitti, per favore!
    Il tono da prima della classe, di snobismo, di autorevolezza, di presunzione, che si respira nelle pagine che ho letto è veramente insopportabile, le volte che prova a buttarla sulla parodia o ironia lessicale i risultati sono ridicoli o pessimi, quasi riesce a farti venir voglia di comprarlo un kirby(anche se sai che si tratta di una fregatura) giusto per farle un dispetto. Insomma dopo un po' non ho retto più e l'ho abbandonato.
    Nelle note al testo apprendiamo che §Il mondo deve sapere§(anche il titolo ha un tono di illuminazione urbi et orbi che sa di donazione agli sciocchi) è derivato dal blog che la Murgia teneva. Forse sotto forma di blog, di brevi pillole quotidiane il testo funzionava di più, si reggeva meglio, ma io ho sotto mano questo e giudico questo formato. Sempre le note informano che questa pubblicazione ha ispirato “Tutta la vita davanti” di Virzì; ora il cinema del regista livornese potrà anche non piacere, ma quantomeno gli va riconosciuto la bravura nella costruzione dei personaggi che quasi sempre sono aperti agli altri e al cambiamento. La protagonista del film infatti, pur essendo laureata in filosofia, non si pone al disopra delle sue compagne, spesso poco sveglie e sempliciotte, ma ne è incuriosita, sa che, per quanto esse siano diverse da lei, quella diversità fa parte della vita e ciò l'attrae, non la tiene lontana da loro.
    Insomma, per quello che posso dire, l'idea era ottima, la materia interessante, ma il piglio supponente che ti assale alla gola fin dalle prime battute del testo cancella tutto.

    ha scritto il 

  • 3

    Analisi antropologica dell'operatrice di call center e suoi annessi

    Nel complesso lo valuto un buon lavoro, vorrei sapere se adesso, a distanza di anni e volendo scriverlo di nuovo, la Murgia lo farebbe uguale o cambierebbe qualcosa. Secondo me la seconda ipotesi. Ho ...continua

    Nel complesso lo valuto un buon lavoro, vorrei sapere se adesso, a distanza di anni e volendo scriverlo di nuovo, la Murgia lo farebbe uguale o cambierebbe qualcosa. Secondo me la seconda ipotesi. Ho letto alcuni commenti e concordo, pur trovandolo un testo interessante come ho detto, sul fatto che sia un pochino "acerbo", quasi frettoloso, pensieri sparsi qua e là e messi insieme da un sottile filo conduttore. In certi passaggi è vero che l'autrice sembra un po' snob nel suo definirsi sempre e comunque ad un livello sopra a tutte le colleghe del call center e ai suoi superiori. Anche se fosse vero, meglio che sia il lettore a riconoscerlo, no? ;-)
    PS Magnifica la copertina.

    ha scritto il 

  • 4

    [BLOG] Il Bianco e il Nero. Emozioni di una Musa

    Dopo aver letto questo libro, non riuscirò mai più ad approcciarmi allo stesso modo con un'operatore telefonico.

    Ho scovato questo libro un pò per caso, mentre perdevo tempo in libreria e mi sono fat ...continua

    Dopo aver letto questo libro, non riuscirò mai più ad approcciarmi allo stesso modo con un'operatore telefonico.

    Ho scovato questo libro un pò per caso, mentre perdevo tempo in libreria e mi sono fatta stregare dalla copertina, che mi ricordava molto la trilogia dell'Area X.
    Poi ho letto la trama e non ho resistito. Avevo bisogno di ridere, anche se poi, cosa c'è da ridere leggendo la vita vera di una persona che lavora in un call center?

    Michela racconta in modo comico una realtà che in un modo o nell'altro, tutti conosciamo.
    Quello che spesso ci sfugge però, è che dietro a quelle telefonate che ci scassano le ovaie, ci sono persone che sono state addestrate in modo logico ed efficace.
    Si, sembra assurdo da credere ma c'è dietro una logica che in realtà spesso funziona.
    Michela ci svela alcune tecniche usate e non ho potuto non notare che effettivamente, quando chiamano, molti operatori si comportano in quel modo. Dopo questa lettura, comunque non mi farò più assalire dai sensi di colpa!

    Io la consiglio anche solo per le risate che mi sono fatta da sola, in mezzo alla gente che mi guardava malissimo.
    Una bella scoperta!

    ha scritto il 

  • 4

    Il mondo deve reagire

    Sono passati un po' di anni da quando Michela Murgia scrisse questo libro denunciando, col suo tipico sarcasmo e la sua pungente ironia, un modello lavorativo che ha reso molti giovani che si affaccia ...continua

    Sono passati un po' di anni da quando Michela Murgia scrisse questo libro denunciando, col suo tipico sarcasmo e la sua pungente ironia, un modello lavorativo che ha reso molti giovani che si affacciavano per la prima volta nel mondo del lavoro, gli schiavi del XXI secolo.
    Oggi ancora è così rendendo, come la stessa Murgia dice, la vita umana un accessorio per la produzione.
    Il mondo deve sapere... ma non basta... deve anche reagire.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mondo deve sapere. Beh, il mondo l'ha saputo, ha fatto finta di niente e ora, a distanza di dieci anni dall'uscita di questo libro, il mondo se ne è anche approfittato alla grande. Divertentissimo, ...continua

    Il mondo deve sapere. Beh, il mondo l'ha saputo, ha fatto finta di niente e ora, a distanza di dieci anni dall'uscita di questo libro, il mondo se ne è anche approfittato alla grande. Divertentissimo, ma tragico allo stesso tempo, il racconto che Camilla fa del suo lavoro di telefonista; i cognomi inventati poi sono geniali! Divorato in un pomeriggio.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomes ...continua

    Ingredienti: trenta giorni di lavoro in un call-center del Kirby, tecniche di tele-marketing (tele-marchetting) subdole e asfissianti, un sistema motivazionale che sfrutta e umilia dipendenti sottomessi e precari, un lessico da tele-fottitrice fatto di parole magiche e rituali (gratis, occasione, dimostrazione).
    Consigliato: a chi vuol mettere a nudo il corpo repellente delle tele-vendite, a chi usa intelligenza e ironia per sopravvivere ai lavori più umilianti.

    ha scritto il 

  • 3

    Irrisolto

    Non ho capito se all'inizio dell'avventura ci fosse un qualche progetto, che evidentemente non è andato in porto, forse l'idea era di scrivere un romanzo o qualcosa di più di questa raccolta di artico ...continua

    Non ho capito se all'inizio dell'avventura ci fosse un qualche progetto, che evidentemente non è andato in porto, forse l'idea era di scrivere un romanzo o qualcosa di più di questa raccolta di articoli di blog, peraltro divertenti. La fine arriva improvvisa e priva di qualsiasi riflessione ex post.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per